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Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Energia elettrica dai vegetali colorati

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Nel container a energia solare l'orto urbano a chilometro zero

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Parametri della situazione agricola italiana

L’annuario 2010 dell’agricoltura italiana è stato pubblicato ora dall’INEA. Il volume, di quasi 600 pagine, contiene molti dati sui quali è opportuno riflettere, perché documentano una sofferenza perniciosa del settore agricolo, già da tempo evidenziata, ma evidentemente non ascoltata.
Il valore aggiunto complessivo del settore agricolo nel 2010 continua ad essere modesto ( 0.8%) ed anche l’industria alimentare manifesta una crescita ( 1,6%), inferiore alla media della economia nazionale ( 2,2%). Il valore aggiunto, calcolato per unità di lavoro, è stato inferiore (meno della metà) rispetto al livello medio della nostra complessiva economia. Il valore della produzione agricola si è ridotto del 3,7% rispetto alla media decennale 2000-2010. Il peso dell’agricoltura nell’economia nazionale è sceso ulteriormente dal 3% al 2,2%. Anche il numero degli addetti al settore agricolo è diminuito (-13,5%), mentre è pressoché raddoppiato l’impiego di immigrati rispetto al 2000. Il commercio con l’estero dei prodotti alimentari nel 2010 registra un aumento sia delle importazioni ( 11,9%) che delle esportazioni ( 11,6%). Ciò potrebbe derivare da una accelerazione delle importazioni di commodities alimentari ed una esportazione di prodotti elaborati dalle filiere agroindustriali.
Questo complesso di dati illustra una situazione decadente dell’agricoltura e diventa allarmante se considerata nel quadro della sicurezza alimentare globale che esigerebbe un raddoppio delle produzioni complessive del nostro pianeta entro il 2050, coinvolgendo quindi tutti i Paesi, non escluso il nostro e l’Europa.

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Cantieri verdi e social housing per la difesa del territorio mediante la riduzione del sovraffollamento delle carceri

In questi ultimi anni si sono aggravate le condizioni di criticità nel dissesto idrogeologico, causate dalle alluvioni, dalle frane, dalle valanghe e le perdite di vite umane, di beni, di infrastrutture, di attività lavorative ed economiche ha raggiunto in alcune Regioni livelli preoccupanti. E’ sufficiente ricordare quanto è avvenuto nel 2011 in Liguria, in Sicilia, in Calabria, nelle Marche, nel Veneto.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio indica che la superficie a rischio frana raggiunge 137.690 chilometri quadrati, a cui vanno aggiunti 7.744 chilometri quadrati a rischio alluvioni e secondo Lega Ambiente sono stati censiti 383.831 fenomeni franosi.
Fin dal 1968, l’Accademia dei Lincei aveva tracciato i lineamenti per l’intervento pubblico per contenere il dissesto idrogeologico anche facendo ricorso a 20.000 militari di leva all’anno. Abolita la leva militare, numerose situazioni di emergenza meriterebbero di venire affrontate mediante la creazione di “cantieri verdi” a cui potrebbe contribuire la forza lavoro disponibile presso gli Istituti di correzione in cui sono presenti 65.000 unità a fronte di 45.000 posti disponibili.

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Curarsi nel giardino

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Un nuovo modo di concepire la garanzia e la certificazione dei prodotti alimentari

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Conferenza Regioni su IMU: “si accelera il processo di dismissione del settore agricolo”

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Dossier FAI e WWF: a rischio 75 ettari al giorno

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Boom per il fotovoltaico in Italia

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Paesaggio agrario: per una revisione della Parte Terza del “Codice Urbani”

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La riforma del Catasto : i fabbricati

Proseguendo l’intervento sulla riforma del catasto in questa fase esaminiamo le principali modifiche nel catasto fabbricati.

Nel catasto fabbricati le novità sono diverse:

-    innanzi tutto sono riaperti i termini fino al 31.03.2012 per l’accampionamento in categoria D/10 e A/6-R dei fabbricati rurali strumentali iscritti nel catasto fabbricati  in categorie diverse da quelle sopra determinate. Ricordiamo che entro il 30.09.2011 era scaduto il termine per la variazione e che tali modifiche hanno di fatto un effetto retroattivo per 5 anni;
-    si dovrà procedere all’accampionamento degli impianti fotovoltaici nella categoria D/10 se rurali e nella categoria D/1 per quelli non rurali. Si dovrà altresì provvedere alla variazione in D/10 entro il 31.03.2012 degli impianti erroneamente classificati in D/1 per i quali sono soddisfatti tutti i requisiti di ruralità;
-    viene sancito il principio per il quale l’Agenzia del Territorio modificherà la consistenza dei fabbricati classificati in categoria “A” dai vani a mq. lordi. Per questo aspetto dobbiamo aspettare le procedura attuative;
-    il catasto fabbricati diviene l’unico catasto nel quale dovranno essere censiti tutti i fabbricati;
-    infine l’art.13 comma 14/bis del DL n. 201/2011 convertito con mod. nella Legge 216/2011 stabilisce che con successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze verranno stabilite le modalità per l’inserimento del requisito della ruralità in tutti gli atti catastali.
-    E’ in corso di predisposizione una nuova procedura DOCFA che consentirà di gestire la ruralità e quindi all’avvio della stessa sarà più semplice procedere.

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La coltivazione delle piante nello spazio: un futuro possibile e necessario

La pianificazione di una missione umana su Marte ha risvolti che non riguardano solo gli aspetti tecnologici ma anche inattesi aspetti “agricoli”.
Un viaggio verso Marte richiede tra i 5 e i 6 mesi (solo andata), un tempo lungo che implica la necessita di fornire all’equipaggio tutto quello che serve in termini di ossigeno e di alimenti per un periodo di almeno un anno. 
A meno che non si riesca a realizzare sull’astronave delle coltivazioni vegetali che da un lato riciclino la CO2 prodotta dall’equipaggio, rigenerando ossigeno, e dall’altro producano alimenti vegetali per integrare la dieta degli astronauti.
Coltivare nello spazio diventa essenziale per missioni interplanetarie ma lo spazio disponibile sulle astronavi è molto limitato ed è quindi necessario sviluppare piante di piccola dimensione, capaci di crescere molto velocemente.
Nel corso degli anni ‘90 presso l’università dello Utah sono state sviluppate delle varietà di frumento, riso, pomodoro e pisello definite “super-dwarf” e caratterizzate da un altezza massima di 25 cm e da un ciclo vegetativo dalla semina alla raccolta inferiore a 90 gg.
Piante di questo tipo possono essere allevate in piccole camere climatiche (simili ad un armadio a cassetti) e fornire alimenti ed ossigeno all’equipaggio.
Insieme a queste specie si possono poi coltivare lattughe o spinaci per integrare la dieta spaziale con verdure a foglia.

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Tracciabilità e sicurezza alimentare con i sistemi a radiofrequenza

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Sfide e opportunità per la prossima generazione degli agricoltori di fronte ai cambiamenti climatici

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Ondata di freddo, gli effetti sulla salute e i consigli per difendersi

L’ondata di freddo in arrivo sarà forte, prolungata ed interesserà tutta la Toscana. Le temperature percepite – combinazione fra temperatura dell’aria, umidità velocità del vento – scenderanno sotto lo zero fino a punte di -10° C con seri rischi per la salute di anziani, malati e bambini.
Queste sono le previsioni del Centro interdipartimentale di Bioclimatologia dell’Università di Firenze che, attraverso il progetto MeteoSalute finanziato dal Servizio Sanitario della Regione Toscana, studia in anticipo gli effetti delle condizioni meteorologiche sulla salute della popolazione (www.biometeo.it)
“L'ingresso di aria fredda a partire dalla serata di martedì 31 gennaio – spiega il direttore del Centro, il georgofilo Simone Orlandiniprovocherà un brusco calo termico in poche ore su tutta la Regione. Un nuovo apporto di aria proveniente direttamente dalla Siberia determinerà un ulteriore calo delle temperature percepite a partire dalla giornata di giovedì. Le temperature percepite – prosegue Orlandini - scenderanno al di sotto dello zero su quasi tutte le località anche durante le ore centrali, a causa della concomitanza del vento con le basse temperature dell'aria. I valori minimi percepiti si registreranno durante il prossimo fine settimana quando nei capoluoghi delle zone interne si avrà una percezione di -10° C / -15° C. Ad oggi sembra che l’ondata di freddo possa perdurare fino alla fine della prossima settimana (intorno al 10 febbraio)”.

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Evitare lo spreco di cibo: si può e si deve!

Il 50% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Se l’intera popolazione mondiale avesse la stessa voracità di noi europei, sarebbero necessari tre pianeti per produrre la quantità di cibo richiesta.
Lo spreco alimentare in Italia ammonta al 3% del PIL.
Lo spreco è un fallimento del mercato e della politica - così come una questione di educazione e sensibilizzazione - che non va trascurato.
Lo spreco alimentare può diventare una risorsa e un'opportunità: riutilizzare e riciclare dovrebbero diventare le nuove parole chiave del 21 ° secolo.
Dobbiamo cercare di attuare processi sostenibili, per affermare una nuova logica che si concentri sulla sufficienza ed efficienza, intesa come una funzione della qualità. Per salvarci dalla "tirannia dell'effimero" abbiamo bisogno di reinventare la nostra vita intorno a 2 nuovi principi: leggerezza e trasparenza.

Come evitare lo spreco alimentare è il tema del volume “Transforming Food Waste into a Resource”, di Andrea Segrè e Silvia Gaiani, che sarè presentato in prima nazionale all'Accademia dei Georgofili, venerdì 3 febbraio alle ore 15.00

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Pac: una riforma che non pensa al futuro alimentare del mondo

La sicurezza alimentare non entra nella nuova Pac, mentre è un problema che nel mondo preoccupa

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Space Farming, non è fantascienza

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L’Accademia dei Georgofili all’avvio del terzo millennio

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Estratti naturali contro la peronospora

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Nuove nomine al CRA

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La gestione intelligente del verde nelle città del futuro

L’articolo è una sintesi dell’intervento che sarà svolto dal prof. Ferrini durante la giornata di studio su Space Farming del 27 gennaio p.v.

Emerge chiaramente l’enorme divario che separa l’Italia dagli altri paesi cosiddetti “sviluppati”, e  le nostre città dalle città straniere (soprattutto inglesi, francesi, tedesche e scandinave), nelle quali è evidente come lo sforzo delle società coscienti dei problemi del nostro tempo sia tutto teso a rendere sempre migliore la vita urbana, reintroducendo quel contatto con la natura che le sconvolgenti trasformazioni cui esse sono state sottoposte da oltre un secolo rischiavano di eliminare. Tali esempi, così come alcuni di recente realizzazione in Cina e Malesia, dovrebbero essere assunti a modello di quella che dovrà essere la città del futuro: sostenibile, intelligente, inclusiva, categorie ispirate alle linee guida proposte dal documento europeo Europa 2020.
Nelle città del futuro, il verde pubblico dovrà assumere aspetti e funzioni sempre più precisi e differenziati, dovrà essere organizzato in un vero e proprio “sistema” continuo: dal verde sotto casa per i più piccoli, al parco-giochi a distanza pedonale, dal verde di quartiere con impianti sportivi elementari al verde di settore urbano con attrezzature più complesse e specializzate, fino alla grandiosa area naturale al servizio dell’intera città e del territorio circostante. A ciò va aggiunta la funzione che il verde avrà nella gestione dei cambiamenti climatici attraverso la mitigazione degli estremi climatici e la gestione delle acque meteoriche.

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La riforma del Catasto: i Terreni

Con la conversione in Legge del D.L. n. 201/2011 meglio noto come “decreto salva Italia” e con le prime circolari del 2012 dell’Agenzia del Territorio si comincia a delineare la riforma del sistema catastale.
In questo primo intervento parleremo delle modifiche che intervengono nel catasto terreni lasciando poi ad un secondo intervento le modifiche al catasto fabbricati.
Nel catasto terreni  a  meno di una ordinaria autonoma suscettibilità reddituale, non ci sarà più spazio per i fabbricati diversi dai seguenti:

1.    manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2;
2.    serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
3.    vasche per l'acquacoltura concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 m3;o di accumulo per l'irrigazione dei terreni;
4.    manufatti isolati privi di copertura;
5.    tettoie, porcili, pollai, casotti,
6.    manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Quindi entro il 30.11.2012 si dovrà procedere all’inventariazione di tutti gli altri fabbricati rurali ancora iscritti nel catasto terreni.

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Conoscere gli OGM

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Serietà della ricerca, vino e resveratrolo

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Sprechi alimentari: l’Unione Europea chiede misure urgenti per ridurli

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“Realtomato”, il pomodoro anticancro

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L’Accademico Sandro Dettori nominato Direttore del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università degli Studi di Sassari

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I cabrei moderni di Paquito Forster

Nel percorso espositivo all'Accademia dei Georgofili si possono trovare cabrei antichi accanto al loro più contemporaneo sviluppo: i lavori di Paquito Forster,  grande erede del genere.

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La Cina blocca l’import di olio italiano

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La manovra “Salva Italia” e i danni all’agricoltura

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Mostra sui cabrei all’Accademia dei Georgofili

Si inaugura oggi all’Accademia dei Georgofili una mostra dedicata ai “Cabrei”, parola che si vuol far risalire al nome dei registri dei privilegi della monarchia castigliana, adottati da Alfonso di Aragona, nella prima metà del Trecento.
I veri e propri cabrei sono una raccolta di mappe catastali, che nel disegno particolareggiato riescono a visualizzare in modo pratico le proprietà terriere e i beni immobili.
Era compito di valenti agrimensori effettuare sopralluoghi nelle tenute, per poi disegnare belle tavole a inchiostro che a partire dal Seicento furono sempre più decorate con cartigli, stemmi, rose dei venti, figure allegoriche, putti, annotazioni paesaggistiche.
Nell’esposizione ai Georgofili appaiono cabrei tratti dalle raccolte gentilmente messe a disposizione dagli archivi Ginori Lisci, Mazzei, Rimbotti, Contini Bonacossi, Frescobaldi: si tratta di  documenti preziosi per studiare e seguire le profonde trasformazioni del paesaggio agricolo e del territorio toscano.
Accanto ai cabrei antichi, ci sono quelli moderni del bravissimo Paquito Forster che ha riscoperto e rinnovato quest'arte.

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La PAC 2014-2020: Sarà Riforma? Conferme e cambiamenti per l’agricoltura Italiana

In un contesto internazionale caratterizzato da minacce sociali di portata planetaria come la carestia e la sottonutrizione di intere popolazioni (particolarmente il corno d'Africa), minacce di tipo ambientale, anch'esse di dimensione planetaria e minacce di tipo economico che vedono l'Europa al centro di una crisi finanziaria senza precedenti, l'agricoltura, che è il settore produttivo per sua natura più legato alla soddisfazione dei bisogni primari, rischia di essere sacrificata da politiche inadeguate al suo ruolo strategico per la sopravvivenza ed il benessere delle popolazioni.
Tale rischio è accentuato dal fatto che sempre più e particolarmente nei paesi ad economia industrializzata, l'agricoltura svolge una insostituibile funzione di custodia e produzione di beni pubblici come la salvaguardia dei territori, delle tradizioni locali e della loro identità.
L'Europa ha affrontato questi problemi fin dall'inizio della sua costituzione con politiche specifiche con alterne vicende ed atteggiamenti spesso contraddittori: a partire dal 2013  si avvierà una nuova fase di queste politiche che dovrebbe tenere conto di tutti i problemi suddetti e che sarà decisiva per il futuro dell'agricoltura europea.

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Che cos’è l’acidità dell’olio

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Carrubo e melograno: prospettive per la coltivazione in Sicilia

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USA: la moria delle api e' colpa di un parassita

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Vino: produzione italiana ai minimi storici

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Prestigiosa onorificenza all’accademico Piernicola Leone de Castris

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Politiche agrarie e sicurezza alimentare

La politica agricola comunitaria (PAC) per il prossimo periodo 2013-2020, già approvata dalla Commissione Europea ed in attesa di essere discussa dal Parlamento dell’Unione, appare sostanzialmente impostata con criteri ed indirizzi che si richiamano a quelli adottati negli ultimi decenni e che continuano a trascurare il fondamentale ruolo produttivo dell’imprenditoria agricola.
L’Unione Europea, nata come produttrice di complessive eccedenze alimentari, oggi sembra far assegnamento sulla libertà di importare dal mercato globale crescenti quantitativi di prodotti agricoli primari (a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione sostenuti dai nostri agricoltori). Questo orientamento politico europeo, che coinvolge quelli nazionali e regionali, sembra non accorgersi che il mercato mondiale delle commodities alimentari registra continui aumenti della domanda (per alcuni prodotti ormai più che doppia rispetto all’offerta) e dei prezzi, che sono anche instabili e oggetto di sconvolgenti speculazioni finanziarie.
L’Europa non può ignorare che milioni di persone continuano a soffrire e morire per fame nel mondo. Ne può ignorare i richiami della FAO sulla necessità di raddoppiare in pochi decenni le complessive produzioni alimentari mondiali. Non può quindi esimersi dal perseguire almeno tre doverosi impegni:
•    sviluppare il ruolo produttivo della propria agricoltura, prioritariamente rispetto a qualsiasi altra istanza economica, sociale, ambientale e tantomeno estetico-paesaggistica. Non si tratta di istanze contrapposte, ma sinergiche, così come l’agricoltura razionale le ha sempre considerate. Comunque, lo sviluppo agricolo non può, oggi più che mai, essere indipendente dalla produttività. Deve mirare al miglioramento quantitativo e qualitativo (merceologico e igienico-sanitario) delle produzioni, da realizzare nel rispetto dell’ambiente;
•    creare e mantenere attivo un sistema di stoccaggio di adeguate riserve alimentari primarie, in grado di far fronte ad eccezionali eventi negativi di qualsiasi genere ed assicurare in ogni circostanza una disponibilità e accessibilità di cibo;
•    adottare provvedimenti per contrastare l’attuale eccessivo ed inaccettabile spreco di alimenti, secondo le strategie già indicate dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che verranno votate in sessione plenaria a Strasburgo nei primi mesi del 2012.

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Perché il giardino ci regala la salute?

La pratica del giardinaggio non costituisce soltanto una possibilità terapeutica, ma rappresenta per adulti e per bambini un mezzo per cautelarsi nei confronti di eventuali malattie della sfera psichica .
Le possibilità curative del verde vengono prese in considerazione da due specifici ambiti disciplinari, oggetto di un’ attenta sperimentazione nei paesi anglosassoni: l’Horticultural therapy e l’Healing landascape

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Gasolio agricolo sempre più a caro prezzo

Nel 2012 gli agricoltori risentiranno pesantemente di questi aggravi sui costi di produzione. Questo meriterebbe una maggiore attenzione anche ai più alti livelli istituzionali, al fine di cercare soluzioni che ne riducano l’impatto su un comparto, quello agricolo, i cui margini di manovra per far fronte alla crisi economica diventano sempre più stretti

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I Georgofili all’avvio del terzo millennio

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Ricercatori israeliani creano un antiparassitario a base di olio vegetale, efficace contro parassiti di pomodori, zucchine e peperoni

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Possibile origine cinese per la batteriosi del kiwi

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Bando di concorso per la South China University of Technology

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E tu, di che meteo sei?

Il centro di bioclimatologia dell’Università di Firenze ha realizzato, con il contributo della Regione Toscana, un sito (www.biometeo.it) in cui quotidianamente vengono prodotte previsioni biometeorologiche.
Gli utenti del sito usufruiscono di un’ ampia gamma di informazioni (temperature percepite, disagio/benessere termico, presenza di pollini allergenici, abbigliamento consigliato, disturbi dell'umore, dolori articolari, emicrania, etc.) di sicura utilità per affrontare al meglio le eventuali situazioni critiche che potrebbero verificarsi nel territorio regionale nei successivi tre giorni.
Il sito offre quindi indicazioni per tutta la popolazione ma soprattutto per i meteoropatici, ossia coloro che soffrono di disturbi più o meno gravi in presenza di determinate condizioni climatiche.

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Legge di stabilità e vendita di terreni agricoli pubblici: una legge importante ma da perfezionare

Su iniziativa dell’Accademia dei Georgofili, è stata tempestivamente organizzata una pubblica adunanza dedicata alla valutazione della legge di stabilità (183/2011). L’argomento è stato introdotto da quattro relazioni, rispettivamente di Federico Vecchioni, Vicepresidente dei Georgofili, Luigi Costato, giurista agrario, Gianni Salvadori, assessore all’agricoltura della Regione Toscana (in rappresentanza della Conferenza delle Regioni), e Roberto Reggi, sindaco di Piacenza e rappresentante della Presidenza ANCI.
E’ emersa una generale opinione favorevole al principio della prevista vendita di terreni pubblici, ma è stata evidenziata la necessità di una revisione del testo, nonché di una sua integrazione con elementi necessari a rendere efficace il provvedimento.

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MUSICA PER LA PATRIA

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Emergenze fitosanitarie: criticità e prospettive

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Parlamento europeo: approvate nuove regole per l'etichettatura di succhi di frutta e nettari

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Tabacco, accordo per la qualità del Made in Italy

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AUGURI da "Georgofili INFO"

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IL FRUMENTO DEL FUTURO

Tra le piante coltivate, i frumenti (Triticum aestivum e Triticum durum) sono le specie più importanti per diffusione e per rilevanza nell'alimentazione umana.
La dimensione del genoma del frumento (5 volte il genoma umano) e la sua complessità rendono il sequenziamento una sfida difficile anche con l’uso delle più moderne tecnologie molecolari. Per questo motivo, a livello mondiale è stato costituito il Consorzio Internazionale di Sequenziamento del Genoma del Frumento (IWGSC).
L'Italia, con un progetto finanziato dal MiPAAF, partecipa all’IWGSC con la responsabilità per uno dei 21 cromosomi del frumento, il Cromosoma 5A, una regione del genoma dove sono localizzati importanti geni come quelli che controllano la resistenza al freddo invernale, il tempo di fioritura e diverse fonti di resistenza a malattie.

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Nuovo allarme della FAO per scarsità e degrado del suolo e dell’acqua: una minaccia crescente per la sicurezza alimentare

Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050, afferma un nuovo rapporto FAO pubblicato lo scorso 28 novembre.
 “Lo Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l'Alimentazione e l'Agricoltura” (SOLAW) sottolinea che, sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, "in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende".   

