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Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili

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Un naso elettronico distingue le mele dalle pere

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Etichettatura dell’olio di oliva: si cambia da gennaio 2014

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Il linguaggio delle piante attraverso i composti organici volatili: dal significato ecologico allo sfruttamento agronomico

Su questo affascinante argomento si è svolta a Firenze una giornata di studio organizzata su proposta del Comitato consultivo per la Biologia agraria dei Georgofili, in collaborazione con European Science Foundation e Consiglio Nazionale delle Ricerche. La giornata è stata organizzata in occasione del meeting di EuroVol, il più importante programma europeo sui composti volatili, coordinato dal CNR e al quale partecipano ben 18 nazioni europee ed extraeuropee.

I composti organici volatili emessi dalla vegetazione, chiamati anche composti organici volatili biogenici (BVOC), sono un insieme eterogeneo di molecole chimiche con una vasta gamma di funzioni per le piante, e di conseguenze per l’ecosistema e l’ambiente. In poche parole, sembra che i BVOC siano l’alfabeto con cui le piante comunicano tra di loro, con i loro ospiti e nemici, e con l’ambiente. Decifrare l’alfabeto significa non solo aumentare le conoscenze sulla biologia delle piante, ma soprattutto mettere a punto interventi di difesa da avversità, patogeni, e fitofagi basati sullo sfruttamento delle “grida di aiuto” delle piante.

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Necessaria abilitazione per utilizzare le trattrici agricole e forestali

Il provvedimento, come stabilito, è entrato in vigore il 13 marzo 2013 ed i lavoratori che usano le trattrici agricole e le altre macchine indicate nell'accordo, per ottenere l'abilitazione devono frequentare un apposito corso di formazione entro il 13 marzo 2015.
I corsi saranno tenuti da soggetti istituzionali (Ministero del lavoro, INAIL, Regioni, Province, ecc.), Associazioni sindacali, Organizzazioni agricole, Ordini e Collegi professionali. Si prevedono due moduli formativi in aula di tre ore (uno giuridico-amministrativo e l'altro tecnico) e due moduli pratici di cinque ore in campo, uno per la trattrice a ruote e l'altro per le cingolate: le ore di lezione dei moduli pratici, pertanto, prevalgono su quelli teorici.
L'abilitazione avrà la durata di cinque anni e sarà rinnovata previa partecipazione ad un corso di aggiornamento della durata minima di quattro ore, delle quali almeno tre ore di lezioni pratiche.

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La calda, calda estate 2012: un’analisi degli effetti sull’agricoltura

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FAO: gli insetti sono il futuro dell’alimentazione umana e animale

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Ue, la Croazia va alla guerra del Prosecco

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Il panforte di Siena conquista l’Indicazione Geografica Protetta

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Riconsiderare l'agricoltura

Riportiamo il testo di un articolo (v. “La Nazione”, 4 maggio 2013) con il quale il Presidente Scaramuzzi sottolinea alcuni punti salienti dell’accorato appello (*) lanciato dai Georgofili in occasione del loro 260° anno accademico, con l’invito a parlare della nostra agricoltura, rivolto ovunque e a chiunque.

Dalla metà del secolo scorso, la nostra agricoltura è stata sempre più sottovalutata, trascurata e anche penalizzata. La grande e complessa crisi che stiamo attraversando si è quindi aggiunta a preesistenti incomprensioni. E’ sconcertante constatare quanto ne sia oggi disinformata l'opinione pubblica. Talvolta sembra rimanere sorpreso anche il mondo politico quando emergono alcune attuali realtà del lavoro agricolo, delle crescenti difficoltà a trarne l’indispensabile reddito, dei conseguenti rischi per la stessa sopravvivenza del “settore primario”. Significativo il fatto che, nel mediatico “toto-ministri”, imperversato per giorni, nessuno abbia trovato fino all’ultimo minuto un cenno sul Ministero dell’Agricoltura. D’altra parte, non è da oggi che se ne è tentata l’impraticabile abolizione, richiesta anche attraverso un improvvido referendum popolare. 
Abbiamo invece più che mai bisogno di sostenere la nostra agricoltura, nel suo eterogeneo insieme agro-silvo-pastorale, che va dalle piccolissime alle grandi imprese e dai prodotti di nicchia a quelli di largo consumo. Dobbiamo quindi ridarle nuova energia con un progetto strategico nazionale condiviso, prima che sia troppo tardi, insieme ad un responsabile "Patto nazionale di emergenza per il settore”.

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Biomasse da energia: luci e ombre

Il 6 maggio 2013 si è svolto un Workshop organizzato dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili in collaborazione con la Scuola Superire Sant’Anna di Pisa, in cui sono state affrontate le varie problematiche relative alle “agrobioenergie”.

Le riflessioni in atto sulla produzione di biocarburanti e/o, in genere, di biomasse da colture dedicate a destinazione energetica (energia termica e/o elettrica), prendono lo spunto da alcuni “elementi” che da anni caratterizzano l’agricoltura dell’U.E., del nostro Paese, e di gran parte del mondo occidentale; da un lato, essa è chiamata ad acquisire un ruolo più “multifunzionale” nella gestione del territorio rurale, anche attraverso una migliore valorizzazione degli usi “non alimentari” delle produzioni agricole e forestali; dall’altro lato, il crescente bisogno di energia (possibilmente “pulita”) della nostra società, l’ulteriore presa di coscienza del fenomeno dei cambiamenti climatici e la necessità di ridurre le emissioni di gas-serra, assieme al perdurante aumento del prezzo del petrolio, suggeriscono un maggiore impiego delle fonti rinnovabili di energia, dei diversi possibili biocarburanti e, quindi, delle diverse biomasse agroforestali.
Soprattutto nell’ultimo decennio, numerose sono le ricerche e la sperimentazione condotta in questo settore e dalle conoscenze finora acquisite si può affermare che la produzione di biomasse a destinazione energetica presenta indubbiamente molti aspetti positivi, ma non pochi sono ancora quelli negativi che necessitano di ulteriori e approfonditi studi.

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Potremo resuscitare i semi antichi?

Gli attuali progressi della ricerca genomica e cellulare vegetali potrebbero fornire le tecnologie adatte per poter far rivivere quanto i nostri progenitori avevano coltivato agli albori delle varie civiltà agricole passate, inserendo il loro DNA in cellule delle stesse specie oggi viventi.

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Come ottenere energia pulita dai residui dell’agroindustria

L’interesse dei biotecnologi si è recentemente indirizzato verso la produzione di idrogeno per via microbica.

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Celebrata la giornata del Giaggiolo

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Potenziare il fotovoltaico grazie alla fotosintesi clorofilliana

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La Commissione Ue invita a cooperare per promuovere un’acquacoltura sostenibile in Europa

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La Festa dell’Europa in una mostra ai Georgofili

Nell’ambito delle manifestazioni indette per il Festival d’Europa 2013, giovedì 2 maggio 2013 alle ore 15.00, presso la sede dell’Accademia dei Georgofili, si inaugura la mostra fotografica "Europa per immagini", che resterà aperta con ingresso libero fino a lunedì 13 maggio (orario: lunedì-venerdì, ore 15-18).

Europa, espressione geografica e “Unione” politica; Europa, che assume un volto che si rinnova e si riscrive ad ogni momento.
Il 9 maggio di ogni anno dal 1985, si celebra la Festa dell’Europa per ricordare l’inizio di un processo di integrazione fra Popoli e Stati saldati fra loro dal motto “Uniti nella diversità”. 
Europa dunque come unione politica, economica, monetaria  e che trova la sua fonte di ricchezza nella multiformità dei Paesi che la compongono, ognuno con un suo profilo, un suo timbro, una sua identità.
L’esposizione organizzata dall’Accademia dei Georgofili in occasione della Festa dell’Europa, intende, con il suo contributo,  presentare i tanti volti di questa Europa attraverso una scelta di foto tratte dalla sua fototeca e di illustrazioni presenti in alcuni volumi della sua biblioteca.

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Più agricoltura e meno disaccoppiamento

Gli ambientalisti si domandano mai quale sia la componente essenziale del nostro cibo? 
Ebbene, si tratta del carbonio, che viene assimilato dalle piante sotto forma di CO2, che è l’unico stadio grazie al quale il carbonio passa dallo stato fisico a quello vivente.
Milioni di anni addietro la presenza della CO2 sul nostro pianeta era venti volte maggiore dell’attuale, e in quel periodo apparvero le prime piante, capaci di assimilarlo ma poco efficienti nel farlo per la sua presenza massiccia. 
La progressiva riduzione della CO2 nell’atmosfera fece sviluppare piante dotate di apparati fogliari più efficienti nell’assorbimento di questo elemento vitale, ma la presenza della CO2 nell’aria è arrivata, pochi decenni addietro, ad un livello così modesto da mettere in pericolo – se fosse scesa ancora – la stessa sopravvivenza delle piante, primo elemento della catena alimentare che culmina nei cibi che mangiamo ogni giorno.

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Multifunzionalità agricola e diversificazione del reddito

Si è svolto recentemente (18 aprile 2013) un convegno presso l’ISTAT a Roma, sul tema L’agricoltura che cambia: una lettura dei dati del Censimento
Lo sforzo statistico che ogni 10 anni fotografa il settore, si confronta con un ambito – l’agricoltura italiana – decisamente eterogeneo, date le interrelazioni con tutti i localismi possibili. La ricchezza potenziale del settore è infatti connessa a questa variabilità. Una delle conclusioni del Convegno è stata proprio che non esiste un’agricoltura unica e univocamente rappresentabile; viceversa ne esistono tante, ciascuna con propri modelli di riferimento e con impostazioni e orientamenti propri.

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Penuria di latte in tutto il mondo

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In Italia, nell'ultimo secolo, perduto il 75% della varietà di frutta

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Storica apertura USA per i salumi italiani

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Le nuove frontiere della difesa delle piante dagli organismi nocivi

Dalla Giornata di Studio che si è svolta a Pisa il 19 aprile u.s., organizzata dalla Sezione centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili

La difesa delle piante dagli organismi nocivi è un argomento di stringente attualità per numerosi motivi. Da un lato i crescenti scambi commerciali (e movimenti turistici) favoriscono la diffusione di patogeni e parassiti, complicando sempre più il quadro sanitario delle nostre specie coltivate e forestali. I ritmi di importazione di agenti alieni sono cresciuti negli ultimi decenni in maniera impressionante. Le conseguenze sono devastanti sia per gli aspetti economici (ne sono drammatici esempi recentissimi l’introduzione della batteriosi dell’actinidia (“cancro” daPseudomonas syringae pv. actinidiae), quella del “cimicione” del pino (Leptoglossus occidentalis) e quella della Diabrotica del mais, sia per le conseguenze sul paesaggio, come nel caso del “punteruolo rosso” delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) e del “cancro colorato” del platano (Ceratocystis platani), che stanno portando a rischio di estinzione i loro ospiti da vasti territori. Le modalità di “trasporto” di questi nemici sono infinite e non si limitano al “semplice” trasferimento di piante infette o infestate. Il tutto va letto anche nell’ottica dei profondi mutamenti che stanno caratterizzando il “global change”.

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Casi teratologici nelle popolazioni del Punteruolo rosso delle palme

Nell’ambito di specifici progetti di ricerca, a partire dal 2005, sono stati esaminati un totale di circa 40.000 adulti di Rhynchophorus ferrugineus la metà dei quali catturati nelle trappole innescate con il feromone sintetico di aggregazione e circa 20.000 sfarfallati, in laboratorio, da camere pupali prelevate, soprattutto, da palme delle Canarie in Sicilia. 
Da circa un quinquennio, in un numero progressivamente crescente di esemplari neosfarfallati, sono state osservate malformazioni, soprattutto nel capo e nel torace. In particolare nel capo si ha frequentemente un rostro deforme e di ridotto sviluppo con apparato boccale non funzionante, il che impedisce l’alimentazione con conseguente ridotta sopravvivenza. Nel torace, oltre a restringimenti del primo segmento, le ali anteriori (elitre) sono spesso di ridotte dimensioni e arcuate; le posteriori sono deformi e non in grado di distendersi.

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La qualità dell’olio extravergine di oliva di Puglia

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Agrinsieme: Politi, “Apprezziamo le parole del Presidente dei Georgofili sulla validità del nostro progetto”

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Ue: De Castro, nei triloghi prime importanti intese sulla riforma della PAC

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Land grabbing anche in Europa

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Un antinquinante da acqua di mare e scarti di combustione

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Inaugurato il 260° anno accademico dei Georgofili

Si è inaugurato ieri 16 aprile 2013 a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il 260° Anno Accademico dei Georgofili. La cerimonia ha avuto come tema portante quello di evidenziare la continuità delle disattenzioni ormai da tempo rivolte all'agricoltura, a tutti i livelli.

La relazione annuale del Presidente ha offerto una sintesi delle valutazioni emerse dal lavoro dei Georgofili, che documentano come l'agricoltura sia sottovalutata, trascurata e penalizzata, non solo per effetto della attuale grande crisi, ma già a partire dal secolo scorso. Il settore ha ormai urgente bisogno di essere riconsiderato e di un "Patto nazionale di emergenza", per non scomparire. Ha detto Scaramuzzi: “Nessun Paese può  oggi mirare ad un proprio sviluppo senza assicurare al popolo una dignitosa qualità della vita, a cominciare dalla disponibilità del pane quotidiano.  Papa Benedetto XVI, il primo gennaio di questo anno (in occasione della 46° Giornata Mondiale della Pace), ha giudicato “la crisi alimentare ben più grave di quella finanziaria”. Ma la nostra attuale politica agricola (europea, nazionale e regionale) sembra non preoccuparsene, nonostante che la FAO abbia autorevolmente e ripetutamente evidenziato la necessità di raddoppiare l’attuale complessiva produzione mondiale di alimenti primari entro la metà di questo secolo.  La stessa Unione Europea (quindi anche il nostro Paese, che ne è fondatore e convinto fautore), trascura da molti anni la produttività agricola, senza preoccuparsi delle già previste carenze alimentari a livello globale.” 

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Amaranto cibo del futuro?

La riscoperta e valorizzazione di alcuni pseudocereali anche esotici per i nostri ambienti, ha comportato l’individuazione di specie rimaste neglette per lungo tempo. Si possono citare in proposito il grano saraceno (Fagopyrum esculentum Moench.) e la quinoa (Chenopodium quinoa Willd.). Altra specie che recentemente è riuscita a conquistare una discreta fascia di mercato è l’amaranto (Amaranthus spp.), genere originario del Messico e del Centro America che, insieme al mais, al fagiolo, alla stessa quinoa e alle varie specie di zucca, è stato uno dei principali alimenti dei Maya e degli Aztechi. 
La riscoperta di questa pianta come preziosa risorsa alimentare, risale agli anni Settanta, quando, alcuni studi avviati da Dowton (1973), misero in evidenza le sue notevoli proprietà nutritive delle specie più diffuse: Amaranthus cruentus L., A. hypocondriacus L., A. caudatusL. e A. edulis Speg. 

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Il fenomeno dei cambiamenti climatici influenza la fisiologia delle piante

Con il passaggio nell’epoca industrializzata attraverso l’invenzione della macchina a vapore, l’anidride carbonica nell’atmosfera è cresciuta da un valore di 280 parti per milione (ppm) a quello di 392 ppm. Gli esami del prelievo delle “carote di ghiaccio” ci rivelano che adesso tale dato supera di molto il ventaglio ordinario registrato negli ultimi 650 mila anni. L’attività dell’uomo è alla base dell’aumento di altri gas atmosferici e quello del naturale effetto serra, cioè a quella capacità dei gas e del vapor acqueo di assorbire la radiazione termica degli infrarossi emessi dall’estensione terrestre. Il cambiamento climatico in atto sta variando la fisiologia delle piante e il complesso rapporto che avviene tra gli spazi del loro suolo.

Ciò è conseguente all'aumento del grado di calore, alla maggiore ampiezza delle fluttuazioni della temperatura intorno al valor medio, intesi come massime e minime delle temperature giornaliere, all’interazione di tale accrescimento con i livelli di CO2 atmosferica, all’alterazione del regime pluviale e del più severo manifestarsi di eccessi atmosferici quali, ondate di caldo, uragani, allagamenti. Ci sono ormai verità che avvalorano la migrazione, indicato dal codice scientifico come “trasgressione”, verso i poli e le alte quote, di diverse specie vegetali e animali. Gli studiosi ritengono che avvenga una trasgressione di circa 125 km a nord e di 125 m a quote più elevate, di animali e piante alla ricerca di condizioni climatiche più adatte a ogni grado centigrado d'aumento della temperatura media dell'atmosfera.

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Mostra "ARTE BOTANICA NEL TERZO MILLENNIO"

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Agrofarmaci, contaminata metà delle acque italiane

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GEORGOFILI INFO TORNA IL 26 APRILE

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Georgofili: Agricoltura trascurata

Martedì 16 aprile alle ore 11.00 a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sarà inaugurato il 260° Anno Accademico dei Georgofili. La cerimonia, come sempre aperta al pubblico, avrà quest'anno particolare importanza, anche perché intende evidenziare la continuità delle disattenzioni da tempo rivolte all'agricoltura.

La relazione annuale del Presidente offrirà una sintesi delle valutazioni emerse dal lavoro dei Georgofili, che documentano come l'agricoltura sia sottovalutata e penalizzata, non solo per effetto della attuale grande crisi, ma già a partire dal secolo scorso. Il settore ha ormai urgente bisogno di essere riconsiderato e di un "Patto nazionale di emergenza", per non scomparire.

La prolusione sarà svolta dall'Accademico prof. Luigi Costato sul tema"Agricoltura, Cenerentola europea", con una valutazione critica della politica comunitaria, nel quadro mondiale.

Il mondo dell'agricoltura, che è l'invitato alla cerimonia più direttamente interessato, dovrebbe unirsi per far capire l'importanza strategica globale del settore, di cui non si può fare a meno per la sopravvivenza dell'umanità.

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Le specie esotiche invasive

L’Informatore Botanico (44, suppl. 4; 2012) pubblica un  Codice di Comportamento rivolto agli imprenditori del Florovivaismo per evitare la diffusione di specie esotiche che possano ridurre la biodiversità ed i servizi ecosistemici. 
E’ bene premettere che la natura non favorisce necessariamente la massima diversità di specie. In Italia, anche alcune specie indigene hanno provocato evoluzioni riduttive della biodiversità. Il faggio, stando alle analisi polliniche, è rimasto per lungo tempo sporadico nei boschi misti a base di querce e solo a partire dall’800 a.C.  ha formato le  attuali  estese faggete pure. I carpini, da alcuni decenni, si sostituiscono sia al castagno che alle querce; dal 1985 al 2005 la loro superficie è aumentata da 160 mila ettari 753.000 ettari. Nello stesso tempo l’acero montano ha invaso campi e castagneti su di un totale di 180.000 ettari; d’altronde,  in Inghilterra,  e altrove, si comporta da specie esotica particolarmente aggressiva. 
In Italia la robinia è diffusa soprattutto nel nord-ovest, su oltre 200.000 ettari. Più locale, e concentrato in Lombardia, è il ruolo di Prunus serotina e di Buddleja davidii (FOTO), mentre l’ailanto imperversa nelle periferie urbane. 
L’invasione dipende sia dai caratteri della specie (quantità di seme o capacità di moltiplicazione vegetativa) che dai caratteri ecologici della stazione compresa la capacità  resistenza della vegetazione esistente.  
Il danno alla funzionalità dell’ecosistema potrebbe essere bilanciato con le eventuali positività. La robinia, per esempio, arricchisce il terreno, permette l’aggregazione a grumi e, quindi, favorisce la capacità di trattenere l’acqua. Inoltre si stima che un ceduo di robinia possa  bloccare fino a 3,5 tonnellate di carbonio all’anno per ettaro contro l’1,5 di uno di cerro.  Infine,  il bosco di robinia, risulta difficilmente infiammabile e così, quando sostituisce le pinete di pino marittimo fa risparmiare spese di prevenzione e di lotta agli incendi. 

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Importanza della biodiversità per la valorizzazione dell’olivicoltura siciliana

Indagini storiche, etnobotaniche e filogenetiche sull’olivo (Olea europaea L., subsp. europaea ) confermano la presenza della specie in Sicilia sin dal VI secolo a.C., quando l’Isola era colonizzata dai Fenici. 

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La selvicoltura? Come la vogliamo

Industriale, naturalistica o micologica? Sistemica, applicata o moderna? La selvicoltura riceve ordinariamente diverse qualificazioni tutte utili a evidenziare i molteplici scopi e criteri con cui si imposta la gestione dei boschi; del resto anche l‘agricoltura vanta numerose specificazioni (convenzionale, biologica ecc).

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Aumentare la resa di estrazione in frantoio grazie agli ultrasuoni

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Nuovi criteri europei di valutazione dei fitofarmaci, a rischio soprattutto grano e orticole

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Influenza aviaria: scoperto in Cina nuovo ceppo più difficile da tracciare

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L’organizzazione delle api mellifere

Le api mellifere sono apprezzate soprattutto per il miele e per gli altri prodotti (cera, polline, propoli e veleno) che l’uomo ricava dalla loro attività, mentre ben più importante per l’agricoltura e per l’ambiente è la loro funzione pronuba. 
Innumerevoli studi hanno messo in evidenza le caratteristiche più significative della loro organizzazione sociale e i meccanismi di conservazione dell’ambiente interno al nido, a fronte delle variazioni esterne. Le loro attività sociali sono regolate da sofisticati sistemi di comunicazione e di integrazione sia di tipo chimico, mediati daferomoni, sia di tipo simbolico, come il linguaggio della danza. Il premio Nobel Karl von Frisch ha evidenziato che le api operaie non sono prevalentemente dedite al lavoro mentre il suo allievo Martin Lindauer, nel 1952, ha affermato che “l’ape spende nel riposo gran parte del suo tempo”; tuttavia egli scrive “se qualcuno crede che per questo dobbiamo rivedere le nostre opinioni sulla laboriosità delle api, si sbaglia in quanto fra le api anche la pigrizia ricopre un’importante funzione sociale. Le api che oziano nell’alveare fanno parte delle squadre di riserva e vengono impiegate nei momenti critici come manodopera disponibile a tutto a secondo delle necessità della famiglia e in particolare per la regolazione della temperatura del nido e la raccolta dell’alimento”.

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Rivoluzioni nelle Scienze della vita

Il 24 Gennaio u.s. facevo parte del folto gruppo di partecipanti alla conferenza "Cosa è la vita" tenuta in modo magistrale da Edoardo Boncinelli nella sede dell'Accademia dei Georgofili. Come succede quando si ascoltano o si leggono affermazioni particolarmente significative, le parole di Boncinelli mi sono immediatamente tornate alla mente scorrendo una lettera di Christian De Duve pubblicata sul numero di  Science dell'8 Marzo 2013. 
De Duve è un biochimico belga, premio Nobel 1974 per la Medicina. 

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Potatura: nuovi riferimenti normativi a supporto del verde urbano

La gestione del verde urbano, è un vero cruccio per le amministrazioni pubbliche, specie quando esso non è supportato da linee guida in grado di disciplinarlo. 
Di certo è che in molti stati del nord dell’Europa, degli Stati Uniti e in molti paesi asiatici esistono, da qualche tempo, delle “condizioni tecniche di massima per la cura degli alberi”
Sono regolamenti collettivi che supportano il collaudo e l’adeguatezza dell’affidamento del management del verde pubblico. 
In alcuni capitolati d’appalto, non si precisa con sufficiente chiarezza, cosa si descrive con la frase “cura di un albero” e spesso si sottintende che si debba recidere senza indulgenza o con irrazionalità; recuperare con interventi di riforma situazioni illogiche quando il danno fatto alla pianta è ormai irreversibile è costume assai diffuso. 

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Riforma Pac, l'Ue taglia i pagamenti diretti

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Troppi espianti: meno vino Ue

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SAVE THE DATE: 16 APRILE 2013 - INAUGURAZIONE DEL 260° ANNO ACCADEMICO

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Gli orientamenti comunitari in materia di gestione del rischio in agricoltura

Nella sua storia, la PAC ha cercato di assicurare la sostenibilità economica delle imprese agricole attraverso il sostegno dei prezzi e un diffuso protezionismo, i pagamenti diretti, lo sviluppo rurale. Con la riforma in discussione, l’evoluzione prosegue con la proposta di nuovi strumenti di gestione dei rischi naturali e di mercato.
In Italia, la PAC ha mantenuto nelle aree rurali la presenza diffusa di piccole aziende, ma non è riuscita a ridurre alcuni gap strutturali e di produttività che mettono in difficoltà le nostre imprese rispetto ai tradizionali competitori europei, non ha favorito il ricambio generazionale e la diffusione di una forte imprenditorialità. 
Dobbiamo difendere la PAC e le risorse finanziarie a essa destinate, ma dobbiamo anche guardare più in alto per verificare l’efficienza della PAC rispetto agli obiettivi posti e alla necessità di una politica agraria forte e attenta ai cambiamenti di scenario.

