Georgofili, chi sono?

La parola “Georgofili” proviene dal greco dotto, come usava dal 1500 in poi; il primo termine è “georgo” e il secondo “filo”.   
“GEORGO”
da γεωργέω (gheorghéo), verbo: fare il contadino o l’agricoltore (Platone, Senofonte e altri);
da γεωργικός (gheorghikòs): maschile: agricolo; femminile: agricoltura (Aristotele),  dedito all’agricoltura, come arte (Platone).
“FILO”
da φίλος (phílos): amico, caro, amore (in latino amicus carus). Se riferito a cose, sta per gradito.

La parola “georgofili” può quindi significare “amici della agricoltura”.

Nello stemma dei Georgofili sono presenti i simboli dell’attività agricola dedicati alla dea Cerere (spiga di grano, ramoscello d’olivo, grappolo d’uva) e quelli dell’attività economica e del commercio dedicati alla divinità di Mercurio (caducèo: serpenti incrociati ed ali).
Anche il motto Prosperitati Publicae Augendae evidenzia come l’attività dell’Accademia sia sempre stata rivolta all’interesse pubblico. I Georgofili hanno continuato sempre a svolgere attività di pubblico interesse senza alcun fine di lucro, all’insegna di un volontariato costantemente rispettato con orgoglio.