Anno nero per le castagne, cali generalizzati dell'80%

Per i produttori di castagne è l'anno peggiore di sempre. La siccità prolungata ha amplificato gli effetti deleteri dell'insetto killer (il cinipide galligeno), rendendolo più dannoso del solito e creando così un mix micidiale di effetti negativi che porterà a una raccolta magrissima, con cali generalizzati dell'80% rispetto all'ordinario e intere zone in cui non si raccoglierà affatto.
Oltre al danno economico, che ammonta a decine di milioni di euro, si teme anche per il rischio incendi sui castagneti sempre più spesso abbandonati, perché non produttivi. Lo afferma in una nota la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
La produzione italiana fino al 2007 si aggirava piuttosto stabilmente sulle 50.000 tonnellate. Ma da diversi anni le cifre sono costantemente in ribasso. Si è passati dal 50% in meno nel 2010 al 70% in meno del 2011.
Quest'anno la situazione si preannuncia ancora peggiore, a causa del caldo torrido e della siccità prolungata, autentiche sciagure per le piante già debilitate dall'insetto distruttivo, che da solo è capace di ridurre lo sviluppo produttivo di una pianta fino al 50-60%.
A pagare più di tutti è la zona del viterbese, dove la produzione raccolta arriva a sfiorare lo zero assoluto, mentre in Campania si stima una stagione con il 70% in meno di raccolto. E proprio in queste aree, che sono le più vocate, a farne le spese sono produzioni d'eccellenza come la DOP di Vallerano (VT), e le IGP di Montella e di Roccadaspide.
Si prevede, quindi, una stagione in rosso per le oltre 34.000 imprese del comparto, che tra il 1999 e il 2007 hanno potuto contare su una produzione pari a un valore medio di ben 46 milioni di euro sui campi.


Da Freshplaza.it del 29/08/2012
Foto: www.foodie.it