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Sopravviviamo grazie alle piante

Le piante costituiscono l’unica fonte di tutti i nostri alimenti (indirettamente anche di quelli d’origine animale), producono anche ossigeno e assorbono anidride carbonica, consentendo di mantenere una composizione atmosferica equilibrata e quindi di respirare. Senza l’attiva vegetazione delle piante (e produzione) non sopravvivremmo. Per questo abbiamo gradualmente imparato a coltivare la terra e renderla più fertile, anche nel tempo. 
Dalla metà del ‘700, i Georgofili hanno attivamente contribuito a razionalizzare le tecniche agronomiche e la tutela dell’habitat, nonché a difendere i terreni dalle erosioni e dai dissesti idrogeologici. 
Gli agricoltori sono stati sempre i più diretti interessati e quindi i più attenti alla tutela dell’ambiente. Lo stesso termine di agricoltura viene oggi più puntualmente definito come “razionale gestione delle fonti rinnovabili della biosfera”. E’ una definizione che ci richiama agli stretti legami concettuali e logici fra agricoltori e ambientalisti, oggi purtroppo improvvidamente malintesi.

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Problematiche fitosanitarie del verde urbano

Nelle aree urbane, le piante, oltre a ossigenare l’aria, assolvono importanti funzioni ornamentali, paesaggistiche, ricreative e filtranti; tuttavia molte essenze sono spesso costrette a vegetare in ambienti non del tutto idonei alle loro specifiche esigenze fisiologiche e sono sottoposte a varie cause di stress alle quali, per la loro longevità e immobilità, non possono sottrarsi se non grazie a interventi antropici. 
La gestione e la difesa del verde nelle aree urbane in relazione alle competenze richieste deve necessariamente coinvolgere figure specialistiche che vanno dal progettista del paesaggio, all’agronomo, al fitopatologo e all’entomologo in grado di progettare il verde e di gestire le avversità delle piante ornamentali su basi razionali.

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SAVE THE DATE: 16 APRILE 2013 - INAUGURAZIONE DEL 260° ANNO ACCADEMICO

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La vite ad alberello di Pantelleria candidata nel patrimonio culturale dell'Unesco

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UE: accordo dei ministri dell'agricoltura sulla PAC, il commento di Paolo De Castro

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Meglio tardi che mai!

Fu così che Mark Lynas, fra i più autorevoli giornalisti britannici e noto ambientalista, chiese di partecipare alla riunione annuale dell’Associazione britannica degli agricoltori; in quella occasione prese la parola per affermare, riguardo alla sua militanza anti OGM: “Mi sbagliavo. Mi dispiace”.
Ovviamente, come tutti i convertiti, Mark Lynas esagera; più corretto sarebbe affermare che le tecniche di modificazione genetica che producono OGM non sono, in sé, destinate a produrre cose solo cattive, perché la tecnica sviluppata produce in funzione di ciò che l’uomo desidera, se ci riesce, ottenere. Pertanto, se il risultato è adeguatamente testato e sperimentato, esso non deve essere respinto, ma, invece, può essere utilizzato.
L’esperienza di trent’anni di soia GM, diffusa in tutto il mondo, ci rassicura sull’innocuità di questo seme, e solo il fanatismo ideologico può continuare a sostenere la sua pericolosità; d’altra parte, se milioni di diabetici insulinodipendenti sono in vita, ciò è dovuto a un’insulina prodotta da un batterio GM.  Un altro aspetto dei prodotti GM è quello che possono consentire la riduzione dell’uso di insetticidi, dato che molti di essi sono costruiti in modo da resistere a certi parassiti che infestano, d’ordinario, le piante non GM.

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Vegetale a chi?

I vegetali rappresentano il 99,9 % della biomassa presente sulla Terra. Si tratta di un dato straordinario e poco noto: il 99,9% del peso di tutto quello che è vivo sul nostro pianeta è prodotto da organismi vegetali. Se un ipotetico alieno arrivasse in orbita intorno alla Terra per analizzarne le forme di vita presenti, non potrebbe giungere ad altra conclusione che il nostro pianeta è dominato dalle piante e che gli animali, nel loro insieme, rappresentano una trascurabile presenza. Com’è possibile, allora che esseri da noi percepiti come insignificanti, insensibili, immobili e privi di qualsivoglia attributo superiore siano riusciti ad imporre in maniera così definitiva ed indiscutibile la loro supremazia sulla Terra? Non li avremo sottovalutati? 

E dunque: le piante sono esseri intelligenti? 
A questa semplice domanda cercano di dare una risposta Stefano Mancuso e Alessandra Viola nel volume “VERDE BRILLANTE”che esce oggi, 20 marzo 2013, per i tipi di Giunti. 

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Occorre monitorare l’estensione dei boschi

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I funghi micorrizici destinati all'alimentazione umana

Sintesi dell'incontro organizzato dalla Sezione Centro-Est dell'Accademia dei Georgofili, presso l’Università Politecnica delle Marche, in data 18 marzo 2013

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Sono le città a influenzare il clima globale

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Agrofarmaci, secondo il Report Efsa c'è massima sicurezza alimentare

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Svolta dell'agricoltura in Italia

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“Per Descrivere il Territorio. Agronomi, cartografi, naturalisti, viaggiatori nella Toscana tra il XVIII e il XX secolo”

Si inaugura venerdì 15 marzo 2013, presso l’Accademia dei Georgofili, la mostra “Per Descrivere il Territorio. Agronomi, cartografi, naturalisti, viaggiatori nella Toscana tra il XVIII e il XX secolo”, a cura di Lucia Bigliazzi, Luciana Bigliazzi, Andrea Cantile e Paolo Nanni, realizzata con la collaborazione dell’Istituto Geografico Militare e della Fondazione Osservatorio Ximeniano, con il sostegno di Banca CR Firenze e Agriventure.

Osservare, Descrivere, Migliorare. Entro questi tre parametri si colloca l’attività dei Georgofili in rapporto al territorio.
Per migliorare occorre conoscere e la conoscenza per gli agronomi e botanici dei secoli passati significava innanzitutto osservare e ratificare con la scrittura le osservazioni.
Ecco allora che le relazioni di viaggio, le guide, le note descrittive che qua e là compaiono nelle Memorie dei Georgofili, costituiscono per lo studioso di oggi un mezzo efficacissimo per avvicinarsi alla Toscana di ieri, una Toscana magari scomparsa e di cui quelle relazioni, quelle guide, quelle notazioni, costituiscono probabilmente l’unica testimonianza.

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Il Tartufo: Biologia e Gastronomia

Con la giornata di studio su “Il Tartufo: Biologia e Gastronomia”, che si è svolta a Pisa il 7 marzo u.s., si è dato inizio ad una nuova collaborazione tra l’Accademia dei Georgofili e l’Accademia Italiana della Cucina, ufficializzata con una cerimonia tenuta a Firenze il 3 dicembre 2012, nella quale è stato firmato il Protocollo di Intesa dai Presidenti Franco Scaramuzzi e Giovanni Ballarini, alla presenza di numerosi Delegati Regionali e dei Presidenti di Sezione.

L’Accademico Alfredo Pelle, del “Centro Studi Franco Marenghi“ dell’Accademia Italiana della Cucina, ha proposto per il tartufo una descrizione quasi poetica: “Sfuggente e misterioso, una vera araba fenice della gastronomia, inimitabile e inconfondibile, prolifera nel buio della terra, sollecitando la fantasia e l’immaginazione dei buongustai con un valore simile alle pepite d’oro dei cercatori del Far West”

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Dal legno di faggio energia e calore per le stalle

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Più attenzione al legno

Secondo dati Interpol, con tagli forestali illegali è prodotto il 50-90% del volume di legname grezzo nei principali Paesi tropicali, e il 15-30% di tutto il legname oggetto di commercio internazionale.

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IL PUNTO SU RIFORMA DELLA PAC

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La storia di ciò che mangiamo. Origine, ricerche, scoperte, gastronomia

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Siglato protocollo di intesa Italia-Cina su controlli olio d’oliva

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Agricoltura e gestione razionale della fauna selvatica

Si è svolta presso l’Accademia dei Georgofili una giornata di studio su “Agricoltura e gestione razionale della fauna selvatica”, organizzata in collaborazione con la Regione Toscana. Secondo quanto è emerso dagli interventi degli esperti, gli ungulati in Toscana sono 350mila. Un numero che ha costretto moltissimi agricoltori a stendere chilometri e chilometri di rete metallica a protezione delle colture, che mette a repentaglio l’equilibrio ambientale di tutta la Regione, causando problemi anche dal punto di vista forestale ed idrogeologico.

Il tema dell’agricoltura e della gestione della fauna selvatica si inserisce nel quadro più ampio e complesso dei rapporti fra tutela dell'ambiente e agricoltura. Gli agricoltori sono sempre stati storicamente e sono tutt'ora i più interessati e quindi i più attenti alla tutela dell'ambiente, perché è la matrice naturale delle loro attività. Lo dimostrano, con esemplare evidenza, anche i disastri idrogeologici che avvengono nelle aree da essi abbandonate. 
Dalla metà del secolo scorso, gli agricoltori hanno saputo incrementare le produzioni unitarie e migliorarne la qualità, adottando importanti innovazioni offerte soprattutto dalla genetica e dalla meccanizzazione (rivoluzione biotecnologica). Come in ogni cambiamento forzatamente rapido, qualcuno ha commesso anche errori, impiegando nuovi mezzi di produzione oltre i limiti della razionalità. Ma questo fa sempre parte dei rischi che ogni progresso può comportare e che può essere concordemente corretto. Contestualmente, sono andate però crescendo istanze ambientaliste che prescindono dai danni che possono a loro volta arrecare all'agricoltura. 

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Nomenclatura botanica scientifica e applicativa

Il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica regolamenta minuziosamente gli aspetti di metodo e di forma che conducono alla sistemazione tassonomica di una specie. Non si entra, però,  nel merito della congruità delle proposte. In materia di  ricerca scientifica questa libertà è sacrosanta.
Nell’ambito delle attività economiche e dell’applicazione delle leggi, invece, emergono le esigenze della certezza del diritto, di qui la necessità di vagliare la terminologia anche per evitare gli equivoci e distinzioni non rilevanti ai fini applicativi.  
Forse la scienza dovrebbe prevenire e correggere gli errori: non propagarli; invece ci sono nomi scientifici forieri di confusione.

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Inusuali vie di ingresso di insetti esotici

Le invasioni biologiche da parte di fitofagi esotici che, con la globalizzazione dei mercati e con la rapida e intensa rete di trasporto, vengono trasferiti, in tempi sempre più brevi, in altri ambienti assumono preminente importanza fitosanitaria. Nelle aree di nuova introduzione, le specie dotate di elevato potenziale biotico e di ampia valenza ecologica, se trovano condizioni ambientali idonee al loro sviluppo, possono pullulare divenendo invasive con conseguenti alterazioni degli equilibri biologici degli ambienti colonizzati.Nelle aree di nuova introduzione, le specie dotate di elevato potenziale biotico e di ampia valenza ecologica, se trovano condizioni ambientali idonee al loro sviluppo, possono pullulare divenendo invasive con conseguenti alterazioni degli equilibri biologici degli ambienti colonizzati.

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A New York inaugurata una serra da 750 metri quadrati costruita sul tetto di un edificio residenziale

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Ancora una volta dimostrato che l’olio extravergine fa bene alla salute

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Un nuovo radicchio che sembra una rosa

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L'agricoltura non può rinunciare al progresso

Tre episodi presi dalla cronaca dei primi mesi dell’anno, per non parlare della riforma della Pac, mostrano come stia cambiando, giorno dopo giorno,  il modello europeo di agricoltura:  il 31 gennaio la Commissione, preso  atto di un rapporto sibillino dell’EFSA annuncia la messa al bando per due anni dei neonicotinoidi da impiegare su mais, colza, girasole e cotone a causa dei possibili danni provocati alle api; l’indomani Basf, dopo la prima, la famosa Amflora, rinuncia ad altre tre patate ogm per le incertezze del contesto europeo e le minacce di distruzione; pochi giorni prima la Francia ha confermato la sua guerra a oltranza al mais Mon 810.  
È l’immagine di un’agricoltura ferma, che mette produzione e produttività in secondo piano, ma in cui sembra prevalere un’interpretazione del principio di precauzione che diventa immobilismo di fronte all’innovazione ed ai progressi della ricerca. Il  contrario di ciò che si invoca per uscire dalla crisi in tutti i campi, dall’economia alla salute umana. 

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Ripresa e mezzi necessari

La crisi del 1929 provocò, negli USA più che altrove, un disastro socioeconomico di proporzioni enormi, inizialmente non curato o, meglio, curato con metodi del tutto inadatti, anzi capaci di portare alla disoccupazione oltre trenta milioni di persone.
Salito al potere con le elezioni del 1933, Roosevelt avviò una politica basata sulla spesa pubblica, che consentì la costruzione di dighe, strade, canali ecc., ma, soprattutto, che permise di riavviare al lavoro molti disoccupati. Costoro poterono, così, acquistare i beni di cui si erano privati per molti anni (scarpe, vestiti, ecc.) rimettendo, di conseguenza, in moto il sistema produttivo delle scarpe, dei vestiti, ecc. Anche il personale che lavorava in queste fabbriche riprese a guadagnare e, ovviamente, a spendere, rimettendo in funzione, progressivamente, l’intero apparato produttivo.
Tuttavia, la crisi era stata così profonda e grave che anche queste misure e i conseguenti successi non riuscirono a portare gli USA a un livello soddisfacente di occupazione e di redditi.
A quel punto sopraggiunse la II guerra mondiale, e gli americani, pur non entrandovi che anni dopo, incominciarono a produrre navi, armi, cibo, approvvigionamenti di tutti i tipi per sostenere la Gran Bretagna, e anche tutto questo influì sulla ripresa, che divenne sempre più impetuosa con l’entrata in guerra anche contro il Giappone, che aveva attaccato proditoriamente la marina USA ancorata nel golfo della perla.

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Sfida sulla proprietà intellettuale

Un agricoltore americano, esattamente dello Stato dell'Indiana, V.H. Bowman si troverà a fronteggiare nella Suprema Corte degli Stati Uniti, il colosso multinazionale Monsanto. Lo scontro è sul prodotto "Roundup Ready" uno dei prodotti chimici, di impiego in agricoltura, più venduto al mondo. I semi di soia, trasformati con geni brevettati dalla multinazionale, danno origine a piante capaci di crescere bene anche in presenza dell'erbicida Roundup contenente glifosate.  I semi sono pertanto coperti da brevetto; ma se analoghi semi vengono non acquistati ma raccolti e riusati, magari in un silos granario, come ha fatto Bowman, il brevetto si applica ancora? 

Bowman e Monsanto hanno ovviamente pareri contrari.

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Una spettacolare gara divulgativa fra i giovani talenti della scienza

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Lanciato l’Anno Internazionale della Quinoa

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Virus e funghi aumentano la resistenza delle piante alla siccita'

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I nomi delle piante fra scienza e valore legale

Nel 1929 le specie vegetali presenti in Italia secondo la Flora Analiticadi Adriano Fiori erano 3.877; con la Flora d’Italia del Pignatti (1982) le specie diventarono 5.599;  con la Chek List  di Conti ed altri (2005) sono  diventate 6.711; in 76 anni  c’è stato un incremento medio annuo di  37 nuove specie. Ma gran parte dell’aumento del numero delle specie è dovuto all’applicazione di criteri di classificazione che danno valore sistematico a differenze minime o incerte, anche su caratteri diversi da quelli morfologici. Emblematico è  il caso  di Rubus fruticosus (il comune rovo che produce le more)  smembrato  in  ben 38 specie che è impossibile distinguere l’una dall’altra senza una analisi di laboratorio. Come fa un produttore di marmellata di more a certificare l’origine del suo prodotto specificando (come impone la legge) il nome scientifico della specie vegetale da cui ha tratto il suo prodotto? 

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Un altro passo avanti verso la tutela giuridica degli alberi monumentali

Nel recente panorama legislativo si riscontrano sporadiche tracce di un larvato interesse del legislatore nazionale verso i c.d. alberi monumentali, a fronte del proliferare di normative ad hoc sul versante della legislazione regionale, dotate di cospicui caratteri di analogia nelle finalità, nella struttura e nel contenuto, mirate ad apprestare tutela e adeguata valorizzazione a questa particolare tipologia di alberi, che rivestono notevoli pregi naturalistici, come rari esempi di maestosità o longevità, o valenza culturale perché legati ad episodi della storia, o a particolari tradizioni locali. 
La duplice valenza degli alberi monumentali, naturalistica, dunque ambientale, e paesaggistica, nella moderna accezione lato sensu culturale del  termine, giustifica la diversa collocazione degli interventi del legislatore nazionale in materia.

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Le trappole per la cattura del Punteruolo rosso

Nelle  trappole istallate sull’Etna, a quote comprese fra 800 e 1100 m s.l.m.m., sono stati catturati 10 esemplari del Goncilo Chalcides ocellatus tiligugu, un sauro la cui ampia geonemia si estende dai Paesi mediterranei fino al Sudan, alla Somalia, alla penisola Arabica e all’Asia meridionale. In Italia è stato riscontrato in Sicilia, Sardegna, Lampedusa, Linosa e Campania.

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Giampiero Maracchi nuovo presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze

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Toscana: nel Mugello parte la lotta al "killer del castagno"

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IMU, l'agricoltura ha pagato più del dovuto. Il Governo restituisca i soldi

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Prevenzione e sicurezza per i lavoratori in agricoltura

Il Comitato dell'Accademia dei Georgofili sulla "Prevenzione e sicurezza del lavoro in agricoltura", è sorto cinque anni fa allo scopo di promuovere la cultura della sicurezza in agricoltura e negli ambienti di lavoro. Quello dell'agricoltura, dopo l'edilizia, è il settore con il maggior numero di infortuni e di decessi, a causa delle condizioni di lavoro, dell'età degli operatori, dell'impiego di macchine, più affidabili rispetto al passato, ma non esenti da rischio, dell'uso di pesticidi, ecc.
Ogni anno il Comitato ha organizzato un incontro finalizzato ad offrire un momento di sensibilizzazione, formazione e confronto fra gli operatori sanitari (ASL in particolare), gli imprenditori agricoli, i ricercatori delle Istituzioni pubbliche e private del settore.
Per l'anno in corso, verrà organizzato a Torino, in collaborazione con l'Accademia di Agricoltura di Torino e il settore verde pubblico del Comune di Torino, una giornata di studio sulla sicurezza del lavoro nel tree-climbing, con convegno e prove dimostrative in campo. Si tratta di un settore in espansione, nel quale mancano linee guida comuni e precise indicazioni sulla prevenzione da attuare.
Inoltre l'impiego della motosega nell'attività di potatura presenta rischi elevati, sui quali occorre dare informazioni precise ed accurate. L'incontro ha lo scopo di  aprire un dibattito tra gli operatori del settore allo scopo di dare luogo a linee guida sicure e comuni.

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I distretti in agricoltura verso il 2020

A buon diritto, i distretti in agricoltura devono essere considerati un fenomeno nuovo e che mostra di sapersi rinnovare nel tempo, abbandonando il luogo comune che vede decadere strumenti “passati di moda”. Al contrario, la dialettica messa in atto da Stato e Regioni in questi anni indica la volontà e la capacità delle istituzioni di apprendere e di innovare, come mostra l’analisi proposta nel volume appena uscito. 
Tale inquadramento del fenomeno distrettuale è proiettato nella prospettiva di riforma delle politiche europee per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020.

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L’Albo Nazionale degli Allevatori di Api Italiane

Il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il 30 gennaio 2013, ha approvato il Disciplinare dell’Albo degli Allevatori di Api Italiane, istituito con D.M. n. 21547 del 28.5.1999, come Albo Nazionale degli allevatori di Api Regine. La Commissione Tecnica Centrale determina i criteri e i parametri per la tipizzazione delle sottospecie autoctone allevate in Italia delle quali stabilisce i requisiti funzionali ai fini del miglioramento genetico e per la protezione. Inoltre promuove iniziative per la realizzazione di piani di selezione per la salvaguardia e il miglioramento del patrimonio genetico delle api italiane.

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Scoperta la causa della peronospora della patata

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Olio: nuovi regolamenti per la trasparenza delle etichette

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Gargano: “La salvaguardia idrogeologica deve tornare subito nell’agenda politica”

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WATERFRONT: significato, problematiche e possibilità di sviluppo

Il termine inglese “Waterfront” può essere tradotto come “Fronti di territorio a contatto con l’acqua”.
Il tema è diventato, negli ultimi anni, di grande attualità e coinvolge ambiti sia urbani sia rurali, come città e paesi costieri e territori lungo fiumi e canali.
Nella parola waterfront è contenuto il termine fronte assimilabile alle parole “limite, bordo, soglia”, da intendersi però non solo come semplice linea, ma come “fascia di territorio” dove si incontrano identità diverse come l’acqua e la terraferma.
Il secondo termine è appunto l’acqua che è sede di vita e di risorse, ma anche di minaccia (mareggiate, esondazioni, incursioni) dalle quali l’uomo si è protetto nel corso dei secoli.
In tale complesso luogo di identità diverse, l’uomo ha costruito nel tempo edifici e infrastrutture che hanno modellato e ridisegnato questo affascinante limite.
In tal senso, i waterfront possiedono identità plurime e risulta interessante analizzarli in negativo e cioè in base a cosa non sono:
- non sono una linea, ma una rete di luoghi e funzioni, di collegamenti e “ricuciture” tra costa e città, tra parchi e attività urbane;
- non si identificano solamente con l’area portuale, ma si articolano in più funzioni abitative, produttive e ricreative;
- non sono zone chiuse, bensì perimetri permeabili e multiformi;
- non sono nodi locali, ma incroci di fasci infrastrutturali (marini e terrestri), sintesi di attività e spazi;
- non vanno considerati solo come luoghi di fruizione ricreativa, ma come luoghi dove si svolgono mix importanti di attività produttive e commerciali;
- non si tratta solo di conservare, ma di trovare sintesi creative tra tutela dell’identità dei luoghi e creazione di prospettive durature di sviluppo.

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Un nuovo cerambicide xilofago introdotto in Italia

Delle oltre 30.000 specie di Coleotteri Cerambicidi, diffuse soprattutto nelle regioni tropicali, alla fine del secolo scorso sono state introdotte, in Italia, due perniciose specie del genere Anoplophora che hanno causato gravi danni alle alberate di vari centri urbani del Settentrione. A questa estate risalgono le segnalazioni, in Campania, del Cerambice dal collo rosso (Aromia bungii - FOTO), originario dell’Estremo Oriente che, in relazione alla sua elevata polifagia, rappresenta un potenziale pericolo per numerose piante coltivate (albicocco, susino, olivo, melograno, azadiracta, pioppo bianco, ecc.). Gli adulti, di colore nero con il protorace rosso, sono facilmente distinguibili da quelli, di colore verde o azzurro metallico, dell’endemica Aromia moscata che, allo stadio larvale, vive a spese di piante annose di salice e i cui adulti venivano un tempo utilizzati per aromatizzare il tabacco da fiuto.

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Uno spaccato della progettazione forestale

Per i boschi non è la progettazione  la disciplina maggiormente studiata all’Università dai futuri tecnici; anche per le altre categorie di addetti ai lavori (proprietari, gestori aziendali, imprese di taglio) la dimensione progettuale non viene coltivata specificamente né arricchita di peculiari strumenti anche concettuali, al di là della prassi normative o professionali.

Una sollecitazione è venuta nel 2011-12 dal Concorso nazionale Forest Skill promosso fra gli altri da Fond. Italiana Accenture e Fond. Collegio Università Milanesi: dedicato ai giovani laureati, ha voluto stimolare idee progettuali originali, con scopi educativi, volte allo sviluppo di competenze e alla creazione di opportunità con l’uso intelligente del patrimonio boschivo.

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UNASA: inaugurazione dell’anno accademico 2013

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Prevenire la cristallizzazione e il congelamento dell'olio grazie agli ultrasuoni

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Gli ortaggi del futuro: i risultati della ricerca orticola israeliana

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La nuova PAC sta cambiando strategia

E’ molto probabile che la nuova PAC non possa entrare in vigore alla data prevista del 1 gennaio 2014, ma è verosimile che slitti di un anno, al gennaio 2015, senza escludere la possibilità che si ritardi anche fino al 2016. 
Se il taglio dei finanziamenti risultasse superiore a quanto accettabile, il Parlamento Europeo potrebbe riaprire l’esame di alcuni capitoli importanti. Quello politicamente più discusso del greening potrebbe essere del tutto cancellato. Il buon senso e l’equilibrio potrebbero comunque consentire di ridurre sia i tagli che le eccessive misure agro-ambientali finora privilegiate. 
Purtroppo, non si tiene ancora adeguatamente conto della necessità di potenziare le attività agricole produttive, mentre il mondo ha bisogno di più cibo e nessuno può permettersi di perdere ulteriori superfici e produzioni agricole. La PAC dovrà prevedere al più presto strumenti che aiutino le imprese a stare sui mercati, sempre più difficili, volatili e rischiosi. A questo riguardo, De Castro si è espresso in termini preoccupati, ma con un opportuno ottimismo. Ritiene che il Parlamento non possa scrivere ora un’altra PAC. Ma lo scenario è già rapidamente mutato e si può prevedere anche una “revisione di metà percorso”, così come si è già fatto con il middle review dell’Agenda 2000. 

