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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Nella spesa per Ricerca e Sviluppo in Agricoltura è in atto una storica svolta globale

Amedeo Alpi

Quattro ricercatori di economia e politica agraria della University of Minnesota hanno  pubblicato, su Nature del 14 Settembre 2016, un loro commento circa una tendenza evolutiva della spesa in Ricerca e Sviluppo in Agricoltura (AgReS). La University of Minnesota ha costituito da tempo un Centro (International Science and Technology Practice and Policy (InSTePP) Center) in St. Paul, che ha per missione la raccolta di dati globali sull'andamento della spesa per l'Agricoltura. Questa imponente banca dati - che ha esaminato accuratamente gli ultimi 50 anni - dimostra che è in corso di realizzazione  una tendenza evolutiva del dato di spesa che si offre a molte riflessioni; il dato principale mette in luce che, attualmente, la spesa da parte delle nazioni a più elevato reddito (per brevità il cosiddetto mondo occidentale)  è stata superata, per la prima volta, da quella delle nazioni a medio reddito (che possiamo indicare approssimativamente come BRICS -Brasile, India, Cina, Sud Africa; la Russia non è inclusa nello studio). A questo dato si aggiunge che il settore privato sta progressivamente spendendo sempre più rispetto a quello pubblico. Inoltre, in questo quadro generale, si constata che i paesi con reddito più basso (Africa sub-sahariana e Asia del Sud) segnano una distanza crescente  dai paesi più ricchi.
Le spese in AgReS hanno una ricaduta forte sulla crescita della produttività agricola e sul volume globale della produzione, ma i risultati seguono a distanza di alcune decadi dal momento degli investimenti, per cui gli investimenti attuali -i pochi ancora fatti dai paesi più ricchi e quelli, più consistenti, dei paesi mediani- daranno risultati ben percepibili a partire dal 2050, contribuendo in modo determinante a delineare la produzione futura di alimenti., che sarà assai diversa da quella tradizionale.

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A historical turning point in spending for agricultural research and development is taking place worldwide
Four researchers in economics and agrarian policy at the University of Minnesota have published in Nature (14 September 2016), their comment about the evolutionary trend in spending on agricultural research and development (AgReS). An evolutionary trend of spending is underway that has spurred many considerations. The main fact highlights that, at the moment, spending by higher-income nations (in short, the western world) has been exceeded for the first time by that of middle-income nations (that can roughly be indicated as BRICS-Brazil, India, China, South Africa, without Russia, which was not included in the study). To this we can add that the private sector is progressively spending increasingly more as compared to the public one. 

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Nella mente delle piante

Stefano Mancuso

Fare la pianta non è un mestiere facile. Provate a pensare quanto debba essere difficile sopravvivere in un ambiente ostile senza potersi spostare. Immaginate di essere una pianta, circondata da insetti, erbivori, predatori di ogni specie. E non potete scappare. L’unica maniera per sopravvivere è essere indistruttibili; essere costruiti in modo interamente diverso da un animale. Essere una pianta, appunto.
Per eludere i problemi relativi alla predazione, le piante si sono evolute secondo una strada unica e insolita, sviluppando delle soluzioni così lontane da quelle prodotte dagli animali da essere per noi l’esempio della diversità. Organismi così differenti da noi animali che, per quanto ci riguarda, potrebbero benissimo essere degli alieni. Molte delle soluzioni sviluppate dalle piante, sono il perfetto opposto di quelle prodotte dal mondo animale.
Ciò che negli animali è bianco, nelle piante è nero, e viceversa: gli animali si spostano, le piante sono ferme; gli animali sono veloci, le piante lente; gli animali consumano, le piante producono; gli animali generano CO2, le piante fissano CO2; e così via fino alla contrapposizione decisiva. La più importante, secondo me, e la più sconosciuta: quella tra diffusione e concentrazione. Qualunque funzione che negli animali sia affidata ad organi specializzati, nelle piante è diffusa sull’intero corpo. E’ una differenza fondamentale di cui è difficile comprendere appieno le conseguenze. Una struttura così diversa è uno dei motivi per cui le piante paiono così diverse. L’avere in comune con quasi tutti gli animali un cero numero di organi fondamentali ce li rende vicini e comprensibili. Lo stesso non avviene con le piante. Ma perché i vegetali non hanno sviluppato gli organi singoli e specializzati che si sono dimostrati così utili nel mondo animale? La risposta è banale: pur essendo efficienti nello svolgere le loro funzioni, gli organi sono un punto debole.

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In the mind of plants
It is not easy to be a plant. Try to imagine how difficult it is to survive in an adverse environment without being able to move. Imagine you are a plant surrounded by insects, herbivores, predators of all sorts. And you cannot escape. The only way to survive is to be indestructible, to be entirely different from an animal. That is, to be a plant. To escape the problems of predation, plants have evolved following a unique and unusual path. They have developed solutions so different from those produced by animals as to become, in our eyes, an example of diversity. Many of the solutions developed by plants are the exact opposite of those produced by the animal world. For example, any function that is entrusted to specialized organs in animals is diffused all over the body in plants. It is a fundamental difference whose consequences are difficult to fully understand. Why have vegetables not developed the individual specialized organs that have proved to be so useful in the animal world? The answer is banal. Even if organs are efficient in performing their functions, they are a weak point. 

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Frittura, vantaggi e rischi

Giovanni Ballarini

La cucina inizia con lo spiedo e l’arrosto, continua con il bollito e intingoli diversi, ultimo arriva il fritto, nel quale un grasso (olio, burro, strutto o margarina) trasmette il calore al cibo modificandone le caratteristiche. La frittura si diffonde nella storia della cucina quando si è avuta un’abbondante disponibilità d’olio o d’altri grassi e d’adatte stoviglie.

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Fried food, advantages and risks 
Cooking starts with roast on the spit, continues with boiled meat and various stews, and last comes fried food where a fat (oil, butter, lard or margarine) transmits heat to food, modifying its characteristics. Fried food has spread in the history of cooking when there was an abundant availability of oil or other fats and suitable dishes.

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La mosca delle olive: una "calamità" sempre più frequente per la produzione olearia toscana

Riccardo Russu

La mosca delle olive, Bactrocera oleae, è un insetto carpofago la cui larva minatrice è in grado di produrre seri danni alle drupe . La mosca è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Sud Africa ed in California.
Lo svolgimento del ciclo biologico è influenzato dal clima ed in particolare dalla temperatura e dall'umidità.

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The olive fruit fly: an ever more frequent disaster for Tuscany’s oil production
The olive fruit fly, Bactrocera oleae, is a carpophagous insect whose larvae tunnel into the drupes, causing serious damage. This fly is widespread throughout the Mediterranean basin, South Africa, and California.

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