Inizio della stagione oleicola

di Paolo Inglese
La stagione oleicola italiana sta per iniziare, dopo una lunga estate calda e, in gran parte delle aree olivicole, siccitosa. Si parte, con i problemi di sempre e con le novità, e le difficoltà per molti, legate all’applicazione regolamento (CE) 182 del 6 marzo 2009, che modifica il Regolamento (CE) 1019/2002 in tutti i paesi della Comunità Europea, con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle olive impiegate per la produzione dell'olio vergine ed extravergine di oliva. Gli imbottigliatori sono chiamati a un salto di trasparenza e qualità importante che non sarà sempre facile affrontare.
Intanto, una novità viene dalla Sicilia, dove, in luglio, è stata proposta dalla CIA e presentata al mondo istituzionale la nuova proposta dell’IGP Sicilia (vedi il blog: http://olioigpsicilia.bloog.it/).  
Dopo avere raggiunto l’obiettivo della Doc Sicilia per il vino, si apre la sfida dell’olio extravergine d’oliva siciliano. Produttori, frantoiani, tecnici e docenti universitari hanno contribuito alla proposta, nella convinzione che il successo, fin qui, limitato, delle sei DOP siciliane lasci ampio spazio a un nuovo strumento di tutela, capace di dare maggiore visibilità a una più ampia parte delle produzioni siciliane. Il comparto olivicolo in Sicilia si estende su 140 mila ettari coltivati; si producono tra 45 e 50 mila tonnellate di olio d’oliva per un valore di circa 180 milioni di euro. L’ultimo censimento (2010) mette in evidenza un aumento del 3,5 per cento della superficie investita ad olivo e la contrazione nel numero delle aziende (-25 percento) che mantengono una superficie media ancora troppo esigua (poco più di un ettaro).
L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire un prodotto di qualità per il consumatore, con un disciplinare che appare aperto alle innovazioni varietali (10% di varietà alloctone) e dei modelli di impianto (‘devono essere quelli generalmente usati o, in ogni modo, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio’), mantenendo un chiaro rigore nella valutazione analitica e organolettica degli oli; dall’altro, fornire agli olivicoltori, ai frantoiani e agli imbottigliatori uno strumento più agile, forte di un marchio che utilizza la forza del brand Sicilia e capace di far concentrare gli sforzi di promozione verso una direzione unica.
Il marchio garantisce che ‘le operazioni di oleificazione delle olive devono essere effettuate entro 24 ore (48 ore) dalla raccolta in impianti di molitura posti nel territorio amministrativo della regione Sicilia’, lasciando in Sicilia il valore aggiunto di un prodotto per molti aspetti, riconosciuti dal mercato e dalla critica gastronomica, unico. Inizia adesso il suo iter procedurale, nella speranza sia pronto per la prossima campagna del 2013.


Foto: www. marchiodoc.it