“Dialoghi sull’Agroindustria” - Dalla Terra al Cloud: quando l’algoritmo incontra la filiera dell’agroindustria

Dialogo con Chiara Corbo, Direttrice dell'Osservatorio Smart Agrifood - Politecnico di Milano, Università degli Studi di Brescia.

Paolo Ranalli e Chiara Corbo 08 July 2026

Ranalli. La trasformazione digitale nell’agroindustria non è più solo una tendenza futuristica, ma una necessità impellente per rispondere alle sfide globali: cambiamento climatico, scarsità di risorse e crescita demografica sul Pianeta. Agisce come il "sistema nervoso" dell'azienda agricola, connettendo ogni fase della produzione. Classicamente, si attua attraverso: i) Sensori nel terreno e sulle piante che raccolgono dati in tempo reale su umidità, nutrienti e stato di salute; ii) Algoritmi avanzati che analizzano i dati storici e previsionali per suggerire il momento esatto per la semina o il raccolto; iii) l'uso di droni per la mappatura dei campi e di trattori a guida autonoma che permette interventi mirati (rateo variabile), riducendo gli sprechi.
Lei dirige l'Osservatorio Smart AgriFood (nato dalla collaborazione tra il Politecnico di Milano e l'Università degli Studi di Brescia), punto di riferimento accademico e statistico più autorevole in Italia per monitorare la trasformazione digitale dell'intera filiera agroalimentare. Può elucidare, in generale (nei dettagli parliamo subito dopo), le principali innovazioni che interessano tale settore? 

Corbo. Sicuramente il settore primario è profondamente interessato dalle innovazioni digitali, sia in campo (e ambiente controllato), sia in stalla. Le analisi dell’Osservatorio evidenziano che quasi la metà degli agricoltori italiani, oggi, utilizza almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, e in particolare macchinari connessi, sistemi di monitoraggio (delle piante, dei suoli, ecc), soluzioni di mappatura. A seguire i Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS), che registrano una crescita importante rispetto al passato; in ultimo, l’impiego di droni e robot: soluzioni di più complesso utilizzo, poiché richiedono investimenti più consistenti e sono oggetto – come nel caso dei droni – di una normativa in divenire. Ma l’innovazione non riguarda soltanto il settore primario, estendendosi a tutta la filiera. Da questo punto di vista, sicuramente l’ambito della tracciabilità alimentare è uno di quelli più promettenti e dove le innovazioni possono davvero fare la differenza in termini di qualità, sicurezza e sostenibilità delle produzioni. 

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Rigenerare le città partendo dal suolo. Un decalogo per i nuovi amministratori.

Edoardo A.C. Costantini 08 July 2026

Ogni sindaco conosce le strade, le piazze e gli edifici del proprio comune. Molto più raramente conosce i suoli sui quali la città è costruita. Eppure, proprio il suolo costituisce una delle principali infrastrutture urbane, indispensabile per affrontare alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo: l'adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio idraulico, la mitigazione delle isole di calore, la tutela del verde urbano e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Le recenti elezioni amministrative che hanno interessato numerosi comuni italiani offrono quindi l'occasione per riportare il suolo al centro delle politiche municipali. Ancora oggi è per lo più considerato soltanto il supporto all'edificazione o alla realizzazione di infrastrutture, ma ormai è stato ampiamente dimostrato che il suolo è un capitale naturale che svolge funzioni essenziali per il funzionamento stesso della città.
Un suolo in buona salute sostiene alberi e vegetazione, assorbe e immagazzina l'acqua piovana, alimenta le falde, riduce il rischio di allagamenti, raffresca il microclima urbano, ospita una straordinaria biodiversità, sequestra carbonio, degrada numerosi inquinanti, ricicla sostanza organica e rende possibile l'agricoltura urbana. Sono tutti servizi ecosistemici che, se persi, richiedono opere artificiali estremamente costose per essere sostituiti, quando ciò è ancora possibile.
L'importanza di questi servizi è destinata ad aumentare. Le città italiane sono sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico: ondate di calore più intense e prolungate, precipitazioni concentrate, lunghi periodi siccitosi ed eventi meteorologici estremi. In questo contesto il suolo diventa una vera infrastruttura di adattamento climatico. La capacità di infiltrare e trattenere l'acqua, di alimentare la vegetazione e di mantenere fresco il microclima urbano dipende infatti molto più dalla qualità del suolo che dalla semplice presenza di aree verdi. Basta guardarsi attorno per vedere quanti impianti di alberi e di aree verdi falliscono per l’inadeguatezza del suolo e della sua gestione.

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Dal 25 August 2026 al 29 August 2026

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Non solo un modo di dire: il caldo dà alla testa!

Teodoro Georgiadis 08 July 2026

In questo periodo più che mai ricordiamo quanto la presenza del verde, la sua collocazione e manutenzione, sia fondamentale per la mitigazione del caldo estivo nelle città. Gli indici di mortalità della popolazione sono altissimi in molte zone urbane, e altrettanto lo sono gli allerta verso le precauzioni per proteggersi dalle ondate di calore. Ma non tutti sanno che l'aumento delle temperature notturne minaccia anche la "pulizia" del cervello.

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Indicazioni geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato

Eugenio Pomarici 08 July 2026

I prodotti con indicazione geografica (IG), ossia i prodotti DOP, IGP e STG, sono una componente essenziale del sistema agroalimentare dell’UE e, in particolare, del sistema agroalimentare italiano. Per tutte le aziende coinvolte nelle filiere dei prodotti IG si impone un affinamento delle strategie commerciali, un’ottimizzazione dei costi di produzione innalzando gli standard della qualità sensoriale e l’attenzione ai temi della sostenibilità.

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