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CAMBIANO I PROGETTI DEL VERDE E DEI GIARDINI

Negli anni ’70, chi studiava  e scriveva su  fiori, piante, giardini e parchi non era molto considerato nell’ambiente scientifico.Nell’ambiente universitario chi parlava di giardini era considerato, a volte, o spesso, un limitato. Nel campo delle Facoltà di Agraria si insegnava soprattutto a creare nuovi boschi, o nuove colture legnose per produrre legname e a incrementare la produzione di cereali,di barbabietole, di foraggi, di ortaggi, di frutta, di uva. Non certo ad investire tempo e denaro per piantare alberi al fine di migliorare l’ambiente urbano e suburbano e, se lo si faceva, solo a scopo visivo o ornamentale e non per creare zone in cui i nipoti ed i pronipoti sarebbero potuti vivere meglio.

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Cioccolato: l'Italia nel mirino UE

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Una giornata nazionale del miele

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Società Toscana di Orticultura: il progamma e i docenti dei corsi di giardinaggio 2012

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L’agricoltura nel nuovo contesto produttivo

Fino a pochi anni fa, le nostre imprese agricole vedevano tutelate le proprie produzioni da una politica nazionale ispirata ad una chiara economia reale. Oggi sono chiamate ad affrontare invece una confusa e rapida evoluzione di filiere agroindustriali, delocalizzazioni produttive, reti multinazionali, mercato globale, speculazioni finanziarie, ecc.. La globalizzazione è ormai un processo irreversibile, ma il mercato mondiale non può essere ancora considerato come una fonte inesauribile, dalla quale chiunque può tranquillamente attingere i necessari prodotti agricoli primari. Il commercio delle commodities alimentari è diventato anche oggetto di speculazioni finanziarie, capaci di sconvolgere il naturale andamento crescente della domanda rispetto all’offerta.
La nostra agroindustria sembra non accorgersi che sta rischiando di perdere il primo scalino delle sue filiere nazionali, cioè la disponibilità di prodotti primari della nostra agricoltura, i cui costi di produzione tendono a superare i prezzi di mercato. Qualcuno ha da tempo espresso il parere che “dove non c’è una sana agroindustria, non c’è una robusta agricoltura”. Concetto giusto e di grande attualità, ma cresce il timore che possa presto leggersi in senso inverso.
Nei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), il basso costo della manodopera determina un imbattibile livello di competitività. Questo vantaggio fondamentale potrà presto consentire a quei Paesi di trasformare autonomamente i propri prodotti primari ed esportare verso di noi altrettanto competitivi alimenti elaborati.
Inoltre, la moderna delocalizzazione, anche frazionata, delle attività produttive agroindustriali favorirà la nascita di agguerrite reti multinazionali (o nazionali, adeguate ai tempi) che potranno continuare a sfruttare il marchio Made in Italy. In mancanza di adeguate regole condivise e di efficienti controlli internazionali, capaci di garantire che questi marchi non possano essere applicati anche direttamente all’estero.
Gli stessi nuclei produttivi delle attuali filiere – a cominciare da quelle alimentari – attendono di essere organizzati e regolamentati su basi moderne, affinché nel loro ambito non vi siano ruoli privilegiati e dominanti, capaci di creare sperequazioni nella formazione e nella ripartizione del valore aggiunto complessivo, quindi con disparità tra i redditi conseguiti dagli agricoltori ed i prezzi finali al consumatore (sugli scaffali della grande distribuzione). Questi obiettivi possono essere vantaggiosi per tutti. Andrebbero tempestivamente realizzati con un univoco sostegno generale, pubblico e privato, nonostante che l’intreccio dei vari interessi costituisca ormai una realtà complessa, non facilmente malleabile e controllabile.
Il quadro in cui si evolve rapidamente il contesto del mondo produttivo richiede grande impegno politico. La tendenza a privare la nostra agricoltura della necessaria attenzione e sostegno diventa quindi assai più grave di quanto potesse esserlo fino a pochi anni fa.

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Il ruolo della risicoltura nel panorama colturale italiano

Il riso costituisce coltura di significativa importanza per il nostro paese. A livello europeo, infatti, l’Italia costituisce il principale produttore, con circa il 50% della totale superficie a riso dell’EU. La risicoltura italiana è stata interessata negli anni da una profonda evoluzione, che ha riguardato i vari aspetti della produzione e della struttura aziendale. Nel corso degli ultimi trenta anni circa, ad esempio, il numero di aziende risicole si è dimezzato (da  8900 a 4600), con un corrispondente aumento della superficie aziendale media da circa 20 ha a oltre 51 ha.
Le principali problematiche che la risicoltura italiana deve attualmente affrontare riguardano sia elementi tecnico-agronomici legati alla produzione, sia aspetti relativi all’impatto della coltivazione su diversi comparti ambientali, in particolare sull’acqua, e ai conseguenti vincoli di natura legislativa che condizionano sempre più fortem

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Cambiamento climatico ed effetti sulla viticoltura

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Sviluppo ed evoluzione tecnologica degli impianti di irrigazione

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Vinacce e scorze d’arancia si trasformano in biofuel

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Corsi di Giardinaggio alla Società Toscana di Orticultura

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Mega truffa del BIO: sequestrate 700mila tonnellate di falsi prodotti

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Il divieto di impianto dei vigneti in Europa dopo il 2014: una scelta necessaria?


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Dolomiti Patrimonio dell’Umanità: un cammino lungo e faticoso

Il 26 giugno 2009, durante l’annuale sessione plenaria di UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) tenutasi a Siviglia, IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura - World Conservation Union) appoggiò la richiesta italiana di inserire le Dolomiti tra Beni che compongono il patrimonio naturale dell’Umanità (World Heritage List).
Il giudizio di IUCN fu ampiamente positivo. In estrema sintesi si dichiarò che “Le Dolomiti sono tra i paesaggi montani più belli del mondo, dotati di una spettacolare varietà di forme verticali, con pareti strapiombanti per più di 1.500 metri, che offrono scenari archetipo di "paesaggio dolomitico", così come descritti dai pionieri della geologia, dell’alpinismo, dai fotografi e dai pittori paesaggisti fin dagli albori del XIX secolo”.
L'area dolomitica poi offre forme erosive, tettoniche e glaciali di eccezionale valore scientifico e documentale come quelle degli "atolli fossilizzati", e molti altri che sono unici a livello mondiale per la possibilità di cogliervi appieno la stratigrafia del Triassico. 

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Il genoma del batterio che causa il CANCRO del KIWI

L'analisi comparativa del genoma di tre isolati dell'agente del cancro batterico dell'actinidia ha messo in luce che l'attuale grave epidemia in corso in Italia è causata da un nuovo ceppo e non da un'evoluzione del batterio già presente in Italia fin dagli anni '90.

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Malattie degli agrumi: aspetti gestionali ed epidemiologici in ambiente mediterraneo

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A Durban la conferenza mondiale sul clima: l’agricoltura in prima linea. Stop alla deforestazione e avanti con le biomasse.

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Cibo senza segreti: così la nuova etichetta UE aiuterà il consumatore

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Un libro sulle antiche varietà di frutti del Casentino

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CHI E' IL SOTTOSEGRETARIO ALLE POLITICHE AGRICOLE?

Di quasi certo c'e' solo il nome: Francesco o Franco Braga. Per il resto sul nuovo Sottosegretario all'Agricoltura aleggia il mistero. Franco Braga, professore ordinario di tecnica delle costruzioni alla Sapienza di Roma, interpellato al telefono, risponde candidamente di non sapere ancora se e' lui la persona nominata dal presidente Monti. Francesco Braga, docente all'Universita' di Guelph (Canada) e collaboratore dell'alta scuola di economia agroalimentare dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, raggiunto al telefono da conoscenti, dice di non saperne nulla. Il segretariato della Presidenza del Consiglio intanto pare propendere per il primo, ma anche in questo caso senza dare per ora conferme. Comunque né l'uno né l'altro ha partecipato alla cerimonia del giuramento nelle mani del presidente del consiglio Mario Monti.

Mentre scriviamo, mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 10.00, la pagina web del sito del MiPAAF (http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/173) non riporta ancora alcun nome alla voce Sottosegretario.

(Da Agrapress ANNO XLIX - N. 359 del 29/11/2011)

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Errare humanum est ...

Nel corso della formazione dell’attuale Governo Monti, ad un certo punto il “Toto-Ministri” aveva omesso di considerare il Ministero dell’Agricoltura. Si diffuse allora il timore, autorevolmente condiviso, che si intendesse abolirlo. Data la sempre più scarsa considerazione nei confronti del nostro settore primario e tenuto conto che l’intento di abolire questo Ministero non è nuovo nel nostro Paese (anche perché approvato con un referendum popolare nel 1993), quei timori non erano infondati e tenevano conto anche dalla indicazione che si stava decidendo di ridurre il numero dei Ministeri.
Per l’agricoltura fu giustamente nominato un Ministro con portafoglio. Nessuno però ha sentito il bisogno di chiarire e smentire la cause di quei timori.
Nei giorni scorsi, la nomina dei Sottosegretari ha riacceso ancora qualche perplessità. Nell’elenco ufficiale diramato con i nomi dei Sottosegretari ne figurava anche uno per l’agricoltura: “Francesco Braga”. Nessuno però lo ha visto firmare e giurare al Quirinale martedì mattina e le agenzie di stampa hanno interpellato due professori, Francesco Braga e Franco Braga (rispettivamente della Cattolica di Milano e della Sapienza di Roma). Pare che nessuno dei due sia il designato. Siamo quindi ancora in attesa di sapere se e chi sarà il Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura.
E’ incredibile che il settore primario possa essere così trascurato. Non si può indebolire l’immagine del Ministero che rappresenta la nostra Nazione nei consessi mondiali nei quali l’agricoltura è oggi al centro delle soluzioni di grandi problemi quali la sicurezza alimentare, gli effetti dei cambiamenti climatici, le risorse energetiche rinnovabili, ecc..
Qualcuno dia una dovuta, autorevole spiegazione.

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Paolo De Castro e la nuova PAC ai Georgofili

Il georgofilo Paolo De Castro ha svolto a Firenze, il 24 novembre, presso la sede accademica, una lettura su “La Nuova Politica Agraria Europea”, organizzata in collaborazione con la UNASA (Unione Nazionale Accademie per le Scienze Agrarie).

Ha illustrato il complesso metodo di lavoro adottato dalla U.E. dopo il Trattato di Lisbona ed è entrato nel merito dei contenuti della nuova PAC 2013-2020, da poco approvata dalla Commissione Europea. Ha evidenziato alcune incognite relative ai tagli previsti nei bilanci europei ed ha previsto una lunga discussione che certamente porterà a modifiche del testo attuale (ancora non disponibile in lingua italiana), con il conseguente rischio che la PAC non entri in vigore alla scadenza del 1° gennaio 2014.

Non ha mancato di evidenziare la necessità che la PAC contempli anche problematiche nuove rispetto al passato, a cominciare da quelle relative alla sicurezza alimentare, all’instabilità dei mercati, all’aumento costante dei prezzi destinato ulteriormente a salire, alla crescita della domanda di commodities alimentari (già doppia rispetto all’ offerta), dovuta non solo all’aumento demografico mondiale ma anche all’incremento dei redditi soprattutto nei Paesi “BRIC” (Brasile, Russia, India, Cina). Mentre i terreni coltivabili sulla Terra non sono ulteriormente estensibili ed è necessario puntare sull’incremento delle produzioni unitarie, facendo assegnamento sulla ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico.
“Se tutta la popolazione mondiale dovesse cibarsi seguendo il modello degli occidentali, non si potrebbe sfamarla neppure colonizzando altri pianeti!”.

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Cavour ai Georgofili

E’ aperta al pubblico presso l’Accademia dei Georgofili l’esposizione itinerante “Camillo Benso di Cavour e il suo tempo”, che completa il suo giro nelle tre capitali d’Italia: Roma, Torino e Firenze, nel quadro delle manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità nazionale.  A Roma è stata inaugurata il 18 gennaio 2010 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
A Firenze la mostra è stata allestita presso i Georgofili, ed arricchita con documenti e manoscritti unici tratti dall’archivio dell’Accademia, in quanto Camillo Benso di Cavour ne è stato accademico onorario dal 1851.
Egli apprezzava e perseguiva le concezioni liberistiche dei mercati; in una lettera (esposta in mostra), auspicava che la Toscana ed il Piemonte potessero servire l’una di esempio all’altro: la prima quale “portatrice delle verità economiche”, il secondo quale felice esempio dell’applicazione di “quelle politiche”. Era un agricoltore appassionato ed innovativo: la sua opera agraria fu apprezzata da Cosimo Ridolfi che ne riferì in una apposita Memoria letta in Accademia il 5 settembre 1858.

L’esposizione sarà visitabile fino al 16 dicembre p.v., con ingresso libero (il pomeriggio dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì).

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L’utopia tranquilla delle piante – beati i miti perché erediteranno la terra

Le piante hanno comportamenti sofisticati ed evoluti,  una vita sociale meravigliosamente ricca ed, in generale, una affascinante complessità che per millenni è rimasta sepolta sotto la loro apparente immobilità. Mitezza contro violenza, fissità contro movimento, autotrofia contro eterotrofia, lentezza contro velocità, piante ed animali sono il risultato di scelte evolutive opposte. Inermi, alla base della catena alimentare, eppure capaci di colonizzare la Terra fino a rappresentarne il 98% della biomassa, nella vita delle piante esiste un’idea utopistica e rivoluzionaria, che ne rende avvincente ed imprevedibile il loro studio.  Unici organismi viventi realmente “verdi” (in tutti i sensi), hanno evoluto strategie di comportamento così diverse da quelle degli animali da essere per noi una fonte inesauribile di originalissimi insegnamenti. Senza l’aggressività e prepotenza degli animali, senza la pressante necessità di uccidere per sopravvivere, le piante sono la realizzazione terrena del discorso della montagna: sono loro i miti che un giorno erediteranno la terra.

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Agrumi: agenti vettori di malattie da virus e virus-simili

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Sulle tavole italiane arriva la prima scarola “riciclata”

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Moria delle api, chiamata urgente a tutta l'Europa

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Il 2013 sarà l’anno europeo contro lo spreco alimentare

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TECNOLOGIE DELLA DEALCOLAZIONE ED ENOLOGIA DEI PRODOTTI DEALCOLATI

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Il legno materiale per un'edilizia sostenibile

Lo scorso 10 novembre si è svolta a Padova una Giornata di Studio, organizzata dalla Sezione di Nord-Est dei Georgofili, nell’ambito del programma di Celebrazioni dell’Anno Internazionale delle Foreste

Il legno si può considerare appieno un materiale “bio” e “tecnologico”, ossia caratterizzato da una matrice di origine biologica che si presta a essere plasmata da interventi di tipo tecnologico, di differente intensità, che consentono di realizzare edifici e strutture anche di notevoli dimensioni. Non va però dimenticato che, qualsiasi sia la costruzione realizzata, è fondamentale si crei uno stretto collegamento tra gli elementi architettonico-ingegneristici e quelli propri dell’approvvigionamento della materia prima e della gestione delle foreste da cui essa deriva.
Solo in questo modo il crescente interesse nell’utilizzo del legno per costruzioni di tipo civile potrà tradursi in uno stimolo all’intera filiera foresta-legno-edilizia.
I vincoli progettuali di un fabbricato di legno debbano confrontarsi con il materiale impiegato, la struttura o la forma del fabbricato e delle sue componenti, la realizzazione o il montaggio, le funzioni e l’utilizzazione del fabbricato.
Benché il legno manifesti una serie di elementi critici (limitata durabilità, infiammabilità, fragilità), l’attenta scelta della specie, le modalità di impiego e le lavorazioni cui può essere sottoposto, consentono di ottenere un materiale per impieghi strutturali con prestazioni del tutto comparabili con quelle dell’acciaio e superiori a quelle del calcestruzzo armato.
Costituiscono una valida testimonianza a queste considerazioni i grandi edifici, realizzati anche nei secoli scorsi, e che ancora oggi manifestano resistenza e funzionalità.

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Applicazioni della genomica per la zootecnia

La disponibilità di nuove tecnologie di genetica molecolare ha permesso  un forte sviluppo della genomica come disciplina scientifica risultante dalla convergenza di genetica, biologia molecolare e bioinformatica.  In particolare l’applicazione di questi nuovi e potenti strumenti di ricerca e di studio alla  zootecnia e la loro continua innovazione ha messo a disposizione una enorme mole di  informazioni  sulle sequenze dei genomi della maggior parte delle specie allevate e numerosi geni e marcatori associati con la variabilità fenotipica di  caratteri di interesse zootecnico. E’ stato portato a termine per  quasi tutte le specie di interesse zootecnico il sequenziamento completo del genoma.
La conoscenza del genoma rappresenta lo strumento più importante per introdurre rilevanti innovazioni nel campo del miglioramento genetico. I progressi scientifici nell’ambito della genomica riguardano sia la genomica strutturale che la genomica funzionale.

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Alcune informazioni utili per comprare l’ "olio novo"

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Considerazioni sul volume “La mia Terra: intervista a Federico Vecchioni”

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BIODIVERSITA’ IN ORTOFRUTTICOLTURA ON-LINE

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FAO – Proteggere le colture tradizionali dall’impatto del cambiamento climatico

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TOTO-MINISTRI: omissioni colpose o errori strategici?

Il Toto-Ministri aperto dai mass media è stato definito fantasioso. Ciò nonostante può essere significativo il fatto che esso abbia costantemente ignorato il Ministero dell'Agricoltura.
Può trattarsi di un altro sintomo dello scarso interesse del mondo politico e dei mass media nei confronti del settore primario, ormai diffusosi anche nell'opinione pubblica. Ma potrebbe invece trattarsi di un intento, già ripetutamente manifestatosi nel passato, di cancellare il Ministero dell'Agricoltura, affidandone le funzioni eventualmente ad un Sottosegretariato.
Questa sensazione è stata percepita da numerose ed autorevoli organizzazioni agricole (Confagricoltura, CIA, Copagri, Agci Agrital, Lega Pesca, Coldiretti) e dagli stessi Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato (Paolo Scarpa Bonazza Buora e Paolo Russo), dai rappresentanti PD nella Commissione Agricoltura della Camera (Angelo Zucchi e Luciano Pizzetti), nonché dal Ministro uscente Saverio Romano, che hanno già aperto una corale e giusta protesta, espressa anche questa mattina, come tempestivo invito al Presidente del Consiglio incaricato, Prof. Monti, a non rendersi colpevole di una decisione storica che metterebbe in dubbio il suo valore anche di studioso,  conoscitore dei problemi socio-economici mondiali e della importanza strategica globale dell’agricoltura.

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La riduzione della superficie agraria in Toscana dall'Unità nazionale ad oggi

Generalmente, in ambito nazionale e non, si fa riferimento al concetto di consumo del suolo come misurazione, in rapporto alla superficie disponibile, del territorio occupato da insediamenti o infrastrutture.
Per quanto riguarda la situazione italiana, l’Osservatorio Nazionale sul consumo di suolo ha messo in evidenza una generale mancanza di dati, aggiornati ed affidabili, la mancanza di una codifica che consenta l'effettuazione di confronti coerenti, l’utilizzo insufficiente e non sistematico di tecnologie e dati da remote sensing, come l’inadeguato aggiornamento di quadri regionali da cui deriva in molti casi l’impossibilità di effettuare confronti, alla medesima soglia storica, di dati provenienti da più regioni.
L’irreversibilità delle trasformazioni che determinano dissipazione della risorsa suolo è destinata a tradursi in grave limite al benessere, allo sviluppo sociale, alle opportunità concesse alle future generazioni con perdita e/o degradazione di superfici idonee alla produzione agricola, di biodiversità e qualità paesaggistica; crescente inefficienza energetica e funzionale di un modello insediativo estensivo ad alta domanda di trasporto e conseguente generazione di inquinamento atmosferico, perdita dei sistemi regolativi connessi ai cicli biogeochimici e a quelli idrogeologici che nel suolo hanno sede.

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Come i denti di leone ci insegnano a volare

La natura fornisce un database meraviglioso da cui prendere in prestito idee, concetti e disegni e la biomimetica nasce proprio con lo scopo di trovare soluzioni ai problemi ingegneristici grazie al trasferimento tecnologico di soluzioni semplici provenienti dal mondo biologico.
L’elevata affidabilità che caratterizza queste soluzioni biologiche sta nel fatto di essere il risultato della lunga evoluzione della vita sulla terra, e la crescente attenzione che questa nuova disciplina sta avendo a livello europeo, risiede nella produttiva combinazione di competenze ingegneristiche e biologiche, che insieme contribuiscono allo sviluppo di applicazioni, dall’alta tecnologia alla vita quotidiana.
L’Advanced Concepts Team dell’Agenzia Spaziale Europea  (ESA)  sta, tra le altre cose, studiando i meccanismi di dispersione dei semi per estrarre nuove idee e concetti utili ai fini dell’esplorazione spaziale: metodi di locomozione derivanti dai cespugli rotolanti del deserto, trivelle ispirate dai semi che si auto-sotterrano e piccoli paracaduti presi in prestito dai denti di leone.
Se le piante sono riuscite a colonizzare ogni angolo della Terra con i propri semi, perché noi non possiamo provare a prendere qualche spunto da loro per l’esplorazione del sistema solare?