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Che cosa è la vita

Date le sue peculiarità la vita è probabilmente un unico grande evento che va avanti da quasi quattro miliardi di anni, assumendo le forme più diverse e articolandosi in un numero impressionante di eventi particolari, ovvero i diversi individui, vissuti e viventi. Questa è un’affermazione non nuovissima, ma non facile da accettare nel suo pieno significato. In altre parole il DNA del genoma di un organismo che inizia la sua vita non sarebbe che un “riassunto delle puntate precedenti”, come dire di tutto ciò che è accaduto fino a quel momento. D’altra parte, è il possesso di un genoma che fa di un essere vivente proprio un essere vivente: i sassi e le nuvole non ce l’hanno. 

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I predatori del Punteruolo rosso

In Sicilia, nella parte sommitale di palme delle Canarie infestate dal Punteruolo rosso, è spesso presente il topo selvatico comune (Apodemus sylvaticus). Certamente l’attività predatrice del topo selvatico elimina numerosi punteruoli; tuttavia il notevole potenziale biotico del coleottero e l’incessante attività trofica delle sue larve rendono di fatto irrilevante l’azione del predatore.

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Il ruolo dell’agricoltura nel mitigare l’effetto serra

La sezione Centro Ovest dell'Accademia dei Georgofili, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, ha organizzato una giornata di studi sul ruolo svolto dall’agricoltura nelle emissioni - assorbimenti di gas serra.

Negli ultimi 100 anni la presenza di gas nell’atmosfera è aumentata progressivamente, anche a seguito di un uso esponenziale dell’energia fossile, a sua volta legato alle attività produttive dell’uomo e al diffondersi di uno stile di vita sempre più bisognoso di energia. Ciò ha prodotto un innalzamento delle temperature del Pianeta e un progressivo cambiamento del clima. Anche l’agricoltura è responsabile dell’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera; a livello nazionale si stima che essa contribuisca per circa il 7% delle emissioni complessive. 

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Agricoltura: scoperto perché il sale blocca la crescita delle piante

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Aflatossine, maiscoltori esasperati

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Moria di api, Ue limiterà uso di neonicotinoidi

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L'importanza dei pipistrelli in agricoltura

Le abitudini notturne e schive dei Chirotteri (comunemente chiamati pipistrelli) ne hanno a lungo limitato la conoscenza, creando un alone di mistero e a volte di repulsione. Solo recentemente si è cercato di calcolare  la loro importanza economica, in particolare nel Nord America, dove questi mammiferi sono in grave pericolo a causa di una epidemia (la White Nose Syndrome - WNS) causata da un fungo, ilGeomyces destructans.  
Secondo uno studio pubblicato nel 2011 su Science, il valore economico dei pipistrelli nei confronti del settore agroindustriale degli Stati Uniti è quantificabile in 22.9 miliardi di dollari. Tale cifra tiene conto di vari fattori, quali il controllo degli insetti nocivi con la riduzione del costo degli insetticidi, senza considerare che il ridotto impiego degli insetticidi è molto positivo per gli ecosistemi ed evita l’instaurarsi di situazioni di resistenza degli insetti alle sostanze chimiche antiparassitarie (attualmente altre 500 specie di insetti infestanti sono ormai resistenti ai fitofarmaci). 
I pipistrelli possono validamente contribuire a mantenere le popolazioni di insetti al di sotto del cosiddetto “economic injury level”. I Chirotteri insettivori consumano un’ampia varietà di insetti; tra questi ci sono alcune delle specie più dannose per la vegetazione forestale e per l’agricoltura, presenti anche in Italia.

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Torna di attualità la "pallottola" guidata, fatta dalle piante

Essere capaci di guidare una piccola molecola od una molecola proteica  in una specifica cellula è  una speranza per rafforzare la nostra strategia contro le malattie dell'uomo. L'obiettivo è possibile utilizzando immunotossine composte da un anticorpo, capace di legarsi alla cellula da colpire, e da una tossina che impedisce la proliferazione cellulare. Nonostante che questa strategia sia stata elaborata da tempo, spesso le metodologie sono risultate troppo costose per la produzione del "farmaco" su larga scala. Recentemente alcuni organi di stampa italiani hanno dato risalto ad una innovazione tecnologica ottenuta su di una alga verde, Chlamydomonas reinhardtii, ed in particolare nei suoi cloroplasti. La proteina chimerica anticorpo-tossina deve essere nociva per le cellule umane cioè eucariotiche (degli organismi superiori). Pertanto le cellule eucariotiche non possono essere usate per produrre ed accumulare tali immunotossine perché verrebbero danneggiate dalle stesse. Si è allora fatto ricorso frequentemente all'espressione delle immunotossine in batteri (procarioti) sui quali non hanno effetto; il metodo ha comunque presentato molti limiti in quanto i batteri non possiedono l'adeguato corredo molecolare per la corretta produzione della specifica proteina. 

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Un progetto per il recupero delle api nere siciliane


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Conserve di mandarini cinesi invadono l' Europa

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Vino, l'Italia torna leader per volumi esportati

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Le acque di vegetazione dell'olivo come ammendante agricolo: pro e contro

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Scorte e fabbisogni alimentari

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“Sikitita”, nuova varietà per oliveti superintensivi

Il primo oliveto superintensivo (con più di 1500 alberi/ha), realizzato con filari in controspalliere che si vanno oggi affermando e diffondendo, è stato piantato nel nord della Spagna nel 1994. La precoce entrata in piena produzione a partire dal terzo anno, la raccolta integralmente meccanica e continuativa con vendemmiatrici scavallatrici, le eccellenti condizioni dei frutti trasferibili immediatamente al frantoio, i molto ridotti costi di produzione sono i principali elementi che hanno determinato il successo di questi impianti. Dopo la Spagna, si sono diffusi in tutto il mondo ed in particolare in nuovi Paesi olivicoli. Oggi si stima che la superficie mondiale già investita con questi oliveti superintensivi superi i 100.000 ha, la metà dei quali sono in Spagna.
Inizialmente si è utilizzata la varietà spagnola “Arbequina”. Il suo ridotto vigore, la precocità di inizio della produzione, la buona resa ed apprezzata qualità dell’olio (dolce, fruttato e poco piccante) contribuirono al successo. La foto 1 corrisponde ad un oliveto di tre anni di “Arbequina” piantato nella zona di Granada nel 2004. Non tutte le varietà tradizionali si adattano al nuovo sistema di allevamento. Oggi le varietà più usate sono l’“Arbosana” e la “Koroneiki”, oltre all’“Arbequina”.

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Governance e valorizzazione delle aree rurali

I “Distretti in agricoltura” - macro-categoria che raccoglie Distretti rurali, agroalimentari di qualità, agroindustriali, sistemi produttivi e distretti produttivi - sono uno strumento di gestione dei territori rurali in grado di promuovere uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale nel contesto dell'applicazione della PAC e di altre politiche europee?
Se si, quale forma di organizzazione e gestione debbono o possono assumere (governance) per evitare di divenire un livello istituzionale e burocratico  aggiuntivo ai  numerosi già esistenti?
Questi sono i quesiti ai quali una giornata di studio, che si è svolta all’Accademia dei Georgofili lo scorso 11 gennaio 2013,  ha inteso dare risposte sulla base dei risultati di due ricerche (svolte sotto il coordinamento del Prof A. Pacciani, Presidente del laboratorio GAIA dell'Accademia dei Georgofili), ancora in fase di approfondimento: una sull'analisi di alcune significative esperienze italiane e di altri paesi europei (Francia, Spagna, Belgio e Lussemburgo), presentata nella mattinata con il coordinamento dell’ Accademico Michele Pasca Raymondo, e l'altra, di carattere più metodologico, presentata nel pomeriggio, i cui risultati sono contenuti nel volume della Dr.ssa Daniela Toccaceli “Dai distretti alle reti? I distretti in agricoltura nell'interpretazione delle Regioni e le prospettive verso il 2020”, Rete Rurale Nazionale (reperibile on-line nel sito www.reterurale.it).

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Nuove malattie e nuovi insetti vettori in Italia

Nel corso del convegno ‘Vettori di malattie e mutamenti climatici’ tenutosi recentemente a Torino è emerso che, a partire dagli ultimi anni del secolo scorso, focolai di pericolose malattie da importazione dell’uomo e degli animali si sono manifestati in Italia e altri Paesi europei. Sono stati citati i casi di infezione da virus agenti di febbri perniciose quali West Nile Fever (WNF) negli equini (dal 1998) e nell’uomo (2008-2012), ‘Chikungunya’ (dal 2010), ‘Dengue’, anche nella forma emorragica, e  ‘Blue tongue’ o febbre catarrina ovina,  che nel 2001 ha fatto registrare circa 90.000 focolai con oltre due milioni di capi morti o abbattuti per contenere l’epidemia. La frequenza delle infezioni da WNF, causa di una malattia neuro invasiva dell’uomo, è in forte ascesa in quattro Regioni: Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Sardegna.

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Offerta di lavoro per giovani ricercatori in Brasile

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Mais "induce al suicidio" pianta parassita

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PAC, De Castro: “Entrerà in vigore non prima del 2015”

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E’ nato "Agrinsieme": coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari

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Ruolo dei boschi in Italia

In Italia, come conseguenza del ritiro delle attività agricole, la superficie forestale si è estesa passando dal 21% del 1947 all’attuale 31% della superficie nazionale. Si tratta di un ampio rimboschimento naturale che è stato pagato con una riduzione della produzione agricola interna e con il parziale abbandono del presidio umano sul territorio; con tutte le implicazioni, anche strategiche, che ne derivano. Questi elementi di costo, tuttavia, sono compensati dalla speranza in un’intensificazione dei benefici pubblici del bosco.  
Tra le esternalità forestali, fa ancora molta presa sul pubblico la protezione contro le frane e, soprattutto, contro le alluvioni. Tuttavia, al quasi raddoppio della superficie forestale in Italia non sembra corrispondere un’attenuazione significativa di tali eventi catastrofici e luttuosi. 

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Storia dell’Agricoltura italiana

Nel 2003, ricorrendo il loro 250° Anno Accademico, i Georgofili pubblicarono un’opera in cinque volumi sulla “Storia dell’Agricoltura italiana”, colmando una lacuna editoriale che era fortemente avvertita avvalendosi del contributo di molti fra i più autorevoli studiosi della materia.
Grazie all’attenzione e all’ospitalità concessaci dal Presidente del Senato della Repubblica Sen. Prof. Marcello Pera, l’opera fu presentata per la prima volta il 14 gennaio 2003 in una Pubblica Adunanza della nostra Accademia presso la Sede del Senato.
Ricorrendo il 10° anniversario di quell’evento, desideriamo ricordare quell’opera che descrive la lunga storia della prima attività produttiva dell’uomo stanziale. Rivolgiamo anche un grato ed augurale saluto al nostro Accademico Onorario Sen. Prof. Marcello Pera.

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La "Salva Olio" Italiano diventa legge

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Svezia: grattacieli serra, nuova era dell’agricoltura

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Tempi dimezzati per registrare prodotti DOP, IGP e STG

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Nuove pubblicazioni dei Georgofili

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Nasce il coordinamento tra CIA, Confagri e ACI agroalimentare

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NATALE 2012 - Dai Georgofili a tutti i georgofili

A tutti coloro
     che amano la natura e sono spinti dalla curiosità di approfondirne le   conoscenze scientifiche;
    che hanno a cuore la razionale gestione delle fonti produttive rinnovabili della biosfera, cioè l’agricoltura;
   che si preoccupano di garantire la futura sicurezza alimentare dell’umanità, la tutela dell’atmosfera e dell’aria che respiriamo, la difesa del suolo coltivabile, il controllo dei dissesti idrogeologici, le nuove fonti energetiche, ecc., riconoscendo la portata globale di queste problematiche e adoperandosi per far comprendere la centralità strategica che vi riveste l’agricoltura;
   che cercano spiragli di ottimismo scrutando orizzonti più ampi e più avanzati.

A tutti costoro che quindi meritano, di fatto, l’aggettivo di georgofili (“amanti della terra”) desidero esprimere a nome dell’Accademia dei Georgofili viva solidarietà e sentiti auguri.
   Ci attende un anno impegnativo, il 260°, che sarà ufficialmente inaugurato il 16 aprile 2013 a Firenze, in Palazzo Vecchio. Fin da ora prego tutti i georgofili ed i loro Amici di memorizzare quella data e fare il possibile per trovarsi insieme in occasione del nostro più significativo incontro annuale.
    Grazie.
                                            Franco Scaramuzzi

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Palma nana morta per attacco di Punteruolo rosso. Un presepe significativamente allestito nello stipite scavato dal parassita.

Il Punteruolo rosso  delle palme, presente in Italia da circa un decennio, è ormai diffuso in quasi tutte le regioni dove ha causato la morte di migliaia Palme delle Canarie. Sporadicamente l’insetto infesta anche altre specie esotiche di palme coltivate e particolarmente gravi sono gli attacchi all’endemica Palma nana, della quale colonizza gli stipiti di piante annose in condizioni naturali (Riserva dello Zingaro) ovvero di quelle coltivate in aree urbane.
Una Chamaerops humilis, messa a dimora un decennio addietro in una aiuola spartitraffico del centro urbano di Catania, nello scorso mese di marzo ha manifestato i primi sintomi dell’attacco del Punteruolo ed è morta nel successivo mese di settembre. Lo stipite, scavato da decine di larve che vi hanno completato lo sviluppo, ha dato lo spunto per la realizzazione di un tradizionale presepe con una inusuale capanna.

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Cambiare coltivazione non può essere reato

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46° rapporto Censis: l'export agricolo traina il Paese

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Slogan salutistici sulle etichette: arriva il regolamento europeo

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CONAF-CRA: siglato protocollo per migliorare il trasferimento di ricerca e innovazione in agricoltura

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Importante apprezzamento per il lavoro dei Georgofili


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Alla ricerca di un nuovo dialogo tra città e campagna

“In epoca preindustriale tra città e campagna vi era continuità ecologica. I due diversi paesaggi si integravano armoniosamente. Questo fatto era la conseguenza della modesta dimensione territoriale e demografica dei centri urbani, della vicinanza dei campi coltivati e dei boschi alla città, della presenza all’interno dell’ambiente urbano di abbondanti spazi naturali . Una volta anche le maggiori città potevano essere attraversate a piedi; e l’aperta campagna che iniziava appena al di la delle mura, agevolmente raggiungibile d dal centro cittadino. La misura fisica delle città medioevali trovava il suo limite nella mobilità che le caratterizzava . Le città, dunque, beneficiavano dal punto di vista ecologico della influenza della campagna circostante e, inoltre, potevano contare sul patrimonio di verde produttivo e ornamentale che arricchiva il tessuto urbano” (V. Merlo, “Voglia di campagna, neoruralismo e città”, 2006).
Inoltre, nella situazione orografica italiana, numerosi sono i comuni di montagna e alta collina, nel passato isolati, a causa della mancanza di strade e della sola disponibilità di mulattiere e sentieri, impraticabili nella cattiva stagione. Per questo isolamento, costumanze, tradizioni, credenze, consuetudini alimentari si sono conservate a lungo, per l’assenza di facili comunicazioni, con centri abitati più sviluppati. Di conseguenza, la necessità dell’autosufficienza ha favorito un interessante sviluppo dell’artigianato locale, che ha impegnato risorse e mobilitato energie umane, ha inventato e realizzato processi produttivi nei mestieri più differenziati, in modo cosi capillare, tenace e persuasivo da spalmare profondamente l’intero territorio italiano, come è testimoniato dalla documentazione sul lavoro contadino, che a lungo ha rappresentato il vero concetto della multifunzionalità dell’agricoltura nel territorio. Purtroppo, con il continuo spopolamento della montagna, la testimonianza della civiltà contadina ha finito per scomparire.

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I fitofagi del nocciolo in Sicilia

In Sicilia i noccioleti occupano una superficie di circa 12.000 ha, diffusi nelle province di Messina (circa 10.000 ha) e di Catania (circa 1.200 ha). In tali agroecosistemi sono presenti numerose specie di artropodi fitofagi alcune delle quali possono richiedere specifiche misure di controllo demografico.
In particolare l’acaro Eriofide Phytocoptella avellanae Nal., è il fitofago più diffuso e dannoso ad alcune varietà, soprattutto nelle zone umide e nei giovani impianti, nei quali si rendono spesso necessari specifici interventi acaricidi. Altri fitofagi di interesse fitoiatrico sono alcuni emitteri Eterotteri tra i quali maggiormente diffusi in Sicilia sono le Cimici nocciolaie Gonocerus acuteangulatus (Goeze) e Palomena prasina L.
Il ricorso a reiterati interventi con insetticidi a largo spettro di azione per il controllo di tali fitomizi, che causano l’aborto traumatico o il cimiciato delle nocciole, può determinare alterazioni biocenotiche che favoriscono la pullulazione di fìtofagi di secondaria importanza, quali la cocciniglia Parthenolecanium corni Bouché.

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Importanza dell’epigenetica in campo agrario

Nel campo del miglioramento genetico delle piante agrarie, incluso l’uso degli OGM, importanti prospettive per aumentare la produzione alimentare, oggi sempre più pressante, è offerta dall’epigenetica, branca della biologia molecolare.

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Simbionti, una risorsa per il benessere delle piante e degli animali

La maggior parte di piante e animali ha sviluppato, nel corso della propria storia evolutiva, delle relazioni simbiotiche con microrganismi. La salute, e spesso la stessa sopravvivenza degli organismi superiori che ospitano simbionti microbici sono fortemente influenzate dalla composizione e dall’attività degli organismi che compongono il loro microbiota

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Con l'analisi del Dna stop alle contraffazioni dell’olio

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La serra solare rende potabile l'acqua salata

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“Ti scrivo Poesie”

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Consumo e tassazione dei terreni coltivati

Nel 1970, le terre coltivate (SAU) in Italia erano più di 18 milioni di ettari. Oggi si sono ridotte a meno di 13 milioni. Va aggiunta una ulteriore superficie di terreni agricoli, anche fertili, che gli agricoltori lasciano inutilizzati in quanto non riescono ad offrire redditi. D’altra parte, la nostra produzione agricola non è complessivamente sufficiente a soddisfare le esigenze nazionali ed il nostro Paese è sempre più costretto a colmare le carenze, con forti importazioni. Il Governo Monti ha recentemente approvato e poi già modificato un D.d.L. quadro per “frenare il consumo di terre coltivabili”. Ma non mancano ancora perplessità.
Come già dimostratosi con i criteri adottati per la conservazione del paesaggio agrario, non è né utile né possibile imporre agli agricoltori di coltivare i propri terreni anche quando non riescono più ad ottenerne un reddito. Prima di continuare sulla strada dei vincoli, occorrerebbe promuovere iniziative capaci di aiutare gli agricoltori a ridurre i costi e rendere remunerative le produzioni.
Un effetto del tutto opposto è stato invece determinato dagli attuali provvedimenti fiscali che hanno aggravato la situazione delle imprese agricole con la nuova imposizione patrimoniale IMU sui terreni e il contestuale aumento fiscale sui redditi, attraverso la rivalutazione del 15% dei parametri catastali, nonché con il divieto alle imprese agricole societarie di optare per una tassazione basata sui propri bilanci.

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Le due culture

Viviamo un momento di fusioni di ambiti disciplinari, che ci costringe a ripercorrere all'indietro una lunga e tortuosa strada di divisioni delle discipline "madri". Le Università si ricorderanno certamente il periodo, protrattosi per molto, in cui il processo più evidente era stato quello della scomposizione di una disciplina in tutta una serie di sottoaree che, pur dotate di un loro contenuto, potevano avere un senso per specialisti, ma poco ne avevano ai fini formativi. Clamoroso fu l'ampliamento del ventaglio didattico in ogni Facoltà, quando una disciplina, tradizionalmente insegnata da un solo docente, fu talmente suddivisa da generare plurimi  corsi d'insegnamento; si disse che quelli che un tempo erano soltanto i capitoli di libri che affrontavano una materia in maniera assolutamente unitaria, erano assurti a rango di disciplina autonoma.
Questo processo ha finito per mostrare alcuni scompensi sul piano  formativo; anche l'area della formazione universitaria agraria è stata influenzata da questa "specializzazione" culturale che anziché sottolineare i grandi temi portava, inevitabilmente, a dare rilevanza ai  dettagli. Come spesso accade, oggi si sta riflettendo su questi atteggiamenti e si stanno facendo passi indietro, aiutati anche dalla minor disponibilità di risorse finanziarie che ha costretto tutte le Istituzioni -e quindi anche quelle universitarie- a rimodulare le loro attività.
Quindi alcune fusioni disciplinari ormai le vediamo come buona cosa ed anzi più adatte ad una pedagogia che privilegi la formazione al posto della più semplice informazione.

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Qualità degli alimenti e salute

Dalla lettura svolta dal Dr. Ranalli il 29 novembre 2012, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali della Università di Pisa

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Protocollo di Intesa tra Accademia dei Georgofili e Accademia Italiana della Cucina

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Prosciutto di Parma e Grana Padano protetti in Cina

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Agenzia Ue, 63% habitat laghi e fiumi in cattiva salute

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Ogm: snobbati dall’ informazione, solo 61 notizie in 2 anni

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I terreni agricoli e l’IMU

Il particolare legame che unisce l’uomo alla terra fa sì che questa non possa considerarsi un bene come tutti gli altri e che ogni intervento che si attua sui rapporti che la riguardano susciti un interesse molto elevato. Fra le ragioni alla base di questa situazione si collocano l’irriproducibilità, e quindi la sua assoluta limitatezza, l’esclusività del possesso, la formazione del fenomeno della rendita sulla nuda terra, la  produzione di beni insostituibili nell’alimentazione. A ciò si aggiunge il fenomeno alla base delle teorie dei Fisiocrati e cioè che essa produce  ricchezza “nuova” dalle risorse naturali.  Nel momento in cui, sotto l’incalzare della crisi, il quadro normativo che la riguarda viene modificato, bisogna considerare che la terra nel mondo e in Italia ha sorretto l’aumento della popolazione e dei consumi, legato all’effetto demografico e all’effetto reddito.
Dopo la seconda guerra mondiale il tasso di crescita dei rendimenti produttivi ha superato quello dei consumi favorendo un miglioramento  dello stato alimentare del mondo grazie  agli incrementi di produttività  derivanti dallo sviluppo scientifico e tecnologico. Dai primi anni 2000 questo equilibrio sembra essersi guastato e la crisi ha accentuato questa realtà. La riduzione degli stock provocata dal rallentamento della produttività è stata esaltata dalla speculazione finanziaria che ha fatto crescere la volatilità e travolto la recente apertura dei mercati spingendo verso un ritorno al protezionismo e a politiche contraddittorie.
In Italia si assiste ad un aumento del carico fiscale sulla terra, in particolare attraverso l’Imu, come se fosse considerata esclusivamente sotto il profilo patrimoniale, trascurando gli investimenti incorporati in essa nei secoli e la finalizzazione produttiva. Allo stesso tempo la proposta di vincolare all’uso agricolo i terreni in base alla destinazione urbanistica, trascurando l’esatta coincidenza con l’uso produttivo, e di fatto impedendone la mobilità, rappresenta un intervento negativo e che costringe a mantenere a coltura le terre meno produttive oltre i limiti della convenienza economica. L’insieme di queste misure è contraddittorio, oltre che discutibile sotto molti aspetti. Un’analisi economica dell’aumento della tassazione indica che esso agisce incrementando i costi e quindi con un effetto di riduzione dell’offerta e di aumento dei prezzi, il contrario di ciò che servirebbe nell’attuale crisi, provocando altresì un allargamento del deficit della bilancia agricola e alimentare.

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Aspetti etici, sanitari e socio-economici del benessere e della tutela degli animali


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La Piralide delle Euforbie

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Protocollo di intesa fra Georgofili e Accademia Italiana della Cucina

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Antonio M. Tannoja, entomologo e agiografo del ‘700

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La produzione italiana di nocciole in calo del 30%

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Il rimboschimento naturale in Italia

In Italia, la Statistica Forestale del  1947 riportava  5.6 milioni di ettari  di boschi e ora (2005) l’Inventario Forestale  riporta  10,5 milioni di ettari.  La diversità di metodo rende impossibile seguire l’aumento delle singole coperture forestali e,  per seguire le cause del grande aumento bisogna andare per congetture.
Poco l’ effetto del rimboschimenti. Mettendo insieme le superfici attribuite alle specie esotiche e alle specie italiane presenti fuori dalle regioni di indigenato non si arriva a 400 mila ettari.  Forse c’è qualche cosa da aggiungere, ma certamente si è lontani da riempire  la differenza fra il 2005 e il 1947.  Per inciso,  la robinia, con 233 mila ettari, risulta la specie esotica  più diffusa in Italia, ma è anche noto che si tratta di una specie capace di diffusione spontanea.
L’effetto dell’espansione  spontanea  in campi o in castagneti da frutto in disuso è più evidente e suffragato anche da esempi macroscopici   come l’invasione  dell’acero montano e del frassino maggiore con altre  latifoglie  lungo le pendici marginali  delle Alpi e progresso del pino cembro nei pascoli abbandonati delle malghe.   Boschi di nuova formazione si individuano con sufficiente sicurezza  in tutti o quasi i 400 mila ettari che l’Inventario attribuisce agli arbusteti di clima temperato, a i betuleti, ecc.   I boschi del carpino nero,  ignorati dalla statistica del 1947, ora sarebbero  780 mila ettari, è facile, dunque che anche questa specie abbia conquistato  degli spazi.

