La cocciniglia farinosa dell’Agapanto

di Santi Longo
In Sicilia si va sempre più diffondendo la coltivazione in vivaio dell’Agapanto o Giglio africano, che, per il suo gradevole aspetto, viene utilizzato per formare bordure miste nei giardini.
Il genere Agapanthus, originario del Sud-Africa, forma un grande cespuglio di foglie allungate; in estate e all’inizio dell’autunno, su alti steli, si formano vistose infiorescenze di colore violaceo, blu o bianco. Alcune specie di Agapanthus sono decidue, mentre altre sono sempreverdi e mantengono la corona di foglie.
Nell’estate del 2011 sulle foglie basali di piante di Agapanthus, coltivate in vaso, in provincia di Catania, sono stati rinvenuti numerosi esemplari della “cocciniglia farinosa” Vryburgia amarillidis (Bouché, 1837) che infesta varie specie delle famiglie Agavaceae, Amaryllidaceae, Cyperaceae, Iridaceae, Liliaeae, e Poaceae.
La specie, che ha diffusione Afrotropicale, Australasiatica, Neartica e Paleartica, in Europa è nota in Bulgaria, Creta, Egitto, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Portogallo. In Italia è stata segnalata da Menozzi, nel 1933, come Pseudococcus (Tryonimus) lounsbury Brain, raccolto a Spilamberto di Modena fra le radici di una graminacea; è stata successivamente segnalata da Marotta, nel 1987, come Choryzococcus lounsbury (Brain) e nel 1990 come Vryburgya lounsburyi (Brain) raccolta in Campania.
La cocciniglia pullula nel periodo estivo e, con la saliva tossica, determina il disseccamento delle foglie, con conseguente grave danno poiché le piante infestate non possono essere commercializzate; i trattamenti con olio minerale all’1,5% o con i PPO, conseguono scarsi risultati; il coccinellide predatore di pseudococcidi Cryptolaemus montrouzieri non riesce a raggiungere ed eliminare le colonie che si insediano fra le guaine fogliari dove sono protette dalle formiche glicifaghe.
La diffusione e la dannosità dello pseudococcide è ostacolata dalla tecnica di riproduzione dell’agapanto per seme; tuttavia i vivaisti, che vogliono ottenere piante uniformi, ricorrono alla propagazione per divisione dei rizomi, favorendo così la diffusione dello pseudococcide che, in rapporto alla sua polifagia, potrebbe costituire un serio problema fitosanitario per le sue numerose piante ospiti.

Foto: Colonia di Vryburgya amarillidis