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L’Olivicoltura da mensa in Sardegna e Sicilia

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Foreste della Serenissima: frammenti di storia forestale

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Confagricoltura: "Frane e allagamenti hanno un'origine comune: l'abbandono del territorio"

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Uscito il volume 2010 – X de “I Quaderni”: “Difesa delle colture da patogeni e parassiti trasmessi per seme”

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Povera terra con 7 miliardi di abitanti

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Firenze, 4 novembre: l’Accademia dei Georgofili ricorda l’alluvione

L’Accademia dei Georgofili ha conservato nel proprio salone di ingresso il ricordo costante della terribile alluvione del ’66. Un grande affresco e 12 litografie del Maestro Luciano Guarnieri che non vengono esposti solo il 4 di novembre, ma restano lì sempre, ogni giorno, offrendo a tutti un luogo che ricorda quel terribile evento.
Il Maestro Luciano Guarnieri realizzò un affresco dedicato al “Salvataggio della Croce del Cimabue” e 12 litografie raffiguranti vari scorci di Firenze devastata dalla inondazione dell’Arno. Le litografie furono subito riprodotte e messe in vendita per beneficenza in favore delle famiglie alluvionate. L’affresco fu presentato al museo “Come nasce un affresco” nella sala del Capitolo della chiesa del Carmine , poi fu ospitato in Santa Croce e in Santa Maria del Fiore e infine definitivamente donato all’Accademia dei Georgofili insieme alle 12 litografie originali, rimaste in mano al Maestro.
Quel crocifisso, diventato simbolo dell’arte fiorentina offesa ma non distrutta, è stato accolto nella Sede accademica, non a caso dopo il restauro che seguì l’atto dinamitardo da questa subìto nel 1993.

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Scoperta la resistenza delle piante alle inondazioni grazie al loro sensore per l'ossigeno

Un gruppo di ricercatori europei ha fatto una importante scoperta concernente il meccanismo messo in atto dalle piante per resistere alla sommersione.
Da alcuni decenni si cercava di capire come certe specie vegetali  fossero particolarmente adattate a queste condizioni, mentre molte altre non riescono a sopravvivere.
Gli studiosi hanno scoperto che la proteina delle cellule vegetali RAP2.12, viene costantemente distrutta nelle normali condizioni di presenza di ossigeno, ma - e questo è il significato centrale  della scoperta - in condizioni di minore disponibilità di ossigeno (ad es. sommersione), la stessa proteina rimane stabile ed attiva una risposta di adattamento alla nuova situazione avversa.
Il risultato è doppiamente importante perché rappresenta un'acquisizione di nuova conoscenza sul piano strettamente biologico-vegetale, ma, come accade per tutti gli studi severamente condotti, è ricco di risvolti sul piano applicativo, basti pensare quanto il flagello delle improvvise e massicce sommersioni si abbatta su vaste aree agricole del pianeta; pertanto la selezione di varietà coltivate per ambienti soggetti ad eventi alluvionali sarà certamente favorita.

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Salute e sicurezza sul lavoro nel comparto zootecnico e caseario


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Le ville comunali in Sicilia: origini e caratteri

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Energie rinnovabili: eccellenza in Mugello

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BeeNet: nei campi una rete di alveari-sentinelle

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Il fico d’India conquista nuovi mercati

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Produzione di bioidrogeno ed energia rinnovabile da residui agro-zootecnici

Venerdi' 21 ottobre a Landriano (PV), presso l'Azienda agraria sperimentale dell'Universita' degli studi di Milano si è svolto il convegno conclusivo del progetto “Agriden - Produzione di bioidrogeno ed energia rinnovabile da residui agrozootecnici", con la presentazione dei risultati principali e la visita al prototipo pilota realizzato nell’ambito della ricerca.

Continuare a dipendere in modo sostanzialmente esclusivo da sorgenti energetiche fossili pone, già dal prossimo futuro, sfide insostenibili in termini sia di sicurezza di approvvigionamento, sia di effetti delle emissioni sul clima del pianeta e sulla qualità dell’aria nelle aree urbane.
L’idrogeno, grazie alle sue caratteristiche di altissima sostenibilità ambientale, rappresenta una delle più promettenti alternative prese in considerazione per gli scenari energetici del futuro. Oggi è principalmente ricavato da idrocarburi, ma è del tutto evidente che il complesso di benefici legati alla sua introduzione nel sistema energetico non può prescindere dallo sviluppo di filiere basate su fonti rinnovabili, e non su quelle fossili.
Accanto all’elettrolisi dell’acqua e al frazionamento termochimico di composti organici, la produzione di idrogeno per via biologica (il bioidrogeno) costituisce un processo molto promettente, con interessanti potenzialità applicative messe in luce da diverse ricerche di laboratorio condotte negli ultimi anni.
Il progetto AGRIDEN finanziato da Regione Lombardia – D.G.Agricoltura ha considerato, in particolare, una semplice variante del classico processo di digestione anaerobica, basata su una tipologia di reattori bi-stadio nei quali, accanto alla produzione di biogas ricco in metano, si realizza una produzione aggiuntiva di quantità significative di bioidrogeno.
Dato l’enorme potenziale di diffusione nelle aree agricole del nord del Paese, le biomasse studiate nel progetto sono state effluenti zootecnici miscelati a scarti ortofrutticoli, perseguendo l’idea piuttosto affascinante di produrre idrogeno -il vettore energetico più pulito che si conosca- a partire da biomasse di scarto che, se non opportunamente trattate, costituirebbero un macroscopico fattore di impatto ambientale.

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Il futuro appartiene alla idee innovative: la biomimetica ce lo insegna

Liberiamoci dal pregiudizio che le piante siano esseri inanimati, incapaci di sentire e di agire con una loro intelligenza. Osserviamole attentamente, come da anni stanno facendo i  ricercatori del LINV (laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale) guidati dal prof. Stefano Mancuso e scopriremo che il mondo vegetale ha tanto da insegnarci. Dall’analisi del comportamento dei vegetali è infatti possibile trarre ispirazione per innovazioni tecnologiche utili all’Uomo. A realizzare materialmente queste invenzioni poi ci pensa il Centro di MicroBioRobotica dell’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, la cui coordinatrice Barbara Mazzolai è stata, assieme a Stefano Mancuso, l’ideatrice del workshop internazionale che si è svolto il 24 ottobre 2011 presso l’Accademia dei Georgofili.
Hanno partecipato esperti provenienti da tutta l’Europa (UK, Olanda, Germania, Spagna e, ovviamente, Italia), a spiegare per esempio come l’ESA abbia utilizzato i movimenti dei semi che cadono dalle piante per progettare il volo di certe navicelle spaziali, come si stia cercando di imitare i movimenti di alcune velocissime piante carnivore per nuovi sistemi di attuazione, come nel mondo vegetale esistano dei materiali così resistenti  che possiamo utilizzare nella costruzione di oggetti utili all’uomo.
Le piante sono come esseri umani “rovesciati”: la parte che “pensa” e che si nutre è collocata in basso. Secondo le scoperte del prof. Mancuso, gli apici radicali riescono a dialogare tra loro attraverso impulsi elettrici e modificano il loro comportamento adattandosi a quello che percepiscono intorno a loro. Dall’imitazione di tutto questo è nato il plantoide, il primo robot ispirato al mondo vegetale, che aiuterà l’Uomo nelle indagini del suolo, utilizzando dei veri e propri apici radicali meccanici, progettati nel Centro di Ricerca dell’IIT.

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Il georgofilo Michele Stanca nuovo presidente dell’UNASA

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Il Festival della Scienza: un evento globale da non perdere

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Uscito il volume 2010 – IX de “I Quaderni”: “La biodiversità e il metagenoma del terreno agrario”

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Perché gli OGM

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Sul Washington Post l’ultraeccellenza dell’olio italiano

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Fabbricati rurali: al via le variazioni catastali

I fabbricati rurali sono solo quelli iscritti in catasto nella categorie A/6 e A/6-R (per gli abitativi) e in categoria catastale D/10 (per i non abitativi). Tutti i fabbricati comunque denominati appartenenti alle altre categorie non sono “rurali” almeno ai fini fiscali. Si tratta di una conclusione non prevista in quanto anche l’Agenzia del territorio era di diverso avviso ma è prevalso l’orientamento della Corte di Cassazione.
Con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle  Finanze del 14 settembre 2011 (Pubblicato della  G. U. n. 220 del 21 settembre 2011)  sono state definite le modalità di presentazione delle domande di variazione catastale e delle relative autocertificazioni di cui all’art. 7, comma 2- bis e seguenti del D.L. n. 70/2011 per le quali i fabbricati iscritti in catasto per i quali sussistono i requisiti di ruralità di cui all’art. 9 del D.L. n. 557/93 ma non censiti nella categorie rurali A/6 e D/10.

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Ampelografia per immagini

Nel 1898,  Mazade, professore d’ampelografia a Montpellier, scriveva: “In un dato ambiente, passare frequentemente in vigneto consente d’ottenere un ricordo visivo dei vitigni principali. Questo ricordo visivo è preferibile alla migliore delle descrizioni perché è proprio la fisionomia del vitigno che rimane impressa nella memoria e serve da riferimento e termine di paragone. Questa fisionomia è certo il risultato dell’impressione causata dall’insieme di elementi parziali. Ma, in genere, questi caratteri parziali, non essendo stati oggetto d’un esame separato condotto con sufficiente attenzione, sfuggono al ricordo. Semplicemente dall’insieme emerge un’immagine complessiva, specifica per ciascun vitigno, impressione che serve da guida nella maggior parte dei casi”.
Nelle descrizioni ampelografiche sono riportate caratteristiche:
•    morfologiche,
•    fenologiche,
e osservazioni  su attitudini:
•    colturali,
•    produttive,
•    esigenze pedoclimatiche,
•    resistenza eventuale a patogeni, ecc.

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Alberi in città

L’ONU ha dedicato l’anno 2011 alle foreste e patrocinato centinaia di eventi scientifici e divulgativi su tale tema. La Facoltà di Agraria di Pisa ha organizzato in questo contesto una giornata di studio, svoltasi il 14 ottobre e dedicata agli “Alberi in città”.

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Uscito il volume 2010 –VIII de “I Quaderni”: “Situazione dei seminativi nel quadro dell’agricoltura italiana”

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In Europa 12 stati soffrono di desertificazione

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Borsa di studio per la ricerca in viticoltura

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Il legno come fonte per l'industria

L’anno 2011 è stato proclamato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dalla FAO, l’Anno Internazionale delle Foreste, per celebrare e rendere partecipe l’opinione pubblica mondiale dell’essenziale ruolo ambientale e produttivo che sempre più viene riconosciuto agli alberi e alle foreste, a livello internazionale. L’attualità registra, infatti, un interesse crescente per gli ecosistemi forestali come importanti sistemi di regolazione del clima e di assorbimento e mitigazione dei gas serra e di altri composti inquinanti, che stanno svolgendo un ruolo fondamentale anche nelle varie conferenze mondiali sull’ambiente e sul clima, come nella prossima Conferenza di Durban in Sud Africa, in programma quest’anno nel mese di dicembre, dove i governi di tutto il mondo saranno chiamati ad avviare il nuovo Protocollo di Kyoto, o Kyoto2, sui cambiamenti climatici. I drammatici eventi di inondazioni e frane che si ripetono negli anni, in tutte le regioni italiane, ci ricordano però che gli alberi, i rimboschimenti e le foreste svolgono soprattutto un ruolo insostituibile  per la conservazione del suolo, la difesa idrogeologica e la regolazione dei deflussi idrici che dai bacini montani scendono verso la pianura e il mare. Lo sfruttamento eccessivo dei boschi e la loro sistematica devastazione dovuta agli incendi ricorrenti, elimina il mantello verde che trattiene il terreno e lo protegge dall’erosione e dal trasporto a valle, dove può provocare danni incalcolabili alle popolazioni e alle infrastrutture.
Ma agli alberi e alle foreste viene anche chiesto di fornire, in misura sempre crescente, legname per l’industria dell’arredamento, del mobile e della carta, per le strutture edilizie, come le case costruite di recente in Abruzzo, e per le energie rinnovabili.
L’industria di trasformazione del legno è una delle più importanti e fiorenti attività economiche del nostro Paese; comprende circa 2.300 aziende che occupano oltre 400.000 addetti, realizzando un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro ed esportando il 35% circa della produzione.

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“VERTICAL FARMING”: un’idea affascinante ma troppo poco sostenibile

Negli ultimi anni si parla sempre più frequentemente di vertical farming come testimoniato dal moltiplicarsi di convegni, dibattiti e seminari sui vari aspetti del tema. Purtroppo, all’infittirsi di proposte, progetti e realizzazioni, non sempre si accompagna un lavoro di approfondimento scientifico e di conoscenza che, a mio parere, rappresenta la condizione necessaria perché si possano realmente valutare i potenziali benefici di questa tecnica. Questo sistema ideato da Dickson Despommier, retired professor di Scienza della Salute ambientale alla Columbia University di New York, prevede  la costruzione di una fattoria verticale, ossia un grattacielo-serra che produce cibo ed è in grado di sfruttare il terreno in modo molto più intensivo rispetto all'agricoltura tradizionale.
Un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore di venerdì 7 ottobre 2011, analizza in modo corretto i pro ed i contro di questo sistema, indubbiamente affascinante, ma che presenta numerosi problemi che non sono soltanto relativi ai costi, ma alla reale sostenibilità ambientale di queste realizzazioni, la cui “carbon footprint” nessuno ha calcolato ma che, con ragionevole certezza, è, al momento attuale, notevolmente superiore ai benefici ambientali apportati. A commento dell’articolo, deve inoltre essere evidenziato che le vertical farms altro non sono se non l'apoteosi di un concetto più vasto che già oggi rappresenta una realtà per nulla trascurabile, cioè quello dell'agricoltura urbana, al cui interno si trovano realtà molto più modeste, ma di assai più facile e rapida realizzazione, quali le serre e gli orti urbani, i tetti verdi ad uso anche alimentare, le microcoltivazioni domestiche, ecc., che, a mio avviso, meritano di avere lo stesso rilievo del vertical farming.

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Prodotti agricoli come nuove fonti energetiche rinnovabili

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Presentato il rapporto sulla fame nel mondo 2011

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Agricoltura: parola d’ordine GREENING

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Con il caldo d’autunno, le mele si sbiadiscono!

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La frutta sorpassa il vino nell’export italiano

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L'incompatibilità nelle piante da frutto: svelati i meccanismi del rigetto pollinico

Nelle piante da frutto è abbastanza frequente la S-incompatibilità fiorale di tipo gametofitico, per cui sul piano applicativo occorre avere sempre la compresenza in campo di adatti impollinatori per ottenere una buona fruttificazione.
Nello scorso giugno si è svolto a San Michele all’Adige e Bologna, nell’ambito della Scuola Internazionale di Dottorato sulla “Fisiologia e genomica delle specie da frutto”, un workshop (60 partecipanti da tutto il mondo), per fare il punto sul meccanismo d’azione dei geni localizzati nel locus S e, in particolare, sulla genotipizzazone degli alleli dalla cui combinazione dipende il compimento del processo fecondativo.
Per alcune specie (es. ciliegio e pero) sono stati identificati decine di alleli e con questi la mappa dei gruppi varietali intercompatibili o interincompatibili, utile per la scelta delle varietà da consociare nei nuovi impianti. È stato accertato che il blocco della crescita del tubetto pollinico entro lo stilo, nel caso della “self-pollination” è mediato da un enzima stilare, la S-RNasi (determinante ♀) le cui forme interagiscono con proteine polliniche codificate da geni con dominio Fbox (determinante ♂). Questi geni sono co-localizzati nel Locus S che, nel pero, è stato mappato nel Linkage Group 17, mentre nelle specie appartenenti al genere Prunus nel Linkage Group 6.

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Corrente elettrica prodotta dalle piante

Da molto tempo è noto che correnti elettriche agiscono su molteplici aspetti dello sviluppo delle piante, quali i movimenti in piante carnivore per intrappolare gli insetti, la crescita in lunghezza delle cellule e fenomeni di polarità. Per esempio, correnti elettriche entrano all’estremità del tubetto pollinico in accrescimento e fuoriescono lateralmente dalle zone retrostanti. Con modalità simile flussi elettrici penetrano nella zona apicale delle radici e dei peli radicali ed escono dalle parti sovrastanti. Quando queste correnti sono inibite la crescita polarizzata di queste cellule o delle radici cessa. Anche lo sviluppo delle piante viene alterato quando sono poste sotto l’influsso di campi elettrici (e magnetici). D’altra parte la produzione di elettricità è connaturata alla fisiologia stessa delle piante. Se si pensa, infatti, al processo fotosintetico, si può considerarlo come un sistema di produzione di corrente elettrica dato il flusso di elettroni che deriva, attraverso la scissione dell’acqua e la clorofilla, dall’energia solare per essere poi convertito nell’energia chimica contenuta negli zuccheri. Questa corrente potrebbe essere utilizzata come quella fornita da una pila elettrica. L’idea potrebbe apparire quasi fantascientifica, tale da essere facilmente abbandonata dal ricercatore. Bene, invece, recentemente, all’Università di Stanford alcuni ingegneri guidati da WonHyoung Ryu, hanno realizzato con un nanoelettrodo di oro molto sottile inserito nei cloroplasti di cellule algali, un dispositivo capace di intercettare gli elettroni di origine fotosintetica (il lavoro è stato pubblicato nella rivista Nano Letters del Marzo 2010).

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La razza bovina maremmana

Tra le attività programmate dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili per il 2011, particolare attenzione è stata dedicata alla storia dell’allevamento della razza bovina Maremmana, alla descrizione delle sue caratteristiche produttive, alle qualità organolettiche e nutrizionali della sua carne e della realtà del suo allevamento attuale

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La comunicazione è indispensabile per la sicurezza alimentare

Sintesi di una giornata di studio ai Georgofili sulla “food safety”

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Bruciare biomassa conviene se le materie prime sono locali

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2011, saldo in rosso per il Pianeta

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In Italia la scrittrice e politica maliana Aminata Traorè

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Soluzioni tecnologiche dal mondo delle piante

La biomimetica è una recente disciplina scientifica che studia i processi biologici e biomeccanici naturali come fonte d’ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. Nell’ambito della biomimetica molteplici soluzioni arrivano dal regno vegetale il quale rappresenta una straordinaria fonte d'ispirazione per la progettazione e sviluppo di soluzioni intelligenti in diversi campi della tecnologia.
Per discutere delle possibilità offerte dalla biomimetica vegetale, il prossimo 24 di ottobre, l’Accademia dei Georgofili ospiterà un workshop internazionale organizzato in collaborazione con l’università di Firenze e l’Istituto Italiano di Tecnologie (IIT), intitolato Smart Solution from the Plant Kingdom – Beyond the animal model

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Agricoltura toscana in mostra: dal Granducato Lorenese all’Unità d’Italia

Dopo l' Expo Rurale, qualche notizia storica sulle esposizioni di agricoltura in Toscana

Che le pubbliche esposizioni (che vantano in Toscana una lunga tradizione) fossero occasione per verificare le attività presenti su un territorio è cosa attestata, e allorché queste manifestazioni valicarono i confini e spaziarono negli Stati italiani pre-unitari e addirittura negli oltramontani, esse furono anche momento di messa a confronto,  di elaborazione di progetti e di strategie per il progresso economico del proprio paese.
In questo contesto significa aver presente l’attività dell’Accademia dei  Georgofili che costituì nel Granducato prima, nell’Italia Unita poi, palestra di idee e strumento efficace per il progresso agricolo ed economico.
L’Accademia è stata sempre attiva protagonista del rinnovamento economico della Toscana lorenese e alla sua attività propulsiva si deve la prima esposizione di arti e manifatture allestita nelle sue sale di via del Cocomero (l’attuale via Ricasoli) nel 1838.

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Agroenergie: è necessaria una filiera che renda competitivi gli agricoltori, nel rispetto dell’ambiente

Nel corso della tavola rotonda che si è svolta presso l’Accademia dei Georgofili il 23 settembre 2011, nell’ambito del Festival dell’Energia, si sono confrontate le opinioni di autorevoli esperti in materia di agroenergie e biocarburanti quali Federico Vecchioni, Vittorio Prodi e Guido Ghisolfi. Moderatore il giornalista Maurizio Mannoni.

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Frutta: l’invasione dei nuovi ibridi, dalla ‘ciliegugna’ alla ‘pescarina’

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Master del CNR in gestione delle biomasse: aperte le iscrizioni

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Nocciole: ottima annata secondo Confagricoltura

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La Psilla dell’Eucalipto danneggia la produzione di miele

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Olio di oliva: occorre fare chiarezza per la tutela del consumatore!

Gli oli di pressione, ovvero le “spremute” di oliva in ordine decrescente di qualità vengono classificate come “olio extravergine”, “olio vergine” ed “olio lampante”.
Agli oli di pressione si contrappongono gli oli di raffinazione che non si ottengono per mezzo di una semplice spremitura delle olive ma attraverso processi chimico fisici cui sono sottoposti gli oli di pressione di qualità più scadente

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Fresca, croccante, lavata, tagliata e messa in vaschetta: arriva la pesca di IV gamma

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Un tetto verde sul London Museum

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Escalation di furti nelle aziende agricole: l’Anga chiede di istituire i poliziotti di campagna

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Arriva la bio-cancelleria: quaderni, penne biro e usb si tingono di verde

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Agricoltura nello spazio: un ponte tra fantascienza e realtà nel terzo millennio

Le sfide che l’agricoltura dovrà affrontare  in questo primo secolo del terzo millennio sono certamente molte e tra queste la più importante, per non dire vitale,  da vincere è senza dubbio legata alle previsioni di incremento della popolazione umana ed alla necessità di soddisfacimento delle richieste alimentari. Sfida resa più ardua dai fenomeni tipici dell’antropocene quali il cambiamento climatico e l’inquinamento di aria, acqua e suolo, e l’approvvigionamento energetico. Ma un’altra sfida di estremo interesse, per non dire affascinante dal punto di vista scientifico, ed in parte legata alle problematiche di incremento demografico è certamente quella della colonizzazione di pianeti extraterrestri quali, nelle previsioni, Luna e Marte. Tale progetto prevede come condizione necessaria, anche se non sufficiente, l’attivazione di una nuova  tipologia di agricoltura, definita space farming alla cui realizzazione  tutte le discipline biologiche afferenti al settore agrario, assieme ad altre di tipo ingegneristico, dovranno fornire un contributo determinante.

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Conclusa con successo la mostra “Fiorenza 2011”, la Società Toscana di Orticultura dà appuntamento a tutti gli appassionati di fiori e piante presso il Giardino dell’orticoltura, il 1° e 2 ottobre prossimi

Il prossimo appuntamento per gli appassionati di fiori si svolgerà a breve, come di consueto, il primo weekend di ottobre presso la sede tradizionale, ovvero il Giardino del Pellegrino, tra Via Bolognese e Via Vittorio Emanuele II.
Tra i 50 espositori ci saranno i migliori florovivaisti italiani: le novità di quest'anno sono le orchidee di Corazza (BS), le peonie di Tesoniero (LT), gli animali in ferro battuto riciclato di Donà, le erbacee perenni di Consigliere (MI).
Orario della mostra: dalle ore 9 alle 19.00. Ingresso libero.