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I Cinesi possono, gli Italiani no

La vicenda del Made in Italy o, meglio, del Made in Veneto, nel Lazio o in Molise, e l’atteggiamento della Commissione dell’Unione europea
richiedono qualche parola di commento e, se lo si consente, un
suggerimento, tanto più credibile perché proviene da chi ha da sempre
sostenuto che non è ragionevole, al di là delle DOP, IGP e dei tanti altri
segni distintivi riconosciuti dal diritto dell’UE, creare nuove indicazioni
d’origine; ed in linea astratta sono ancora convinto che questa sia la
soluzione giusta.
Ma il mondo non finisce ai confini europei, né l’Unione ha la forza
giuridica – e certo neppure quella diplomatica, per tacer d’altro – per far valere le sue ragioni; e così si assiste a un pullulare di marchi,
marchietti, bandierine tricolori, paesaggi napoletani e millanta altri segni
distintivi utilizzati da cinesi, nordcoreani, giapponesi, thailandesi e così
via – sono compresi anche, ed in prima linea, gli statunitensi – che
lasciano credere ai consumatori di tutto il mondo che comprando quei
prodotti, si mangi e beva “italiano”, ma anche si vesta e si usino auto
“italiane” grazie allo sfoggio, addirittura, di nomi propri di persona italiani
applicati ad una berlina prodotta in estremo oriente.
Se in questo ultimo caso il richiamo è subdolo, ma non completo, dato che la casa produttrice dell’autoveicolo è palesemente orientale – si sfrutta solo la nomea che Ferrari, Lamborghini, Alfa Romeo hanno o hanno avuto nel mondo – nel caso dei cibi l’inganno è molto più efficace, poiché la somma delle informazioni fornite in etichetta lasciano credere una origine che non c’è, o, quanto meno, richiamano uno stile di vita che è italiano anche grazie ai suoi alimenti, ma che italiano non è.

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Lotta contro le tignole delle derrate alimentari senza insetticidi chimici

La produzione delle materie prime agricole è stata già da tempo interessata da un processo di evoluzione che ha consentito l’applicazione su larga scala di metodiche ecocompatibili.
Analogamente ci si deve attendere che il processo di conservazione e trasformazione post raccolta avvenga con gli stessi criteri.
La necessità di questa impostazione è chiaramente emersa in occasione del IX Simposio su “La difesa antiparassitaria nelle industrie alimentari e la protezione degli alimenti” che si è svolto a Piacenza presso l’Università Cattolica nel settembre u.s.
Contributi che rispecchiano l’esigenza di un approccio ecologico alla produzione delle derrate e la trasformazione di materie prime nel post raccolta, sono stati presentati in diverse sessioni.
Un lavoro che scaturisce da esperienze pluriennali ed affronta la sostenibilità sia ambientale, sia sociale nel comparto agroalimentare, con riferimenti anche agli standard ISO attualmente già disponibili.
La sessione “Ricerche di nuovi mezzi chimici” si inserisce in un settore molto delicato della protezione degli alimenti, quello dell’utilizzo di prodotti antiparassitari che sempre più tendono ad essere rispettosi dell’ambiente e soprattutto ad essere tali da ridurre al minimo i rischi che comportano alla salute del consumatore.
Un approccio molto interessante è quello che studia l’utilizzo di prodotti naturali. Al simposio sono state presentate ricerche che hanno verificato l’efficacia dell’attività insetticida di estratti di piante come Scrophularia canina (FOTO). I risultati sono considerati molto promettenti.

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Riflessioni sugli OGM


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Dalla Commissione Europea un piano per la salvaguardia delle risorse idriche

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Finanziati dell’Unione Europea due progetti italiani per 6 milioni di euro

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Ddl Stabilità, agricoltura penalizzata

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La terra coltivata è strumento di produzione, non patrimonio da rendita

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Prodotti alimentari. Scomparsi i redditi per gli agricoltori

Il problema generale e più urgente da risolvere per la nostra attuale agricoltura è rappresentato dalla difficoltà di conseguire un reddito sufficiente a sopravvivere. Lo stesso Ministro Catania ha recentemente riconosciuto che questa è oggi la battaglia prioritaria da vincere. Nessuno può pretendere che gli agricoltori continuino a svolgere i loro vari ed importanti ruoli multifunzionali di interesse pubblico (non soltanto produttivi), senza trarne un reddito proporzionato al proprio impegno. Né si può pretendere, a queste condizioni, un ritorno al lavoro dei campi, neppure di coloro che lo avevano lasciato per migrare nei centri industriali e che oggi si ritrovano disoccupati.
Un’importante iniziativa è stata avviata dalla UE per concordare e realizzare una organizzazione regolamentata dalle filiere agro industriali. Si pensa che il valore aggiunto finale dell’intera filiera possa essere distribuito in modo più equo, per riequilibrare i redditi di tutti gli addetti alle diverse imprese che la compongono, appunto dal campo al consumatore. Cito questa iniziativa, solo come un esempio di ciò che una lungimirante visione del futuro dovrebbe suggerire a tutte le componenti delle filiere.
Naturalmente, si dovrebbero cercare anche altri possibili interventi immediati, a cominciare da una revisione delle imposizioni fiscali insostenibili, quali l’IMU sui terreni coltivati, come se fossero beni patrimoniali da rendita, anziché strumenti indispensabili per conseguire un reddito da lavoro produttivo.
Tutto ciò dipende dall’atteggiamento che il mondo politico riserverà all’agricoltura e dalla nostra capacità di far capire l’importanza strategica del settore, destinata a crescere nel prossimo futuro globale.

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Il ficodindia e la mosca della frutta

Il ficodindia, Opuntia ficus indica, è stato introdotto, alla fine del ‘500, dall’America in Italia dagli Spagnoli allo scopo di allevare la Cocciniglia del carminio (Dactylopius coccus) dalla cui emolinfa si ottiene un pregiato colorante naturale. La Cocciniglia non si è acclimatata nei nostri ambienti mentre la sua pianta ospite si è ampiamente diffusa divenendo uno degli elementi più caratteristici del paesaggio siciliano. Le bacche spinose, di colore bianco, giallo o rosso, delle tre varietà coltivate, un tempo destinate prevalentemente ai mercati locali, trovano attualmente sempre più ampi consensi anche nei mercati internazionali. Pregiati sono i frutti, denominati “bastardoni” o “scozzolati”, ottenuti dalla seconda fioritura indotta con la eliminazione meccanica della prima fioritura dalla quale derivano i meno pregiati frutti “agostani” o “latini”. La polifaga Mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), che infesta i frutti di oltre 250 specie vegetali, nel periodo di maturazione dei “bastardoni”, raggiunge le più alte densità di popolazione e gli adulti si trasferiscono in massa sulle piante di ficodindia, soprattutto in prossimità di pescheti, ovvero di piante di kaki o di fico.

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2012: anno nero per il Fagiolo di Lamon

I prodotti tipici con produzioni locali non ancora industrializzate rappresentano una risorsa di rilevante importanza economica, ambientale e soprattutto culturale.
Il fagiolo di Lamon, IGP, coltivato da secoli nella provincia di Belluno, secondo rigorose tradizioni che sono state inserite nel disciplinare di produzione, è certamente un esempio tra i più conosciuti ed è apprezzato ben oltre i confini regionali e nazionali.

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Macchine agricole, avanti tutta sui mercati esteri

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Scoperte cause genetiche di resistenza a fitofarmaco

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Istat: la specializzazione premia le aziende agricole italiane

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Convegno: “Agricoltura domani” - Riflessioni sulla ricerca e l’innovazione

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Ulteriori conoscenze di base su Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA)

Da una collaborazione tra il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.) -Unità di ricerca per la Frutticoltura di Caserta (Milena Petriccione, Ilaria Di Cecco, Marco Scortichini) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche -I.S.P.A.A.M di Napoli (Simona Arena, Andrea Scaloni), è stato recentemente pubblicato sul prestigioso Journal of Proteomics un importante studio di base sull’interazione tra Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA), agente causale del “cancro batterico” del kiwi, e la pianta-ospite (Actinidia chinensis).

Lo studio evidenzia, per la prima volta, quali proteine sono coinvolte durante l’infezione sistemica del batterio all’interno del ramo.

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Cambiamenti climatici e zootecnia

Il bacino del Mediterraneo è considerato una delle zone maggiormente vulnerabili ai cambiamenti climatici e, in assenza di strategie di mitigazione e adattamento, subirà gli effetti più pesanti del riscaldamento globale dell’atmosfera.
Numerose ricerche hanno peraltro già stabilito che in Europa la stagione primaverile-estiva si è allungata, oltre ad essersi anticipata di 2,5 giorni rispetto al passato e questo determina degli effetti anche sulle attività agropastorali ed in particolare sulla zooteecnia. Le temperature elevate infatti influenzano negativamente sia l’attività produttiva che le performance riproduttive, soprattutto degli animali di grande mole come bovini e suini, in quanto una buona parte dell’energia derivante dagli alimenti viene spesa per mantenere costante la temperatura corporea e non viene, quindi, destinata alle altre attività (produzione di latte, accrescimento, gravidanza, ingrassamento etc.).
Esistono peraltro molti indici biometeorologici che possono essere utilizzati per valutare gli effetti del caldo sul bestiame e tra di essi il più utilizzato è il Temperature Humidity Index (THI) che combina i valori di umidità e temperatura per fornire delle scale di rischio. Studi recenti evidenziano come nel 2040 si registrerà un deciso incremento di tale indice sulle regioni che si affacciano sul mediterraneo, in particolare Francia meridionale, Italia, Spagna e Grecia ma tale aumento riguarderà anche parte dell’Europa Centrale.

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Gli insetti utili in agrumicoltura

Delle oltre 180 specie di cocciniglie segnalate su agrumi, alcune sono dannose in molte aree di coltivazione. Circa venti sono quelle presenti in Italia, ma il loro numero è destinato ad aumentare per l’accidentale introduzione di specie esotiche sia originarie dell’area d’indigenato degli agrumi che da altri ambienti in cui i Citrus sono stati diffusi.

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Difendere l’agricoltura

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Scoperta una nuova varietà di olivo sull’isola di Gorgona

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Latte: decimate le stalle italiane

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La ricerca genetica per la sicurezza alimentare

La Scienza genetica è impegnata a studiare e scoprire i meccanismi biologici con i quali gli organismi viventi si sono evoluti naturalmente, producendo quella ricca biodiversità della quale siamo lieti di poterci avvalere. Di fronte alla immanente esigenza di raddoppiare le complessive produzioni mondiali di alimenti, entro la metà di questo secolo, non possiamo rinunciare ad usare queste nuove conoscenze, cercando di imitare la natura, per creare al più presto nuovi organismi capaci di adattarsi ad ambienti pedoclimatici più difficili e di resistere alle avversità sanitarie, offrendo allo stesso tempo prodotti maggiori e migliori. Forse siamo già in ritardo per riuscire in tal modo a garantire per tempo la sicurezza alimentare globale.
I Paesi più lungimiranti, destinano alla ricerca scientifica maggiori investimenti. Nel nostro Paese, invece, anche i princìpi della “precauzionalità”, concettualmente ineccepibili, vengono applicati in modo inaccettabile. Questo è il caso degli OGM, nei confronti dei quali viene adottato un eccezionale ostracismo preconcetto, dichiaratamente mirato a impedirne comunque la coltivazione e giungendo persino a vietare la prosecuzione delle ricerche in corso. Tutto ciò sapendo bene che queste piante stanno ormai diffondendosi con successo in tutto il mondo, anche in Paesi europei a noi vicini, che importiamo e usiamo notevoli quantitativi di loro prodotti e che la Scienza, libera ed universale, continuerà comunque a progredire altrove, anche in questo settore della genetica, con lo sviluppo delle sue applicazioni tecnologiche, sempre sotto il razionale ed etico controllo “precauzionale”.
Ogni nuova acquisizione scientifica può essere considerata valida solo se ripetibile. Ha avuto molto risalto mediatico una recente ricerca francese (cfr. nota di Amedeo Alpi sull’ultimo numero di Georgofili.INFO del 24 ottobre u.s.) pur non avendo ancora questo requisito essenziale.

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Corsa alla terra

Dalla lettura che si è svolta a Milano l’8 ottobre 2012, organizzata dalla sezione Nord- Ovest dei Georgofili con la Società Agraria di Lombardia e l’Accademia di Agricoltura di Torino

L’attuale crisi alimentare, con tre impennate dei prezzi in soli cinque anni, è un fenomeno complesso e a cui il mondo giunge impreparato e, sostanzialmente, con strumenti interpretativi ed operativi inadeguati. Ad una componente endogena al sistema agricolo mondiale e che trova la sua espressione più facilmente rilevabile negli squilibri fra domanda e offerta, si sovrappongono fatti e comportamenti che tendono ad offuscare i problemi di fondo per metterne in evidenza altri, incidenti sull’agricoltura, ma generati da fatti ad essa esterni.
Il fenomeno dell’accaparramento di terreni agricoli nei paesi del terzo mondo è evidente in particolare in Africa, dove paesi emergenti come la Cina, la Corea del Sud e paesi produttori di petrolio vincolano grandi estensioni di terre produttive, acquistandole o con contratti di lunga durata, per assicurarsi un’offerta alimentare dimensionata sui prevedibili fabbisogni a breve termine.  Un fenomeno che, insieme alla volatilità dei mercati ed alle incursioni della speculazione finanziaria, dà luogo ad interpretazioni contrastanti ma emette segnali inequivocabili.

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Lo stretto rapporto tra agricoltura e giardino

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Diamo valore al bosco e non alle sue ceneri

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Raddoppia export pasta in Cina ( 113%)

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Fao: 22% di varietà zootecniche a rischio

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Master “PROGETTAZIONE DI GIARDINI, PARCHI E PAESAGGIO” all’Università di Torino

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La produzione di alimenti primari

La nostra agricoltura continua a perdere consistenza e considerazione, senza che nessuno manifesti preoccupazione. Neppure per come potremo assicurarci il futuro approvvigionamento degli essenziali prodotti alimentari primari. Sottovalutare l’agricoltura è un errore che stanno commettendo in molti, non solo chi crede (per condivisibile fede nella Provvidenza) che gli alimenti primari nascano come funghi e siano sempre disponibili sul mercato mondiale.
La forte crisi, non soltanto economico-finanziaria, che stiamo attraversando coinvolge l’agricoltura così come tutte le attività produttive per le quali si sta cercando di riavviare una “crescita” del reddito, puntando sulla innovazione e la competitività. Ma le disattenzioni e le discriminazioni nei confronti specifici dell’agricoltura risalgono ormai a diversi decenni e continuano a persistere. Richiedono quindi un esame più profondo, che consideri anche le sue cause ideologico-politiche.
Nessuno può ignorare che, di fronte al previsto forte aumento della popolazione mondiale e delle sue esigenze nei prossimi decenni, la FAO ha autorevolmente evidenziato la necessità di raddoppiare l’attuale complessiva produzione mondiale di alimenti entro il 2050. Tutti i Paesi, nessuno escluso, sono quindi chiamati a tutelare almeno la propria attuale superficie agraria disponibile e incrementarne le produzioni unitarie. Allo stesso tempo, devono sentirsi eticamente impegnati a ridurre le proprie non indispensabili importazioni alimentari dal mercato globale, oltretutto inaffidabile ed inquinato da speculazioni, già dimostratesi capaci di generare perniciosi “tsunami” finanziari.

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OGM: sensazionalismo o ponderatezza?

Talora "filtrare" la notizia con grande serietà, dovrebbe rappresentare la prima preoccupazione dei "media", ma non sempre le cose di questo mondo vanno nella maniera auspicata.
Infatti, durante le ultime settimane molte notizie, forse troppe, sono state fornite dai più diversi organi di comunicazione, circa la  sperimentazione effettuata da un gruppo francese sulla presunta tossicità di una pianta transgenica per il carattere della resistenza all'erbicida glifosate.
L'impatto di tali notizie sull'opinione pubblica di tutta Europa è stato enorme. Questa volta, però, c'è stata una immediata risposta da parte della comunità scientifica. L'autorità competente per l'Europa, l'EFSA, ha avviato una lunga procedura con la quale si ripromette di verificare ogni fase della sperimentazione francese, perché le prove eseguite hanno incredibili difetti sul piano procedurale.

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Le macchine a vapore in agricoltura

Dall'intervento svolto in occasione della Giornata di Studio su "Il vapore e la meccanizzazione: rivoluzione, innovazione, evoluzione" (19 ottobre 2012)

La pentola a pressione di Denis Papin (1679) ha consentito di concepire le soluzioni meccaniche atte a utilizzare l'energia che si sviluppa nel passaggio di stato dalla fase liquida a vapore; è però allo scozzese James Watt che va il merito, dopo circa novanta anni, di avere ideato il motore a vapore. Motore che, nel corso del 1800 ha trovato applicazioni nel trasporto (su strada, per ferrovia e per acqua) e nell'industria (del tessile e delle fonderie)
In agricoltura l'800 è il secolo in cui si ha il graduale passaggio dal lavoro manuale e animale a quello meccanico fornito dall'energia del vapore, dando così l'avvio al processo di meccanizzazione agricola che si svilupperà nel secolo successivo, con altri sistemi di propulsione.

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Malattie delle piante che segnarono la storia

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L'agricoltura può assorbire 200mila disoccupati. Ma Fornero nega gli sgravi.

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Un anno di fuoco

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Il pomodoro senza segreti

Il genoma del pomodoro coltivato e del suo antenato selvatico, Solanum pimpinellifolium, è stato sequenziato dal Tomato Genome Consortium (TGC), composto da un gruppo di oltre 300 scienziati provenienti da quattordici paesi che dopo circa nove anni di lavoro, e comunque in anticipo sui tempi programmati, ha svelato la mappa del suo Dna.  L’Italia ha fatto parte del TGC fin dalla sua fondazione (2003) e ha fornito un contributo fondamentale per la guida del progetto internazionale per la produzione e l’analisi dei dati di sequenza nonché la stesura del manoscritto.  Questo importante risultato avrà un grosso impatto nel miglioramento genetico di questa specie sia per quanto riguarda la produzione sia per quanto riguarda le resistenze agli stress.
L’ottenimento di nuove conoscenze nel settore della regolazione delle risposte della pianta di pomodoro a differenti stimoli ambientali, quali stress biotici (funghi, insetti, virus, ecc.) ed abiotici (siccità, alte temperature, ecc.), nonché la comprensione delle interazioni geniche che controllano la qualità, la maturazione e la conservazione della bacca, sono solo alcuni dei risultati che potranno essere conseguiti.
Il pomodoro rappresenta una specie molto importante per l’agricoltura nazionale e mondiale ed è, allo stesso tempo, anche una pianta modello per studi di genetica e genomica in quanto, appartenendo alla famiglia delle Solanacee (che comprende la patata, il peperone e la melanzana, ma anche piante ornamentali o medicinali come la petunia, il tabacco, la belladonna e la mandragola), consentirà di utilizzare la sequenza come riferimento per le altre Solanacee coltivate, per studi di genomica comparativa sia all’interno della famiglia sia con altre piante di interesse agronomico.

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In crescita la produzione in vitro di piante di qualità

Un recente censimento, condotto dal CNR-IVALSA in occasione del 2° Convegno Nazionale sulla Micropropagazione, ha evidenziato come, nel nostro Paese, la produzione annuale di piante da micropropagazione (propagazione in vitro) sia in costante crescita; aspetto questo felicemente in controtendenza rispetto a quanto accade per altri comparti del settore vivaistico. L’attuale produzione sfiora i 29 milioni di piante acclimatate, con un progressivo incremento negli ultimi 4 anni di oltre un milione di piante per anno. I fruttiferi micropropagati, in particolare, superano oggi i 20 milioni di piante, tra portinnesti e varietà, con un incremento di oltre 3 milioni di piante prodotte nell’ultimo quinquennio

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La strategia del pane

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Resistenza delle piante coltivate allo stress idrico

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L'agricoltura perde gli sconti

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Italia: ogni anno 6 milioni di tonnellate di cibo in eccesso

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Convegno su "Sostenibilità ambientale degli effluenti di allevamento di suini"

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Il difficile governo del territorio

Dalla lettura svolta dal Prof. Gurrieri all’Accademia dei Georgofili il 9 ottobre 2012

Gli ultimi decenni sono stati fecondi di neologismi, di nuove locuzioni, di ridefinizioni  nominalistiche  che hanno interessato il passaggio dalla disciplina urbanistica alla pianificazione territoriale, al “governo del territorio”.
Il procedere per normative additive (in beffa al singolare ministero per la semplificazione che si volle qualche tempo fa), quella concertazione responsabile delle competenze per governare il territorio è ancora ben lontana da esprimere linee chiare, applicabili e oggettivamente percepibili.
Il “governo del territorio”, frantumato fra stato, regioni, province, comuni, si è fatto sempre più inutilmente complesso, insidioso, malcerto. Ora si guarda alle “città metropolitane”, ma il pericolo è che si rischi l'ennesima addizione di competenze e di norme, il cui ultimo esito potrebbe fatalmente essere la conflittualità permanente fra soggetti pubblici, con la paralisi irreversibile di ogni prospettiva di conduzione organica, cioè di governo del territorio.
L'ultima voce, nella desertificazione ontologica della nostra “terrestrità” - per usare un termine caro a un grande poeta come Mario Luzi – è l'ipotesi del ministro delle politiche agricole alimentarie forestali che, ancora una volta, mi pare, sembra peccare di ingenuità rispetto all'aggressività e al permessivismo edificatorio di gran parte dei soggetti pubblici preposti alla programmazione/interdizione dell'edificazione in terreni agricoli.

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Nella meccanizzazione del futuro c’è spazio anche per i droni

Le macchine agricole che vengono oggi costruite per i paesi industrializzati, oltre ad avere prestazioni e capacità di lavoro elevati, sono più confortevoli e sicure non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente.
Ciò a partire dalla macchina principe che è la trattrice. L’introduzione dell’ ISOBUS, il sistema di comunicazione standard a norma ISO 11783, ha portato all’inserimento nella cabina di veri e propri computer di bordo che supervisionano la macchina e supportano il conducente. Ogni attrezzo (spandiconcime, seminatrice ecc.), compatibile con lo standard, può così essere controllato automaticamente.
Anche l’introduzione della robotica sta avanzando. Si va dagli ormai affermati robot di mungitura che non si limitano ad eseguire questa operazione ma sono anche in grado di rilevare i calori, calcolare alcune caratteristiche del latte, pesare gli animali, ai robot impiegati nelle serre. Si tratta di soluzioni dove i confini d’azione sono ben definiti, ma anche per i lavori di pieno campo si è sulla buona strada. In un futuro non lontano si potrebbero avere unità operative costituite da unità volanti, i droni, e robot a terra che vengono da questi comandati.

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Inizio della stagione oleicola

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La cocciniglia farinosa dell’Agapanto

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I fitofarmaci in agricoltura sono diminuiti

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Accordo Ue-Marocco: pesanti conseguenze per i prodotti made in Italy

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Cala ancora la produzione di cereali nell'Unione Europea

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Estate 2012: non solo caldo e sete ...

Se queste possono essere considerate le ‘prove generali’ del cambiamento climatico in atto, vi sono motivi di forte preoccupazione. Infatti, i futuri scenari climatici, con aumento delle temperature e riduzione della piovosità estiva (e, quindi, incremento di radiazione solare), possono compromettere le faticose iniziative messe in atto dai decisori politici per ridurre l’emissione di inquinanti precursori dell’ozono: la nostra collettività dovrà prepararsi ad affrontare situazioni critiche di inquinamento dell’aria sempre più pericolose.

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L’impiego degli idrolizzati proteici di origine vegetale nei vigneti della Valpolicella

Nel comune di Fumane in Valpolicella sulla varietà Corvina, importante vitigno base per la produzione del vino Amarone, sono stati utilizzati quattro idrolizzati proteici a base vegetale di nuova formulazione. I diversi idrolizzati proteici hanno consentito di incrementare in maniera ridotta la produzione, considerato peraltro effetto positivo per un’uva destinata a produrre un vino di eccellenza, ma di aumentare la dotazione in polifenoli e antociani e di ridurre lo stress idrico, cui le piante di vite erano affette .

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Aumentare la produttività del riso: si può, grazie alla genetica

Un team di ricercatori dell'Università Statale di Milano, in collaborazione con ricercatori nelle Filippine e in Giappone, ha individuato il gene che aumenta del 20% la produttività del riso. Il lavoro è stato pubblicato su Nature.

