Giardini dall'alto in basso

di Elena Accati
L’edera, l’ampelopsis e altri rampicanti che osserviamo frequentemente nelle nostre città insinuarsi negli spazi  delle facciate delle abitazioni, ricoprire muri e finestre, arrampicarsi nei portici e nei loggiati sembrano quasi volere riscattare la natura e indicarci che questa  può prevalere sul paesaggio artificiale costruito dall’uomo. Tale  pensiero deve avere suggerito ad alcuni architetti tedeschi di utilizzare, a partire dagli anni ottanta,  consapevolmente, specie rampicanti  la cui crescita è condizionata da appositi supporti per  ricoprire pareti di edifici con lo scopo di migliorare la qualità della vita in luoghi urbani.  Da allora i muri verdi hanno fatto la comparsa nelle principali città del mondo e rappresentano un fenomeno di interesse internazionale in continua evoluzione  portato al successo da Patrick Blanc, un eccentrico botanico francese, particolarmente esperto in vegetazione tropicale,  che ha curato tali installazioni anche in Italia.  
Si tratta di pareti completamente ricoperte delle specie vegetali le più svariate, dalla dimensione così ampia da coprire facciate  intere di edifici e manufatti. Ispirandosi alle strategie di accrescimento delle piante osservate nelle foreste tropicali e alla capacità di adattamento a vivere in pochissima terra di varie specie vegetali,  Blanc ha provato a sperimentare modalità di coltivazione in verticale di vegetazione tappezzante ed arbustiva. Ha pure sfruttato i principi della tecnica idroponica che permette di fare crescere le piante su substrati biologicamente inerti. Il sistema costruttivo messo a punto da Blanc conosciuto come ‘Mur vegetal’ è così composto :due strati di feltro sintetico dello spessore complessivo di 1 cm vengono stesi e graffettati su di un pannello di PVC espanso poi agganciato a telai metallici in alluminio o in acciaio grazie al quale tutto il’pacchetto’ può essere ancorato alla parete dell’edificio interna o esterna che sia , da cui resta separato tramite una intercapedine necessaria per evitare infiltrazioni di acqua. Il feltro costituisce l’ambiente di coltivazione delle piante , inserite in apposite tasche tagliate nello strato più esterno .L’insieme viene irrigato con acqua arricchita con sali minerali e sostanze nutritive in parte assorbita dal feltro che la trattiene così da mantenersi sempre umido . Gli intervalli di irrigazione sono regolati da un timer che si basa sulle esigenze edafiche delle piante e sulle condizioni climatiche e ambientali . Assai importante la presenza di una vasca sistemata ai piedi del muro per raccogliere l’acqua in eccesso e poi rimetterla in circolo. Per realizzare i muri vegetali occorre una buona conoscenza scientifica della vegetazione abbinata ad una certa sensibilità che consenta di effettuare composizioni in cui forme, colori e tessiture dinamiche di accrescimento vengono accostate in modo gradevole rendendo l’arazzo vegetale unico e spettacolare.

     
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