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EXPO RURALE a Firenze dal 15 al 18 settembre

Promossa e organizzata dalla Regione Toscana, assessorato Agricoltura e foreste, attraverso l'Agenzia regionale per la promozione economica della Toscana (Toscana Promozione), in collaborazione con il Comune di Firenze e altri enti, l’Expo Rurale è una manifestazione poliedrica che propone la rassegna organica delle filiere agricole, forestali e zootecniche protagoniste dell'agricoltura in Toscana.

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Il miele più buono è di cipolle

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Riparte la scuola e tra i banchi c’è più spazio per l’educazione al cibo, al gusto e all’agricoltura

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Agricoltura nazionale, europea e mondiale oltre il 2013

L’antica Accademia dei Georgofili, che è sempre attivo punto di riferimento per approfondire e discutere nuovi problemi, acquisizioni scientifiche ed idee, ha già da tempo avvertito e cercato di comunicare alcune emergenze di una realtà globale che va imponendosi come irreversibile. Anche se tuttora fortemente condizionata da indirizzi dei vari partner in un mondo che va modificandosi con inedita rapidità, attraverso diverse strategie e sistemi socio-economici e politici non convergenti, non unidirezionali e per di più instabili e cangianti.
Alla base di ciascuno dei grandi problemi globali, ormai tutti riconoscono che vi è l’agricoltura, destinata ad avere quindi un ruolo importante e talvolta determinante per il futuro dell’umanità.
La FAO ha chiaramente evidenziato la necessità di incrementare le produzioni unitarie per raggiungere circa il raddoppio degli alimenti disponibili nel nostro pianeta, quando intorno al 2050 si prevede che la popolazione raggiunga i 9 miliardi.

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Piante parassite: flagello per l'agricoltura e risorsa per la ricerca

Le straordinarie interazioni chimico-fisico-biologiche che si instaurano fra piante parassite ed ospiti offrono interessantissimi spunti di ricerca che sempre più travalicano gli ambiti dell’agricoltura o della botanica per spostarsi nei campi delle biotecnologie, della genetica e persino della medicina, prefigurando nuovi scenari e nuove possibili applicazioni. 
Le piante parassite sono organismi vegetali che dipendono, per parte o tutto del loro ciclo vitale, da un'altro organismo vegetale. Spesso tali piante parassite sottraggono ai loro ospiti sostanze nutritive, acqua, metaboliti, o le utilizzano come "supporto" per la loro crescita; in altri casi percepiscono dei segnali chimici emessi dai loro ospiti per avviare o svolgere alcune importanti fasi del loro ciclo biologico, come la germinazione dei semi.
Nel mondo  si conoscono oltre 4000 specie di piante parassite appartenenti a 19 generi: fra esse si annoverano anche specie di straordinaria importanza ecologica ed ambientale, quale ad esempio ‘Rafflesia arnoldii’, che produce il più grande fiore conosciuto, o specie del genere ‘Hydnora’, le cui piante svolgono tutto il ciclo, compreso la fioritura, sotterraneamente.
Le piante parassite dei generi Striga ed Orobanche sono fra i più dannosi organismi delle colture agrarie. Le specie di Orobanche parassitano importanti colture agricole in tutto il mondo come legumi, crocifere, girasole, canapa, tabacco e pomodoro. Le specie di Striga causano invece disastrosi danni alle colture di cereali e costituiscono addirittura il principale danno biotico per tali colture nelle regioni sub-sahariane. Le possibilità di controllo di queste infestanti sono piuttosto limitate, e nessuno dei metodi di controllo tradizionali studiati finora ha dimostrato di essere completamente efficace.

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Sugli spinaci e Braccio di Ferro


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Contributi Ue ai produttori ortofrutticoli che usano materiale per imballare ecosostenibile

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Commissione Europea: approvata proposta per la identificazione elettronica dei bovini

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8-11 settembre a Torino: edizione speciale della Festa dell’Agricoltura per i 150 anni dell’Italia

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Più poteri per la tutela al consorzio dell’olio di oliva extravergine toscano IGP

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Auguri a “Georgofili INFO”

Per il primo compleanno di “Georgofili INFO” abbiamo ricevuto molti auguri e manifestazioni di affetto e di apprezzamento per il lavoro che abbiamo finora svolto. Volentieri ne pubblichiamo alcune. Grazie a tutti!

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Buon Compleanno a “Georgofili INFO”

“Georgofili INFO” compie un anno. Il 1° settembre 2010 usciva il primo numero con un saluto ai lettori del Presidente Franco Scaramuzzi, il quale sottolineava la volontà dei Georgofili di rendere più facile ed immediata la comunicazione delle notizie che interessano il mondo legato alle attività agricole, dichiarando la completa disponibilità al dialogo con i lettori.
Sappiamo che la strada da percorrere è ancora molta, ma crediamo di essere riusciti a dare un buon contributo alla diffusione di informazioni attendibili ed autorevoli su tutto quanto ruota intorno al “settore primario”, oggi troppo spesso ignorato, trascurato e considerato “secondario”, a dispetto del suo ruolo che è legato alla stessa sopravvivenza del genere umano.
La realizzazione di questo sito di informazione, così come l’apertura di una pagina dell’Accademia dei Georgofili su Facebook, ci ha permesso di dialogare anche al di fuori del mondo scientifico. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione, anche solo ponendoci domande e dandoci suggerimenti, per consentirci di migliorare sempre più il compito che ci eravamo proposti.

                                                                         

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Informazione e notizie: l’importanza della fonte anche (e soprattutto) in agricoltura

Un articolo pubblicato su “La Repubblica” ribadisce la carenza di una corretta informazione su agricoltura e ambiente. E i Georgofili rispondono.

Da docente universitario e ricercatore rimango sempre alquanto sorpreso dalla pubblicazione sui maggiori quotidiani di notizie, spesso presentate con “headlines eclatanti”, senza che si chiedano chiarimenti, spiegazioni o che almeno si senta l’opinione degli esperti di settore. Eppure in Italia operano ricercatori qualificati e internazionalmente stimati che, pur operando in ristrettezze di mezzi tecnici, di finanziamenti ed anche di personale, riescono ancora a primeggiare nel panorama scientifico.
L’articolo pubblicato su “La Repubblica” di domenica 28 agosto, a firma di Elena Dusi (Foreste artificiali contro CO2 “Un Clone degli alberi ci salverà"), si limita a riportare una notizia e, seppur avanzando qualche dubbio sui costi e sullo smaltimento dei prodotti di scarto di questa nuova “tecnologia”, non analizza l’argomento con la dovuta scrupolosità, riportando anche l’opinione di ricercatori che si occupano di cambiamenti climatici e abbattimento del biossido di carbonio.
Nell’articolo, per la verità, si cita il costo di ogni “albero artificiale”, affermando che può essere ridotto fino a 20000 dollari (quindi adesso è molto superiore). Mi preme sottolineare che, con lo stesso prezzo, si possono piantare mediamente 100 alberi, con nessun costo per lo smaltimento dei prodotti di scarto (anzi, in linea teorica, il legname costituisce un’ulteriore fonte di reddito) e con benefici decennali, se non secolari. E, cosa grave, ci si limita a parlare dell’abbattimento di CO2, molto superiore, è vero, a quello di una singola pianta, ma non si fa menzione della produzione di ossigeno.
Studi passati e recenti hanno evidenziato che un ettaro di alberi produce mediamente circa 6.2 tonnellate di ossigeno per anno. Considerando che una persona consuma circa 180 kg di ossigeno/anno, secondo questi studi, condotti negli Stati Uniti, un ettaro di alberi può produrre ossigeno per circa 35 persone. Ancora, pur variando la produzione netta annua di ossigeno in funzione delle specie arboree, delle dimensioni, dello stato sanitario e dell’ubicazione si stima che un albero sano, come ad esempio un frassino alto 10 metri, produca circa 118 kg di ossigeno netto all’anno. Quindi due alberi sani, di medie dimensioni, possono fornire l’ossigeno richiesto da una singola persona nel corso di un anno. Allora, questi alberi artificiali quanto ossigeno producono?
Infine, nell’articolo non si tiene conto di tutte le altre, altrettanto importanti, esternalità positive legate alla presenza di alberi. Infatti, è fondamentale il ruolo esercitato dalla vegetazione, in particolar modo arborea, sulla riduzione dell’inquinamento dell’aria da particelle microscopiche sospese che, potenzialmente, può causare le più severe e dannose malattie per l’apparato respiratorio che si possano riscontrare in ambiente urbano o extraurbano. Non meno importanti sono i benefici collegati con il risparmio energetico che la presenza degli alberi produce, in termini di minori spese di condizionamento (ombreggiamento) e di riscaldamento (effetto protezione dal vento).

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La conservazione in vitro di specie ornamentali a fiore reciso: una tecnica al servizio dei produttori

E’ in corso, presso l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del CNR di Sesto Fiorentino (FI), uno studio teso a ottimizzare il sistema di conservazione in vitro di linee selezionate di anthurium e ranuncolo, due specie a fiore reciso di grande interesse commerciale

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Politiche per la qualità alimentare nell’Unione Europea

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Lactalis - Parmalat: la latitanza della politica industriale italiana

Si è chiuso in sei mesi il blitz di Lactalis sul gruppo Parmalat, tanti quanti ne sono occorsi per portare la sua quota di proprietà da pochi punti percentuali ad oltre l’80% del capitale. Finisce così la storia di Parmalat, protagonista di uno dei più gravi scandali finanziari e poi di un risanamento che ne  ha dimostrato le potenzialità. E si apre la strada ad una doppia serie di riflessioni.
La prima riguarda la grande attenzione iniziale, concentrata su tre questioni: la salvaguardia dell’italianità delle nostre imprese,  la strategicità del settore, la latente tensione con la Francia. Tre argomenti che hanno smosso il Governo a decretare d’urgenza sulla salvaguardia dei settori strategici, comunque troppo tardi, e a rendere disponibile la Cassa Depositi e Prestiti per compiti impropri. La seconda, più amara, è che l’attenzione è scesa e al dunque nessuno si è mosso: né le banche, ancora una volta ambigue, né qualche imprenditore in veste di Cavaliere Bianco.

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Genomica e Biotecnologie applicate all’Agricoltura: quali prospettive?

Si è svolto il 26 luglio scorso a Roma nella sede del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il workshop: Genomica e Biotecnologie applicate all’Agricoltura: quali prospettive?  Iniziativa che, alla luce delle nuove acquisizioni di conoscenza globale dei genomi, si proponeva come obiettivo un confronto di idee sulle prospettive di sviluppo della genomica e delle biotecnologie e delle loro applicazioni in agricoltura, così da iniziare a definire una strategia-paese.
Le relazioni dei genetisti Michele Morgante, Elisabetta Lupotto e Luigi Cattivelli hanno evidenziato con grande chiarezza i contributi che la genetica ha fornito in termini di nuove varietà coltivate dagli agricoltori, indicando le nuove grandi prospettive che si aprono con la genomica e la “necessità” pertanto di continuare a modificare geneticamente le piante e a selezionarle per assicurare quantità e qualità di cibo all’umanità.  Non solo con incrocio, mutagenesi e selezione ma anche con le tecniche di ingegneria genetica che hanno ormai portato 15 milioni di agricoltori a coltivare nel mondo 150 milioni di ettari di piante geneticamente modificate (PGM o OGM). Molti problemi di suscettibilità alle fitopatie possono essere risolti nella vite trasferendo geni di resistenza da varietà selvatiche, così pure il “brusone batterico” del riso, le “fusariosi” del grano o la ticchiolatura del melo.
Dobbiamo convincerci che cibo, energia, ambiente sono un insieme inscindibile e ineludibile che richiede scelte coraggiose e non parziali. Il problema non si esaurisce all’interno del Ministero delle Politiche Agricole e la soluzione non sta in una presunta (falsa) superiore qualità del prodotto non-ogm. Il cibo e l’agricoltura sostenibile riguardano  anche i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Ricerca scientifica,  della Salute, del Turismo, della Cultura,  e degli Affari Esteri. Una parte del lavoro che i governi dovrebbero fare lo stanno già facendo gli agricoltori, i ricercatori e le imprese. E’ necessario costruire una governance in sede locale, nazionale e internazionale.

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La natura lo sa meglio!

Se voi passaste in campagna accanto ad un cardo di montagna e aveste la sgradevole sensazione dei fiori che vi si attaccano al vestito, che cosa fareste ? Li togliereste.

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Olio: la cultura del prodotto a tutela del consumatore

Il vero problema che attanaglia l’olio extravergine di oliva, limitandone il consumo e la crescita sui mercati è la sua scarsissima conoscenza da parte del consumatore

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Due premi di Laurea nelle Marche

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Commissione UE: sistemi di certificazione per i biocarburanti sostenibili

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L’abbandono delle campagne aumenta le criticità idrogeologiche

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Chi produrrà gli alimenti primari?

Si deve rilevare una pericolosa tendenza ad uno sviluppo che prescinde dalle attività agricole. Questo è il più grave errore che viene oggi diffusamente commesso da parte di chi misura l’importanza dell’agricoltura solo attraverso il fuorviante metro del PIL. Si dimentica che il problema delle morti per fame nel mondo è tutt’altro che superato e che la FAO, previsto il forte aumento della popolazione mondiale e delle sue esigenze alimentari nei prossimi decenni, ha dichiarato la necessità di raddoppiare la complessiva produzione agricola attuale di questo settore. Non ritenendo però possibile estendere le superfici arabili mondiali, anche per ragioni di tutela ambientale, la stessa FAO ritiene che occorrerà soprattutto aumentare ulteriormente le produzioni unitarie, facendo leva sulle potenzialità delle nuove acquisizioni scientifiche, a cominciare da quelle sulla genetica molecolare. Anziché continuare ad incrementare la fertilità ambientale con dosi più elevate di elementi nutritivi (acqua, concimi, ecc.), peraltro sempre meno disponibili e sempre più costosi ed inquinanti, dovremo confidare nella disponibilità di nuove piante geneticamente modificate, capaci di incrementare e migliorare le produzioni anche in condizioni ambientali meno fertili e favorevoli.

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Carne clonata: nessun rischio per la salute

Sempre più spesso i mezzi di comunicazione danno grande rilevanza a notizie, che spesso notizie non sono, riguardanti possibili prodotti derivati da animali clonati o presunti tali, che sarebbero stati introdotti nella catena alimentare umana.  Le agenzie accreditate ad esprimere giudizi in merito alla sicurezza alimentare (EFSA e FDA), dopo un lungo processo di valutazione dei dati scientifici disponibili, hanno concluso che non esiste un rischio per il consumo di latte e carne proveniente da animali clonati e non si capisce perché si continui a prospettare l’eventuale consumo di questi prodotti come un attentato alla salute umana!

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Piante rampicanti e adattamento

Tra i molteplici adattamenti morfo-fisiologici delle piante all’ambiente, facilmente osservabili e, forse, per questo, poco considerati, sono quelli delle piante rampicanti. Questi adattamenti coinvolgono modificazioni di differenti parti vegetali (fusto, foglia, radice) e conseguenti cambiamenti anatomici interni.

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ADUC: dubbi sui pomodori antinvecchiamento

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Ortaggi multicolor per la salute: arrivano le carote porpora!

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Successo di iscrizioni alla facoltà di Agraria

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I Darwin e la botanica

Il giovane Charles crebbe in un ambiente permeato dall’amore per le piante. La sua educazione formale a Cambridge, fu quasi completamente dedicata allo studio della botanica. Seguì per tre anni di seguito il corso di botanica del professor Henslow, che ci ha lasciato nei suoi registri, conservati a Cambridge, una descrizione di Charles Darwin come di un ragazzo con “buone basi” di botanica. La predisposizione di Charles per la botanica si manifestò compiutamente durante il famoso viaggio a bordo del Beagle. In sole tre settimane alle Galapagos, riuscì a raccogliere e descrivere un quarto della sterminata flora di queste isole. Dalle osservazioni fatte sulle piante nasce la prima idea della teoria dell’evoluzione. Quando nel 1859 Charles Darwin pubblica “L’origine delle specie”, utilizza numerosissimi esempi tratti dal mondo delle piante. Le prove originali della teoria dell’evoluzione, vengono in gran parte dall’osservazione del mondo vegetale: se non si comprende questo, non si può avere un’idea chiara della grandezza di Charles Darwin. L’interesse per la riproduzione delle piante ed il lungo studio dei suoi meccanismi, per primi gli suggeriscono le conseguenze evoluzionistiche della riproduzione.

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La carne in tavola: storia e cultura

Tra la prima metà del Novecento e i decenni successivi il consumo di carne bovina e suina ha visto un forte incremento in Italia. A partire dagli anni Cinquanta, e soprattutto in quelli del boom economico (anni ’60-‘70), i dati mostrano cifre raddoppiate e triplicate, segno di un raggiunto e diffuso benessere.
Nella tradizione alimentare italiana, tuttavia, la carne aveva alle spalle una lunga e articolata storia, nella quale si integrano fattori culturali, economici e sociali, fino alla stessa arte culinaria.
Seguendo un percorso storico, ampiamente documentato anche nell’arte e nella letteratura, saranno evidenziati alcuni dei tratti salienti della cultura della carne e della tavola.

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Nuove frontiere dello studio della stabilità degli alberi, Tree Stability Evaluation

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Agli Uffizi ‘guerra’ ai tarli!

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Adottate dal Parlamento europeo nuove norme per l'etichettatura dei cibi

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Svelati i segreti genetici delle patate

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L’India entra a far parte dell’OIV (Organizzazione internazionale della Vite e del Vino) come 45° membro

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Georgofili: la sfida alimentare

In una lettura all’Accademia dei Georgofili il 5 luglio 2011, il Presidente Cogeca Paolo Bruni ha ribadito che la mission dell’agricoltura nel XXI secolo è sintetizzabile nel seguente concetto: “sfamare il mondo a lungo termine senza mettere a rischio l’ambiente del pianeta”.
La sfida alimentare , secondo Bruni, consiste in tre sfide diverse: una demografica, una ambientale ed una relativa allo sviluppo. I dati della FAO parlano di una forte crescita della popolazione mondiale alla quale si aggiunge il fatto che alcuni paesi, come Cina, Brasile e India, hanno arricchito la loro alimentazione, da prevalentemente vegetale a proteica. D’altra parte, oggi si ricorre all’agricoltura anche per produrre energia, sottraendone superfici e produzioni per usi non alimentari.

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L’agriturismo alla luce del nuovo Codice del turismo

Sotto la spinta delle sollecitazioni provenienti dagli operatori del settore turistico verso l’adozione di un quadro normativo di riferimento adeguato all’evoluzione delle forme di offerta turistica, alle indicazioni comunitarie in materia, e al rilancio del settore, è stato approvato il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 giugno 2011, n. 129, supplemento ordinario n. 139, “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio”.
Il Codice del turismo, il cui testo è contenuto nell’Allegato I al decreto, riserva scarne e frammentarie indicazioni all’agriturismo, la cui disciplina sostanziale è espressamente demandata alla legge in materia 20 febbraio 2006, n. 96.

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La Biomeccanica degli alberi

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L’innovazione dei poveri: un altro punto di vista

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G20 agricolo a Parigi: raggiunto accordo contro la volatilità dei prezzi

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CONFAGRICOLTURA: per la frutta estiva è allarme prezzi

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Censimento agricolo ISTAT: dai dati provvisori in Italia ci sono meno aziende ma più grandi

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La “Robinia pseudoacacia”: storia e curiosità di una pianta da amare

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Diagnosi molecolare degli agenti di carie del legno: dall’idea alla pratica!

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Fonti rinnovabili: Confagricoltura sollecita il governo sulle agroenergie

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La Commissione Europea riconosce il marchio DOP per i Fichi di Cosenza

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La sfida alimentare: intervento di Paolo Bruni (COGECA) ai Georgofili

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Esproprio o indennizzo per l’olivicoltura non redditizia?

Il titolo, volutamente provocatorio, rispecchia senza mezzi termini una realtà punitiva, finora passivamente subìta dagli agricoltori. Si fa riferimento all’olivicoltura, come esempio concreto, ma può estendersi a tutti i casi in cui si pretende di pianificare la conservazione del paesaggio agricolo e delle sue coltivazioni, anche se non risultano più redditizie. Essendo accertato che parte della nostra olivicoltura ha ormai costi superiori al prezzo ricavabile con i prodotti, viene al pettine un nodo che non si è voluto finora considerare.
Se si fosse certi che la conservazione del paesaggio agricolo, imposta per legge, sia effettivamente di pubblica utilità, potrebbe essere legittimo e meno iniquo applicare lo strumento dell’esproprio. Sarebbe almeno doveroso corrispondere indennizzi basati sul minor reddito degli imprenditori agricoli, rapportato a quello che gli stessi potrebbero ottenere se non venisse loro impedito di cambiare la destinazione colturale dei propri terreni.

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Federico Vecchioni responsabile di "Italia Futura" per la Toscana

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I tappeti erbosi del futuro: innovazioni per ippodromi, campi da golf e da calcio

Quella dei tappeti erbosi è una scienza nuova per l’Italia. I primi studi scientifici risalgono a metà degli anni ’90, circa 70 anni in ritardo rispetto ai paesi anglofoni come Inghilterra, USA, Australia, dove la cultura del tappeto erboso (turf) è profondamente radicata nella tradizione.
Nonostante il tardivo interessamento di Università ed enti di ricerca, l’Italia ha rapidamente colmato il “gap”esistente rispetto agli altri paesi. Attualmente ricercatori Italiani fanno parte del board della International Turfgrass Society (ITS), e a Pisa, nel luglio 2007, è stata fondata la European Turfgrass Society (ETS). L’attività di divulgazione delle Università, Federazione Golf, CONI ha consentito di elevare il livello culturale degli addetti ai lavori ed i risultati cominciano ad essere evidenti: corretto impiego delle specie, evolute tecniche manutentive, prati di elevata qualità estetica e tecnica.
Inoltre, sono sorte numerose aziende di settore, decine di giovani laureati si occupano di tappeti erbosi in percorsi di golf, campi di calcio, ippodromi, “sod farm”, numerosi studenti svolgono tirocini nelle più prestigiose università inglesi e americane. Le innovazioni e i brevetti delle nostre aziende si stanno affermando rapidamente anche in Europa.