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Ocse, sostegni pubblici all’agricoltura ai minimi storici

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Il G20 convoca un summit di emergenza sui rincari alimentari

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Mais a rischio raccolti per siccità e aflatossine

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Attività e terre agricole: solo il reddito può tutelarle

Il disegno di legge sulla valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo dei suoli, pur accolto dal consenso quasi unanime, suscita qualche riflessione meno immediata, a partire dal fatto che non è un decreto legge, ma di una norma che sarà legge con i consueti tempi parlamentari, difficilmente prima delle elezioni. Le riflessioni sono di diverso genere. La prima nasce dalla logica ispiratrice che ritenevamo estinta: quella delle leggi sulle terre incolte e mal coltivate, impregnata di un vetero statalismo che non diede alcun risultato concreto né potrebbe farlo ora. Senza dubbio il problema è incrementare la produzione agricola, ma il risultato non si ottiene vincolando i terreni all’uso agricolo, ma puntando agli incrementi di produttività, tutt’altra logica come si può intendere. Un altro aspetto attiene alle competenze sul territorio che non sono statali, ma delle regioni e da queste delegate alle istituzioni locali, giustamente in una logica di sussidiarietà. Come possa lo Stato decidere l’ammontare dei terreni agricoli e poi ripartirlo rimane molto incerto, anche perché il riferimento alle aree classificate agricole non esaurisce tutte le situazioni ed, anzi, unito al resto, fa prevedere un colossale e paralizzante contenzioso ad ogni livello. Ci si chiede chi e perché  possa decidere dove fare agricoltura in un sistema economico come il nostro, con la proprietà privata tutelata dalla Costituzione, e certamente la risposta è incerta e quindi opinabili le misure. Il vincolo ex post sui terreni di chi ha ottenuto sovvenzioni diventa una gigantesca camicia di forza, incompatibile con i meccanismi della Pac basati sulle persone e non sui suoli. Ma la conclusione è ancor più paradossale: insieme ai terreni, vincoleremo anche gli agricoltori condannati a proseguire un’attività anche se vogliono cambiare.

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TROPPO POTERE, ECCO LE CONSEGUENZE

Riportiamo un articolo del cav. del lav. Dott. Antonio Patuelli, nuovo membro del Consiglio accademico dei Georgofili, che offre una chiara valutazione della realtà creata nel nostro Paese con l’istituzione delle Regioni. Riteniamo che meriti la massima attenzione e riflessione, anche perché le competenze sull’agricoltura sono state le prime ad essere trasferite dallo Stato alle Regioni, quindi ormai per lungo tempo, con conseguenze che hanno contribuito a determinare l’attuale difficile situazione e a diffondere disorientamenti nel mondo agricolo.


I gravi scandali delle Regioni impongono un’impennata etica, ma anche una riflessione sui poteri delle Regioni che sono stati ampliati a dismisura dalla riforma costituzionale del 2001. Infatti, lontani dalle mode e dai preconcetti, occorre valutare l’esperienza dell’applicazione più che decennale del nuovo ‘Titolo Quinto’ della Costituzione che ha rivoluzionato i rapporti tra Stato e Regioni. In particolare va riesaminato l’art. 117 della Costituzione che ha ribaltato il principio dell’originario testo della Carta fondamentale della Repubblica dove venivano elencate le competenze delle Regioni, lasciando tutte le altre allo Stato.

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Il punteruolo nero, una minaccia per le ornamentali

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L’olivo e l’olio negli studi dei Georgofili

Su questo argomento è stata allestita in Accademia una mostra, dal 19 settembre al 5 ottobre 2012

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Agricoltura al centro dello sviluppo sostenibile

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ISTAT: Italia al primo posto in Europa per riconoscimenti DOP, IGP, STG

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De Castro: la nuova PAC rischia slittamento al 2014

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L’Europa non smetta di perseguire la sicurezza alimentare

La nuova riforma della PAC, che pure è stata accompagnata da documenti della Commissione che si sono preoccupati di raccogliere le molte istanze provenienti dal “basso” che hanno evidenziato la necessità di non abbandonare la food security, perno indispensabile di ogni politica agricola, non sembra, in realtà, muoversi in questa direzione, dato che il nuovo progetto di regolamento ha posizioni che non si discostano troppo, sotto questo profilo, da quelli del 2003 e 2009, anzi sembra essere ancora più ambientalista e meno interessato alla produzione.
Invece, l’UE, grande potenza economica, anche se con i piedi politici d’argilla, è nella necessità di praticare una politica agricola che favorisca le eccedenze, considerando almeno tre problemi che colpiscono gli Stati membri, anche se apparentemente non tutti in modo egualmente diretto:
    
1)    la necessità di affermarsi come forza stabilizzante di un pianeta che, fra guerre e lotte intestine a molti stati per il potere, è ben lungi dall’essere in pace;

2)    la necessità di evitare di essere occupata da una massa pacifica, ma irrefrenabile, di disperati che con ogni mezzo cercano di raggiungere territori nei quali non si patisca la fame e la sete;

3)    la necessità di promuovere uno sviluppo interno per dare occupazione ai suoi giovani, in particolare.

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Il Verdicchio, un vino unico

Il testo è una sintesi dell’intervento svolto dal Prof. Frega nel corso della lettura “Il Verdicchio, semplicemente unico”, che si è svolta ad Ancona il 16 settembre u.s.

Il Verdicchio deve la sua unicità, rispetto agli altri vini bianchi, perché risulta molto ricco dell’etilestere dell’acido caffeico (etilcaffeato), sostanza fenolica ad azione antiossidante. La scoperta, che è stata fatta conoscere al mondo scientifico nel 2009, è il risultato di ricerche condotte dalla Facoltà di Agraria e quella di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche ed ha procurato riconoscimenti a livello internazionale al Prof. N.G. Frega e suoi collaboratori.

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Il Governo approva il disegno di legge per fermare il consumo di suoli agricoli

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Ue: abolita l’etichettatura facoltativa sulle carni bovine

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L'ingegneria genetica per combattere la mosca delle olive?

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La siccità USA determinerà una contrazione dell’offerta cerealicola mondiale

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A Firenze torna EXPO RURALE dal 20 al 23 settembre 2012

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Il dilemma shakespeariano sulla scelta transgenica

Nonostante l'argomento sia stato ampiamente dibattuto, riteniamo opportuno qualche sottolineatura perché anche alcune riviste di grande rilevanza scientifica continuano ad ospitare articoli critici sugli organismi transgenici, e quindi sulle piante transgeniche, che hanno avuto una enorme diffusione nel mondo (160 milioni di ha nel 2011).
L'argomento maggiore a favore degli organismi transgenici si basa sulla constatazione che le mutazioni accadono normalmente e spontaneamente in natura. L'uomo usando mutageni chimici o fisici può ulteriormente favorire questi eventi. Le biotecnologie ci possono mettere nella condizione di alterare un singolo paio di basi nella complessa struttura del DNA degli organismi. ...
... nonostante l'intenso lavoro di miglioramento genetico, soprattutto condotto negli ultimi cento anni, ricorrendo anche all'ausilio di radiazioni o di mutanti chimici, non si è mai constatata la presenza di una tossina o di un allergene o comunque di una qualche sostanza che non fosse nota in precedenza. ...
Evidentemente argomentazioni simili a quelle sopra riportate devono essere state alla base della decisione recente della Corte di Giustizia Europea, che ha ingiunto all'Italia di recedere dal proposito di darsi proprie regole per l'approvazione della coltivazione degli organismi transgenici.

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Il mondo è più vicino di quanto non si pensi ad una crisi alimentare

Benvenuti nella nuova geopolitica della scarsezza alimentare. Con l’assottigliarsi delle provviste andiamo verso un’era alimentare, un’epoca, in cui ciascun paese farà per sé.
Dal punto di vista alimentare, il mondo è nei guai. Ma non sembra che i leader politici abbiano colto la portata di quello che sta accadendo.
I progressi nella riduzione della fame degli ultimi dieci anni si sono invertiti. Se non ci muoviamo rapidamente per adottare nuove politiche sulla popolazione, l’energia e l’acqua, l’obiettivo di sradicare la fame resterà tale.
Il tempo sta finendo. Il mondo potrebbe essere molto più vicino a un’ingestibile carenza di cibo - piena di prezzi in aumento, dilaganti disordini per il cibo e definitiva instabilità politica - di quanto la maggior parte delle persone creda.

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Per la consigliera scientifica dell’UE gli OGM non sono rischiosi

Gli organismi geneticamente modificati non sono più pericolosi dei loro equivalenti convenzionali, ha affermato in una intervista esclusiva a “Euractiv” Anne Glover, la direttrice del Consiglio scientifico della Commissione europea, chiedendo ai paesi che si oppongono all’uso degli OGM di dimostrare la loro dannosità.

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Diventare come una sequoia

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Frutti antichi in punta di pennello: corso di acquerello botanico con Maria Rita Stirpe

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La patata dolce che salva la vista

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La nuova sfida energetica del petrolio

Uno studio di Leonardo Maugeri, ex dirigente ENI, ripreso da George Monbiot sul "Guardian",ha recentemente portato l'attenzione sul fatto che la fine del petrolio non sarebbe vicina. Questo studio contrasta con l'opinione largamente condivisa da molti studiosi ed esperti che invece ritengono che il "picco del petrolio", cioè l'inizio del declino delle riserve mondiali, sia già stato, o sta per essere raggiunto. Che cosa è successo? Che cosa ha portato a questa inversione di tendenza?
La risposta viene dagli investimenti e dai risultati che si stanno ottenendo con l'impiego delle nuove tecnologie nella ricerca del petrolio non convenzionale.
La tecnologia della perforazione orizzontale e della frantumazione idraulica e chimica a cui vengono sottoposti gli scisti di Bakken in Nord Dakota dovrebbe consentire di estrarre petrolio e gas in grande quantità.
Secondo la Energy Information Administration degli USA, quasi la metà del greggio che l'America consuma  entro la fine di questo decennio sarà prodotta in casa. Altri analisti sostengono che entro il 2023 gli Stati Uniti esporteranno più energia di quanto ne importano. La trivellazione orizzontale e il fracking, ma soprattutto gli alti prezzi del barile, stanno rendendo convenienti gli investimenti per questo tipo di estrazione. La produzione in North Dakota è già passata dai 100 mila barili al giorno del 2005 ai 550 mila al giorno del gennaio 2012.

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Rischi per l’operatore e per l’ambiente durante i trattamenti nel vigneto

Il testo è una sintesi della relazione presentata nel corso del workshop sulla sicurezza del lavoro nella filiera viticola-enologica, che si è svolto a Ragusa lo scorso 3 settembre 2012

I progressi nella prevenzione dei rischi per i lavoratori e per l'ambiente hanno avuto inizio negli anni '60. Il primo incontro sulla "Meccanizzazione in collina" è stata tenuto dall’ Accademia dei Georgofili nel 1959. Gli altri congressi fondamentali su "La sicurezza in materia di lavori agricoli", sono stati organizzati da ENPI (Ufficio Nazionale per la Prevenzione Infortuni) nel 1966 e 1967. Molte ricerche sono state sviluppate da allora fino ad oggi concentrate su questi aspetti della sicurezza, anche nel settore della viticoltura. Di grande rilevanza sono stati i miglioramenti sul lavoro ottenuti nella viticoltura intensiva, in cui sono state sviluppate soluzioni ed attrezzature innovative in grado di agevolare le operazioni in zone impervie o di difficile accessibilità, consentendo di incrementare i livelli di sicurezza per gli operatori anche in queste attività agricole marginali.
Negli ultimi anni, la necessità di ridurre gli impatti ambientali dell'agricoltura,ha contribuito allo sviluppo di nuove tecnologie per l'ottimizzazione delle colture e la riduzione delle emissioni chimiche. A tal proposito, le recenti norme e regolamenti specifici introdotti per tutte le Nazioni Europee richiedono nuovi approcci di gestione, volti alla salvaguardia della salute dei lavoratori e dell'ambiente.

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FAO: La siccità obbliga a gestire meglio le risorse idriche per salvaguardare la sicurezza alimentare

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Vino: in vigore il nuovo decreto sull’etichettatura e la presentazione di Dop e Igp

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Miele italiano in crisi, fra il calo delle produzioni e la minaccia cinese

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Ecco come l'olio di oliva extravergine previene le malattie degenerative

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Anno nero per le castagne, cali generalizzati dell'80%

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Alla ricerca di una disciplina giuridica del giardino storico: da “verde urbano” a “bene culturale e paesaggistico”

“Uno spazio progettato dall’uomo con finalità in primo luogo, ma comunque non esclusivamente, estetiche a cui si riconosce un interesse pubblico, conferitogli dalle sue caratteristiche artistiche e/o dalla rilevanza storica”. In questi termini il Ministero per i Beni e le attività culturali ci prospetta la nozione di giardino storico che racchiude in sé quella profonda valenza culturale ricorrente nelle definizioni che dello stesso ci offrono la Carta dei Giardini storici, detta anche Carta di Firenze, e la Carta italiana dei giardini storici, documenti non dotati di valenza giuridica, ma che contengono una serie di raccomandazioni mirate alla corretta gestione di questa peculiare tipologia di giardino, sull’onda del rinnovato interesse che quest’ultimo, per lungo tempo degradato a mero verde urbano, nella considerazione dei progettisti e degli urbanisti, ha suscitato a partire dagli anni settanta del secolo scorso.
La valenza culturale del giardino storico conduce il giurista a inquadrare il tema sullo scenario legislativo contemporaneo, in stretta assonanza con quello del paesaggio, alla luce della moderna concezione di quest’ultimo come bene culturale, formalizzata nella Convenzione europea del paesaggio e adottata dal legislatore italiano nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (c.d. Codice Urbani).

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Uno studio della NASA sui pregi del verde urbano

Lo studio e un "primo passo" verso la quantificazione del ruolo della vegetazione nelle periferie, che sono le aree urbane che crescono più rapidamente negli USA ed in tutti i paesi industrializzati.

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La nuova "corsa alla terra": cibo e agricoltura nell'era della scarsità

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Il Ministro Catania presenta iniziativa contro la cementificazione delle campagne

Il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania intende portare a settembre in Consiglio dei Ministri un disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo.
Lo ha annunciato il 24 luglio u.s., in occasione di un'iniziativa da lui promossa ed alla quale hanno preso parte il presidente di Slow Food Carlo Petrini e l'editorialista del Corriere della Sera Sergio Rizzo.
“ Dal 1971 ad oggi - ha ricordato il ministro - sono andati persi circa cinque milioni di ettari di superficie agricola, di cui un milione e mezzo a causa della cementificazione e ancora oggi, ogni giorno,  si perdono 100 ettari. Peraltro - ha aggiunto - ciò accade in un paese in cui il tasso di autoapprovvigionamento alimentare è dell'ordine dell'80 per cento, con il peso dell'import che cresce ed in un quadro in cui i prezzi delle materie prime agricole appaiono in irreversibile aumento".
Per Catania, comunque questa battaglia per la salvaguardia del suolo agricolo va al di là del problema in sé, ma assume il carattere di una "battaglia di civiltà", a favore di un cambio di modello di sviluppo, "che recuperi quello che l'Italia sa fare meglio" e che attiene alla creatività, alla qualità, alla bellezza.
In questo senso, il ministro ha chiesto un ampio sostegno alla sua iniziativa, spiegando che il disegno di legge ha già ricevuto l'appoggio informale di una serie di suoi colleghi di governo, tra cui quello "molto importante" del ministro delle attività produttive Corrado Passera, anche se - ha ammesso - "sono sicuro che ci saranno anche resistenze".

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Vendemmia a rischio per caldo e siccità

“Se non ci saranno piogge nei prossimi giorni – avverte Confagricoltura - gli acini di uva non ingrosseranno e perderanno colore; insomma non matureranno adeguatamente, con il rischio di poca gradazione. Già veniamo da un’annata di basse rese e c’è il rischio che vengano confermate anche quest’anno; chi ha la possibilità mette in conto irrigazioni di soccorso, che comportano oltre tutto aumenti dei costi aziendali."

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Il menù su misura per le mucche da latte lo decide un robot

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Bando di concorso per l’ammissione alla Scuola di dottorato per il Sistema Agroindustriale - AGRISYSTEM

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Il controllo biologico della Psilla dell’Eucalipto

Nell’ultimo biennio, le estese infestazioni dell’esotica Psilla dell’Eucalipto (Glycaspis brimbecombei) hanno destato notevoli preoccupazioni sia in ambienti forestali che nelle aree antropizzate per i fastidi causati dalla pioggia di melata e di follicoli dalla chioma delle piante infestate sui passanti e sulle auto. Allarmati sono gli apicoltori poiché, a seguito degli attacchi, le piante vengono fortemente debilitate e si riducono sia il notevole flusso di nettare sia di polline che assicurano alle api importanti pascoli estivi dai quali le api ottengono abbondanti produzioni di un caratteristico miele. Un ruolo marginale nel contenimento delle infestazioni è svolto dai nemici naturali indigeni rappresentati da Antocoridi predatori e da Vespe mentre le formiche vivono in simbiosi con la psilla produttrice di melata.

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L’internet delle piante: il progetto PLEASED

“Paura a Ceriale la notte scorsa. Una decina di persone, tra turisti e abitanti della zona ospiti di un campeggio, sono state ricoverate nell'ospedale Santa Maria di Misericordia con forti bruciori agli occhi e alla gola provocati da una nube tossica che si è sprigionata intorno alle 23.30 nella piana tra Albenga e Ceriale, nel savonese.” La Repubblica, 4 settembre 2011.

Immaginiamo uno scenario nel quale, tramite un sistema di comunicazione “vegetale”, sarebbe stato possibile acquisire preventivamente l’informazione trasmessa da pianta a pianta così da evitare tale disastro. Le piante sono spesso considerate come semplici automi non in grado di percepire l’ambiente che le circonda né di comunicare con altre piante o animali. Studi condotti negli ultimi anni hanno però dimostrato che, contrariamente a quanto ritenuto, le piante sono estremamente sensibili e sono in grado di percepire cambiamenti nell’ambiente molto prima rispetto agli animali.

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Allarme di Catania: “Negli ultimi 30 anni sono stati persi 5 milioni di ettari agricoli su un totale nazionale di 30 milioni”

Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Mario Catania, intervenendo alla Assemblea A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), che si è svolta a Roma lo scorso 11 luglio, si è dichiarato estremamente preoccupato a riguardo del consumo di suolo agricolo in Italia, pari a circa 100 ettari ogni giorno.
“Si tratta di pura follia, se teniamo a mente che siamo all’80% dell’auto-approvvigionamento alimentare e andando di questo passo rischiamo di bruciare economia, sviluppo e lavoro."

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La mela che non annerisce inquieta l'America

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I risultati del 6° Censimento Generale dell’Agricoltura ISTAT: meno aziende ma più grandi. E aumentano le donne

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Master Internazionale: “Biosicurezza delle Piante Geneticamente Modificate” - E-Biosafety

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Un importante contributo al dibattito energetico: le biomasse

Su scala globale l' 81% dell'energia consumata è derivata da combustibili fossili, mentre le energie rinnovabili coprono il rimanente 19% di cui il 6% è rappresentato dal nucleare, ma ben il 10% dai biocarburanti, rappresentati da biodiesel -sostanzialmente derivato da lipidi di soia, colza ed altri semi oleaginosi- e soprattutto da etanolo prodotto usando lieviti in grado di fermentare zuccheri estratti da canna da zucchero, da barbabietola o dall'amido di mais, frumento e cassava. Tutta questa energia ricavata dalle piante rappresenta, a livello mondiale, il 78% delle energie rinnovabili; negli USA a fronte di 522 miliardi di litri di  benzina, si usano 49 miliardi di litri di etanolo. La stima degli autori è che, con gli opportuni miglioramenti, si possa arrivare a soddisfare il 30% della richiesta mondiale del carburante per trasporti, con i biocarburanti prodotti dalle biomasse.

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Olivi di Toscana

Tutte le attività agricole produttive, anche le più avanzate - e non solo quelle alimentari - cercano oggi di accreditare i legami fra i prodotti, le tradizioni e i territori di origine, evidenziando le antiche basi culturali sulle quali si sono sviluppate ed affermate le proprie tipicità.
Con questi stessi intenti, i Georgofili hanno pubblicato un volume su “Olivi di Toscana”. Si tratta di una pubblicazione di oltre 300 pagine, realizzata con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, della Regione Toscana e della Fondazione Carlo e Giulio Marchi, avvalendosi della collaborazione di 23 Autori, tra i più qualificati Esperti nelle materie riguardanti i singoli capitoli. L’opera illustrata ampiamente l’evoluzione della olivicoltura toscana, attraverso la storia, l’arte, la letteratura, ecc., nonché lo sviluppo delle tecniche colturali, fino all’attualità.

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Sequenziato il genoma di Drosophila suzukii

Dopo il sequenziamento del genoma della vite, del melo e della fragola, a San Michele all’Adige è stato raggiunto un altro importante risultato in questo campo. Un team multidisciplinare di ricercatori della Fondazione Edmund Mach ha sequenziato il genoma di Drosophila suzukii, il moscerino che preoccupa da qualche anno i produttori di piccoli frutti in tutto il mondo. Per raggiungere l’obiettivo si è partiti da alcuni insetti raccolti in Valsugana, la zona più importante per la produzione di piccoli frutti in Italia e che ha fronteggiato le conseguenze più gravi dagli attacchi dell’insetto. Sono state utilizzate moderne tecnologie di sequenziamento che rispetto ad un recente passato sono molto più efficaci e di gran lunga meno dispendiose. I dati sono stati depositati in una banca dati internazionale, al fine di condividerli con la comunità scientifica mondiale che si occupa di questa problematica.
Il progetto dei ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele, presentato alla stampa a Trento, con la presenza del presidente della Provincia Lorenzo Dellai e del presidente della Fondazione Edmund Mach, Francesco Salamini, prevede di utilizzare questi dati per chiarire gli ancora numerosi punti oscuri sull’origine dell’insetto ed accelerare la messa a punto di metodi di controllo innovativi, sfruttando anche l’enorme mole di conoscenze prodotte su Drosophila melanogaster, il moscerino dell’aceto, parente stretto di Drosophila suzukii e organismo modello per eccellenza.

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Energie rinnovabili, varati i due decreti e messo a punto il Quinto Conto Energia

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Spagna: sequenziato il genoma del melone

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Sos in campagna. Animali stremati e piante appassite per il caldo

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Arboricoltura urbana: le nuove sfide

Piantare alberi è uno dei presupposti di gran parte dei programmi di miglioramento ambientale delle principali istituzioni nazionali e internazionali che si occupano di ambiente e, nel presente scenario di cambiamenti globali (non solo climatici), la scelta delle piante da inserire nelle aree verdi delle nostre città non può e non deve avvenire solo su basi estetiche o limitando la scelta alle sole specie indigene, ma deve tener conto del potenziale "contributo" ambientale che le specie che saranno messe a dimora potranno apportare.
Appare necessario che questa scelta debba essere basata su altri parametri come la quota d’inquinanti rimossi dalla vegetazione, il miglioramento della qualità dell’aria, l’emissione oraria e giornaliera dei composti organici volatili da parte della pianta e il relativo impatto sulla genesi di ozono e di monossido di carbonio annuali, l’ammontare totale del carbonio organicato al netto della respirazione e dell’emissione di composti organici volatili, l’effetto del bosco urbano sull’efficienza energetica nella zona confinante, la produzione di polline e allergeni, l’evapotraspirazione e la conseguente modifica del microclima. Tutto questo deve sempre tener conto del principio “albero giusto al posto giusto”, poiché non è sufficiente che gli alberi sopravvivano, ma che abbiano elevati tassi di crescita e, conseguentemente, elevati tassi di sequestro di CO2 e di abbattimento degli inquinanti.

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Biocarburanti: Colza batte Cavolo abissino 1-0

Il Cavolo abissino (Brassica carinata) è stato coltivato per tre anni consecutivi nell’ambito di un progetto dell’Università di Firenze cofinanziato dal MiPAAF sul programma OIGA. Le attività sperimentali, condotte presso un’azienda agricola toscana, hanno permesso di mettere in luce limiti e criticità alla coltivazione di questa specie, originaria dell’Africa orientale, nei nostri ambienti, e di valutarne le performance, rispetto al colza, nella produzione di biomasse per la filiera dei biocarburanti.
I risultati evidenziano una scarsa vocazionalità del pedo-clima locale. Difficoltà sono state riscontrate nell’individuazione dell’adeguato periodo di semina: la B. carinata ha mostrato una particolare vulnerabilità nel corso delle prime fasi di germinazione e ingrossamento delle silique e di richiedere pertanto un’ attenta preparazione del letto di semina.

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L’Italia ha bisogno degli OGM oppure l’agricoltura morirà: lettera-appello di 200 scienziati e coltivatori

Riportiamo una sintesi dell’articolo di Gilberto Corbellini (professore di Storia della Medicina all’Università la Sapienza di Roma) e Roberto Defez (genetista del CNR di Napoli), pubblicato su "La Stampa - TuttoScienze" il 20 giugno u.s.

In una lettera al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, 200 tra scienziati e agricoltori italiani hanno fatto una richiesta precisa: che sia di nuovo possibile, in Italia, competere scientificamente ed economicamente nel settore strategico dell’agricoltura e che, allo stesso tempo, finisca la “politica dello struzzo” sul tema degli OGM. E’ una richiesta che assume particolare rilevanza alla luce della norma europea di NON CONSENTIRE che gli Stati membri decidano in modo autonomo di vietare la coltivazione di piante OGM, mentre in Italia (a Viterbo n.d.r.)  si sradicano alberi di ulivo e di ciliegio OGM, calpestando una sperimentazione decennale.

Sul sito http://www.salmone.org/lettera-ai-presidenti/ è possibile leggere il testo integrale della lettera sottoscritta, tra gli altri, da Silvio Garattini, Umberto Veronesi, Luciano Maiani, Chiara Tonelli, Elena Cattaneo, Felice Cervone e molti altri noti esponenti del mondo agricolo e scientifico.

