Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili
in primo piano
Pietro Piccarolo
Il comparto vivaistico nel nostro Paese rappresenta una realtà produttiva importante. In particolare lo è in Toscana, dove si caratterizza per la produzione ornamentale e dove, la provincia di Pistoia, costituisce un'eccellenza a livello di produzione e di servizi. In Toscana, nel 2007, erano attive in questo comparto oltre 3500 aziende, per una superficie investita nelle colture florovivaistiche di circa 7600 ettari. In provincia di Pistoia si registra la più alta concentrazione dell'attività vivaistica Toscana, sia in termini di aziende (oltre 2000) e sia di superficie (quasi 5000 ha).
Quello
della sostenibilità è un esigenza di cui sempre più si è preso
consapevolezza e la stessa Unione Europea spinge in questa direzione.
Gestione sostenibile della flora spontanea vuole anzitutto dire
riduzione massiccia degli impieghi di agro-farmaci, sul cui uso la
comunità scientifica ne ha dimostrato limiti e pericolosità per l'uomo e
per l'ambiente.
A questo proposito, l’Accademia dei Georgofili ha organizzato a Pistoia,
venerdì 24 febbraio, una
giornata di studio con lo scopo di illustrare le possibilità di
controllo fisico delle infestanti presentando, insieme alle tecniche e
ai sistemi di gestione, anche i primi risultati delle applicazioni nel
comparto vivaistico.
in primo piano
Alessandro Chiusoli
La sostenibilità biologica, la sostenibilità potenziale, la reale durata
ed a quale costo, non solo in termini di moneta ma di materie prime
fondamentali , acqua ed aria tanto per intenderci, la abbiamo veramente
messe in bilancio?
Da qualche anno molti ricercatori in tutto il
mondo si pongono il problema della allarmante riduzione della
disponibilità di acqua per alimentare, per depurare, per far
sopravvivere una gran parte di umanità che è abituata a considerare
l’acqua un bene a costo zero e, soprattutto, di illimitata disponibilità
nonostante gli allarmi che da decenni gli esperti lancino. Ma sappiamo
bene che gli “ esperti” quando sostengono verità in contrasto con gli
interessi economici o di lustro di alcuni gestori della cosa pubblica,
non vengono ascoltati.
Nelle così dette nuove tecnologie, molte delle quali tanto nuove che i
principi risalgono ad Erodoto, quanto è stato veramente studiato il
problema del risparmio gestionale dell’acqua? I progettisti si sono
chiesti chi domani, tra un anno, o tra cinque o dieci anni fornirà
l’acqua necessaria a tutto l’indispensabile verde architettonico in
ambiente urbano?
Non dobbiamo pensare ad un verde sostenibile solo nell’immediato, ma
tentare di esaminare se questa sostenibilità sarà ancora efficace almeno
tra 10 anni (termine correlato oggi con la lunghezza della “vita “
politica media di un amministratore pubblico).
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