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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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17 novembre 2010

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Aggiungere valore alla floricoltura

di Giovanni Serra

Alla floricoltura sono connaturate due condizioni critiche che ne minano la vitalità: la discontinuità dei consumi nel corso dell’anno e la caduta della domanda non appena si adombrino fenomeni di recessione economica.
La discontinuità, o meglio l’aumento della domanda in coincidenza di alcune ricorrenze, religiose e civili, comporta diseconomie di gestione alle quali difficilmente si può ovviare. Gli effetti negativi di questo fenomeno, che evidentemente comporta anche risvolti positivi, si possono attenuare attraverso un’attenta programmazione delle risorse; in particolare del personale, degli spazi produttivi, dei flussi di cassa. L’aspetto sul quale è importante soffermarsi è quello che riguarda i cali della domanda dei prodotti della floricoltura in coincidenza di periodi di depressione che, ciclicamente, riducono il potere d’acquisto dei consumatori. In questi casi gli effetti della crisi possono essere esiziali per le imprese floricole meno solide; in questi anni c’è stata una vera e propria decimazione di aziende anche nei Paesi in cui la floricoltura è più avanzata. È evidente che produttori e prodotti della floricoltura non si possono sottrarre del tutto a questi effetti ma essi possono essere attenuati se si riesce a convincere il consumatore che questi beni non sono superflui ma hanno un valore intrinseco che non è soltanto decorativo. Fare arrivare al consumatore un messaggio come questo significa tanto incrementare i consumi in assoluto, quanto contrastarne la diminuzione nelle congiunture meno favorevoli.
Quali argomenti si possono portare a sostegno di questa strategia? Molteplici, accertati e convincenti. Sono ormai una trentina d’anni che le ricerche di Bill Wolverton alla NASA hanno dimostrato che diverse piante da interno sono capaci di assorbire dall’aria molti composti organici volatili, alcuni dei quali tossici per l’uomo; si consideri che in un normale appartamento se ne possono trovare oltre cento. In seguito sono stati condotti altri studi, anche in Italia, che hanno confermato questa azione purificatrice delle piante da interno. Altre indagini hanno permesso di accertare effetti benefici delle piante sulla salute (in particolare, diminuzione delle affezioni alle vie respiratorie, dell’emicrania, della sensazione di stanchezza) in ambienti di residenza e di lavoro. Analogamente, altre indagini hanno evidenziato attraverso la misura di parametri fisiologici - sudorazione, battito cardiaco, pressione sanguigna - effetti positivi sul piano emotivo, in particolare nel superamento di stati di stress. Aggiungere valore, percepibile dal consumatore, può essere la chiave per stimolare una domanda maggiore e qualificata per i prodotti della floricoltura.

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Commenti

Antonio Ferrante - inserito il 17/11/2010

Sono pienamente d'accordo con quanto riportato. Oserei dire che bisogna orientarsi e innovare la floricoltura anche con una "floricoltura funzionale" ossia piante con effetti benefici per la salute del consumatore.

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