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Wine Immersion 2011: Strategie produttive di un vino di successo

Si è svolto dal 24 al 27 maggio 2011 a Bolgheri, un approfondimento sul settore vitivinicolo  che ha  visto la partecipazione degli studenti del Corso di Viticoltura ed Enologia con il patrocinio della Facoltà di Agraria di Pisa, dell’Accademia dei Georgofili Sezione Centro-Ovest, della Provincia di Livorno, del Comune di Castagneto Carducci e della Bayer Crop Science. L’iniziativa intrapresa dagli studenti, resa possibile grazie al coinvolgimento e la disponibilità di aziende,  associazioni di categoria e enti locali (Confagricoltura, CIA, Coldiretti, Consorzio Bolgheri, Strada del vino, Comune di Castagneto Carducci e Provincia di Livorno), è scaturita dall’esigenza di approfondire  la conoscenza di zone vitivinicole di successo come quella del litorale livornese.
Con questo seminario si è cercato di cogliere sia gli aspetti  tecnici innovativi che i valori della tradizione.  Conoscere un territorio aiuta comprendere le motivazioni e le strategie di un vino di successo, come il Sassicaia,  a cui sono stati affiancati una serie di altri vini di prestigio. Un  fenomeno  caratterizzato da una specificità diversa da quella  di altre zone vitivinicole della Toscana, che fondano la loro fama soprattutto  sul Sangiovese.  L’esigenza manifestata dai futuri enologi è stata quella di toccare con mano la realtà operativa, e  possibilmente confrontarsi con chi opera ad ogni livello.

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Il trattore “PAVESI P4”: 100 anni ma non li dimostra

In occasione del 100° Anniversario del primo trattore agricolo di totale concezione e produzione italiana, il modello “Pavesi P4” del 1911, l’Accademia dei Georgofili ha promosso, insieme a CAMAE (Associazione di collezionisti di macchine agricole d’epoca) e a Merlo Spa, un Convegno dal titolo: “Il trattore Pavesi P4: 100 anni ma non li dimostra”.

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Il consumo di carne come fattore chiave dell'evoluzione umana

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AGROMAFIE: un business da 12,5 miliardi di euro

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In calo la produzione globale del vino ma il consumo resta stabile e cresce l’esportazione

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Corridoi per gli animali contro la frammentazione delle foreste

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Il Cinipide galligeno del Castagno in Sicilia mette a rischio due“patriarchi”

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Due monumenti nazionali vegetali da salvare

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L’albero è una minaccia per l’uomo?

La domanda retorica lascia propendere per una risposta affermativa. In effetti episodi di schianti e cedimenti su abitazioni o su strade trafficate da automezzi o da semplici pedoni non sono eventi eccezionali. Possono tuttavia essere considerati eventi causabili solo da cause di forza maggiore nel caso vengano adottate consolidate tecniche di controllo e verifica.
Il VTA (Visual Tree Assessment) può ancora dirsi la tecnica più utilizzata a livello massivo. Collaudatissima, in quanto introdotta in Europa da Claus Mattheck sul finire degli anni 80, la tecnica si basa sull’individuazione di punti critici evidenziati dagli alberi come sintomi di anomalie interne, spesso in grado di comprometterne la stabilità. I cosiddetti “punti critici” sono il frutto di forme esterne anomale dovute alla crescita adattativa, all’ottimizzazione del design nel tentativo di ciascun albero di ripristinare un minimo e uniforme stress lungo tutta la sua struttura.
Martello ad impulsi elettronici, dendrodensimetri tipo Resistograph (ideato da F.Rinn et al.), tomografi ed altri strumenti possono contribuire a mettere in evidenza carie o cavità interne all’albero. Mattheck ha parametrizzato un valore soglia t (porzione residua di legno sano) che, rapportato ad r (raggio dell’albero), restituisce un valore t/r che, se maggiore di 0,3, fa considerare l’albero al di sopra della soglia di criticità. Questa procedura d’analisi non tiene tuttavia in considerazione le forze alle quali l’albero è soggetto né le proprietà specifiche delle qualità di ogni legno.

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L’uomo è una minaccia per gli alberi!

La coesistenza tra alberi e infrastrutture fa parte di una scommessa urbanistica epocale. La salvaguardia dell’integrità degli alberi è tuttavia ancora un obiettivo lontano da raggiungere. Il problema principale consiste in un’oculata progettazione in grado di scegliere l’albero adatto per il sito nel quale dovrà passare la sua esistenza. Errori grossolani in questo senso impongono potature ingiustificate da protrarsi per tutta la vita dell’individuo.
Altro fattore di criticità è la difesa degli alberi durante le lavorazioni di cantiere. Speciali metodi di scavo ad aria soffiata (Air Spade) o aspirata consentono, tuttavia, di limitare al massimo i danni alle radici. Le distanze di scavo dal centro della pianta sono comunque garanzia di rispetto e di tutela; esse prevedono, tuttavia, la conoscenza delle varie specie più o meno tolleranti agli stress radicali e l’osservanza delle normative previste nei vari Paesi.
Tecnologia veramente interessante è quella del trapianto di esemplari monumentali mediante il sistema brevettato Treeplatform. Questa tecnica a piattaforma rigida permette di muovere senza alcuna limitazione alberi di ogni dimensione. Essi sono trasportati in piedi su grossi carri ribassati dopo essere stati sollevati da imponenti autogru. La potatura della chioma non è richiesta e l’ampiezza della zolla consente il trapianto senza particolari preparazioni in qualsiasi stagione dell’anno.

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Il progresso della meccanizzazione agraria: storia di uomini e necessità, capacità e risorse

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Apologia dello scarabeo

Il paziente scarabeo ci insegna che, se vogliamo liberarci dalle montagne di rifiuti, se vogliamo evitare gli inceneritori, le discariche, se vogliamo rendere efficienti i processi di riciclo, dobbiamo scegliere materie prime e merci quanto più possibile simili alle materie presenti in natura e solo allora ci sarà facile sia evitare gli inquinamenti nei processi di produzione, sia riutilizzare una frazione crescente dei rifiuti.

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Concluso il convegno internazionale a Vignola sul ciliegio: occorrono nuove strategie per competere sui mercati

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Batterio killer: proposta UE di aiuti al 50% per gli agricoltori

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L’agricoltura italiana invecchia

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Acqua e produzione alimentare

Il 7 giugno all’Accademia dei Georgofili si è svolta una giornata di studio in cui si è analizzato possibili gestioni razionali delle risorse idriche per garantire livelli di produzione adeguati al soddisfacimento alimentare mondiale

Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di abitanti, ed anche le abitudini alimentari dei Paesi in via di sviluppo cambieranno, con conseguente aumento della domando di alimenti e, quindi, di acqua, così come la crescita delle colture bioenergetiche richiederà maggiori consumi idrici. Negli ultimi tempi la temperatura media della terra è aumentata di 0,74°C, fenomeno questo che non può essere disgiunto da eventi come alluvioni, siccità e uragani di intensità senza precedenti. L’alterazione del regime delle precipitazioni provoca alluvioni in alcune regioni e aridità in altre; eventi questi che sempre si traducono in perdite di produzione.

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Il burro: tra passato, presente e futuro

Il burro è il grasso alimentare ricavato dalla lavorazione della crema di latte vaccino. La sua storia è antichissima, risale al tempo degli egizi che lo ricavavano dal latte degli animali da allevamento. È un alimento ad alto valore energetico da integrare nella dieta sia come condimento che come ingrediente. È di particolare interesse per le sue caratteristiche nutrizionali, antinfettive e, come è stato dimostrato da recenti studi, anticancerogene. Particolare importanza a fini salutistici è sicuramente la presenza in questo alimento degli isomeri coniugati dell’acido linoleico (c18:3, CLA).

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Lotta contro il cinipide galligeno del castagno

Il prof. Pisani Barbacciani risponde alla richiesta di un lettore, in riferimento all’articolo “Castagno: si estende la minaccia del Dryocosmus kuriphilus”, pubblicato su Georgofili INFO il 2 marzo scorso

Alla richiesta dei castanicoltori delle colline metallifere, giustamente  preoccupati per i gravi attacchi del cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), rispondo che allo stato attuale delle conoscenze si prospetta una sola possibilità pratica di difesa dal pericoloso insetto, che è basata sulla lotta biologica mediante l’introduzione e la diffusione nelle aree infette di Torymus sinensis, insetto imenottero calcidoideo che parassitizzando le larve del cinipide, esercita  un’azione di controllo della sua presenza.

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Agroenergie e biocombustibili

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IL “CANCRO” DEL KIWI

Pseudomonas syringae pv. actinidiae (Psa), agente causale del “cancro batterico” dell’Actinidia è oramai diffuso nelle maggiori aree di produzione italiane di kiwi. Infatti, se fino allo scorso anno le epidemie più gravi si riscontravano nel Lazio, soprattutto a carico del kiwi giallo (Actinidia chinensis), da fine autunno 2010 ad inizio primavera 2011, le infezioni si sono notevolmente estese anche in Piemonte ed Emilia-Romagna. Inoltre, anche il kiwi verde (Actinidia deliciosa) è risultato frequentemente colpito in maniera grave negli stessi areali di produzione del kiwi giallo. Inoltre, il batterio è stato segnalato, su kiwi giallo, anche in Veneto e in Calabria. Una caratteristica comune in tutte le aree colpite è la notevole rapidità con cui Psa si diffonde negli e tra gli impianti nonché le forte aggressività mostrata nei confronti di tutte le varietà di kiwi giallo e verde attualmente coltivate nel nostro Paese.

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SICUREZZA DELL’ALBERO E TUTELA DEL CITTADINO

Oltre il 50% della popolazione mondiale vive in ambiente urbano. In Europa vi sono aree nelle quali tale valore supera il 90%. Pertanto, il benessere dell’uomo dipende sempre più dalla qualità della vita in città e ben sappiamo come le piante possano contribuire a condizionarla. Ma numerose sono le cause di disturbo che affliggono gli alberi in città. Si comincia con errate scelte progettuali, scarsa rispondenza del materiale vivaistico, inadeguati interventi manutentivi e, soprattutto, pratiche cesorie spesso eseguite al di fuori di ogni riferimento tecnico-scientifico. Ne conseguono pericolosi fenomeni di carie del legno, primi responsabili della riduzione di fitostabilità e quindi fattori di pericolo e di rischio per il cittadino.

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RIVOLUZIONE AGROINDUSTRIALE

L’Assemblea di Federalimentare che si svolgerà presso Confindustria mercoledì prossimo 8 giugno affronterà il tema “ Verso nuovi equilibri della filiera alimentare”

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Quale futuro per le grandi colture dopo il 2013?

In Italia, nel decennio 2000-2010, si è registrata una preoccupante contrazione sia della superficie complessivamente coltivata (- 12%) sia di quella destinata alle principali colture erbacee di pieno campo (- 22%  per i cereali e - 60%  per le colture industriali). In molte aree della penisola si è fatto sempre più evidente e preoccupante il fenomeno dell’abbandono delle superfici coltivate che ha raggiunto nel 2010 ben 2 milioni di ettari, di cui quasi 1 milione per i cereali e più di mezzo milione  per le colture industriali

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Confagricoltura: allarme per il calo dei consumi alimentari

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Un decreto per garantire maggiore trasparenza nell’etichettatura

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La riduzione delle perdite post-raccolto è cruciale per la sicurezza alimentare in Africa

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Accademia dei Georgofili aperta al pubblico in ricordo dell’attentato del 1993

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L’Europa del vino DOC ai Georgofili per sostenere i “diritti d’impianto”

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Il consumo di carne nella società attuale: fra salute, tradizione competitività

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Filiere alimentari e rivoluzione agroindustriale

A Bruxelles si parla di una nuova “rivoluzione agroindustriale”capace di far fronte alla straordinaria sfida globale che spinge a produrre di più, con meno terra arabile, risparmiando acqua, inquinando meno.

Nonostante la progressiva diminuzione della nostra superficie agraria utilizzabile e  nonostante la tendenza mondiale ad un aumento della domanda rispetto all’offerta di prodotti alimentari, un numero crescente di nostri agricoltori sta rinunciando a seminare i propri terreni perché i loro costi di produzione non sono competitivi rispetto ai prezzi sul mercato globale.
Allo scopo di assicurare “entrate eque per gli agricoltori”,  il Parlamento Europeo ha già deciso di verificare gli attuali sistemi organizzativi delle filiere, nell’intento di correggerne i riconosciuti squilibri.
A Bruxelles si parla di una nuova “rivoluzione agroindustriale”capace di far fronte alla straordinaria sfida globale che spinge a produrre di più, con meno terra arabile, risparmiando acqua, inquinando meno.
Il prossimo 8 giugno, l’Assemblea di Federalimentare (Confindustria) affronterà proprio il tema “ Verso nuovi equilibri della filiera alimentare”. La problematica è stata scelta proprio a causa dei mutati scenari del mercato alimentare.

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Meccanizzata anche la “Vendemmia Verde”

Nell’arco di un anno sono aumentate da 2 a 9 le Regioni che nel nostro Paese hanno chiesto di applicare le misure previste per la “Vendemmia Verde”. A questo proposito si è svolto un incontro, organizzato dalla Sezione Sud-Ovest dei Georgofili, tenutosi venerdì 20 maggio 2011 nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo.
Tre le relazioni presentate: Giuseppe Bursi dell’Assessorato Agricoltura della Regione Siciliana ha illustrato i dati di 2 anni di applicazione in Sicilia, mettendo in evidenza il crescente interesse da parte delle aziende viticole.

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Dono dei Georgofili al Presidente Napolitano

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L’Europa del Vino discute ai Georgofili sui diritti di impianto

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CIA propone tavolo straordinario per affrontare la batteriosi del kiwi

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Gli agrumi di Cosimo I de’ Medici e la crioconservazione

Il progetto CRIOGERM, sviluppato negli anni 2008-2009 dall’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (IVALSA) del CNR, grazie anche al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ha affrontato un importante studio sulla crioconservazione (conservazione in azoto liquido, a -196°C) di semi poliembrionici di agrumi, con l’obiettivo ultimo di realizzare una “criobanca” a tutela dell’antico germoplasma della Villa Medicea di Castello.
La collezione della Villa Medicea è infatti costituita da circa 500 esemplari di agrumi in conche di terracotta, di svariate dimensioni ed età, la cui origine risale al 1544. Le accessioni conservate nella Villa costituiscono un importantissimo patrimonio agrumicolo, comprendente specie e varietà ornamentali di alto valore storico e difficilmente reperibili in altri contesti.

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L’abbazia in cui si fa ricerca in campo agricolo

L’Azienda Sperimentale di Vezzolano si colloca nel Comune di Albugnano (Asti), a mezza strada tra Torino ed Asti, sulla collina più alta del Monferrato. La storia dell’Azienda ha origine il 26 luglio 1929, data in cui la nobildonna Camilla Serafino, proprietaria dell’Abbazia di Vezzolano e dei terreni circondanti, donò alla Regia Accademia di Agricoltura di Torino le sue proprietà compreso il cascinale dove ha ora sede l’Azienda Sperimentale, sede distaccata del CNR-Imamoter.
La donazione prevede il vincolo, per cui l’Accademia deve attenersi scrupolosamente alle intenzioni dichiarate dalla signorina Serafino che indica la continua e predominante attività di ricerca e di formazione, in ambito agricolo, da svolgersi presso la suddetta Azienda.

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Trasformazione genetica delle piante: aspetti scientifici ed applicazioni pratiche


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Quando i pescatori escono in mare per salvare i pesci …

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L’Accademia dei Georgofili ricorda l’attentato del 1993

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Ridurre gli sprechi alimentari per nutrire il mondo

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Il Presidente Napolitano in visita ai Georgofili

L’Accademia dei Georgofili ha accolto oggi con grande e deferente affetto nella propria Sede il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per una visita alla mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia”, nella quale sono esposti originali documenti tratti dal proprio archivio.
L’Accademia infatti è nata a Firenze nel 1753, più di cento anni prima della proclamazione dell’Unità nazionale, ed ha quindi vissuto direttamente il Risorgimento e tutte le fasi successive dei primi governi italiani, così come quelli della costruzione del nuovo Stato. Illustri personaggi, dallo stesso Granduca di Toscana a Camillo Benso di Cavour, Bettino Ricasoli, Vincenzo Gioberti, Cosimo Ridolfi, etc. erano accademici dei Georgofili.
Il materiale di archivio esposto, fra cui manoscritti inediti e registri di verbali che riguardano importanti eventi storici, è stato esaminato con interesse dal Presidente Napolitano, che ha anche provato l’emozione di sfogliarne alcune pagine.
Il Prof. Scaramuzzi, Presidente dell’Accademia, insieme agli autorevoli membri del Consiglio, ha consegnato al Capo dello Stato una medaglia d’oro appositamente coniata dai Georgofili per ricordare questa visita. E’ stata donata al Presidente Napolitano anche un’ originale pubblicazione: il “Libretto sull’accoglienza in Accademia di Vincenzo Gioberti, il 29 giugno 1848, realizzato per la vendita a intero benefizio delle famiglie più bisognose di quei militi volontari che sono corsi in Lombardia alla cacciata dello straniero”.
Il Presidente Napolitano ha desiderato rendere omaggio alle vittime del vile attentato dinamitardo del 27 maggio 1993 ed è uscito in strada, con un “fuori programma”,  sostando davanti alla targa e all’olivo di via dei Georgofili, posti a ricordo di quella strage.

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Il Presidente Giorgio Napolitano in visita ai Georgofili per la mostra sull’Unità d’Italia

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, visiterà nella mattina del 12 maggio 2011 la mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia”, presso la Sede Accademica in Logge degli Uffizi Corti.
Si tratta di una visita in forma privata, in cui il Prof. Franco Scaramuzzi, Presidente dei Georgofili, illustrerà al Capo dello Stato i manoscritti e i documenti originali appartenenti all’archivio dell’Accademia.
Infatti proprio in seno all’Accademia, fondata a Firenze nel 1753, nacquero importanti e lungimiranti idee che la Toscana trasmise all’Italia unita. Fra gli Accademici dei Georgofili vi furono Vincenzo Gioberti e Camillo Benso di Cavour, Bettino Ricasoli, Cosimo Ridolfi, e molti altri protagonisti di quel periodo storico.
La mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia” (ingresso gratuito, dal lun. al ven., ore 15-18), illustra come quei cattolici liberali che consigliarono i Lorena seppero rendere la Toscana un’oasi di buon governo e trasmisero le loro idee su come amministrare la cosa pubblica anche al nuovo Stato Unitario.

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L’Unità Nazionale e gli Italiani

Anche volendo ammettere che 150 anni non siano stati sufficienti a perfezionare la formazione e spirito unitario degli Italiani, dobbiamo riconoscere che da allora il nostro popolo è molto cambiato. La nostra penisola era già stata da tempo ripetutamente attraversata da invasori e da correnti migratorie interne e con l’estero, fenomeni tutt’oggi in atto. Né si deve commettere l’errore di sottovalutare che una buona parte della popolazione è ormai costituita da generazioni miste i cui caratteri possono esprimere quel “lussureggiamento” evidenziato dalla scienza genetica. Oggi viviamo in una realtà del tutto diversa, che ha fortemente condizionato le culture, le tradizioni, i modi di vivere, di pensare e di essere. Anche le differenze sociali ed economiche ancora esistenti tra alcune aree della nostra penisola non possono essere considerate statiche. Ciascuna realtà dispone di proprie specifiche risorse che non vanno sottovalutate e sprecate, spesso per pregiudizi dettati da qualche malcelato interesse contingente.
Dobbiamo anche ricordare che l’irrinunciabile avvio dell’Unione Europea ha aperto un nuovo, più vasto e non facile processo unitario, a livello continentale, che oggi raccoglie 27 Paesi. Siamo impegnati nella coerente ricerca di comuni indirizzi e regole per amministrare e tutelare un’unica società civile europea. Sono già stati ottenuti importanti risultati, ad esempio con l’adozione della moneta unica, l’abolizione delle frontiere, la libera circolazione del lavoro e degli studenti, l’aumento di matrimoni misti e di doppie nazionalità. Tutti dovremo condividere le conseguenze che un tale impegnativo processo inevitabilmente comporterà, consapevoli che occorreranno secoli, varie generazioni ed una tenace capacità di resistere agli inevitabili contrasti.

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Le peculiarità giuridiche dell’impresa agricola in Italia oggi

Alla dimensione che ha portato ad un’espansione del modello di impresa agricola a comprendervi attività prima escluse, si è accompagnata un’espansione dell’area dell’agrarietà, anche fuori dai confini dell’impresa atomisticamente intesa. Da ciò l’esperienza della distrettualità in agricoltura, anche sul versante giuridico, oltre che economico e sociale.

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Un nuovo libro sul gelso e il baco da seta

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In Italia gli OGM si possono mangiare ma non coltivare

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Alberi tecnologici puliranno l’aria di Boston

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Una corretta scelta dei metodi irrigui per risparmiare acqua ed energia

La crescente richiesta di acqua potabile è di primaria importanza, ma non meno sentita è la situazione relativa al rapporto tra risorsa idrica e settore agricolo. La FAO mette in evidenza che per sfamare un’umanità in continuo aumento occorre produrre molti più alimenti, ricorrendo maggiormente anche all’irrigazione, ma con una disponibilità di acqua sempre minore a causa delle mutate variazioni climatiche: questa forbice tra esigenze di maggiore produzione e minori consumi idrici impone più che mai la massima consapevolezza nella gestione tecnico-politica dell’irrigazione.
In Italia circa il 60% della risorsa idrica è utilizzata nell’agricoltura e quindi le azioni miranti al risparmio idrico devono essere necessariamente concentrate sull’irrigazione, tenendo conto che l’efficienza globale dell’utilizzo irriguo è spesso inferiore al 30%.
Le azioni miranti al risparmio idrico devono riguardare il settore della distribuzione collettiva ma, in particolare, anche la corretta scelta e gestione dei sistemi irrigui aziendali.