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Nasce Biomed, per il controllo sostenibile dei parassiti

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Vignola ‘brevetta’ le ciliegie

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Manager in agricoltura

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Georgofili: Scaramuzzi confermato presidente

Riportiamo una sintesi dell’articolo di Maurizio Naldini, pubblicato su La Nazione di venerdì 22 giugno 2012

Per l’ottava volta dal 1986, Franco Scaramuzzi è stato eletto presidente dei Georgofili. Vicepresidenti sono stati confermati Giampiero Maracchi e Federico Vecchioni. Nei giorni scorsi, alla scadenza del mandato, i membri del consiglio direttivo e i presidenti delle varie sezioni si erano espressi pubblicamente chiedendo al loro Presidente di accettare l’ennesima conferma.
Pugliese di origine, trasferitosi a Firenze dopo la laurea, docente alla facoltà di agraria, rettore dell’università negli anni che seguirono il caos della contestazione, a 85 anni Franco Scaramuzzi è ancor oggi una figura di spicco, non solo nel mondo scientifico. La sue capacità di organizzatore furono comprese da tutti quando seppe, in breve tempo, ricostruire la sua Accademia dopo l’attentato del 1993. Le sue capacità di analisi sociali ed economiche sono ben note ai lettori de La Nazione, ai quali dedica frequenti articoli e riflessioni.

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Parassiti delle piante: lotta senza fitofarmaci?

Una chimera dell'agricoltura mondiale è rappresentata dalla possibilità di eliminare o quanto meno ridurre drasticamente i numerosi trattamenti antiparassitari necessari nella grande maggioranza delle coltivazioni, per poter contenere le perdite quanti-qualitative delle produzioni,  dovute alle varie avversità di tipo biotico.
Si potranno mai rendere immuni le piante coltivate dai vari attacchi parassitari?
.....
Una piccola molecola di RNA sembrerebbe alla base della "memoria ereditabile" della malattia che potrebbe suggerire nuove strategie di difesa dai parassiti. Per dirla con il linguaggio fiorito di  Andrei Alyokhin, ricercatore dell'Università del Maine, è come dare un vaccino ai genitori e riscontrare l'immunità nei figli.

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C’è un futuro per le produzioni ovine e caprine della Sardegna?

Venerdì 22 giugno u.s. si è svolta una Giornata di Studio, organizzata dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili in collaborazione con il Dipartimento di Agraria della Università di Sassari, in cui sono state esaminate le cause che affliggono già da alcuni anni il settore ovino e caprino della Sardegna

Le produzioni di latte ovino e caprino sono crescenti un po’ovunque. L’Italia è una delle poche nazioni che invece mostra una decrescita delle produzioni, soprattutto per quanto riguarda il latte ovino. Il mercato mondiale è caratterizzato da prezzi medi del latte ovino più elevati di quelli prevalenti in Italia. In particolare, il prezzo del latte in Sardegna è in assoluto fra i più bassi.
Diversa è la situazione del prezzo del latte di capra in Italia, ed in particolare in Sardegna, in linea e talvolta superiore a quello delle principali nazioni europee. La riduzione del valore del latte ovino è stata attribuita principalmente alla debolezza organizzativa di molte aziende casearie, in particolare di quelle cooperative, che continuano a produrre formaggi poco attrattivi per il mercato moderno ed a venderli senza il supporto di adeguate figure professionali.

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Vittoria agli “Europei dell’olio”

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Premio di laurea “Prosperitati Publicae Augendae”

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Fondi PAC: la Ue rivuole dall’Italia 111 milioni di euro

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L’agricoltura rimane un settore strategico

Il settore primario si sta sempre più affermando a livello internazionale con un ruolo strategico essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. La FAO ha evidenziato la necessità di raddoppiare la produzione complessiva di alimenti entro il 2050 aumentando le rese unitarie con l’ausilio della genetica molecolare, anziché con l’ulteriore incremento dell’impiego di mezzi tecnici inquinanti e costosi.
Il mercato globale attualmente è caratterizzato  da un grave squilibrio tra domanda e offerta che tende ad allargarsi per la crescita economica dei paesi asiatici e il miglioramento delle condizioni di vita che comporta crescenti richieste di cereali e proteine animali, con conseguenti pressioni e volatilità  delle principali commodities agricole.
Questa situazione è causata anche dalle speculazioni finanziarie e dalle misure protezionistiche dei principali paesi esportatori, ma anche dai  frequenti eventi climatici negativi. In questo contesto mondiale l’UE ha tracciato le linee della Politica Agricola Comunitaria per il 2020 che riguardano innanzitutto la sicurezza alimentare e la tutela delle risorse naturali e del territorio.
La sicurezza alimentare ritorna ad essere l’obiettivo primario della PAC e in questo contesto  la modernizzazione e la riaggregazione della filiera agroindustriale  è strategica per aumentare e migliorare le produzioni locali, concorrere a rafforzare la tipicità del Made in Italy a competere sul mercato globale  e incrementare le esportazioni di produzioni italiane di qualità.
Il mercato globale regola disponibilità e prezzi e marginalizza le produzioni agricole locali soprattutto dove non si è in grado di competere sul piano dei costi, l’agricoltura pugliese avrebbe innanzitutto bisogno di organizzazioni di commercializzazione più efficienti ,capaci di valorizzare l’origine dei propri prodotti e aumentare i ricavi. Si stima infatti che gli agricoltori italiani abbiano perso nel periodo 2000-2009 il 36% del loro reddito con una ulteriore flessione nel 2010, mentre in Europa ,nello stesso periodo, si è registrato un incremento medio  del reddito agricolo del 5% annuo.

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Drosophila Suzuki (Matsumura): un nuovo temibile nemico della frutta

Delle oltre 1500 specie del genere Drosophila comunemente definite mosche/moscerini dell’aceto o della frutta, D. suzukii, nota fin dal 1916 in Giappone, è una delle poche in grado di attaccare i frutti integri di numerose piante coltivate e spontanee

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Studio di possibili strumenti di controllo della Drosophila Suzukii

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Anna Letizia Monti nuovo presidente dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio

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PAC: secondo gli inglesi il “greening” determinerà meno produzione alimentare

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Api e agrofarmaci sotto la lente dell'Efsa

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LIBRI VIOLENTATI

“Perdere un libro significa perdere un po’ della propria storia …” .
Così si scriveva a pochi mesi di distanza dall’attentato di via Georgofili del maggio 1993. L’occasione era la mostra Libri violentati allestita nel mese di ottobre 1993 nelle due sale del pianterreno della sede accademica, sopravvissute alla furia sconvolgente dell’ordigno che aveva devastato la medievale Torre dei Pulci, trascinando sotto le macerie vite umane, la biblioteca e l’archivio dell’Accademia dei Georgofili.

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LO STATO DISTRUGGE LA RICERCA SCIENTIFICA PUBBLICA IN ATTO

Martedì 12 giugno è iniziata la distruzione di alberi di olivo, di ciliegio e di kiwi, oggetto di studi genetici presso campi sperimentali dell’Università della Tuscia. Le ricerche erano state formalmente autorizzate dal Ministero dell’Agricoltura ed erano iniziate da quasi 30 anni, rispettando le misure di sicurezza previste dalla legge. Alla scadenza dell’autorizzazione, il Ministero dell’Ambiente (al quale era stata trasferita la competenza) non ha accolto la richiesta di proroga avanzata dall’Università della Tuscia. La comunicazione del Ministero è pervenuta in data 1 giugno e l’Università, a partire dal 12 giugno, ha dovuto applicare un protocollo di distruzione che prevede un trattamento con un disseccante , l’espianto e poi  l’incenerimento degli alberi. Le ricerche avrebbero consentito di selezionare varietà resistenti a diversi agenti patogeni, portando quindi ad una auspicata riduzione dell’uso di antiparassitari chimici in agricoltura. Sembra che il diniego sia stato sollecitato da una denuncia presentata dalla Fondazione Diritti Genetici di Mario Capanna ai Ministri dell'Ambiente e dell'Agricoltura e alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, per decadenza dell’autorizzazione.

Si riportano  alcuni commenti che ci sono pervenuti, in merito all’accaduto.

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Sequenziato per la prima volta il genoma del pero

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I Georgofili danno il benvenuto all’ Associazione della Stampa Agricola Toscana (ASET)

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Terremoto in Emilia, sosteniamo questo progetto

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Nuovo insetto minaccia la frutta siciliana

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INGEGNERIA GENETICA E OGM: se ne parla a Siena

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SALVARE L’AGRICOLTURA

Nell’ambito di un convegno svoltosi a Pisa il 23 maggio u.s. per celebrare il 170° anniversario di quella Facoltà di Agraria, la prima nata nelle Università italiane (per iniziativa di Cosimo Ridolfi, allora Presidente dell’Accademia dei Georgofili), il prof. Franco Scaramuzzi ha tracciato un quadro realistico dell’attuale situazione della nostra agricoltura (testo su www.georgofili.it), mettendone in evidenza le crescenti difficoltà in un clima di incomprensione e di sempre più scarso interesse da parte della opinione pubblica e di riflesso dal mondo politico, erroneamente, come se oggi fosse meno importante d’un tempo.
Le sintetiche argomentazioni del Presidente dei Georgofili hanno espresso e trasmesso il drammatico disorientamento e scoraggiamento che il mondo dell’agricoltura sta vivendo.
Il prioritario ed essenziale problema è rappresentato dalla crescente difficoltà di conseguire reddito dalle attività agricole. Allo stesso tempo, gli agricoltori avvertono, più che mai, la mancanza di attenzione e di prospettive.

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Economia reale e agricoltura per uscire dal tunnel

Si complica lo scenario e si smarriscono le certezze nel labirinto della crisi, nata da politiche finanziarie disinvolte e poi  estesa a tutta l’economia. Ne sono  colpiti tutti i settori, compresa l’agricoltura che produce nuova ricchezza e non si limita a compravendere prodotti finanziari. La produzione agricola non si è arrestata, ha subito forti scossoni per le due ondate al rialzo e poi al ribasso dei prezzi. Anche la contrazione dei consumi alimentari è stata modesta e inferiore a quella generale.
Gli Italiani hanno modelli di consumo da Paese ricco e l’alimentazione non è sentita come un problema prioritario, ma rimaniamo deficitari di prodotti agricoli e alimentari. La produzione non perde terreno, ma da almeno un decennio le rese non aumentano. Ci stiamo incamminando su una strada che non considera l’esigenza di incrementarla perché preferiamo privilegiare altre valenze dell’agricoltura.
Diamo per scontato che qualcuno, nel mondo, produrrà per noi gli alimenti e le materie prime per ottenere i grandi prodotti della nostra tradizione.

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Il georgofilo Stefano Mancuso è uno dei “20 italiani che ci cambieranno la vita”

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Sequenziato il genoma del pomodoro

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Bevande alla frutta: iniziato in Commissione Agricoltura della Camera l’esame del testo di legge unificato sul settore

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Alzare la testa e lo sguardo!

In apertura  dell’ultima assemblea della FIDAF (Federazione Italiana Dottori Agronomi Forestali), ho ritenuto opportuno citare la relazione svolta dal Presidente Scaramuzzi in occasione dell’inaugurazione del 259° anno accademico dell’Accademia dei Georgofili, in particolare soffermandomi sull’appello con il quale ha richiamato tutti ad un atteggiamento meno passivo nei confronti del ruolo marginale attribuito al settore primario.
La relazione del Prof. Scaramuzzi era dedicata allo “Sviluppo razionale per l’agricoltura europea”. Oltre ad approfondire i temi della produttività agricola nella realtà globale, inclusa naturalmente la tutela ambientale, con un appello il Presidente dei Georgofili ha richiamato tutti ad “alzare la testa e lo sguardo per verificare dove porti la rotta e riconsiderare anche l’efficienza della PAC, come forte politica agraria europea, dinamica e attenta al cangiante contesto globale....."

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Sostenibilità produttiva di colture energetiche dedicate

Esiste un progetto finanziato principalmente dal MiPAAF, nell’ambito del programma OIGA per i giovani imprenditori agricoli, che ha l’obiettivo di mettere in evidenza criticità e limiti alla produzione di biomasse destinate alla filiera dei biocarburanti, sui seminativi di un’azienda agricola di medie dimensioni.

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Logistica del settore agroalimentare in Toscana

Resoconto della lettura svolta dal Prof. Malevolti il giorno 29 maggio 2012, presso la sede accademica

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Clima: Maracchi, ‘’Aspettiamoci perturbazioni fino alla prima metà di giugno’’

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A Firenze il 5 giugno il premio ambientalista “Il monito del giardino”

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TASSA PATRIMONIALE SUI TERRENI COLTIVATI?

Terra (capitale fondiario), lavoro e capitale (di esercizio) sono stati considerati i fattori di produzione indispensabili per svolgere attività agricole e hanno costituito per secoli le fondamenta della mezzadria. Oggi, come tutte le imprese produttive, anche quelle agricole (grandi, medie o piccole che siano) tendono a riconoscere un crescente fabbisogno soprattutto di due elementi essenziali: capitale umano (fatto di conoscenze, a cominciare dal know how produttivo, manageriale e di mercato) e capitale finanziario (per procurarsi l’uso di tutti gli strumenti necessari, compresa terra, macchine, ecc.).
Conoscenza e finanza rappresentano un binomio sempre più necessario per ogni attività imprenditoriale e quindi anche per il rilancio dell’agricoltura. In tutto ciò, il capitale fondiario è, e rimarrà, un importante punto di partenza e di garanzia. Ma la terra utilizzata per attività agricole assume ormai e sempre più carattere di bene strumentale produttivo, così come ogni bene immobile e mobile indispensabile per qualsiasi attività manifatturiera, sia a livello industriale che artigianale.

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L’agricoltura sociale, una risorsa per la comunità

“Agricoltura sociale” comprende quelle attività che impiegano le risorse dell’agricoltura per promuovere o accompagnare azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa di persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale.
Seguendo la definizione si può affermare che pratiche di agricoltura sociale sono da tempo attive in Italia ed in Europa. Imprese che conducono terreni, comunità terapeutiche, tenimenti agricoli volti alla riabilitazione e reinserimento sociale di detenuti ed ex-detenuti, iniziative agricole all’interno di ospedali psichiatrici, laboratori protetti di orticoltura o di floricoltura, rappresentano soltanto alcuni esempi di  agricoltura sociale de facto. Tali iniziative, spesso venivano condotte senza un’esplicita consapevolezza di contribuire al conseguimento delle finalità sociosanitarie o sociali.
Data l’estrema varietà delle esperienze riconducibili all’ambito dell’agricoltura sociale e dato anche che molte di queste tendono a non rivelarsi pubblicamente come iniziative di agricoltura sociale, non si è in grado ancora di tracciare un quadro preciso dell’agricoltura sociale in Italia.
Esse sono, tuttavia, collocate pienamente nella prospettiva dell’impresa agricola multifunzionale ovvero di un’impresa in grado di erogare, accanto ai tradizionali beni agroalimentari ed agro-industraili, una pluralità di servizi in prevalenza indirizzati alle persone e alle comunità locali.

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Sul Pistacchio

Si è svolta a Raffadali (AG) una giornata di studio sul pistacchio, organizzata dalla Sezione Sud-Ovest dei Georgofili.

La relazione bio-agronomica del Prof. Tiziano Caruso e quelle entomologiche del Prof. Santi Longo e del Dott. Pompeo Summa, hanno evidenziato le seguenti peculiarità: la coltura di questa importante specie arborea da frutto, oggi relegata in massima parte nei secolari “pistacchieti naturali” delle pendici dell’Etna e nell’Agrigentino è caratterizzata da lungo periodo improduttivo, bassa produttività e alternanza di produzione.
Questi ed altri problemi agronomici dissuadono gli imprenditori agricoli siciliani dall’intraprenderne la coltura.
Oggi, però, la disponibilità di nuovi portinnesti (P. integerrima, P. atlantica e ibridi tra le due specie); lo sviluppo di tecniche vivaistiche che consentono di approntare piante innestate; la selezione di “impollinatori” con fioritura contemporanea rispetto alle cultivar femminili; l’adozione di tecniche colturali che possono contribuire ad attenuare largamente il fenomeno dell’alternanza di produzione, costituiscono i presupposti agronomici per il rilancio della pistacchicoltura in Sicilia, che dovrà avvenire in aree irrigue e meccanizzabili.

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Danno ossidativo nelle piante

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Sisma in Emilia: agricoltura in ginocchio, danni per 250 mln

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Vino: salgono a 521 i DOC-DOCG e IGT in Italia

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L’inquinamento acustico interferisce con la riproduzione delle piante

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Gli orti in vaso

La Fondazione Campagna amica di Coldiretti,insieme a Italia Nostra e Anci ha lanciato a fine 2011 il PROGETTO NAZIONALE ORTI URBANI ‘per sostenere e valorizzare le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale’.
Nell’ambito di questa iniziativa è nata anche l’idea di un personal trainer (cioè una sorta di tutor, consulente in grado di accompagnare nelle diverse fasi della coltivazione).
Esiste un interesse sempre maggiore da parte degli italiani dal Nord al Sud del Paese di dedicare parte del proprio tempo libero alla cura dell’orto, sia per raccogliere ortaggi ed erbe aromatiche autentici, sani, sia come misura antistress o anche semplicemente come gratificazione personale, o ancora come metodo per ripristinare un contatto con la natura divenuto sempre più precario per chi vive in città.
In altri momenti di crisi come l’attuale erano sorti i cosiddetti orti di guerra.
Accanto al desiderio di orto c’è tutto un fiorire di siti informatici che raccontano esperienze, forniscono consigli, incitamenti cosi che anche il pollice più nero, invece di infilarsi i guanti da chirurgo della spesa per prendere i pomodori insacchettarli e premere il tasto 31, li raccoglierà sul proprio balcone. Non avrà più scuse!

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Sul batterio agente del cancro del kiwi

Uno studio sviluppato dal Gruppo di Fitobatteriologica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia (DAFNE) dell’Ateneo di Viterbo e coordinato dal Prof. Giorgio M. Balestra e dal Prof. Boris A. Vinatzer della Virginia Tech University (USA), ha svelato l’origine del batterio che dal 2008 sta devastando in Italia, come in Europa, Asia e Nuova Zelanda, le coltivazioni di kiwi.
Lo studio ha previsto il sequenziamento dell’intero DNA di questo batterio da isolati della Cina, Italia e Portogallo; sono inoltre stati analizzati anche isolati batterici ottenuti in Nuova Zelanda, nostro principale competitor nella produzione ed esportazioni dei frutti di kiwi.
Per trovare l’origine della malattia, il team internazionale di ricercatori ha confrontato ed esaminato in dettaglio il DNA per verificare se, da un unico “antenato”, poteva essersi determinata un’evoluzione genetica in grado di permettere a questo patogeno, di causare le infezioni recenti.

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Dibattito sull’articolo 62 del decreto sulle liberalizzazioni

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Linee guida internazionali sulla gestione dei diritti di accesso alla terra

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Mozione in senato su rischi dell’accordo Ue-Marocco

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Agricoltura vuol dire futuro dell’umanità

Questo è il titolo dell’articolo a firma di Maurizio Naldini, pubblicato su "La Nazione" il 25 aprile 2012, ossia il giorno successivo alla inaugurazione in Palazzo Vecchio del 259° anno accademico dei Georgofili. Ne riportiamo alcune parti.

Forse non ci siamo resi conto, noi fiorentini, di quello che accadeva a casa nostra, proprio di fronte all’ingresso degli Uffizi, là dove ha sede l’Accademia dei Georgofili. Pensavamo che fosse un luogo dove si rimescolava il passato, autocelebrandosi perfino, come spesso fanno le accademia. O che fosse un luogo per storici, studenti e categorie simili. Ci eravamo dimenticati, per esempio, che sì, Firenze è la culla dell’arte, ma anche nelle scienze, e soprattutto nelle scienze agricole, ha dettato legge per secoli e continua a farlo.
Dimenticati della bonifica delle Maremme o del motore a scoppio, del catasto agricolo o del ruolo che i Georgofili ebbero nel Risorgimento. Ma se anche non ci eravamo dimenticati del passato, forse non sapevamo che le scommesse dell’oggi, quella di nutrire l’umanità, difendere l’ambiente, restaurare il clima globale, sviluppare le energie rinnovabili, creare le condizioni per una diversa realtà sociale, insomma la nostra sopravvivenza, tutto questo è possibile solo con l’agricoltura. E di questa sfida, che riguarda l’umanità intera e il suo futuro, la nostra Accademia, forte di oltre 500 studiosi di ogni parte del mondo, è la punta di diamante quanto meno in Europa.

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Importanza economica della presenza di alberi

È sempre più diffusa, sia fra le pubbliche amministrazioni sia fra i cittadini, la consapevolezza che la presenza di spazi verdi, pubblici e privati, aumenta non solo la qualità della vita, ma anche il suo tenore, e produce una ricchezza anche materiale, magari non immediatamente tangibile, ma, come dimostrato da una mole consistente di lavori presenti nella letteratura internazionale, calcolabile con relativa facilità e con un’approssimazione piuttosto elavata.
È altrettanto chiara l’importanza di cercare di tutelare e migliorare l’esistente e, soprattutto, di incrementare le superfici destinate al verde.
.... La presenza di piante non solo aggiunge valore alle abitazioni direttamente interessate dalla presenza degli alberi, ma anche a tutte quelle poste nelle zone adiacenti. Interessante appare un recente lavoro che ha analizzato i prezzi di case e terreni in relazione alla loro prossimità ad aree verdi urbane o a boschi, evidenziando come l’aumento di prezzo non sia solo dovuto a ragioni estetiche, ma anche alla percezione di vivere in un ambiente più salubre.

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Tempi difficili per la ricerca in agricoltura (anche in USA)

Purtroppo, anche per gli USA,  provvedimenti sfavorevoli al comparto agricolo non sono una novità ma sono accolti con un certo disappunto da tutti coloro che hanno a cuore l'agricoltura e che la considerano centrale per lo sviluppo ordinato della società.

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Cioccolato, l'Italia è salva: la presenza di grassi vegetali al posto del burro di cacao sarà segnalata in etichetta

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Italia: l'orto "fai da te" conquista piu' di 4,5 milioni di cittadini

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Arriva la prima pasta autarchica, 100% italiana

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Eucalipto: storia e fitofagi

Giovedì 19 Aprile 2012, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, si è svolto un incontro sull’eucalipto, organizzato dalla Sezione Sud-Ovest dei Georgofili. Relatori: Tommaso La Mantia (Storia ed ecologia dell’Eucalipto in Sicilia) e Santi Longo (I Fitofagi dell’Eucalipto introdotti in Italia: possibilità di controllo biologico)

Gli eucalipti vantano una lunga storia nel nostro Paese; erano già presenti infatti in Campania all’inizio dell’'800 nel giardino botanico annesso alla regia di Caserta e fu proprio l’Hortus Camaldulensis a dare il nome all’Eucalyptus camaldulensis una delle specie più diffuse in Italia e nel Mondo.
I primi impianti in Italia vanno fatti risalire al 1869 ad opera dei monaci della “Abbazia delle Tre Fontane” a Roma.
Le ragioni iniziali della diffusione degli eucalipti vennero legate alla idea che potessero rendere salubre l’aria e contrastare la diffusione della malaria per la capacità dell’eucalipto di prosciugare rapidamente le aree paludose riducendo e annullando la capacità dell’anofele di moltiplicarsi. Per questa ragione l’espansione dell’eucalipto è intimamente legata alla diffusione delle ferrovie.

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Il mais Mon810 supera l'esame dell'Efsa

Il mais geneticamente modificato Mon810 non ha effetti negativi né per l'uomo, né per l'ambiente.
Questo è il parere scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, Efsa, riguardo alla relazione sul monitoraggio ambientale post-commercializzazione (Pmem, Post-marketing environmental monitoring), relativo alla coltivazione nel 2010.
Nella sua valutazione della relazione, il gruppo di esperti scientifici sugli Organismi geneticamente modificati dell'Efsa ha concluso che la coltivazione del mais Mon810, nella stagione di coltura 2010, non ha avuto effetti negativi sulla salute dell'uomo e degli animali, né sull'ambiente e ha inoltre concluso che i risultati della relazione Pmem avvalorano quelli della precedente valutazione della coltivazione del mais Mon810 effettuata dall'Efsa per la stagione 2009.
Il monitoraggio è un obbligo previsto dal quadro legislativo relativo alle piante geneticamente modificate e viene svolto successivamente a una rigorosa valutazione del rischio ambientale pre-commercializzazione e a una serie di decisioni in materia di gestione del rischio relative all'autorizzazione della coltura geneticamente modificata.

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L'Ue punta sull'agricoltura a km zero

Bruxelles sostiene l’agricoltura locale e la vendita diretta. In una conferenza, il Commissario europeo responsabile, Dacian Ciolos, si è detto pronto a valorizzare questo schema di produzione e commercializzazione, anche per andare incontro a quello che emerge da diversi studi: i consumatori nutrono grandi aspettative nei confronti dei circuiti agricoli corti.
“I cosiddetti servizi di approvvigionamento alimentare locale hanno un potenziale enorme
– si dice convinto Ciolos – perché permettono di evitare i trasporti su lunghe distanze, favoriscono lo sviluppo economico dei territori, rendendone protagonisti i consumatori”.

