“Notizie di Agrometeorologia” - Viticoltura e cambiamenti climatici: dall’adattamento alla resilienza, tra innovazione e identità

di Gabriele Cola e Lucio Brancadoro
  • 15 April 2026

I cambiamenti climatici stanno ridefinendo le condizioni ambientali delle produzioni agrarie, modificando la disponibilità delle risorse (radiazione, temperatura, precipitazioni, ecc.) e accentuando i fattori limitanti. Nella viticoltura italiana, questi cambiamenti si manifestano attraverso alcune dinamiche particolarmente rilevanti:
La vite e la risorsa termica – L’aumento delle temperature, che a livello nazionale ha registrato un incremento superiore ad 1.5°C negli ultimi 30 anni, ha determinato una maggiore disponibilità di risorse termiche utili allo sviluppo della vite nel periodo invernale e primaverile. Ne è derivata un’accelerazione dei ritmi di sviluppo, che si è tradotta in un marcato anticipo della fenologia (ovvero delle fasi di sviluppo della vite): oggi germogliamento, fioritura e allegagione avvengono mediamente con 10–15 giorni di anticipo rispetto al passato.
Uno degli effetti meno evidenti di questo anticipo è l’aumento del rischio di danni da gelo: nonostante l’incremento delle temperature medie, la frequenza degli eventi gelivi nel mese di aprile — spesso legati, nei nostri ambienti, a incursioni di aria fredda da Nord-Est — non ha subito variazioni sostanziali. La vite si trova quindi ad affrontare tali episodi in uno stato di maggiore vulnerabilità, determinato dalla più precoce ripresa vegetativa.
Con il procedere della stagione vegetativa, nel periodo estivo si osserva, in molti ambienti viticoli, un aumento della frequenza di condizioni di stress da eccesso termico. Gli effetti negativi di tali condizioni risultano ulteriormente amplificati dal già citato anticipo fenologico, che tende a collocare le fasi di maturazione nei periodi più caldi dell’anno. Temperature superiori ai 32 °C alterano i processi di maturazione dell’uva, determinando una perdita di equilibrio tra la maturazione tecnologica e quella dei parametri fini della qualità. Si osserva spesso un rapido accumulo di zuccheri non accompagnato da un adeguato sviluppo del quadro fenolico e aromatico, con vini di elevato potenziale alcolico ma di ridotto equilibrio. In parallelo, quando tali condizioni si associano a elevata radiazione solare, aumenta il rischio di scottature dei grappoli e di fenomeni di disidratazione, spesso accompagnati da processi ossidativi nei tessuti dell’acino, con ulteriori ripercussioni negative sulla qualità delle uve e dei vini.
La vite e la risorsa idrica – L’aumento delle temperature determina un aumento dell’evapotraspirazione e, di conseguenza, dei consumi d’acqua della vite, rendendo sempre più rilevante la disponibilità della risorsa lungo la stagione. Questa dipende dalla quantità e dalla distribuzione delle precipitazioni e dalla capacità del suolo di immagazzinare acqua. A scala nazionale, le precipitazioni annue mostrano una sostanziale stazionarietà; tuttavia, sono le dinamiche stagionali a risultare sempre più determinanti.
Le annate recenti evidenziano una forte variabilità: il 2022, in particolare al Nord, è stato caratterizzato da precipitazioni molto ridotte e prolungate condizioni di siccità, mentre la primavera del 2023 ha visto eventi frequenti e abbondanti, con una forte pressione dei patogeni fungini e difficoltà nella gestione della difesa. Alcune analisi suggeriscono una possibile tendenza verso eventi precipitativi più intensi ma meno frequenti; tuttavia, l’interpretazione di questi segnali non è univoca e risulta spesso più evidente a scala locale che nazionale. Ciò nonostante, tali dinamiche, laddove presenti, possono avere effetti rilevanti sulla disponibilità idrica effettiva per la vite e sulla gestione del vigneto.
Le strategie di adattamento e la resilienza del vigneto – Le crescenti pressioni ambientali qui descritte hanno spinto la ricerca a sviluppare diverse strategie di adattamento, volte a preservare le produzioni vitivinicole e a favorirne la continuità negli areali tradizionalmente vocati. L’obiettivo è garantire quantità, qualità e stabilità produttiva in un contesto climatico in rapido cambiamento.
Possiamo leggere le strategie di adattamento in viticoltura secondo un gradiente temporale e di intensità dell’intervento. Nel breve termine rientrano le pratiche gestionali a scala stagionale — come cimature e defogliazioni, l’impiego di caolino e antitraspiranti, la gestione del suolo e la scelta della data di vendemmia — che consentono una risposta rapida alle condizioni climatiche, pur con effetti limitati e contingenti.
Le strategie di medio termine comprendono interventi i cui effetti si estendono su più stagioni, contribuendo a modulare la risposta del vigneto nel tempo, come l’irrigazione multifunzionale e l’impiego di reti antigrandine e ombreggianti.
Su un piano differente si collocano gli interventi di lungo termine, che incidono in modo strutturale sul comportamento del vigneto lungo il suo intero ciclo di vita. Fra questi si distinguono scelte meno impattanti sull’espressione del terroir, quali l’utilizzo di nuovi portinnesti più performanti e l’adozione forme di allevamento alternative, ed altre, come l’individuazione di nuovi siti e l’introduzione di varietà diverse da quelle tradizionali, associate a cambiamenti più percepiti dal consumatore; in quest’ultimo ambito si inserisce anche il tema, oggi particolarmente attuale, della ridefinizione degli areali viticoli, con lo spostamento degli impianti verso quote più elevate o latitudini maggiori, scelte complesse, che richiedono attente valutazioni sito-specifiche e devono tenere conto della lunga durata del vigneto.
È in questo insieme di decisioni che prende forma il concetto di resilienza: non un semplice adattamento alle condizioni contingenti, ma una modifica più profonda e duratura del sistema vigneto. Un vigneto resiliente è concepito per rispondere in modo più stabile alla variabilità climatica, attraverso scelte strutturali e gestionali coerenti e tra loro sinergiche, orientate a garantire nel tempo equilibrio produttivo e qualità.
In definitiva, il futuro della viticoltura si giocherà sulla capacità di trovare un equilibrio dinamico tra adattamento e identità.

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A cura dell'Associazione Italiana Agrometeorologia.