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Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Risorse alimentari e OGM

Dario Cianci

I limiti dello sviluppo sociale ed economico, che nei primi anni ’70 erano stimati in 100 anni, sono stati allontanati dai progressi dell’Agricoltura che è ancora suscettibile di espansione e in grado di portare nuovi contributi al superamento della fame nel mondo. I deficit di risorse alimentari hanno incoraggiato tentativi di incremento della produzione attraverso la messa a coltura di nuove terre e i metodi intensivi di coltivazione a forte impatto ambientale (uso massiccio di fertilizzanti e antiparassitari); le sempre maggiori conoscenze nell’ingegneria genetica, hanno anche stimolato la ricerca di organismi più produttivi, più resistenti ai patogeni e che meglio utilizzano i nutrienti del terreno, mimando, con modifiche mirate del DNA, i processi che avvengono in natura (organizzazione del pool genico per selezione o incrocio). Si possono infatti trasferire sequenze geniche anche tra specie molto distanti, a dimostrazione di come il loro linguaggio sia universale; gli organismi condividono larga parte del loro corredo genetico, tanto da permetterci di capire come funzionano alcuni geni umani attraverso lo studio dei loro corrispondenti nel topo o nel lievito di birra.
Negli ultimi 30-40 anni, le tecnologie transgeniche del DNA ricombinante hanno permesso di disporre, in breve tempo e con minori costi, di farmaci, approcci diagnostici e terapeutici e di creare nuove popolazioni vegetali, animali e microbiche. Nel mondo sono oltre 3000 le piante GM coltivate soprattutto in Stati Uniti, Canada, Cina, India, Brasile, Argentina, Messico, Australia, Filippine, Sud Africa, che vanno da pomodoro a frumento, mais, orzo, patata, cotone, tabacco, pisello, melanzana, peperone, lattuga, cavolo, cicoria, barbabietola, soia, colza e foraggiere varie, melo, ciliegio, melone, fragole, olivo, papaia, ecc. Negli Stati Uniti oltre il 70% della soia e del cotone è coltivato con varietà resistenti agli erbicidi che hanno comportato aumenti di produzione e riduzione dei costi di diserbo. In Cina sono stati approvati 262 OGM vegetali, animali e microrganismi, mentre l’India ottiene da semi OGM oltre il 90% della propria produzione di cotone.

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A proposito di palme da datteri “killer”

Santi Longo

A 10 anni dall’introduzione in Italia del Punteruolo rosso, il numero di esemplari di palme delle Canarie è destinato a una ulteriore notevole riduzione in assenza di periodici e costosi trattamenti fitosanitari, poiché la specie, Phoenix canariensis, non oppone alcuna resistenza agli attacchi dell’asiatico coleottero con il quale è stata costituita una artificiosa “nuova associazione”; per contro, sulle altre specie di palme più diffuse nelle aree urbane italiane (Palma da datteri, Washingtonie e Syagrus), sono da temere le infestazioni soprattutto su esemplari vetusti e in precarie condizioni vegetative a causa della loro età, di attacchi parassitari e/o delle difficili condizioni pedoclimatiche, ben diverse da quelle delle loro aree di origine, in cui sono costrette a vegetare.

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Uomini che amano le piante

Giulia Bartalozzi

Chi sono gli uomini che amano le piante?  Ce lo spiega il georgofilo Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale per i suoi studi sulla sensibilità delle piante e sulla neurobiologia vegetale, nel suo ultimo libro:“Uomini che amano le piante” (ed. Giunti). Una carrellata su dodici grandi protagonisti del passato, non solo botanici di professione ma anche genetisti, filosofi, scrittori ed esploratori: da Mendel a Darwin, da Carver a Leonardo, da Rousseau a Goethe. Che cosa hanno in comune? 

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Le conoscenze botaniche degli antichi Romani attraverso l’analisi delle fonti letterarie

Daniela Romano

Le principali fonti di informazione sulle conoscenze botaniche degli antichi Romani sono rappresentate dalla letteratura botanica e da evidenze archeologiche. Le ricerche sui resti delle piante presenti nelle aree archeologiche e sulle rappresentazioni iconografiche hanno consentito di pervenire ad indicazioni certe su quali siano le specie conosciute in epoca romana.

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