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IL GENOMA DEL TARTUFO NERO

I risultati del sequenziamento del pregiato tartufo nero Tuber melanosporum sono stati pubblicati nel 2010 sulla prestigiosa rivista Nature e hanno offerto un buon esempio di indagine innovativa che va incontro, da una parte a richieste del territorio e  permette, dall'altra parte un balzo in avanti nella comprensione della biologia di uno dei funghi più ricercati al mondo.

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Farfalle per tutelare la biodiversità in agricoltura

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Florida: scienziato al lavoro su uve cisgeniche resistenti alle fitopatie fungine

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La farina di castagne della Lunigiana è DOP

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Errare è umano, perseverare ....

Si sta svolgendo a Milano la “Fiera dell’agroalimentare”. Rileviamo ancora una volta l’improprietà del termine “agroalimentare” che può indicare soltanto quel settore dell’agricoltura che si dedica alla produzione di alimenti primari.

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I Georgofili per l’Unità d’Italia

L’ Unità Nazionale è stata realizzata cento anni dopo la fondazione dell’ Accademia. I Georgofili hanno quindi vissuto il Risorgimento e poi collaborato con impegno alla costruzione dello Stato italiano. Altri cento anni dopo, con lo stesso spirito, hanno accolto con favore l’avvio di una ulteriore e più ampia Unione, a livello continentale, quella Europea. Ora guardano con grande interesse, a livello mondiale, al comune impegno di tutti i Paesi che condividono la necessità di univoche regole generali per una civile convivenza globale, nel pieno rispetto di ciò che li diversifica per cultura, interessi o quant’altro, pur trovandoci in un dinamico quadro cangiante di ritmi di sviluppo, orientamenti politici, ecc.
Sembra che la storia ci stia portando verso percorsi razionali e forme sempre più ampie di unione. Indurrebbe all’ottimismo il crescente interesse e l’assiduità nella partecipazione ai numerosi Summit mondiali che, a vario livello, vanno susseguendosi per trovare tenacemente condivise soluzioni alle più grandi ed urgenti problematiche planetarie che riguardano l’intera umanità.
Poiché la realizzazione e il successivo sviluppo della nostra Nazione sono stati interamente vissuti dai Georgofili nei loro 258 anni di attività, è stato loro possibile raccogliere nei propri archivi una documentazione ampia e preziosa che ha consentito la realizzazione della mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia” presso la Sede accademica, che rimarrà aperta fino al 18 maggio p.v.
E’ annunciata una visita privata a questa mostra da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

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L’innovazione dei poveri

Strano mondo, il nostro, almeno quello che viene fuori dall’ultimo rapporto del Worldwatch Institute: lo State of the World 2011, dedicato quest’anno a Nutrire il Pianeta. Un mondo ricco e nello stesso tempo povero, con un sistema agroalimentare mai così squilibrato e generatore di impatti negativi. Da una parte risulta che la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente il doppio della popolazione attuale del pianeta. Dall’altra emerge che quasi la metà del cibo nella lunga filiera agroalimentare mondiale si perde, viene sprecata: fosse possibile recuperarla basterebbe per nutrire tre miliardi di individui. Da una parte il mondo conta un miliardo di affamati fra denutriti e sottonutriti, dall’altra gli obesi hanno ormai raggiunto numeri simili. Due miliardi di persone risultano dunque malnutrite: mangiano troppo o troppo poco con conseguenti, gravi, problemi dal punto di vista economico, sociale, sanitario.

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L’eccezionale fioritura del cipresso nello scorso inverno

Il cipresso è una pianta che negli anni ha acquisito una crescente importanza dal punto di vista allergologico. Il polline delle Cupressaceae non solo è altamente allergico, ma è presente in atmosfera in concentrazioni elevate durante il periodo di fioritura a causa della grande diffusione dei cipressi, sia come piante da rimboschimento sia ornamentali in giardini e parchi.
In Toscana e in particolare nell’areale fiorentino, sono presenti, in maniera predominante, due specie afferenti alla famiglia delle Cupressaceae: il Cupressus arizonica o cipresso dell’arizona e il Cupressus sempervirens o cipresso comune (specie maggiormente diffusa). Le due specie presentano periodi di fioritura differenti. Il C. arizonica, più precoce, fiorisce in Toscana tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni. Il ciclo di fioritura del cipresso comune è più tardivo e ha inizio dalla metà di febbraio con una durata che si può protrarre anche fino a inizio aprile.

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Biocarburanti: per pensare al futuro ci deve essere un presente

Le politiche sui biocombustibili sono spesso motivate da preoccupazioni relative alla sicurezza energetica, alla protezione ambientale e allo sviluppo agricolo e tali interazioni, da un punto di vista economico, possono risultare assai complesse. Quando ci si propone di impostare un’analisi dei costi-benefici delle policy sui biocarburanti in relazione alla policy su energia, ambiente e agricoltura una delle ragioni di complessità consiste proprio nel fatto che esistono delle "intricate interrelazioni tra mercati di energia, commodities e le mutate conseguenze ambientali ".
Nel nostro Paese non mancano degli esempi di buone pratiche nelle filiere agro-energetiche, ma è ancora difficoltoso parlare di casi di successo che siano veramente tali sotto tutti i punti di vista.

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Carver e la chemiurgia

George Washington Carver (1864-1943), un nero nato poverissimo nel Missouri, a furia di entusiasmo riuscì a laurearsi in chimica e ottenne la direzione di un istituto di ricerche agricole dell'Alabama. Carver dedicò tutta la vita a diffondere tecniche agricole e agroindustriali capaci di risollevare i contadini neri dalla miseria.

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Un extravergine con la carta d'identità

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Introduzione delle patate OGM per uso industriale e nuovi scenari nei materiali ecologici

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Baco da seta: così il bozzolo diventa colorato

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Il legno: materiale naturale per una moderna ingegneria

Esistono quattro ragioni principali che consentono di considerare il legno, prodotto naturale di origine biologica, un materiale da costruzione a tutti gli effetti con lo stesso livello di sicurezza dei materiali da costruzione tradizionali nel nostro Paese (acciaio, cemento armato, muratura …).
La prima ragione è la possibilità di classificare il legno in uso nelle costruzioni in base alla sua qualità resistente, ovvero non in base alla qualità estetica come può interessare il falegname, ad esempio, ma in base alla qualità resistente, appunto, come interessa il costruttore.
La seconda ragione risiede nella disponibilità che si ha oggi delle cosiddette macchine a controllo numerico (CNC, computer numerically controlled machines), con cui si possono effettuare lavorazioni di precisione su qualunque pezzo di legno, impensabili fino a pochi anni fa.
La terza ragione deriva dai sistemi di collegamento di nuova generazione, in particolare le viti. Viti di lunghezza fino a 120 cm e più, auto foranti ed auto serranti, che inserite a vari angoli con la direzione della fibratura del legno, permettono di resistere a sforzi di qualche centinaio di tonnellate e per di più con giunti di dimensioni ridotte.
Infine, quarta ragione, la possibilità di disporre oggigiorno di materiali innovativi derivati dal legno, ad alte prestazioni in termini di resistenza e rigidezza, quali il compensato di tavole o cross-lam (XLAM).

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Il progetto OLEA sulla "Genomica e Miglioramento Genetico dell'Olivo"

Nel dicembre del 2010 è stato avviato, con un finanziamento del MiPAAF, il progetto di ricerca OLEA sulla “Genomica e Miglioramento Genetico dell’Olivo”, finalizzato all’applicazione di approcci di analisi genomica avanzata all’olivo.

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L’impresa agraria produttrice di alimenti, di energia e di servizi

Con l’autosufficienza alimentare europea (negli anni ’80), e la diffusione (in Italia) della proprietà coltivatrice, secondo il disegno della nostra Costituzione, il legislatore ha cominciato a guardare all’impresa agraria non più solo come garante delle disponibilità di alimenti, o non più solo come soggetto debole da proteggere, ma anche come attore fondamentale dell’economia chiamato a garantire alimenti sicuri e di qualità, a interloquire con gli altri protagonisti del sistema (imprese di trasformazione, consumatori), a interagire in modo virtuoso con l’ambiente.

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Il Brasile costruirà automobili con materiali ottenuti dalla frutta

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Ortofrutta, approvato fondamentale provvedimento per la quarta gamma

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Consegnato il Premio Antico Fattore 2011

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Xavier Kurten, paesaggista dei giardini sabaudi

Xavier Kurten, paesaggista prussiano, giunse in Italia nel 1815 portando alla corte dei Savoia e dei loro ministri il gusto del nuovo giardino all’inglese: i suoi numerosi interventi divennero esibizioni, nella loro bellezza, della libertà della natura.
Nella sua veste di architetto della natura, Kurten intese migliorare, nobilitare, accentuare, operare, correggere il contesto in cui operava, tenendo però sempre in grande considerazione le qualità immanenti del paesaggio: parco e paesaggio dovevano concrescere l’uno nell’altro.
Nella sua progettazione fu sempre presente il desiderio di suscitare incanto e meraviglia, fiducia e amore nella natura .Quindi non ha solo modificato il modo di configurare i giardini, bensì ha proposto una nuova maniera di vedere l’uomo, i suoi sentimenti, le sue speranze.

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La mela a polpa rosa-rossa

Il contenuto e la composizione dei polifenoli delle Italian Red Passion differisce anche da altre cv a polpa rossa come Red Field e Red Flesh, e determina un elevatissimo potere antiossidante, superiore ad Annurca. Inoltre, gli estratti fenolici hanno mostrato un potere battericida e batteristatico in test condotti con Eschericha Coli e Bacillus subtilis.

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Olio extravergine di oliva ed oli deodorati

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Api sentinelle dell’ambiente e “spazzine” dei pesticidi

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Verdura sui muri di casa, in città arrivano gli orti verticali

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A Roma una mostra che racconta 150 anni di meccanizzazione agricola in Italia

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INAUGURATO IL 258° ANNO ACCADEMICO DEI GEORGOFILI

Si è svolta questa mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio la cerimonia di inaugurazione del 258° anno accademico dei Georgofili, alla presenza di un numeroso pubblico di Accademici provenienti da tutto il mondo, molti ospiti ed autorità. Dopo il saluto del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il Presidente Franco Scaramuzzi ha svolto la sua relazione dedicata all’Unità d’Italia e l’Accademico Michele Pasca-Raymondo, presidente della sezione internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ha svolto la prolusione dedicata al futuro dell’agricoltura Europea. Un abstract della prolusione è qui di seguito riportato.

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Prossima inaugurazione del 258° anno accademico dei Georgofili

Il prossimo venerdì 8 aprile si inaugura il 258° anno accademico dei Georgofili, con una cerimonia che avrà luogo nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
La relazione del Presidente Franco Scaramuzzi sarà dedicata all’Unità nazionale italiana (Fra progressive unioni e ricerca di regole globali, nella competitività e nel rispetto delle Patrie). La prolusione sarà svolta da Michele Pasca-Raymondo, Presidente della Sezione Internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ed avrà come tema Il futuro dell’agricoltura dell’ Unione Europea. Una inaugurazione che dedica attenzione a due importanti eventi nella storia degli ultimi 150 anni: la nascita dello stato unitario italiano e, cento anni dopo, la nascita dell’Unione Europea.

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Clima: il ruolo del verde e della sua tipologia nella mitigazione delle temperature

Le città sono caratterizzate da condizioni climatologiche diverse dalle zone rurali: questo è dovuto principalmente all’impiego in ambiente urbano di materiali in grado di modificare i termini del bilancio radiativo e energetico. Inoltre gli edifici, con la loro forma e dimensione, determinano delle modifiche in alcuni parametri meteorologici quali il vento e la radiazione solare. La particolarità climatica delle città è legata soprattutto ad una anomalia termica, per cui queste sono più calde delle zone rurali circostanti (isola di calore urbana - Urban Heat Island, UHI).

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IL CILIEGIO RITORNA NELLA PIANURA VERONESE

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Agraria, il 54% dei laureati trova lavoro in un anno

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Ogm: in Cina il latte delle mucche diventa come quello umano

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Premio europeo “Prosperitati Publicae Augendae”

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Celebrazione della giornata mondiale dell'acqua

La celebrazione della giornata mondiale dell'acqua, è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e ogni anno viene celebrata alla data del 22 marzo. Nell'edizione 2011 l'ONU ha dedicato la celebrazione a "Acqua nella città: come rispondere alle sfide dell'urbanizzazione".
Il tema è particolarmente avvertito in Italia, dove il tasso di urbanizzazione è del 68%.

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Il paesaggio e la natura

Progettando un giardino o un paesaggio, cerchiamo di avvicinarci ad un ambito particolare del progettare che si incentra sulla “pianificazione ecologica”, che ricerca la vocazione propria del territorio, consegnando un ruolo attivo al paesaggio. “Questo è il metodo: un semplice esame sequenziale del territorio al fine di comprenderlo e di considerarlo un sistema interattivo,  “un magazzino attivo” e un sistema di valori. In base a queste informazioni è possibile prescrivere gli usi del suolo possibili - non come attività singole, ma come associazioni di attività. Non è una piccola pretesa, non è un piccolo contributo: dovrebbe essere evidente che il metodo ecologico può essere usato per comprendere e per elaborare un piano con la natura, forse per progettare con la natura (Progettare con la Natura,  Ian L. McHarg).”

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Prospettive per il miglioramento della vite

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Diagnostica fitopatologica e sistematica molecolare

Sintesi della lettura organizzata dalla Sez. Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili, tenuta il 24 marzo 2011 dal Prof. Giovanni Vannacci, presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria della Università di Pisa

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E’ il pane l’alimento simbolo dell’Italia unita

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Due nuove DOP: il miele delle Dolomiti e i fagioli di Rotonda

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Mostra ai Georgofili sull’Unità d’Italia

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PUBBLICI AMMINISTRATORI E AREE VERDI

Il verde urbano dovrebbe essere bello e migliorare l’ambiente ma  anche  sostenibile per i bilanci pubblici sempre più  scarni.

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Più OGM nel mondo, in Europa meno

Secondo i dati dell’ISAAA (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications) appena pubblicati, la superficie mondiale a OGM nel 2010 ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente di circa 14 milioni di ettari, pari al 10%, raggiungendo la cifra complessiva di 148 milioni di ettari. L’Europa però è in controtendenza.

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Punteruolo rosso: le strategie di controllo

La strategia di controllo nei confronti del Punteruolo rosso può avvalersi di molti strumenti, nessuno di per sé risolutivo, e il cui utilizzo deve essere valutato in termini di integrazione e in funzione delle diverse situazioni che si possono incontrare.

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Prezzi alimentari di nuovo in aumento

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Sequenziato il genoma di una malattia micotica

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Il Premio Nobel Louis Ignarro ai Georgofili

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IL PROGRESSO DELL’AGRICOLTURA DALL’UNITA’NAZIONALE

Nei 150 anni dell’Unità l’Italia ha dovuto affrontare la necessità di offrire  il cibo ad una popolazione che da 25 milioni di abitanti è passata agli attuali 60, con una percentuale di addetti agricoli che dal 70% crolla all’attuale 4% e con un contributo al Pil che dal 40% degli inizi oggi non arriva al 2%. Per poter avere un’idea del cammino compiuto basti pensare che nel 1861 le nostre condizioni erano paragonabili a quelle di  un paese che oggi definiremmo in via di sviluppo, nel 1961 si collocavano al livello attuale dell’Egitto o della Romania, mentre ora siamo fra i dieci paesi più sviluppati.
Il cammino di crescita del Paese è stato accompagnato e, nei momenti più difficili, sostenuto dal progresso della nostra agricoltura che ha visto moltiplicarsi le rese.
La nostra agricoltura  ha dato un’importante contributo al rafforzamento dell’Unità del Paese sul piano concreto, un fatto da non trascurare nel momento in cui  si affrontano le sfide legate al   mercato globale.

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Lo strano caso degli alchil-esteri

Lo scaffale degli oli extravergini che troviamo presso i supermercati è, se vogliamo fare un paragone nel settore automobilistico, come il salone dell’auto di Ginevra dove potete trovare dalla nuova Ferrari FF a svariate tipologie di macchine utilitarie caratterizzate quindi da prestazioni enormemente diverse. Cosa hanno in comune tutte queste auto? Il solo fatto di essere tali, cioè auto. Tornando al nostro scaffale degli oli, il nome riportato in etichetta è per tutti rigorosamente uguale “olio extravergine di oliva” cioè teoricamente sono tutte Ferrari in quanto, dal punto di vita merceologico, non c’è nulla, per qualità, superiore all’extravergine. Una volta a casa però il consumatore ha un’alta probabilità di trovare in bottiglia un prodotto che della Ferrari non ha neppure la pallida imitazione del cavallino rampante, magari sostituita da quella di un asinello scalciante che, con tutto il rispetto per il nobile animale, forse non era quello che il consumatore cercava.

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Le specie spontanee erbacee commestibili: tra sapori e saperi

Nel corso di un seminario che si è svolto lo scorso 16 febbraio nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria di Bari, l’Accademico Prof. Vito Bianco ha presentato il suo interessante volume dedicato alla riscoperta dell’immenso patrimonio di piante il cui impiego in cucina, come anche nella medicina popolare, rischia di essere dimenticato e perduto

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Accordo Coldiretti, CNR e FCS per sviluppare la ricerca su produzioni di qualità, sicure ed ecocompatibili

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Sul progetto GenEticamente si pronuncia anche Marco Gobbetti, Presidente AISSA

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Disponibile la nuova banca dati sui consumi alimentari

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Svelato il genoma della fragola

Con la pubblicazione del genoma della fragola sulla rivista Nature Genetics si vedono realizzati gli obiettivi della vasta comunità internazionale delle Rosaceae (RosIGI, Rosaceae International Genomics Initiative), nata a metà degli anni ’90, con l’intento di sequenziare i genomi delle più rappresentative specie da frutto di questa famiglia botanica: melo, pesco e fragola.
Di fatto, è la prima famiglia botanica ad avere 3 genomi sequenziati, oltre a quelli del pero, del lampone e del ciliegio in arrivo presumibilmente nel corso del 2011, che consentiranno studi di genomica comparata molto approfonditi e presumibilmente fruttuosi come mai realizzati fino ad oggi.
Il genoma della fragola è il più piccolo genoma di pianta coltivata fino ad ora decodificato, con una dimensione stimata di circa 210 milioni di basi. Sono stati identificati al momento 34.809 geni nell’oltre 98% del genoma assemblato, di cui il 92% assegnato ai relativi cromosomi. Si tratta del  primo genoma portato a termine interamente con la tecnologia 454/Roche ed assemblato  de novo con un elevato grado di precisione.

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Il mais del Friuli

Una questione che ha occupato le cronache dei giornali, durante il 2010, è quella relativa alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ad un maiscoltore del Friuli ordinando al Ministero delle politiche agricole di concludere entro 90 giorni il procedimento di autorizzazione alla semina di mais transgenico come sancito dal diritto comunitario.
L'agricoltore aveva deciso di ricorrere al Consiglio dopo aver inoltrato regolare richiesta per la semina di mais Bt (trasformato geneticamente per acquisire resistenza ad insetti parassiti), ed aver atteso invano la risposta per moltissimo tempo. La decisione del Consiglio di Stato ha causato una forte reazione governativa concretizzata in un decreto cosiddetto anti-OGM firmato dal precedente Ministro delle politiche agricole e controfirmato dai Ministri della salute e dell'ambiente.

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Il recupero della competitività nelle aziende vitivinicole toscane

Presentazione dei risultati d’indagine su un campione di aziende condotte da giovani imprenditori

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Castagno: si estende la minaccia del Dryocosmus kuriphilus

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L'olio taroccato diventa legale: Bruxelles autorizza i "deodorati"

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Kiwi e Punteruolo rosso, due decreti del MiPAAF per affrontare l'emergenza

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Scomparso Gian Tommaso Scarascia Mugnozza

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La PAC verso il 2020

Le sfide che l’agricoltura europea si trova a dover affrontare sono, secondo la Commissione, la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, il contributo dell’agricoltura alla lotta contro i cambiamenti climatici e il mantenimento di un equilibrata presenza umana sul territorio dell’Unione.

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Alcune barriere che limitano la gestione della superficie forestale italiana

Da alcuni decenni si considera sempre di più la multifunzionalità dei boschi indipendentemente dalla specie legnosa dalla forma di governo o di trattamento che viene applicata. Il bosco fornisce materia prima rinnovabile e insostituibile per le attività dell’uomo, contribuisce alla stabilità dei versanti e del territorio a valle, è produttore di energia, di salubrità ambientale e caratterizza, nelle sue fasi di sviluppo, il paesaggio.

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Perché amare la ginestra

La ginestra ha molte virtù ecologiche: è una leguminosa e come tale cresce fissando direttamente l’azoto atmosferico, senza bisogno di apporto di concimi azotati sintetici. Con le sue radici, ha un effetto stabilizzante sulle scarpate e sui fianchi delle valle e fornisce un contributo diretto e gratuito alla difesa del suolo contro l’erosione che continua a distruggere ricchezza provocando frane e alluvioni. La ginestra è una interessante fonte di fibre tessili naturali rinnovabili; lo sapevano i Fenici, i Cartaginesi, i Greci e i Romani; la sua utilizzazione è però rimasta limitata per molti secoli a livello artigianale e familiare.
Con i perfezionamenti tecnici già disponibili e con quelli che possono essere sviluppati, la ginestra può avere un ruolo economico e merceologico importante, con prospettive di occupazione nel Mezzogiorno.

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Innovazioni per il miglioramento degli alimenti

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Bambini meno intelligenti con cibo poco sano

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Vini di qualità grazie al monitoraggio wireless

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Forte impennata del costo necessario a sfamare i poveri del mondo

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Il nuovo paesaggio agrario Toscano

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IL GENOMA DELLE PIANTE DA FRUTTO DISVELATO COL SEQUENZIAMENTO

La ricerca italiana nel campo delle biotecnologie ha recentemente conseguito un successo di portata internazionale: il sequenziamento del genoma di tre specie arboree da frutto: la vite (2007) con la realizzazione di due progetti, uno ministeriale-universitario italo-francese (“Vigna”) ed uno italo-americano dello IASMA di San Michele all’Adige; il melo (2010), con un progetto internazionale interamente gestito dallo stesso IASMA ed infine il pesco (2010/11), ancora in corso, con un progetto italo-americano gestito per l’Italia da CRA di Roma, IGA dell’Università di Udine, Parco Tecnologico Padano di Lodi e varie altre istituzioni di ricerca e universitarie italiane e straniere. Presto arriveranno anche fragola, clementine e olivo (quest’ultimo progetto appena finanziato dal CRA).