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Piano strategico Ue per settore olivicolo: ok della Cia

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Vento contrario per gli investimenti nelle rinnovabili

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AGRICOLTURA BIO O CONVENZIONALE? MEGLIO UN SISTEMA "IBRIDO"

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I Georgofili sulla PAC

Inaugurato il 259° anno accademico dei Georgofili

La relazione annuale che il Presidente Franco Scaramuzzi ha svolto per l’inaugurazione ufficiale del 259° A.A. dei Georgofili, è stata dedicata a valutazioni sulla PAC “Europa 2020” emerse nel corso delle adunanze pubbliche che l’Accademia ha dedicato all’argomento.
In un sintetico quadro generale, sono state evidenziate analisi critiche sulla tendenza della PAC a sostenere il ruolo ambientalista dell’agricoltura più che quello produttivo.
Sono stati sollevati dubbi sulla politica di sviluppo rurale che non manca di creare confusione e anche problemi che si ripercuotono su quello agricolo. E’ stato discusso lo strumento della “condizionalità”, che la PAC usa come vincolante metodo indiretto di reale pianificazione. L’attenzione è stata richiamata sugli oneri burocratici che la PAC crea per l’Europa, per i singoli Stati membri e per gli stessi agricoltori che beneficiano dei sostegni finanziari.
Scaramuzzi ha auspicato un atteggiamento meno passivo nei confronti della PAC ed una più approfondita riflessione, non solo sui particolari dei singoli provvedimenti ma, “alzando la testa e lo sguardo”, per verificare se la realtà della politica agricola europea sia consona ai dinamico ed ineludibile contesto globale.

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Inaugurazione del 259° anno accademico dei Georgofili: la prolusione di Maracchi

“Cambiamenti climatici e agricoltura del futuro: una rivoluzione“smart”, questo è il titolo della prolusione che il prof. Giampiero Maracchi ha svolto per l’inaugurazione ufficiale del 259° anno accademico  dei Georgofili.
Il Prof. Maracchi ha evidenziato come il terzo millennio sia iniziato con una crisi, strutturale e non congiunturale, climatica, ambientale, alimentare, economica, politica ed anche etico-morale, che richiede risposte dettate da riflessioni di ampio respiro. La crisi climatica determinata dall’aumento dei gas ad effetto serra si concretizza nell’aumento della intensità delle piogge e nei conseguenti eventi alluvionali, nelle persistenti siccità ed aumento delle aree aride del mondo, nelle ondate di calore ed anche nelle ondate di freddo. L’insieme di questi fenomeni estremi dipende da quanto petrolio abbiamo consumato nel secolo scorso e richiede quindi una revisione del modello di sviluppo legato alla cosiddetta globalizzazione. L’agricoltura in questo contesto gioca un ruolo rilevante perché da un lato, pur contribuendo all’effetto serra con i macchinari che utilizza, attraverso le piante assorbe l’anidride carbonica dell’atmosfera in misura 4 volte superiore a quanta ne produce (peraltro solo il 13% del totale).
Maracchi ha ribadito che l’agricoltura diviene sempre più necessaria per garantire la sicurezza alimentare. Può risolvere molti altri problemi come quello della disponibilità di materie prime (l’amido da cui si produce la bioplastica) o le fibre tessili o la produzione di energia alternativa, in varie forme.

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Droni contro l’ecomafia

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Sviluppata una cura a base di mais contro i nematodi parassiti delle banane

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New York: l’orto urbano più grande del mondo

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L’aspirina verde contenuta nella frutta e nella verdura

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Stangata milionaria per il cambiamento climatico

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Il Progetto Olea del MiPAAF

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Il grano geneticamente modificato che tiene lontani gli afidi

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OGM: secondo la FAO i paesi dell’Africa meridionale devono aprire alle biotecnologie

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Prossima inaugurazione dell’anno accademico

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FILIERE ALIMENTARI

Sembra essersi diffusa l’errata idea che la globalizzazione possa offrire un mercato mondiale, dotato di una continua disponibilità di commodities alimentari, dal quale attingere indefinitamente e spesso a condizioni convenienti, nonostante le speculazioni finanziarie e la volatilità dei prezzi.
Le nostre agroindustrie alimentari sono state giustamente libere di importare queste commodities a condizioni vantaggiose. Ma, contestualmente, i nostri agricoltori hanno dovuto invece sostenere costi di produzione sempre più alti e sempre meno competitivi rispetto a quei prezzi.
In questa anomala situazione la nostra agricoltura ha finito per essere ingiustamente considerata di importanza ormai trascurabile e parrebbe destinata ad un triste futuro. Le nostre agroindustrie alimentari potrebbero anch’esse andare incontro ad analogo destino, qualora venisse meno la disponibilità di prodotti agricoli locali, la cui apprezzata qualità, ha finora determinato la reputazione ed il successo dei marchi alimentari Made in Italy. Se contribuiremo a non dare più valore al prestigio di questi legami con i territori di origine, gli attuali Paesi esportatori di commodities potranno più facilmente sviluppare un’autonoma, altrettanto competitiva, trasformazione ed esportazione, anche in Europa, di ogni prodotto alimentare elaborato, magari etichettato con i nostri apprezzati marchi, acquisiti e usati da multinazionali o da singole imprese delocalizzate.
E’ quindi interesse di tutti fermare l’attuale progressiva consunzione di gran parte della nostra agricoltura, realizzando con lungimiranza un maggiore equilibrio nei rapporti fra tutte le imprese che partecipano ad una intera filiera “dal campo al consumatore”. E’ indispensabile una più equa ripartizione del complessivo valore aggiunto finale, così da eliminare o attenuare le attuali eccessive e pericolose sperequazioni fra i redditi dei componenti di una stessa filiera, a cominciare dagli agricoltori per aiutarli ad uscire dalle crisi di sopravvivenza che stanno attraversando.

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Fragola, identificato un principio attivo salutare

Un'importante scoperta scientifica a cura dei ricercatori del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (provincia di Trento) è stata pubblicata recentemente sullo Journal of Agricultural and Food Chemistry, rivista della Società Chimica Americana.
Uno studio molto approfondito sui componenti della fragola ha dimostrato per la prima volta che in questo frutto è presente in grandi quantità l’agrimoniin, un tannino naturale appartenente alla famiglia degli ellagitannini usato largamente nella medicina tradizionale asiatica e studiato per le proprietà astringenti, antiemorragiche, antimalariche e antitumorali.
Fino ad oggi l’importanza di questo principio attivo,  isolato per la prima volta nel 1982 in una pianta officinale perenne che cresce in Oriente (Agrimonia pilosa Ledeb), era del tutto inesplorata nella alimentazione umana e ignorata dalle banche dati nutrizionali

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La famiglia Calvino

‘Tra i miei famigliari - leggiamo in uno scritto di Italo Calvino, uno dei più grandi e amati scrittori del novecento - solo gli studi scientifici erano in onore, un mio zio materno era un chimico professore universitario, sposato a una chimica anzi ho avuto due zii chimici sposati a due zie chimiche; mio fratello è un geologo, professore universitario…Il sapere dei miei genitori convergeva sul regno vegetale, le sue meraviglie e virtù …Mia madre non usciva mai dal giardino etichettato pianta per pianta, dalla casa tappezzata di bouganvillea, dallo studio con il microscopio sotto la campana di vetro e gli erbari….’
Anche se Italo Calvino volta le spalle a quanto i genitori gli avrebbero potuto insegnare e viene attratto dalla vegetazione delle frasi scritte, la sapienza dei genitori  il loro amore, passione,  interesse per la ricerca  in agricoltura, nel settore delle scienze naturali e della floricoltura traspare nella maggior parte dei suoi scritti.

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L’altra genetica

Sono emerse nuove problematiche connesse alla rapida diffusione di Piante Geneticamente Modificate, non accettate in ugual misura dall’opinione pubblica dei diversi Paesi, e si è arrivati spesso ad identificare ogni attività genetica con la produzione di PGM.
In realtà la genetica è molto di più: è scienza antica, che ci accompagna a partire dalla nascita dell’agricoltura stessa. L’addomesticamento di importanti piante agrarie ha infatti origine nel Neolitico, momento di transizione in cui i genetisti dell’epoca selezionarono piante con caratteri favorevoli a partire da quanto offriva l’ambiente naturale.
Questa genetica è tuttora viva, potenziata da avanzamenti scientifici e tecnologici che stanno aprendo nuove opportunità per “pescare” geni utili da quello che già esiste in natura, cioè dalle risorse genetiche.

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Piante GM, molto discusse ma molto coltivate

Mentre in USA e in molte altre parti del mondo le piante geneticamente modificate sono accettate come uno dei tanti prodotti del miglioramento genetico ed eventualmente si discute di "etica e business", da noi si continua ad allarmare sui rischi ambientali od addirittura per la salute umana e -qualora non bastasse- si dichiara che questi semi GM sono contrari agli obiettivi dell'agricoltura italiana.

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Stop al falso pomodoro made in Italy

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Oslo: dai rifiuti alimentari il carburante per il trasporto pubblico urbano

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La Cina primo mercato alimentare del mondo

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Prossima inaugurazione dell’anno accademico: cambiamenti climatici e PAC all’ordine del giorno


La pubblica cerimonia per l’Inaugurazione ufficiale del 259° Anno Accademico dei Georgofili, che si terrà in Palazzo Vecchio (Salone dei Cinquecento) martedì 24 aprile alle ore 11.00, si annuncia di particolare interesse.


La Prolusione sarà svolta dal Vice Presidente Prof. Giampiero Maracchi su Cambiamenti climatici e agricoltura del futuro: una rivoluzione “smart”. La Relazione annuale del Presidente Prof. Franco Scaramuzzi sarà dedicata alla PAC (Politica Agricola della UE), nel 50° anniversario del suo avvio.

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PIU’ FOGLIAME UGUALE MENO INQUINAMENTO

Nel momento in cui sto scrivendo siamo in piena stagione del taglio. Ogni condominio chiede a gran voce  la potatura per ridurre la chioma degli alberi, che “sporcano”, che “facilitano l’ingresso dei ladri nelle case”, “che con le radici fanno inciampare gli anziani,” “che ostacolano lo scorrere delle carrozzine”, che, nel complesso, ne farebbero di cotte e di crude.
Adesso è il momento degli incolti i cui pareri sono confortati da quelli dei cosi detti potatori, che ti guardano con aria di superiorità’, come spesso accadeva, fin dal tempo dei romani,vantando tecniche basate sulla loro ignoranza e mancanza di voglia di istruirsi, che, bontà loro, più tagliano, più si può vedere il risultato, e (ma questo non si dice) più tagliano più guadagnano.
Sono oltre 50 anni che scrivo, insegno, e spando la voce contro il massacro degli alberi.
Dobbiamo anche renderci conto che, oltre a minare ed accorciare la vita di un albero, la potatura indiscriminata ridurrà per alcuni anni il fogliame e ben sappiamo che più fogliame presente nelle città significa avere meno inquinamento.
Qualsiasi pratica colturale  che abbia  per risultato la riduzione, anche temporanea, di fogliame degli alberi nelle zone ad elevato inquinamento, quali quelle urbane o lungo le strade ad  elevata  percorrenza di veicoli , i bordi di autostrade o a strade a denso traffico in primis , riduce le difese naturali  all’inquinamento presenti nella zona costituite dalla biomassa intesa come superficie fogliare .
A nostro parere inconsulte  pratiche cesorie che si vedono un po’ ovunque, come le capitozzature ingiustificate, o, anche, la potatura  di piante ornamentali atta a ridurre la massa fogliare al solo scopo di contenere lo sviluppo di piante arboree in zone urbane ( come pure gli innaturali tagli alla zona apicale di grandi  conifere  perché’ impiantate a distanze sbagliate da abitazioni o di strade), oltre al danno alla pianta arborea evidenziabile nel tempo sia come avviamento procurato a processi cariogenetici, si può  configurare come un intervento di inquinamento ambientale paragonabile, a quello che si attuata scaricando rifiuti tossici in zone aperte di campagna o in prossimità’ di falde freatiche.

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Consumo di suolo e agricoltura conservativa

Il suolo è una risorsa naturale non rinnovabile, soggetta a processi di degrado in primis l’erosione, che va tutelata per le numerose funzioni che svolge, sia per i servizi essenziali per le attività umane, sia per la sopravvivenza degli ecosistemi.
L’agricoltura conservativa può dare un contributo significativo per contenere l’erosione idrica diffusa, migliorare la struttura fisico-chimica del terreno ed incrementare le produzioni come rilevato dalla FAO.

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Gli alberi colpiti dal cancro batterico degli agrumi emettono odori che attraggono l'insetto vettore Psillide asiatico

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Vite e diritti di impianto: Ciolos pronto a ridiscutere posizione Ue

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CLIMATE-ADAPT: un nuovo strumento per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici

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La “rotta” della PAC

Gli indirizzi e le misure dettate dalla PAC sono state esaminate e discusse dal vasto mondo interessato, soprattutto per valutarne le ricadute. Sono state finora largamente accettate, guardando in particolare ai singoli provvedimenti ed all’entità dei finanziamenti, per vari settori di attività e per singoli Paesi o Regioni. Sono tutti aspetti importanti, ma i Georgofili hanno voluto dedicare la loro attenzione ad una analisi generale della PAC, della sua storia e delle sue revisioni, per vedere più chiaramente dove stia portando la rotta, sostanzialmente costante, dell’ultimo ventennio e verificarne l’attuale validità e compatibilità con i dinamici cambiamenti geopolitici globali.

Le valutazioni emerse saranno esposte, in una organica sintesi, con la relazione annuale del Presidente, in occasione della pubblica Cerimonia Inaugurale del 259° Anno Accademico dei Georgofili, a Firenze (Palazzo Vecchio) alle 11.00 del 24 aprile p.v..

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Due nuove importanti scoperte sul mondo delle piante

Il gruppo di ricerca guidato dal georgofilo Stefano Mancuso, direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) ha appena pubblicato su due importanti riviste scientifiche (Plos One e Trends in Plant Science) risultati sperimentali che dimostrano:
a) come le radici delle piante esplorino il suolo con un comportamento di sciame simile a quello di alcuni insetti sociali, quali le formiche;
b) come le radici delle piante siano in grado di percepire suoni e anche di produrli, facendo pensare ad un loro uso come forma di segnalazione.

Le regole semplici che sussistono fra gli individui che compongono un gruppo (es. mantenersi ad una certa distanza dal vicino più prossimo; muoversi ad una velocità non superiore a quella di chi precede) possono generare, in gruppi composti da molte migliaia di elementi, dei comportamenti collettivi molto complessi. Poiché tali comportamenti d'insieme del gruppo sono stati per la prima volta studiati negli sciami d’insetti sociali, essi prendono comunemente il nome di “comportamenti di sciame”. Comportamenti analoghi sono stati analizzati in gruppi di uccelli (stormi), di pesci (banchi) e anche nelle grandi adunanze umane (eventi sociali, sportivi, artistici ecc.).
Oggi tali comportamenti sono dimostrati anche nelle piante.
Grazie alle ricerche guidate da Stefano Mancuso, infatti, si è potuto documentare che le radici di piante diverse della stessa specie dirigono la propria crescita utilizzano dei modelli di comportamento “di sciame”, comportandosi in questo come insetti di una stessa colonia.
Che le piante fossero sensibili ai suoni è stato per anni appannaggio di storie e leggende. Oggi possiamo dire che qualcosa in queste leggende era vero. Le radici delle piante, infatti, percepiscono le frequenze sonore e rispondono ad esse variando la direzione della crescita. Inoltre, crescendo, esse emettono dei suoni particolari (simili a dei click) che potrebbero essere percepiti dalle radici vicine.


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Poesia dell’Olivo da Omero ad oggi

Il 19 Aprile 2012, alle ore 16.00, presso l’Accademia dei Georgofili verrà presentata una antologia di poesie sull’olivo e sull’olio, dal titolo “oliveTolive”.

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Micro-vibrazioni al posto della chimica contro gli insetti dannosi

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Giornata mondiale dell’acqua. Guidi (Confagricoltura): “Irrigare per produrre cibo non è spreco”

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Il consumo di vino nel mondo: in calo ovunque tranne Cina e Stati Uniti

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PER UNA RAZIONALE AGRICOLTURA EUROPEA

Si celebra quest’anno il 50° anniversario della PAC (Politica Agraria Comunitaria) che è la nostra unica vera politica unitaria per la quale è in corso una revisione (la quinta negli ultimi venti anni) che dovrebbe andare in vigore dal 2014.
La Comunità europea (nata nel 1950 con il Trattato di Roma), dovette subito superare tante e peculiari differenze esistenti fra le agricolture degli Stati membri e adottare non facili programmi di riconversione delle agricolture nazionali.
La PAC nacque nel 1962, con l’intento di assicurare ai cittadini europei la necessaria disponibilità di cibo a prezzi accessibili ed ai suoi agricoltori un adeguato tenore di vita. Ma dovette poi affrontare una situazione di complessiva eccedenza di produzioni alimentari e ricorrere anche a strumenti estranei alla nostra cultura, quale il “set-aside”. Dal 2005, i sostegni agli agricoltori vennero commisurati a parametri “disaccoppiati” ed indipendenti dalla produttività, ma vincolati al rispetto di specifiche norme ambientali. La nuova riforma, chiamata “Europa 2020” propone ora un macchinoso intervento greening, con criteri chiaramente mirati a scoraggiare chi intendesse continuare a svolgere solo attività produttive.
Sembrerebbe necessario riflettere se siano da considerare prioritarie le funzioni produttive delle attività agricole o quelle relative alla tutela ambientale. Entrambe sono invece irrinunciabili, in un equilibrio razionale, anche nel quadro del processo di globalizzazione ormai difficilmente reversibile, né eludibile.

Queste tematiche, di grande rilievo e attualità, saranno sviluppate con la relazione annuale del Presidente alla Inaugurazione pubblica del 259° Anno Accademico dei Georgofili, in Palazzo Vecchio (Salone dei Cinquecento), alle ore 11.00 di martedì 24 aprile p.v..

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Cancro del KIWI: La Ricerca Italiana consente la registrazione del primo agrofarmaco in Europa

Il cancro dell’actinidia rappresenta attualmente la patologia di natura batterica di maggior rilevanza (e preoccupazione) a livello mondiale per il settore della frutticoltura. Dal 2008, quando il gruppo di fitobatteriologia del DAFNE dell’Università della Tuscia ha rilevato i primi focolai nel Lazio, la diffusione di questa fitopatia è stata inarrestabile interessando e causando notevoli danni e perdite sia nelle principali aree italiane dove questa frutticola riveste notevole importanza economica (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria), sia in numerose aree ad actinidia a livello europeo (Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera), sia extra europeo (Turchia, Nuova Zelanda, Australia, Cile) oltre ad essere stata già segnalata e tutt’ora diffusa in Asia (Giappone, Corea del Nord e Cina).
Dopo oltre due anni di sperimentazione, gli studi di un gruppo di ricerca dell’Ateneo viterbese hanno permesso la registrazione del primo agrofarmaco biologico in Europa, in grado di contrastare, soprattutto durante il periodo della fioritura, il batterio fitopatogeno Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA) agente causale del cancro batterico dell’actinidia.
Il formulato ha determinato un’ottima protezione degli organi fiorali e sembra poter contrastare ulteriormente PSA anche durante la stagione vegetativa. È importante inoltre evidenziare che non è stato registrato alcun effetto fitotossico sulle piante, né alcun effetto negativo su api e bombi.

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Rapporto fra l’uomo e il suolo e modificazioni ambientali

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La deforestazione rallenta, il pianeta respira

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Agricoltura: oltre 200mila imprese a rischio

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L’agribusiness per il rilancio economico del Paese

Fino alla metà del secolo scorso, abbiamo contribuito al progresso, in un contesto che era meno dinamico e complesso, prevalentemente guidato e tutelato da politiche nazionali. Nell’arco degli ultimi cinquanta anni, abbiamo invece vissuto un travolgente susseguirsi di tanti eventi straordinari, capaci di far sparire in breve tempo anche la nostra millenaria civiltà contadina. Abbiamo dovuto affrontare radicali cambiamenti e, solo ogni tanto, ci accorgiamo di aver modificato il nostro stesso modo di pensare, di essere e di agire.
I più grandi problemi attuali (quali i cambiamenti climatici, le risorse energetiche, la sicurezza alimentare) sono di interesse mondiale e possono quindi essere risolti solo con scelte condivise appunto a livello globale.
Se ne deve trarre una evidente conclusione: gestire il complesso di tante nuove realtà, di interesse planetario, non è più alla portata di singoli Paesi, per quanto potenti possano essere. Ciò vale anche per le imprese agricole che, per quanto grandi ed abili possano essere, avranno sempre maggiori difficoltà ad operare singolarmente nel proprio microcosmo.
Si impongono quindi orizzonti più ampi ed azioni lungimiranti, ma in archi temporali più brevi. Per le attività agricole ciò comporta maggiori difficoltà. D’altra parte, l’importanza strategica dell’agricoltura va emergendo sempre più negli ormai frequenti Summit mondiali a vario livello, riconoscendone la capacità di offrire soluzioni ai grandi problemi già citati.

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Frutta in mostra

La mostra "La frutta negli studi dei Georgofili sec. XVIII e XIX" resta aperta dal 20 marzo al 27 aprile

La ricerca storica compiuta sulle fonti primarie dell’Accademia dei Georgofili (documenti dell’Archivio Storico e Atti ufficiali), sul Giornale Agrario Toscano (il periodico fondato da Giovan Pietro Vieusseux, Cosimo Ridolfi, Lapo de’ Ricci, Raffaello Lambruschini), sui tanti numerosi scritti monografici di accademici ordinari e corrispondenti ha fatto emergere la volontà dei Georgofili di rivalutare la frutticoltura, attività trascurata che avrebbe invece notevolmente contribuito a beneficare non solo l’economia dei singoli, ma anche ad arricchire l’intero corpo sociale col favorire i commerci, gli scambi, e col ridurre le importazioni di prodotti esotici, utilizzando in loro luogo materie prime indigene. La lettura di questo ricchissimo materiale manoscritto e a stampa ha permesso di cogliere altro importantissimo ruolo dell’Accademia dei Georgofili, la quale da sempre era stata sollecita a richiamare l’attenzione verso l’ambiente e verso il proprio territorio.

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Nuova olivicoltura superintensiva

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Il Pecorino: il successo di un vino di origine ancestrale

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Corso di agrometeorologia a Torino

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Utilità delle piante infestanti

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L'impronta idrica per capire la globalizzazione

Conoscere bene i consumi di acqua per fare fronte alle necessità idriche di una popolazione mondiale  crescente, è il primo passo per risolvere uno dei  problemi di maggior urgenza di oggi.
Un aspetto che è sempre stato sottostimato è la misura precisa del bilancio idrico nel commercio internazionale sotto forma delle varie "commodities" scambiate. Per intenderci, possiamo fare l'esempio di molte nazioni importatrici che esternalizzano la loro "impronta idrica" senza darsi cura di quanto consumo idrico (o inquinamento idrico) sia stato richiesto al paese produttore.
La definizione del nuovo parametro di "impronta idrica" vuole appunto tenere conto non solo dei consumi idrici tradizionali, ma anche di quanta acqua è stata consumata per produrre le derrate importate, come pure di quei consumi idrici fatti per esportare all'esterno i vari prodotti.
L'impronta idrica è la somma di tre componenti: quella "blu" (consumo di acqua superficiale e nel suolo), quella "verde" (acqua piovana) e quella "grigia" che è un indicatore dell'inquinamento idrico. 

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Definizione di bosco nel Decreto Semplificazioni

L’art. 26 del D.L. n.5/2012 riconosce le radure interne al bosco come entità non boscate se identificabili come “pascoli, prati o pascoli arborati”. Una variazione non facile da valutare nei suoi aspetti applicativi.
Un’ulteriore modifica alla definizione di bosco riguarda l’art.2 comma 6 del suddetto D. Lgs. allorché, ove non  diversamente già definito dalle regioni, si escludono dal genere bosco..... le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell’adesione a misure agroambientali promosse nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale dell’Unione europea una volta scaduti i relativi vincoli. Il riferimento corre immediatamente ai rimboschimenti effettuati in Italia a seguito del ritiro dei seminativi dalla produzione per contenere a livello comunitario le produzioni agricole eccedentarie.
Tra i Regolamenti comunitari che hanno previsto contributi per il ritiro dei terreni agricoli dalla produzione e la loro destinazione forestale, quello che ha avuto una maggiore applicazione è stato 2080/92 che non era un provvedimento di politica forestale, ma un intervento finalizzato all’incentivazione di alternative, temporanee e reversibili, di terreni agricoli altrimenti destinati a produzioni eccedentarie.
Numerose Regioni nell’applicazione del Reg. CEE 2080/92 hanno imposto ai seminativi imboschiti il vincolo di destinazione a bosco determinando, di fatto, una caduta di interesse degli imprenditori. Vogliamo sperare che la specifica in esso contenuta ...una volta scaduti i relativi vincoli sia interpretata come riportato dall’art. 7 comma 2 del D.M. 63 del 19/2/1991, ossia faccia riferimento alla durata del ciclo produttivo, come indicato dalle P. di M. e di P. F. (turni minimi).


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Gestione forestale: protezione dell'acqua e dall'acqua

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Dipingere nell’Orto

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Accordo Marocco-Ue: l’agricoltura italiana ha paura

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Una farfalla minaccia i vigneti italiani

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Agricoltura e ambiente attraverso l’età romana e l’alto medioevo

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ALLARME PER IL DEGRADO DEL SUOLO

Dagli esperti più qualificati un appello al Presidente Monti

Pubblichiamo di seguito il testo della accorata lettera a Mario Monti, che è stata sottoscritta da numerosi studiosi ed esperti del settore: primo firmatario Fabio Terribile, Presidente Società Italiana di Pedologia.

