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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 ottobre 2010

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La resurrezione delle fibre tessili naturali

Un auspicabile aumento della produzione delle fibre naturali, rinnovabili, aiuterebbe molte attività agricole e zootecniche e contribuirebbe allo sviluppo economico e sociale di molti paesi poveri. Anche le caratteristiche merceologiche dei filati e dei tessuti sono a favore delle fibre naturali.

di Giorgio Nebbia

Il 2009, nel quasi generale disinteresse, è stato dichiarato dalla FAO “anno mondiale delle fibre naturali”, al fine di riportare l’attenzione sulla produzione e sull’uso delle fibre tessili di origine vegetale e animale, le uniche che sono state usate, per millenni, per indumenti e arredi.
Fino ai primi decenni del Novecento le fibre naturali provenivano in gran parte dai paesi coloniali e alimentavano, in Europa, una fiorente industria di trasformazione in filati e tessuti. Col passare del tempo i paesi europei hanno cercato di liberarsi dalle importazioni producendo dei surrogati delle fibre naturali, dapprima sotto forma di fibre artificiali, ottenute con processi chimici da materie prime naturali, e poi di fibre sintetiche, ottenute trasformando in sottili filamenti delle materie termoplastiche derivate dal petrolio. La prima fibra sintetica fu il nylon, commercializzato nel 1939, seguito da numerose altre fibre studiate in modo da adattarle ai processi di filatura, lavaggio, tintura e tessitura usati per le fibre naturali. Con la diminuzione della richiesta delle fibre naturali, molte zone agricole dei paesi europei e, soprattutto, dei paesi arretrati sono state colpite da gravi crisi economiche e sociali.
L’attenzione per l’ecologia ha fatto risvegliare, in questi ultimi anni, l’interesse per le fibre naturali, considerate “verdi” perché ottenute da materie agricole rinnovabili, sostanzialmente derivate dai grandi cicli biologici alimentati dal sole. Si tratta di fibre il cui carattere fisico e chimico consente di ottenere tessuti per indumenti gradevoli da indossare sia d’estate che d’inverno, per arredi domestici e per applicazioni industriali. Inoltre la produzione delle fibre tessili naturali fa parte di un ciclo produttivo che comprende vari ed utili sottoprodotti. Ad esempio, la produzione del cotone è accompagnata dalla produzione, in quantità doppia rispetto alla massa della fibra, di semi ricchi di olio e di proteine impiegati in settori industriali e alimentari; la produzione della canapa è invece accompagnata da residui legnosi, i canapuli, che trovano impiego come combustibili o in altri campi.
Le fibre tessili naturali prodotte e usate finora sono però soltanto una piccola parte dei materiali fibrosi ricavabili dalle piante; l’iniziativa della FAO ha anche stimolato indagini botaniche e tecniche su altre piante adatte a fornire fibre tessili, valorizzando poco note esperienze locali, e incoraggiato perfezionamenti nelle varie fasi del ciclo produttivo delle fibre naturali: coltivazione o allevamento, separazione, purificazione, tintura, filatura, tessitura.       
Migliori conoscenze delle fibre naturali sono necessarie per farne aumentare la richiesta nei paesi industriali e la produzione nei paesi poveri e poverissimi, soprattutto africani e asiatici, la cui economia essenzialmente agricola può avviarsi così verso uno sviluppo anche sociale e umano. Se si osserva la geografia economica delle fibre naturali, fra i produttori si incontrano paesi come Bangladesh, Myanmar (l’ex Birmania), e Nepal dove si producono fibre di iuta; Kenya, Tanzania e Madagascar, dove si producono le fibre di sisal, estratte dalle foglie di varie specie di agavi, particolarmente adatte per cordami e sacchi, ma anche per borse e oggetti di uso domestico; al fianco dei grandi produttori di cotone si trovano anche paesi emergenti come Bangladesh e Tanzania; Sri Lanka, Thailandia e Malaysia producono le fibre estratte dal guscio della noce di cocco.

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Commenti

Alessandro Zatta - inserito il 15/11/2010

Vorrei segnalare una delle iniziative fatte presso la facoltà di agraria di Bologna proprio nel 2009 in occasione dell'anno modiale delle fibre vegetali visitando il sito: http://137.204.42.130/grici/ricerca/confibre.php grazie A.Z.

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