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L'Europa , la patata e gli OGM

Dopo un periodo lunghissimo ( la prima coltivazione commerciale di piante GM si è fatta nel 1996) trascorso tra divieti e timidi passi avanti subito rientrati, l'Unione europea ha elaborato una complessa  normativa che consente la coltivazione di queste piante solo a condizione che sia rispettata una griglia di vincoli molto rigidi che spesso scoraggiano l'eventuale agricoltore desideroso di misurarsi con i prodotti di questa nuova (ormai non più così nuova) tecnologia.

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Piante e cambiamenti climatici

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L’albero della manna nelle campagne del Salento

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Senato: interrogazione di Perduca (Radicali) sulla Fondazione GenEticamente

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Piante transgeniche: bisogna partire dall’evidenza scientifica senza pregiudizi

“Esortiamo chi è scettico o si oppone all’impiego di colture geneticamente ingegnerizzate e all’applicazione della genetica moderna in generale, a valutare attentamente l’evidenza scientifica connessa e i danni dimostrabili causati dal trattenere questa comprovata tecnologia da chi ne ha più bisogno “

Dagli Atti della Settimana di Studio svoltasi nel Maggio 2009 presso la Pontificia Accademia delle Scienze su “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, emergono alcuni chiari messaggi scientifici:
1) Le piante coltivate (transgeniche o convenzionali) sono frutto dell’opera dell’uomo e non sopravviverebbero se l’uomo non se ne prendesse cura, come sperimenta ogni persona con un orto.
2) I metodi convenzionali di manipolazione delle piante (incrocio e selezione, mutagenesi, ibridi, diploidizzazioni…) lavorano sui geni e li modificano, seppure in modo meno predicibile della transgenesi.
3) I prodotti ottenuti con le moderne biotecnologie sono altrettanto o più sani di quelli delle piante convenzionali, come riconosciuto da numerosi organismi scientifici ed organizzazioni nazionali ed internazionali (accademie delle scienze, società scientifiche, OMS, FAO...). In Italia sono disponibili due “Consensus document” che affrontano il tema, sottoscritti da società scientifiche che radunano circa 10.000 ricercatori.
4) Le piante transgeniche comportano rischi che non sono di natura diversa da quelli delle piante convenzionali (per esempio esistono e sono coltivate anche in Italia delle piante tolleranti ad erbicidi ottenute con metodi convenzionali).

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Nuovi vitigni da incroci con il Sangiovese

Il “Sangiovese” è il vitigno più estesamente coltivato in Toscana, dove costituisce la base fondamentale o esclusiva dei vini più famosi della Regione. Seppure caratterizzato da attitudini enologiche indubbiamente elevate e da buone capacità di adattamento ai diversi ambienti in cui viene coltivato, in alcune situazioni pedoclimatiche e colturali, ed in annate con andamento meteorologico sfavorevole, i vini a base di “Sangiovese” possono risultare non pienamente soddisfacenti

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Più vegetariani forse, ma erbivori proprio no

il vicepresidente dell' ASPA (Associazione Scientifica Produzioni Animali) risponde all'articolo del Prof. Bozzini, pubblicato la scorsa settimana

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Stato attuale del dibattito italiano sugli OGM: la posizione della comunità scientifica

L'argomento degli OGM è uno di quelli a forte componente scientifica; una società sana è bene che abbia un rapporto di fiducia verso gli scienziati

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Il pollo transgenico è realtà

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Banane per pulire l’acqua inquinata

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Si apre l’Anno internazionale delle foreste

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GENETICA: POLITICA CONTRO SCIENZA

La Fondazione Diritti Genetici, presieduta da Mario Capanna (insediatasi di recente nel Castello dei Monteroni, ceduto in proprietà dall’Arsial del Lazio al Comune di Ladispoli e da questi in comodato d’uso ventennale alla Fondazione e ristrutturata quindi ad hoc dalle Sovrintendenze ai beni monumentali ed archeologici), ha ricevuto ora anche un contributo quadriennale di 20 milioni di euro per il proprio progetto GenEticaMente, riguardante processi di gestione genetica assistita da marcatori molecolari (MAS). L'investimento previsto di 20 milioni di euro per il quinquennio 2011-2015 è una somma da reperire da fonti pubbliche e private, che lo condividano. La presentazione è stata fatta martedì 25 gennaio alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On. Gianni Letta. A supportare l’iniziativa anche 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie), altri enti pubblici, tra cui la Regione Lazio, la Regione Puglia, la Città di Roma e il Gruppo COOP. La notizia ha suscitato forti reazioni da parte del mondo scientifico. Si riporta qui di seguito la sintesi di alcune.


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E’ (ancora) utile studiare i rapporti tra ozono e piante?

A questa domanda si può rispondere in modo affermativo, considerando che l’ozono troposferico è al tempo stesso un inquinante dotato di notevole tossicità nei confronti delle biomolecole, ma anche un cosiddetto “gas serra”, così che esso deve essere considerato “un problema globale, tale da richiedere una soluzione globale".

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In futuro, dovremo un po’ tutti divenire più vegetariani?


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Facoltà di Agraria: aumentano gli iscritti

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DDl etichettatura: approvata la legge salva Made in Italy


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Nel futuro si coltiveranno ortaggi sui tetti dei supermercati?

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Il mais Bt geneticamente modificato protegge il mais convenzionale e fa risparmiare gli agricoltori del Corn Belt statunitense

La previsione, fatta su basi teoriche, di una riduzione della popolazione di piralide in aree agricole in cui c’è la coesistenza di mais convenzionale e Bt si è rivelata esatta, confermata da rilievi entomologici pluri-decennali pubblicati da Hutchison et al (2010) sulla prestigiosa rivista Science.
Le evidenze confermano il valore delle diverse strategie di miglioramento genetico, per l’ottenimento di varietà vegetali che assicurino all’umanità sicurezza e qualità alimentare e rispetto dell’ambiente.

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DAL LATTE PRODOTTI NUTRACEUTICI AD AZIONE IPOTENSIVA?

Lo sviluppo recente degli studi sulle relazioni tra alimentazione e salute ha determinato una attenzione crescente ai così detti cibi funzionali i quali, oltre alle proprietà nutritive, contengono particolari composti con azione benefica su talune condizioni della salute umana.
I primi risultati in vivo indicherebbero una azione ipotensiva per la frazione solubile del formaggio bovino analizzato.
L’insieme dei risultati ottenuti ad oggi, fa ritenere che esistano concrete prospettive per l’impiego di componenti e derivati del latte come prodotti nutraceutici ad azione ipotensiva

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PIANTE CONTRO L’INQUINAMENTO

Progettare il verde per la rimozione di polveri ed inquinanti gassosi dall'atmosfera

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Italia: in 10 anni chiuse quasi 500.000 imprese agricole

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Galan: gli OGM non hanno alcun rapporto con la moria delle api

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Fotovoltaico: attenzione al paesaggio

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Attivata la distillazione di crisi dei vini di qualità

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Produzione di biocombustibile dalle microalghe

Per aumentare la produzione di biocombustibili, senza entrare in competizione con i prodotti ad uso alimentare, negli ultimi anni si sono sviluppate le ricerche sui biocombustibili detti di seconda generazione. Tra queste ricerche, ricca di prospettive sembra essere la produzione di biocombustibile dalle microalghe.

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Deforestazione e cambiamenti climatici

La comunità internazionale ha riconosciuto da tempo la funzione che le foreste svolgono per la protezione dell’ambiente globale ed ha assegnato loro un ruolo chiave nelle strategie di implementazione delle politiche ambientali, dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla conservazione della biodiversità, dalla lotta alla desertificazione al risanamento ambientale. In tale ottica il 2011 è stato dichiarato dall’ONU l’“Anno delle Foreste”.

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L’impiego del DNA fossile nella filogenesi

La disponibilità di reperti fossili (polline, foglie) di oltre 45.000 anni, prelevati da un carotaggio effettuato nella Laguna di Venezia ha consentito lo sviluppo di una ricerca sulla storia evolutiva delle Fagaceae

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Biodiversità in ortofrutticoltura

In un convegno a Napoli sono stati presentati 550 dipinti di varietà di frutti e oltre 150 di ortaggi, realizzati tra il 1900 e il 1965 da disegnatori e pittori professionisti e dilettanti, sotto la guida delle cattedre di Arboricoltura e Orticoltura dell’Università. Le illustrazioni, digitalizzate, saranno presto disponibili on-line sul sito della Facoltà di Agraria di Napoli e in un’edizione elettronica ed ipertestuale, realizzata dall’Accademia dei Georgofili. Entro il 2011 sarà allestito anche un Museo della diversità in ortofrutticoltura, all’interno della Reggia di Portici.

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5 porzioni di frutta al giorno come salvavita

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Censimento 2010 delle piante: sono 300mila le specie verdi sulla Terra

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Bruni (Cogeca): “il ruolo delle cooperative è vitale per la competitività del settore agricolo a livello europeo”

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La variabilità intravarietale nella vite: le scoperte che si aprono con la sua analisi genetica

E’ emerso un chiaro legame fra i biotipi e la loro zona di origine.
Ciò è apparso nelle distinzioni fra Garnaca, Grenache, Cannonnau, Tocai rosso (stesso vitigno), dove, nelle analisi, si differenziano i tipi spagnoli, francesi, italiani. Di più: fra i tipi italiani si distinguono i sardi e i vicentini. Di più: fra i sardi si distinguono quelli di Cagliari e quelli di Jerzu.
Così è poi per i cloni di Negroamaro, dove si distinguono i biotipi in funzione dei paesi di origine ed altrettanto avviene per il Primitivo e Malvasia nera ed ancora per la Malvasia istriana.
Davvero una porta che si apre alla lettura scientifica, ma anche importante per ricadute pratiche.
Basti pensare, per questo, alla Legge vivaistica, all’origine dei materiali di propagazione e alla possibilità di attribuire anche una base genetica alle”Tipicità territoriali”.

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Batteri transgenici e biocarburanti

L'utilizzazione industriale di microrganismi transgenici non è una novità., ma lo è l'uso di essi per produrre biocarburanti. Il piano prevede che il primo prototipo di fermentatore industriale sarà operativo entro il 2011

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I piccoli animali del suolo, un mondo semisconosciuto ma fondamentale

Gli Isopodi terrestri, carabidi, lombrichi, pseudoscorpioni ed altri organisminvertebrati del suolo possono essere impiegati come bioindicatori di biodiversità e di sostenibilità degli ambienti agrari.
Parecchi invertebrati del suolo come lombrichi, termiti e formiche vengono estesamente utilizzati come cibo da varie popolazioni amazzoniche e rappresentano quindi un modello di impiego sostenibile della foresta e dei suoli.

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Paradossi attuali della nostra agricoltura

Si va diffondendo sempre più l’impressione di un generale disinteresse politico nei confronti della nostra agricoltura, lasciata come un vascello senza rotta, in balia delle onde di un oceano globale più che mai tempestoso

Una crescita della domanda rispetto all’offerta sta creando squilibri sul mercato mondiale di alcuni prodotti alimentari primari e provoca imprevisti aumenti dei prezzi. Ciò dipende da molti fattori straordinari e disordinati, che sono però aderenti a quel filo conduttore legato alla continua crescita numerica della popolazione mondiale complessiva, nonché alle migliorate condizioni di vita ed alle accresciute esigenze alimentari in importanti aree del pianeta, finora povere ed in via di sviluppo, ma oggi produttrici ed esportatrici fortemente competitive.
             Anche il nostro Paese è importatore di prodotti alimentari primari, si calcola per circa il 50% del proprio fabbisogno. Questo comprende non solo quanto necessario ai nostri consumatori, ma anche ciò che serve alle nostre industrie alimentari che poi riesportano, come Made in Italy, una parte dei prodotti da loro elaborati.
            Si stanno così verificando alcuni paradossi, innanzitutto perché nella nostra penisola rimane attualmente incolta una superficie agraria “arabile”, per oltre un milione di ettari. Il reddito dei nostri agricoltori nel 2010 si è ridotto di oltre il 3%, mentre quello medio europeo è aumentato del 12%. I nostri addetti all’agricoltura continuano a trasferire le proprie attività ad altri settori (commerciale, industriale, turistico, artigianale, di servizi, ecc.), raddoppiando così il proprio reddito e rimanendo anche nello stesso Comune.
           Manca una chiara visione della situazione e mancano precisi indirizzi politici, sostenuti con altrettanta convinzione. Manca soprattutto una coerenza con quanto il nostro Paese ha espresso condividendo le conclusioni raggiunte nei vari Summit mondiali su vari temi (quali la tutela ambientale, la sicurezza alimentare, le risorse energetiche rinnovabili), che si sono sempre conclusi con unanime riconoscimento del ruolo strategico centrale dell’agricoltura nella generalità delle possibili soluzioni condivise.

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2011: anno internazionale delle foreste

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Ecco il genoma della fragola!

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Neve, alberi, città e cittadini

Recentemente Firenze è stata colpita da una nevicata particolarmente intensa (la seconda per quantità accumulata in 50 anni) che ha provocato danni soprattutto su pino domestico (Pinus pinea L.)

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Biodiversità in ortofrutticoltura

Un convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili, Sezione Sud-Ovest, su “Biodiversità in Ortofrutticoltura: immagini e racconti”  si svolgerà presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II,  il 17 gennaio 2011

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Il miglioramento genetico della vite con metodi tradizionali: alcune osservazioni sulla situazione in Italia.

Nella attuale situazione di forte competizione internazionale, sarebbe auspicabile l’entrata in coltura a pieno titolo di alcuni nuovi vitigni, come valida integrazione alla nostra vitivinicoltura che ha ancora il suo punto di forza nel rifiutare l’espandersi di una standardizzazione globale del gusto.

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I percorsi verdi (greenways) per la valorizzazione del territorio rurale

I percorsi verdi - intesi come  vie dedicate ad una circolazione alternativa al traffico motorizzato - rappresentano uno degli strumenti di valorizzazione e sviluppo del territorio rurale, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio.

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La tipicità dei vini nel mondo globalizzato

La tipicità del vino è il risultato di uno sforzo collettivo di attori che sfidano il tempo

L’enologia italiana ha da tempo consolidato il suo ruolo nel mercato mondiale, fornendo prodotti con un adeguato rapporto qualità/prezzo. Tuttavia lo scenario futuro presenta alcune criticità, che, se non prese in considerazione con attenzione, potrebbero portare ad una perdita di competitività del valore delle produzioni enologiche italiane.

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Sistema sementiero e seminativi, un futuro inscindibile

Assicurare al Paese innovazione varietale, oltre a garantire innovazione di prodotto, significa garantire vantaggi all’azienda, alla filiera e al consumatore (qualità tecnologica, sicurezza, salubrità, tracciabilità) e al contempo contribuire alla sostenibilità dei seminativi, grazie ad un miglior uso dell'azoto, alle resistenze a patogeni, e agli stress ambientali.

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Redditi agricoli, i dati Eurostat: nel 2010 aumento del 12,3 in Europa ma -3,3% in Italia

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Coldiretti: il 25% delle campagne in Italia abbandonate o coperte dal cemento

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Galan: l’Italia non rinunci alla ricerca sugli OGM

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Agricoltura in calo a causa dei furti d’identità e di valore aggiunto

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Si aggrava una malattia del pomodoro

Negli ultimi anni le coltivazioni di pomodoro dell’Italia settentrionale hanno subito rinnovati e più intensi attacchi da parte dello “stolbur”, una malattia nota da tempo soprattutto negli areali più meridionali.

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Storia e vita degli alberi

“Io non capisco come si possa passare davanti ad un albero e non essere felici di vederlo” (F. Dostoevskij)

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L’agricoltura biologica in Sicilia: problematiche e prospettive

In Sicilia lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica ha assunto rilevante importanza soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni 90’. La regione risulta la più importante a livello nazionale e una delle aree di maggiore interesse nel panorama europeo e mediterraneo.

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SAVE THE DATE : 19 Gennaio 2011

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Pubblicata una raccolta delle ricerche UE sulle colture OGM

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L’orticoltura urbana: strategia contro la fame e la povertà

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Petrolio, l'alternativa è l'albero che produce la plastica

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Giardini dall'alto in basso

Per realizzare i muri vegetali occorre una buona conoscenza scientifica della vegetazione abbinata ad una certa sensibilità che consenta di effettuare composizioni in cui forme, colori e tessiture dinamiche di accrescimento vengono accostate in modo gradevole rendendo l’arazzo vegetale unico e spettacolare.

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La sicurezza del lavoro in agricoltura è sempre a rischio

L’analisi dei dati sugli infortuni in agricoltura dimostra un trend che evidenzia la continua e progressiva riduzione degli eventi infortunistici. Riduzione che accomuna l’agricoltura agli altri settori produttivi. Un discorso a parte merita però la valutazione degli infortuni mortali.

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Strategie produttive e di marketing per il progresso del settore ittico

L’espansione globalizzata del mercato e la forte competizione esercitata dalle nazioni extra-EU rendono necessario uno strumento di difesa ammissibile, quale può essere una valorizzazione del prodotto dell’acquacoltura nazionale ed europea, che sia in grado di differenziarlo oggettivamente rispetto a quello di importazione.

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Verità sugli OGM

Dal 15 al 29 maggio 2009, presso la Pontificia Accademia delle Scienze (Città del Vaticano) si è svolta una Settimana di Studio su “Le piante transgeniche” (OGM). Hanno partecipato 7 (degli 80 Membri di quella autorevole Accademia) e 33 illustri Studiosi di 14 Paesi del mondo (di cui 2 italiani), scelti tra i più competenti in materia. Sono stati pubblicati gli Atti. Una traduzione in italiano (a cura del prof. Piero Morandini e di S.E. Mons. Marcelo Sànchez Sorondo) è disponibile su www.agrapress.it

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Gli studi e le applicazioni per il post-raccolta in Italia

L’Italia, primo Paese europeo per la produzione di ortaggi e frutta, vanta un primato negli studi e le applicazioni per la fase successiva alla raccolta dei prodotti, fase di particolare importanza per la valorizzazione della qualità e per il suo mantenimento nel periodo intercorrente fra raccolta e presentazione al consumatore.

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La pecora dell’Amiata e delle Crete senesi

La pecora dell’Amiata e delle Crete senesi è un tipo genetico della Toscana centrale e meridionale, appartenente alla grande famiglia dell’Appenninica,  caratterizzato da buona attitudine alla produzione della lana e  del latte, di qualità eccellente per la caseificazione.

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Radici storiche del Risorgimento

Alle radici del Risorgimento cronologicamente a noi più vicine, cioè quelle che andarono delineandosi nel passaggio tra l’età illuministica, il periodo francese e napoleonico e l’emergere del Romanticismo, si affiancano radici più lontane del tempo.

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Addio alle buste di plastica non biodegradabili dal primo gennaio 2011

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Il Parlamento Europeo riconosce i “diritti delle api”

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Punteruolo rosso delle palme, arriva il naso elettronico

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La liquirizia di Calabria presto DOP

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Governo: la parte sull'agricoltura del Piano Nazionale per il Sud

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Concerto per le piante: la musica è meglio degli insetticidi

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L'Unità d'Italia coltivata dai Georgofili

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La nuova agricoltura deve essere innovativa, competitiva, sostenibile e soprattutto giovane

Nell’introdurre il convegno “Una nuova agricoltura, tra crisi delle materie prime e globalizzazione”, il Presidente dell’Accademia dei Georgofili ha sottolineato il crescente, improvvido disinteresse del nostro Paese nei confronti dell’agricoltura.

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Applicazione di pannelli fotovoltaici nel vigneto

Lo studio di sequenze climatiche mostra che la temperatura media del pianeta si sta alzando; il fenomeno non è privo di conseguenze, poiché innesca una serie di eventi a cascata talora anche di notevole portata. L’American Centre For Progress ha classificato i danni che subirà il vino dovuti al riscaldamento.

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Alcuni aspetti della rinnovazione naturale dei querceti di caducifoglie nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano (Roma)


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Come dare una mano a chi sta in prigione ed aiutare l’ambiente

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Mostra: “Italianità" negli studi dei Georgofili: 1848-1870

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Aggiungere valore alla floricoltura

Alla floricoltura sono connaturate due condizioni critiche che ne minano la vitalità: la discontinuità dei consumi nel corso dell’anno e la caduta della domanda non appena si adombrino fenomeni di recessione economica. Aggiungere valore, percepibile dal consumatore, può essere la chiave per stimolare una domanda maggiore e qualificata per i prodotti della floricoltura.

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Cresce l’interesse del settore privato per l’agricoltura africana

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Una nuova agricoltura tra crisi delle materie prime e globalizzazione

Convegno ai Georgofili il 22 novembre

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Mille miliardi il costo delle importazioni alimentari - Prezzi in rialzo e potrebbero lievitare ancora nel 2011

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Indennizzare gli olivicoltori danneggiati dal paesaggio

Una parte della nostra attuale olivicoltura oggi dimostra di avere costi di produzione superiori ai prezzi che gli agricoltori riescono a spuntare. Per ora, non ha rilevanza quantificare la dimensione di questa realtà, anche perché varia di anno in anno, in funzione dei prezzi di mercato. Ma questi prezzi probabilmente tenderanno a calare ulteriormente, in seguito all’incremento delle produzioni mondiali di oli extravergini a costi molto più bassi. Potrà quindi verosimilmente continuare a crescere il numero di olivicoltori che verranno a trovarsi in difficoltà.

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Olivicoltura intensiva e tradizionale possono convivere

Documento approvato all’unanimità


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L’appello del Santo Padre: “Rilancio dell’agricoltura: nessuna nostalgia ma risorsa per il futuro”

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L'uva nera puo' essere utile nel trattamento della malaria

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La produzione mondiale di vino nel 2010 perde il 6% rispetto al 2009, proseguendo un trend già negativo

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Unità nazionale e glocalizzazione

Alla realizzazione della Unità Nazionale hanno attivamente partecipato molti illustri Georgofili e l’ Accademia si appresta a rievocare il 150° anniversario di quell’evento, sia per manifestare l’orgoglio di quegli elevati contributi di pensiero e di azione che per riflettere sui forti cambiamenti che ne sono derivati e guardare al futuro, dominato da un irreversibile processo di globalizzazione.

