L’agricoltura italiana invecchia

A.A.A. giovani agricoltori cercasi. E’ l’amara conclusione a cui è giunta la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) constatando che l’agricoltura italiana è tra le più vecchie d’Europa. Nel 2010 per ogni imprenditore agricolo “under 35” ce n’erano15 con più di 65 anni di età. Nel 2005 erano solo 11. Il fatto è che la burocrazia, la mancanza di agevolazioni per l’acquisto della terra e per il subentro in azienda, il credito oneroso non favoriscono certo il ricambio generazionale. E il risultato è che ad oggi, nel comparto agricolo, ci sono soltanto il 3,4 per cento di giovani conduttori sotto i 35 anni e meno del 7 per cento sotto i 40. Eppure in Italia sono proprio i più giovani a “fare” l’agricoltura più innovativa. Diversificazione produttiva e originalità nella conduzione aziendale sono le priorità delle realtà agricole condotte dagli under 40.Tra le misure auspicabili (evidenziate anche dal progetto “Agricoltura futuro giovane” dell’Agia, Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia) ci sono: i sostegni finanziari al primo insediamento ; la realizzazione diffusa di uno “sportello giovane”; percentuali di finanziamento più elevate sui vari bandi e sul Psr per i giovani imprenditori agricoli; la riduzione dell’alto costo di avviamento; agevolazioni fiscali sulle assunzioni di personale e per i giovani imprenditori post-insediamento; l’incentivazione alla nascita di forme di collaborazione tra giovani o a maggioranza di giovani imprese (società miste); facilitazioni per l’accesso al credito. Sul fronte della pubblica amministrazione, il “fascicolo aziendale” come banca dati per tutte le richieste e per le prestazioni pubbliche all’impresa stessa. Ma
soprattutto semplificazione burocratica.

da Agricultura.it, 10 giugno 2011