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Intensificazione colturale in olivicoltura

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Il Libro Nero: un dossier sullo spreco alimentare in Italia

Lo spreco alimentare è un problema che per lungo tempo è stato ampiamente sottostimato, poco indagato e poco documentato. Lo scopo del Libro Nero, opera di un gruppo di ricercatori “Last Minute Market” dell’Università di Bologna, è analizzare il sistema alimentare italiano e, sulla base dei dati disponibili, elaborare una stima degli sprechi e una valutazione delle conseguenze generate dalla gestione delle eccedenze, da un punto di vista economico, ambientale, nutrizionale e sociale. La quantificazione degli sprechi permette di comprendere in modo chiaro il grande danno per l’uomo e per l’ambiente che quotidianamente si perpetua lungo tutta la catena alimentare e stimola la definizione di modelli alternativi più efficienti e sostenibili. In definitiva l’obiettivo ultimo che occorre porsi è: ridurre lo spreco.

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Bruni (COGECA): quale futuro per l’ortofrutta dopo il 2013?

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La climatologia per la previsione della qualità della produzione

E’ ormai noto che le condizioni meteo-climatiche esercitano una grande influenza sui processi biologici responsabili della crescita e dello sviluppo delle piante. Le interazioni tra clima e coltura interessano, infatti, molteplici aspetti quali la crescita vegetativa, l’inizio e la durata delle fasi fenologiche, le caratteristiche della produzione finale.

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Prospettive di uno sviluppo di cereali e di leguminose da granella perenni

Con le tecnologie molecolari, oggi in spettacolare progresso, potrebbero essere  identificati i geni che controllano l’abito perenne in specie affini e trasferiti nelle specie domesticate, con risultati rapidi, mirati e certo innocui. Lo sviluppo di biotipi perenni potrebbe rappresentare un notevole progresso per la produzione alimentare e per la diminuzione dei costi di produzione di importanti derrate, specie per coltivazioni da effettuare in ambienti difficili e con minore impatto sull’ecosistema.

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Mostra ai Georgofili: "Risorse e culture materiali, tra storia e innovazione"

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Casi di eccellenza della filiera agro-alimentare pisana

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Agricoltura e filiere agroindustriali

Intervento del Prof. Franco Scaramuzzi al Convegno su "Il valore della filiera agroindustriale"

In apertura dei lavori del Convegno su “Il valore della filiera agroindustriale”, organizzato da Intesa SanPaolo – Agriventure il 27 ottobre a Firenze, il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Franco Scaramuzzi, ha evidenziato come l’importanza strategica dell’agricoltura vada riemergendo nei vari Summit mondiali che stanno affrontando problematiche quali la tutela ambientale, le fonti energetiche, la sicurezza alimentare. Alla base delle soluzioni finora prospettate, si finisce infatti per trovare sempre l’agricoltura ed i suoi insostituibili ruoli.

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Il presidente dell’UNICEB Renzo Fossato: “Perché gli OGM vanno difesi”

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Documento unitario Cia, Confagricoltura e Copagri: l’Italia ha bisogno urgente di una politica per l’agricoltura

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Contraddizioni e coerenze nella politica agraria dell’Unità italiana

Nel XIX sec. la differenza fra la situazione italiana e quella degli altri paesi dell'Europa Occidentale, era troppo profonda ed evidente perché non apparisse in tutta la sua gravità a tutti coloro che fossero usciti dalla cerchia della vita e dell'economia locale, particolarmente chiusa, ed avessero coltivato contatti con paesi maggiormente progrediti. Era perciò inevitabile che si diffondesse un senso di delusione e scoraggiamento in coloro che avevano considerato l'Unità non soltanto come un obiettivo ideale e politico, ma anche come strumento per restituire al Paese la funzione economica che ritenevano gli appartenesse per posizione geografica, clima, risorse naturali, cultura, storia antica e del Risorgimento.

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L'Italia unita nell'Unione Europea

Non possiamo pensare al futuro della nostra Nazione senza considerare che l’Italia e gli italiani non sono più quelli di 150 anni fa

Il Risorgimento riuscì a unificare la nostra Nazione, quando era costituita da un insieme di realtà diversificate. La stessa lingua italiana non era ancora alla portata di tutti, tanto che anche i tribunali avevano bisogno di interpreti. Dobbiamo riconoscere che 150 anni non sono stati sufficienti a completare la formazione unitaria degli italiani, pur se questo processo ha avuto accelerazioni dalle massicce migrazioni interne, soprattutto dal sud verso il nord e dalle campagne verso i centri di sviluppo commerciale ed industriale.

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Seminario su qualità dell’aria e fumo causato da incendi

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Il bosco ceduo in Italia

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Perplessità di un agronomo sull’uso di alcuni vocaboli

In considerazione che l’agricoltore coltiva piante ed alleva animali ed opera pertanto con esseri viventi, dalla sua attività dovrebbe ricavare prodotti biologici. Ma non è così. Solo l’Agricoltura biologica può fornire produzioni “biologiche”; ma le altre produzioni cosa sono?

In alcune relazioni tecniche si incontrano spesso espressioni o vocaboli che appaiono impropri e certe volte non coerenti con l’argomento  affrontato. È vero che la lingua è in continua evoluzione e che nuovi lemmi arricchiscono il nostro dizionario. Ma in molti casi non si tratta di nuove voci, bensì del significato di vecchie voci. Vi sono anche episodi isolati o errori che non pongono problemi. È questo, ad esempio, il caso di quella voce “girapoggio” che alcuni ed anche un grande giornalista attribuirono ad una fossa che gira, con andamento a spirale, attorno una collina conica.

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Innovazione e valorizzazione della mandorla di Sicilia

Il 15 ottobre 2010 si è svolto ad Avola (SR) un incontro nel corso del quale si è fatto il punto sulla mandorlicoltura regionale e sulle ipotesi di rilancio del settore. L’incontro è stato organizzato dalla Regione Siciliana, Dipartimento interventi infrastrutturali per l’agricoltura e vi è stata una numerosa partecipazione di operatori del settore, vivaisti, produttori, trasformatori, commercianti, oltre che di ricercatori di diverse Istituzioni scientifiche dell’Isola.

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L’Unione Europea stanzia 250 milioni di euro per proteggere la salute umana e animale

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Eurocean 2010

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Vecchioni: “agricoltura e agroindustria lavorino insieme per fronteggiare il caro-prezzi”

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Impiego di mezzi termici per la disinfestazione del terreno nel rispetto dell’ambiente

Nella giornata di studio del 15 ottobre, promossa dall’Accademia dei Georgofili, in collaborazione con l’ARSIA-Regione Toscana e con il CIRAA dell’Università di Pisa, i ricercatori delle università di Padova, Pisa e Torino sono intervenuti al Centro Interdipartimentale di Ricerca Agro Ambientale “E. Avanzi” in località S. Piero a Grado (Pisa), per presentare i risultati delle ricerche sull’impiego dei mezzi termici, in sostituzione di quelli chimici, nella lotta ai patogeni tellurici e alle infestanti, sia in ambiente agricolo che in ambiente urbano.

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Si conclude la campagna contro la peste bovina

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Criteri progettuali per il benessere animale nelle stalle per bovine da latte

La zootecnia negli ultimi anni ha conosciuto un rilevante sviluppo per la modernizzazione delle tecnologie impiegate, l’aumento delle competenze professionali degli operatori, gli stimoli provenienti dal mercato e dai consumatori in materia di igiene e salubrità delle produzioni. Negli ultimi decenni si è assistito anche a un notevole cambiamento nella realizzazione delle strutture di stabulazione per bovini da latte di pianura.

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A Giampiero Maracchi il XXIX Premio Columbus per la Scienza

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Aspetti economici delle produzioni florovivaistiche nel Mezzogiorno d’Italia

Nell’ambito delle attività della Sezione Sud-Ovest dell’Accademia dei Georgofili,  il Prof. Emanuele Schimmenti, Ordinario del Dipartimento di Economia dei Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Palermo, ha svolto una lettura in cui ha evidenziato come nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia il florovivaismo abbia assunto negli ultimi anni una crescente importanza sul piano produttivo e commerciale, in particolare in alcuni segmenti del comparto, quale quello delle piante ornamentali, ed in alcune regioni, quali Sicilia, Puglia e Campania.

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FAO: “World Food Day” sabato 16 ottobre

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USA: il salmone OGM è pronto per la tavola

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Api: risolto il giallo della “sindrome da spopolamento”

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DDL ETICHETTATURA: tutti soddisfatti per voto bipartisan alla Camera, ora bisogna convincere anche l’Europa

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150° ANNIVERSARIO DELLA UNITA' NAZIONALE

Manifestazioni programmate dai Georgofili presso la propria Sede entro il 2010 per il 150°Anniversario della Unità Nazionale

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Piante nello spazio

L’interesse per la crescita e riproduzione delle piante nello spazio è recentemente aumentato in concomitanza con la possibilità di realizzare missioni spaziali di lunga durata. La positiva riuscita di queste è subordinata all’utilizzo delle piante per la fissazione dell’anidride carbonica, la produzione di ossigeno, la depurazione dell’acqua, la produzione di cibo e, di non minore importanza, l’effetto positivo che il verde ha sullo stato psicologico degli astronauti.

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Il presidente di Confagricoltura Vecchioni presenta 61 proposte legislative per l’agricoltura italiana

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Bando “Futuro e Ricerca 2010” per giovani ricercatori

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Fabbricati, il sistema catastale non ha rilevanza sulla ruralità

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A Palermo dal 2 a 3 dicembre 2010 la Giornata Mondiale del Suolo

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22 paesi in “crisi prolungata” : Crisi alimentari ricorrenti ed altissima percentuale di sottonutriti

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Fermare la scriteriata campagna anti-OGM e ricominciare dalla sperimentazione

I prodotti OGM finora licenziati sono assolutamente sicuri, non solo per i consumatori, ma anche per l’ambiente dove sono coltivati. La ricerca in questo settore offre grandi opportunità per migliorare l'agricoltura.

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Chestnut (Castanea sativa Mill.): A Multipurpose European Tree

Si è tenuto a Bruxelles il 30 settembre 2010 un interessante workshop e tavola rotonda sulla coltura del castagno in Europa

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“Sicurezza alimentare” e redditi degli agricoltori

A causa del crescente divario fra alti costi delle produzioni nazionali e prezzi sul mercato globale, i nostri agricoltori sono stati costretti ad una significativa riduzione delle superfici coltivate a grano. E’ la manifestazione evidente di una sintomatologia da non trascurare perché fa parte della grande problematica riguardante la “sicurezza alimentare” globale che preoccupa l’intera umanità e che deve essere responsabilmente affrontata anche a livello delle singole nazioni.

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Una pianta su cinque rischia di scomparire

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Auguri a "Stile Naturale"

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Agricoltura e cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici in atto sono il primo segnale degli effetti di un modello di sviluppo, iniziato con la rivoluzione industriale alcuni secoli fa, che porta oggi ai cambiamenti globali del pianeta, tra cui quello climatico è forse il più evidente. La globalizzazione economica, con l'emergere dei paesi dell' Asia, pone grandi interrogativi sulla capacità del pianeta di sostenere tale modello economico e produttivo.

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La serra da utilizzatrice a fornitice di energia?

La prof. Cecilia Stanghellini dell’Università di Wageningen (Olanda) ha svolto presso l’Accademia dei Georgofili una interessante lettura sulla possibilità di realizzare una serra che non abbia bisogno di energia addizionale.

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Un eco-stile per un nuovo mondo

L’ultimo libro di Andrea Segrè, Lezioni di Eco-stile (Bruno Mondadori), ci propone uno stile di vita più sobrio, più equo, più sostenibile. Per una società basata sulla sufficienza e non sull’imperativo dell’abbondanza, in un’economia leggera e trasparente, in un’eco-scienza rispettosa del rapporto tra uomo e ambiente.



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Oli extravergini di oliva di eccellenza

Si è svolta a Verona dal 20 al 22 settembre la IV Conferenza Internazionale “Beyond Extra-Virgin”

Sono state presentate interessanti relazioni di studiosi greci, italiani, spagnoli, statunitensi. Hanno partecipato anche chef leader nei vari paesi per l’abbinamento degli oli extravergini di eccellenza alle diverse pietanze, con particolare riguardo a quelle tipiche della dieta mediterranea.

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Salute e sicurezza nel lavoro in serra

Si è svolto a Ragusa il 15 settembre il Convegno “Salute e Sicurezza nel lavoro in Serra” promosso dall’Accademia dei Georgofili.

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Per un uso sicuro delle acque reflue

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Nel DNA del melo le difese naturali contro le malattie

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I nanocibi sono tra noi

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Il presidente della Cogeca chiede una PAC più forte e coraggiosa che sappia premiare i comportamenti virtuosi dei produttori e delle loro cooperative

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Documento unitario di Confagricoltura, Cia e Copagri su PAC e politiche agricole nazionali

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Sicurezza alimentare e redditi equi agli agricoltori

I prezzi del grano sul mercato globale stanno subendo un nuovo ed imprevisto aumento, attribuito questa volta ad eventi avversi dell’estate russa ed alla conseguente riduzione della produzione di grano, capace di far scattare un circuito di aumenti dei prezzi. Tre anni fa si verificarono altri eventi “straordinari”, con effetti a catena che causarono un ampio aumento dei prezzi alimentari, a partire proprio dal grano, sollevando tante discussioni allarmanti sulla sicurezza alimentare a livello globale.

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Il progetto SelMol presentato ai Georgofili in un convegno il 15 e il 16 settembre

Importanti risultati per il miglioramento genetico in zootecnia

Con l’ acronimo SelMol (Selezione Molecolare) viene indicato il progetto “Ricerca e innovazione nelle attività di miglioramento genetico animale mediante tecniche di genetica molecolare per la competitività del sistema zootecnico nazionale”.  E’ un progetto, di durata triennale, finanziato nel 2007 dal MiPAAF al consorzio delle Associazioni Allevatori (CRSA) e svolto da Unità di ricerca appartenenti a16 Università e 4 Centri, in collaborazione con le Associazioni Allevatori (ANA).

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Più sicurezza nel lavoro in serra

Nella giornata di studio promossa dall'Accademia dei Georgofili in collaborazione con l’INAIL e tenutasi a Ragusa il 15 settembre, qualificati relatori hanno affrontato il tema della "salute e sicurezza nelle coltivazioni in ambiente protetto".

In Italia, le colture protette sono presenti in 31500 aziende per una superficie di 22000 ha (ISTAT 2000). In Sicilia si registra il 26% delle aziende e il 30% della superficie protetta. La sola Provincia di Ragusa assorbe il 16% delle aziende e il 20% della superficie (3,1% della superficie nazionale protetta).
Le problematiche connesse a questo importante settore sono diverse, ma quelle della sicurezza e prevenzione sul lavoro, sono certamente molto rilevanti. Sotto questo aspetto il Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, deve rappresentare uno strumento di indirizzo funzionale per consentire un'efficace azione di prevenzione in un settore che presenta diversi livelli di sviluppo tecnico e tecnologico e, quindi, anche di rischio per gli operatori.

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Per una sicurezza alimentare globale

La decisione della Russia di vietare le esportazioni di grano ha provocato subito un aumento dei prezzi. Ogni parallelismo con l’ultima crisi del 2007 non dovrebbe essere automatica, anche perché il prezzo del frumento è ancora al di sotto dei picchi raggiunti all’inizio del 2008. Tuttavia, ancora una volta, un’iniziale impennata del prezzo del frumento sta determinando aumenti anche di altre commodities a seguito delle restrizioni informali apportate dall’Ucraina e dal Kazakistan alle esportazioni nell’intento di tesaurizzare i prodotti.

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Il pomodoro protegge la prostata

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Il pomodoro Pachino è israeliano

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Italia: il punto sul cancro batterico dell'actinidia

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Contraffazioni e frodi del Made in Italy

La crisi che sta attraversando il settore lattiero-caseario ha le stesse cause che creano difficoltà anche  molti prodotti alimentari (pomodoro, olio di oliva, etc.) distribuiti con l’etichetta “Made in Italy”, anche quando in Italia vengono solo manipolati per il confezionamento, mentre la materia prima non ha esclusiva origine dai nostri campi coltivati e dai nostri allevamenti.

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Prestigioso riconoscimento ad uno studioso italiano che ha scoperto alcune percezioni delle piante

Stefano Mancuso primo italiano invitato al TED di Oxford

La fondazione americana TED (www.ted.com) persegue la valorizzazione e la diffusione delle acquisizioni scientifiche e delle idee più innovatrici del mondo, considerando che le idee rappresentano la forza più grande per cambiare il futuro dell’Umanità. Il primo scienziato italiano invitato a parlare al TED è il georgofilo Stefano Mancuso, direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV, www.linv.org) dell’Università di Firenze, il quale ha condotto negli ultimi anni ricerche fondamentali sull’attività ed i comportamenti delle piante

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OGM: ignoranza e pregiudizio

Ormai da molti anni, importanti organizzazioni scientifiche usano le nuove tecnologie della transgenesi e numerosi Paesi ne impiegano i prodotti ottenuti. In Italia è stata impedita la ricerca sull’uso di questa tecnologia ma ne importiamo i prodotti, soprattutto mais e soia OGM, usati come mangimi per oltre la metà della nostra produzione di carne, uova, latte e derivati.

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L’attuale crisi politica e l’Unità nazionale

La crisi politico-istituzionale che sta attraversando il nostro Paese sembra derivare in gran parte da divergenze sui rapporti fra nord e sud, con radici che affondano nel Rinascimento e proprio su quella Unità Nazionale di cui intendiamo celebrare il 150° anniversario.

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Dal diritto agrario a quello alimentare

Lo sviluppo degli interventi normativi della Comunità Europea porta a considerare oggi il diritto alimentare in modo del tutto differente.

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Saluto ai lettori

Il Presidente Franco Scaramuzzi spiega il perché di questo nuovo sito dell'Accademia dei Georgofili


L’Accademia dei Georgofili, perseguendo una migliore comunicazione, dà oggi vita a questo sito web “Georgofili.info”, articolato in modo da rendere più facile ed immediata la ricerca delle notizie che interessano il mondo legato alle attività agricole.
Come tutte le attività dei Georgofili, anche questa iniziativa non persegue alcun fine di lucro.
Siamo a vostra disposizione, grati se vorrete collaborare offrendoci suggerimenti. Saremo lieti di dialogare con voi, anche rispondendo a quesiti e pubblicando vostri utili pareri sugli argomenti trattati.

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Ornamentali da mangiare

Si sta assistendo, anche nel nostro Paese, alla diffusione del cosiddetto “Edible landscaping”, già diffuso negli Stati Uniti ed in alcuni paesi europei.

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Olivicoltura - Problemi e Prospettive

In una Giornata di Studio organizzata dall’Accademia dei Georgofili, sono stati presentati e discussi pubblicamente i risultati di una ricerca, condotta in collaborazione con l’ARSIA/Regione Toscana, sulla attuale situazione della olivicoltura, anche quale importante elemento del paesaggio toscano. Sono stati illustrati i vantaggi della nuova olivicoltura superintensiva che si sta diffondendo a livello mondiale. Il convegno ha offerto quindi la possibilità di esaminare sia l’insieme della nostra attuale olivicoltura che le prospettive che possono essere aperte per il suo futuro.

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Prevenzione degli incidenti sulle macchine agricole

Nei primi due mesi del 2010, tra le cause principali degli infortuni mortali nei settori maggiormente coinvolti (agricoltura, 26,1%, ed edilizia, 24,6%) ci sono la caduta dall’alto di materiali, il contatto con mezzi o oggetti in movimento e il ribaltamento di macchine agricole in movimento.

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Ciliegie senza peduncolo

E’ stata segnalata l’opportunità di rivalutare le varietà di ciliegie commerciabili senza peduncolo. Si tratta di varietà che a maturità si distaccano dal peduncolo, lasciando perfettamente cicatrizzato il punto di distacco.

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I prodotti di V gamma

Con il temine V gamma si identificano i prodotti vegetali precotti, cotti al vapore, grigliati, confezionati sottovuoto o in atmosfera modificata e refrigerati. In queste condizioni la loro conservazione può prolungarsi per alcuni mesi.

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Irrigazione in "deficit controllato" in olivicoltura

Effetti positivi dell’irrigazione sull’attività vegetativa e produttiva dell’olivo, sulle dimensioni del frutto nonché sul processo di inolizione sono ampiamente documentati

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Il ruolo degli antiossidanti

Gli antiossidanti sono fondamentali nello sviluppo delle normali funzioni biologiche. Le diete povere di frutta e verdura non garantiscono una adeguata copertura del fabbisogno.

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Georgofili, chi sono?

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Dieta mediterranea patrimonio Unesco

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A New York da Sotheby’s “L’arte del Coltivare”, un’asta di vegetali molto particolari

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Il WTO contro il divieto generalizzato delle coltivazioni OGM

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Istituito l'Albo dei prodotti di montagna

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A New York un megastore dei gusti italiani inaugurato il 31 agosto

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La patata della Sila incassa l’IGP

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Indagine di FEDERVINI sul consumo di alcolici in Italia

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Nuovo packaging biodegradabile e compostabile per l’ortofrutta

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USA: l'orto si coltiva in azienda

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Riorganizzazione della ricerca scientifica pubblica per le scienze agrarie

Gli Atti (disponibili su www.georgofili.net) della Giornata di Studio su “La ricerca scientifica pubblica. Strutture e organizzazione per le scienze agrarie (h2)”, tenutasi a Firenze l’8 marzo 2010, sono stati  formalmente consegnati dall’Accademia dei Georgofili al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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La resurrezione delle fibre tessili naturali

Un auspicabile aumento della produzione delle fibre naturali, rinnovabili, aiuterebbe molte attività agricole e zootecniche e contribuirebbe allo sviluppo economico e sociale di molti paesi poveri. Anche le caratteristiche merceologiche dei filati e dei tessuti sono a favore delle fibre naturali.

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