Signor Presidente,
il degrado ed il consumo del suolo hanno raggiunto livelli drammatici con cui la nostra comunità nazionale e la stessa Unione Europea devono fare i conti.
Questa lettera è un grido di allarme lanciato da scienziati ed esperti di suolo agrario e forestale che
assistono impotenti ad un costante degrado e ad una perdita irreversibile e transgenerazionale di una risorsa ambientale fragile ed essenzialmente non rinnovabile. Risorsa al contempo assolutamente preziosa per il benessere sociale, ambientale ed economico del nostro Paese.
Il suolo produce beni e servizi non sostituibili: è risorsa fondamentale per la vita sulla Terra, è il supporto alla produzione agraria e forestale fornendo cibo, biomasse e materie prime, è riserva di patrimonio genetico, filtra e conserva l’acqua delle precipitazioni, è custode della memoria storica, nonché elemento essenziale del paesaggio. È il principale deposito di carbonio delle terre emerse. Nella società italiana l’importanza del suolo è poco percepita ed esso è sottoposto a pressioni ambientali crescenti determinate, e talvolta acuite, da uno sviluppo urbano non più sostenibile, da pratiche agricole e forestali inadeguate, da attività industriali. Tutto ciò sta degradando continuativamente, e spesso in maniera irreversibile, le insostituibili funzioni produttive ed ambientali del suolo. Il censimento ISTAT indica che dal 2000 al 2010 si sono persi oltre 300.000 ettari di superfici agricole. Riteniamo che l’attuale tasso di consumo e di degrado dei suoli determini conseguenze economiche gravissime per le nostre generazioni e ancora di più per quelle future.

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Dal foraggio alla cosmesi: le molteplici utilizzazioni del ficodindia nel mondo

Il ficodindia (Opuntia ficus-indica L. (Mill.) è una specie  originaria del continente americano, diffusa in Europa, e, in seguito, negli altri continenti, a partire dal XVI secolo. Si tratta di una specie capace di avere un ruolo in sistemi agricoli profondamente diversi, nelle risorse e nelle finalità produttive. E’ utilizzata, ad esempio, nell’agricoltura tradizionale o di sussistenza in molti Paesi delle aree semi-aride, dove svolge un ruolo di enorme importanza come fonte di alimento per l’uomo (i frutti e  i cladodi) e per gli animali da esso allevati. Ma ha anche un ruolo nell’agricoltura orientata al mercato, sia per la produzione di frutta, sia per la produzione, su scala intensiva, di foraggio ma anche di coloranti naturali (il carminio derivato del Dactylopius coccus, fitofago specialista di Opuntia sp.pl), di ‘verdura’ fresca o conservata (i nopalitos, di origine messicana). Una specie multifunzionale per eccellenza, quindi, non solo perché capace di produrre beni diversi (frutti, biomassa da foraggio, coloranti, cladodi per l’alimentazione umana), ma anche perché è capace di farlo in sistemi agricoli fortemente differenziati per la disponibilità di risorse, economiche e naturali.

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Che cos’è l’eccellenza di un alimento

“La valorizzazione dei prodotti di eccellenza a livello del produttore è la conseguenza non la causa della valorizzazione nella distribuzione e nella ristorazione”

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Mi vesto di ortica: la riscoperta di un tessuto ecologico

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Monti: "La sicurezza alimentare deve essere una priorità per la comunità internazionale e per l’Italia"

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Sacher, un pomodoro col nome di una torta

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Coltivare frutta e verdura sul tetto: benefici economici, sociali e ambientali

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Gestione sostenibile della flora spontanea nel comparto vivaistico

Il comparto vivaistico nel nostro Paese rappresenta una realtà produttiva importante. In particolare lo è in Toscana, dove si caratterizza per la produzione ornamentale e dove, la provincia di Pistoia, costituisce un'eccellenza a livello di produzione e di servizi. In Toscana, nel 2007, erano attive in questo comparto oltre 3500 aziende, per una superficie investita nelle colture florovivaistiche di circa 7600 ettari. In provincia di Pistoia si registra la più alta concentrazione dell'attività vivaistica Toscana, sia in termini di aziende (oltre 2000) e sia di superficie (quasi 5000 ha).

Quello della sostenibilità è un esigenza di cui sempre più si è preso consapevolezza e la stessa Unione Europea spinge in questa direzione. Gestione sostenibile della flora spontanea vuole anzitutto dire riduzione massiccia degli impieghi di agro-farmaci, sul cui uso la comunità scientifica ne ha dimostrato limiti e pericolosità per l'uomo e per l'ambiente.

A questo proposito, l’Accademia dei Georgofili ha organizzato a Pistoia, venerdì 24 febbraio, una giornata di studio con lo scopo di illustrare le possibilità di controllo fisico delle infestanti presentando, insieme alle tecniche  e ai sistemi di gestione, anche i primi risultati delle applicazioni nel comparto vivaistico.

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Verde sostenibile: da chi e per quanto tempo?

La sostenibilità biologica, la sostenibilità potenziale, la reale durata ed  a quale costo, non solo in termini di moneta ma di materie prime fondamentali , acqua ed aria  tanto per intenderci, la abbiamo veramente messe in bilancio?
Da qualche anno molti ricercatori in tutto il mondo si pongono il problema della allarmante riduzione della disponibilità di acqua per alimentare, per depurare, per far sopravvivere una gran parte di umanità che è abituata a considerare l’acqua un bene a costo zero e, soprattutto, di illimitata disponibilità nonostante gli allarmi che da decenni gli esperti lancino. Ma sappiamo bene che gli “ esperti” quando sostengono verità in contrasto con gli interessi economici o di lustro di alcuni gestori della cosa pubblica, non vengono ascoltati.
Nelle così dette nuove tecnologie, molte delle quali tanto nuove che i principi risalgono ad Erodoto, quanto è stato veramente studiato il problema del risparmio gestionale dell’acqua? I progettisti si sono  chiesti chi domani, tra un anno, o tra cinque o dieci anni fornirà l’acqua necessaria a tutto l’indispensabile verde architettonico in ambiente urbano?
Non dobbiamo pensare ad un verde sostenibile solo nell’immediato, ma tentare di esaminare se questa sostenibilità sarà ancora efficace almeno tra 10 anni (termine correlato oggi con la lunghezza della  “vita “ politica media di un amministratore pubblico).

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Il progetto RHEA: una flotta di robot autonomi per la gestione sostenibile e mirata della difesa delle coltura agrarie

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Agricoltura e dissesto pedologico

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Energia elettrica dai vegetali colorati

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Nel container a energia solare l'orto urbano a chilometro zero

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Parametri della situazione agricola italiana

L’annuario 2010 dell’agricoltura italiana è stato pubblicato ora dall’INEA. Il volume, di quasi 600 pagine, contiene molti dati sui quali è opportuno riflettere, perché documentano una sofferenza perniciosa del settore agricolo, già da tempo evidenziata, ma evidentemente non ascoltata.
Il valore aggiunto complessivo del settore agricolo nel 2010 continua ad essere modesto ( 0.8%) ed anche l’industria alimentare manifesta una crescita ( 1,6%), inferiore alla media della economia nazionale ( 2,2%). Il valore aggiunto, calcolato per unità di lavoro, è stato inferiore (meno della metà) rispetto al livello medio della nostra complessiva economia. Il valore della produzione agricola si è ridotto del 3,7% rispetto alla media decennale 2000-2010. Il peso dell’agricoltura nell’economia nazionale è sceso ulteriormente dal 3% al 2,2%. Anche il numero degli addetti al settore agricolo è diminuito (-13,5%), mentre è pressoché raddoppiato l’impiego di immigrati rispetto al 2000. Il commercio con l’estero dei prodotti alimentari nel 2010 registra un aumento sia delle importazioni ( 11,9%) che delle esportazioni ( 11,6%). Ciò potrebbe derivare da una accelerazione delle importazioni di commodities alimentari ed una esportazione di prodotti elaborati dalle filiere agroindustriali.
Questo complesso di dati illustra una situazione decadente dell’agricoltura e diventa allarmante se considerata nel quadro della sicurezza alimentare globale che esigerebbe un raddoppio delle produzioni complessive del nostro pianeta entro il 2050, coinvolgendo quindi tutti i Paesi, non escluso il nostro e l’Europa.

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Cantieri verdi e social housing per la difesa del territorio mediante la riduzione del sovraffollamento delle carceri

In questi ultimi anni si sono aggravate le condizioni di criticità nel dissesto idrogeologico, causate dalle alluvioni, dalle frane, dalle valanghe e le perdite di vite umane, di beni, di infrastrutture, di attività lavorative ed economiche ha raggiunto in alcune Regioni livelli preoccupanti. E’ sufficiente ricordare quanto è avvenuto nel 2011 in Liguria, in Sicilia, in Calabria, nelle Marche, nel Veneto.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio indica che la superficie a rischio frana raggiunge 137.690 chilometri quadrati, a cui vanno aggiunti 7.744 chilometri quadrati a rischio alluvioni e secondo Lega Ambiente sono stati censiti 383.831 fenomeni franosi.
Fin dal 1968, l’Accademia dei Lincei aveva tracciato i lineamenti per l’intervento pubblico per contenere il dissesto idrogeologico anche facendo ricorso a 20.000 militari di leva all’anno. Abolita la leva militare, numerose situazioni di emergenza meriterebbero di venire affrontate mediante la creazione di “cantieri verdi” a cui potrebbe contribuire la forza lavoro disponibile presso gli Istituti di correzione in cui sono presenti 65.000 unità a fronte di 45.000 posti disponibili.

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Curarsi nel giardino

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Un nuovo modo di concepire la garanzia e la certificazione dei prodotti alimentari

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Conferenza Regioni su IMU: “si accelera il processo di dismissione del settore agricolo”

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Dossier FAI e WWF: a rischio 75 ettari al giorno

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Boom per il fotovoltaico in Italia

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Paesaggio agrario: per una revisione della Parte Terza del “Codice Urbani”

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La riforma del Catasto : i fabbricati

Proseguendo l’intervento sulla riforma del catasto in questa fase esaminiamo le principali modifiche nel catasto fabbricati.

Nel catasto fabbricati le novità sono diverse:

-    innanzi tutto sono riaperti i termini fino al 31.03.2012 per l’accampionamento in categoria D/10 e A/6-R dei fabbricati rurali strumentali iscritti nel catasto fabbricati  in categorie diverse da quelle sopra determinate. Ricordiamo che entro il 30.09.2011 era scaduto il termine per la variazione e che tali modifiche hanno di fatto un effetto retroattivo per 5 anni;
-    si dovrà procedere all’accampionamento degli impianti fotovoltaici nella categoria D/10 se rurali e nella categoria D/1 per quelli non rurali. Si dovrà altresì provvedere alla variazione in D/10 entro il 31.03.2012 degli impianti erroneamente classificati in D/1 per i quali sono soddisfatti tutti i requisiti di ruralità;
-    viene sancito il principio per il quale l’Agenzia del Territorio modificherà la consistenza dei fabbricati classificati in categoria “A” dai vani a mq. lordi. Per questo aspetto dobbiamo aspettare le procedura attuative;
-    il catasto fabbricati diviene l’unico catasto nel quale dovranno essere censiti tutti i fabbricati;
-    infine l’art.13 comma 14/bis del DL n. 201/2011 convertito con mod. nella Legge 216/2011 stabilisce che con successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze verranno stabilite le modalità per l’inserimento del requisito della ruralità in tutti gli atti catastali.
-    E’ in corso di predisposizione una nuova procedura DOCFA che consentirà di gestire la ruralità e quindi all’avvio della stessa sarà più semplice procedere.

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La coltivazione delle piante nello spazio: un futuro possibile e necessario

La pianificazione di una missione umana su Marte ha risvolti che non riguardano solo gli aspetti tecnologici ma anche inattesi aspetti “agricoli”.
Un viaggio verso Marte richiede tra i 5 e i 6 mesi (solo andata), un tempo lungo che implica la necessita di fornire all’equipaggio tutto quello che serve in termini di ossigeno e di alimenti per un periodo di almeno un anno. 
A meno che non si riesca a realizzare sull’astronave delle coltivazioni vegetali che da un lato riciclino la CO2 prodotta dall’equipaggio, rigenerando ossigeno, e dall’altro producano alimenti vegetali per integrare la dieta degli astronauti.
Coltivare nello spazio diventa essenziale per missioni interplanetarie ma lo spazio disponibile sulle astronavi è molto limitato ed è quindi necessario sviluppare piante di piccola dimensione, capaci di crescere molto velocemente.
Nel corso degli anni ‘90 presso l’università dello Utah sono state sviluppate delle varietà di frumento, riso, pomodoro e pisello definite “super-dwarf” e caratterizzate da un altezza massima di 25 cm e da un ciclo vegetativo dalla semina alla raccolta inferiore a 90 gg.
Piante di questo tipo possono essere allevate in piccole camere climatiche (simili ad un armadio a cassetti) e fornire alimenti ed ossigeno all’equipaggio.
Insieme a queste specie si possono poi coltivare lattughe o spinaci per integrare la dieta spaziale con verdure a foglia.

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Tracciabilità e sicurezza alimentare con i sistemi a radiofrequenza

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Sfide e opportunità per la prossima generazione degli agricoltori di fronte ai cambiamenti climatici

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Ondata di freddo, gli effetti sulla salute e i consigli per difendersi

L’ondata di freddo in arrivo sarà forte, prolungata ed interesserà tutta la Toscana. Le temperature percepite – combinazione fra temperatura dell’aria, umidità velocità del vento – scenderanno sotto lo zero fino a punte di -10° C con seri rischi per la salute di anziani, malati e bambini.
Queste sono le previsioni del Centro interdipartimentale di Bioclimatologia dell’Università di Firenze che, attraverso il progetto MeteoSalute finanziato dal Servizio Sanitario della Regione Toscana, studia in anticipo gli effetti delle condizioni meteorologiche sulla salute della popolazione (www.biometeo.it)
“L'ingresso di aria fredda a partire dalla serata di martedì 31 gennaio – spiega il direttore del Centro, il georgofilo Simone Orlandiniprovocherà un brusco calo termico in poche ore su tutta la Regione. Un nuovo apporto di aria proveniente direttamente dalla Siberia determinerà un ulteriore calo delle temperature percepite a partire dalla giornata di giovedì. Le temperature percepite – prosegue Orlandini - scenderanno al di sotto dello zero su quasi tutte le località anche durante le ore centrali, a causa della concomitanza del vento con le basse temperature dell'aria. I valori minimi percepiti si registreranno durante il prossimo fine settimana quando nei capoluoghi delle zone interne si avrà una percezione di -10° C / -15° C. Ad oggi sembra che l’ondata di freddo possa perdurare fino alla fine della prossima settimana (intorno al 10 febbraio)”.

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Evitare lo spreco di cibo: si può e si deve!

Il 50% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Se l’intera popolazione mondiale avesse la stessa voracità di noi europei, sarebbero necessari tre pianeti per produrre la quantità di cibo richiesta.
Lo spreco alimentare in Italia ammonta al 3% del PIL.
Lo spreco è un fallimento del mercato e della politica - così come una questione di educazione e sensibilizzazione - che non va trascurato.
Lo spreco alimentare può diventare una risorsa e un'opportunità: riutilizzare e riciclare dovrebbero diventare le nuove parole chiave del 21 ° secolo.
Dobbiamo cercare di attuare processi sostenibili, per affermare una nuova logica che si concentri sulla sufficienza ed efficienza, intesa come una funzione della qualità. Per salvarci dalla "tirannia dell'effimero" abbiamo bisogno di reinventare la nostra vita intorno a 2 nuovi principi: leggerezza e trasparenza.

Come evitare lo spreco alimentare è il tema del volume “Transforming Food Waste into a Resource”, di Andrea Segrè e Silvia Gaiani, che sarè presentato in prima nazionale all'Accademia dei Georgofili, venerdì 3 febbraio alle ore 15.00

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Pac: una riforma che non pensa al futuro alimentare del mondo

La sicurezza alimentare non entra nella nuova Pac, mentre è un problema che nel mondo preoccupa

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Space Farming, non è fantascienza

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L’Accademia dei Georgofili all’avvio del terzo millennio

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Estratti naturali contro la peronospora

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Nuove nomine al CRA

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La gestione intelligente del verde nelle città del futuro

L’articolo è una sintesi dell’intervento che sarà svolto dal prof. Ferrini durante la giornata di studio su Space Farming del 27 gennaio p.v.

Emerge chiaramente l’enorme divario che separa l’Italia dagli altri paesi cosiddetti “sviluppati”, e  le nostre città dalle città straniere (soprattutto inglesi, francesi, tedesche e scandinave), nelle quali è evidente come lo sforzo delle società coscienti dei problemi del nostro tempo sia tutto teso a rendere sempre migliore la vita urbana, reintroducendo quel contatto con la natura che le sconvolgenti trasformazioni cui esse sono state sottoposte da oltre un secolo rischiavano di eliminare. Tali esempi, così come alcuni di recente realizzazione in Cina e Malesia, dovrebbero essere assunti a modello di quella che dovrà essere la città del futuro: sostenibile, intelligente, inclusiva, categorie ispirate alle linee guida proposte dal documento europeo Europa 2020.
Nelle città del futuro, il verde pubblico dovrà assumere aspetti e funzioni sempre più precisi e differenziati, dovrà essere organizzato in un vero e proprio “sistema” continuo: dal verde sotto casa per i più piccoli, al parco-giochi a distanza pedonale, dal verde di quartiere con impianti sportivi elementari al verde di settore urbano con attrezzature più complesse e specializzate, fino alla grandiosa area naturale al servizio dell’intera città e del territorio circostante. A ciò va aggiunta la funzione che il verde avrà nella gestione dei cambiamenti climatici attraverso la mitigazione degli estremi climatici e la gestione delle acque meteoriche.

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La riforma del Catasto: i Terreni

Con la conversione in Legge del D.L. n. 201/2011 meglio noto come “decreto salva Italia” e con le prime circolari del 2012 dell’Agenzia del Territorio si comincia a delineare la riforma del sistema catastale.
In questo primo intervento parleremo delle modifiche che intervengono nel catasto terreni lasciando poi ad un secondo intervento le modifiche al catasto fabbricati.
Nel catasto terreni  a  meno di una ordinaria autonoma suscettibilità reddituale, non ci sarà più spazio per i fabbricati diversi dai seguenti:

1.    manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2;
2.    serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
3.    vasche per l'acquacoltura concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 m3;o di accumulo per l'irrigazione dei terreni;
4.    manufatti isolati privi di copertura;
5.    tettoie, porcili, pollai, casotti,
6.    manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Quindi entro il 30.11.2012 si dovrà procedere all’inventariazione di tutti gli altri fabbricati rurali ancora iscritti nel catasto terreni.

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Conoscere gli OGM

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Serietà della ricerca, vino e resveratrolo

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Sprechi alimentari: l’Unione Europea chiede misure urgenti per ridurli

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“Realtomato”, il pomodoro anticancro

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L’Accademico Sandro Dettori nominato Direttore del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell’Università degli Studi di Sassari

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I cabrei moderni di Paquito Forster

Nel percorso espositivo all'Accademia dei Georgofili si possono trovare cabrei antichi accanto al loro più contemporaneo sviluppo: i lavori di Paquito Forster,  grande erede del genere.

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La Cina blocca l’import di olio italiano

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La manovra “Salva Italia” e i danni all’agricoltura

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Mostra sui cabrei all’Accademia dei Georgofili

Si inaugura oggi all’Accademia dei Georgofili una mostra dedicata ai “Cabrei”, parola che si vuol far risalire al nome dei registri dei privilegi della monarchia castigliana, adottati da Alfonso di Aragona, nella prima metà del Trecento.
I veri e propri cabrei sono una raccolta di mappe catastali, che nel disegno particolareggiato riescono a visualizzare in modo pratico le proprietà terriere e i beni immobili.
Era compito di valenti agrimensori effettuare sopralluoghi nelle tenute, per poi disegnare belle tavole a inchiostro che a partire dal Seicento furono sempre più decorate con cartigli, stemmi, rose dei venti, figure allegoriche, putti, annotazioni paesaggistiche.
Nell’esposizione ai Georgofili appaiono cabrei tratti dalle raccolte gentilmente messe a disposizione dagli archivi Ginori Lisci, Mazzei, Rimbotti, Contini Bonacossi, Frescobaldi: si tratta di  documenti preziosi per studiare e seguire le profonde trasformazioni del paesaggio agricolo e del territorio toscano.
Accanto ai cabrei antichi, ci sono quelli moderni del bravissimo Paquito Forster che ha riscoperto e rinnovato quest'arte.

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La PAC 2014-2020: Sarà Riforma? Conferme e cambiamenti per l’agricoltura Italiana

In un contesto internazionale caratterizzato da minacce sociali di portata planetaria come la carestia e la sottonutrizione di intere popolazioni (particolarmente il corno d'Africa), minacce di tipo ambientale, anch'esse di dimensione planetaria e minacce di tipo economico che vedono l'Europa al centro di una crisi finanziaria senza precedenti, l'agricoltura, che è il settore produttivo per sua natura più legato alla soddisfazione dei bisogni primari, rischia di essere sacrificata da politiche inadeguate al suo ruolo strategico per la sopravvivenza ed il benessere delle popolazioni.
Tale rischio è accentuato dal fatto che sempre più e particolarmente nei paesi ad economia industrializzata, l'agricoltura svolge una insostituibile funzione di custodia e produzione di beni pubblici come la salvaguardia dei territori, delle tradizioni locali e della loro identità.
L'Europa ha affrontato questi problemi fin dall'inizio della sua costituzione con politiche specifiche con alterne vicende ed atteggiamenti spesso contraddittori: a partire dal 2013  si avvierà una nuova fase di queste politiche che dovrebbe tenere conto di tutti i problemi suddetti e che sarà decisiva per il futuro dell'agricoltura europea.

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Che cos’è l’acidità dell’olio

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Carrubo e melograno: prospettive per la coltivazione in Sicilia

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USA: la moria delle api e' colpa di un parassita

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Vino: produzione italiana ai minimi storici

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Prestigiosa onorificenza all’accademico Piernicola Leone de Castris

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Politiche agrarie e sicurezza alimentare

La politica agricola comunitaria (PAC) per il prossimo periodo 2013-2020, già approvata dalla Commissione Europea ed in attesa di essere discussa dal Parlamento dell’Unione, appare sostanzialmente impostata con criteri ed indirizzi che si richiamano a quelli adottati negli ultimi decenni e che continuano a trascurare il fondamentale ruolo produttivo dell’imprenditoria agricola.
L’Unione Europea, nata come produttrice di complessive eccedenze alimentari, oggi sembra far assegnamento sulla libertà di importare dal mercato globale crescenti quantitativi di prodotti agricoli primari (a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione sostenuti dai nostri agricoltori). Questo orientamento politico europeo, che coinvolge quelli nazionali e regionali, sembra non accorgersi che il mercato mondiale delle commodities alimentari registra continui aumenti della domanda (per alcuni prodotti ormai più che doppia rispetto all’offerta) e dei prezzi, che sono anche instabili e oggetto di sconvolgenti speculazioni finanziarie.
L’Europa non può ignorare che milioni di persone continuano a soffrire e morire per fame nel mondo. Ne può ignorare i richiami della FAO sulla necessità di raddoppiare in pochi decenni le complessive produzioni alimentari mondiali. Non può quindi esimersi dal perseguire almeno tre doverosi impegni:
•    sviluppare il ruolo produttivo della propria agricoltura, prioritariamente rispetto a qualsiasi altra istanza economica, sociale, ambientale e tantomeno estetico-paesaggistica. Non si tratta di istanze contrapposte, ma sinergiche, così come l’agricoltura razionale le ha sempre considerate. Comunque, lo sviluppo agricolo non può, oggi più che mai, essere indipendente dalla produttività. Deve mirare al miglioramento quantitativo e qualitativo (merceologico e igienico-sanitario) delle produzioni, da realizzare nel rispetto dell’ambiente;
•    creare e mantenere attivo un sistema di stoccaggio di adeguate riserve alimentari primarie, in grado di far fronte ad eccezionali eventi negativi di qualsiasi genere ed assicurare in ogni circostanza una disponibilità e accessibilità di cibo;
•    adottare provvedimenti per contrastare l’attuale eccessivo ed inaccettabile spreco di alimenti, secondo le strategie già indicate dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che verranno votate in sessione plenaria a Strasburgo nei primi mesi del 2012.

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Perché il giardino ci regala la salute?

La pratica del giardinaggio non costituisce soltanto una possibilità terapeutica, ma rappresenta per adulti e per bambini un mezzo per cautelarsi nei confronti di eventuali malattie della sfera psichica .
Le possibilità curative del verde vengono prese in considerazione da due specifici ambiti disciplinari, oggetto di un’ attenta sperimentazione nei paesi anglosassoni: l’Horticultural therapy e l’Healing landascape

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Gasolio agricolo sempre più a caro prezzo

Nel 2012 gli agricoltori risentiranno pesantemente di questi aggravi sui costi di produzione. Questo meriterebbe una maggiore attenzione anche ai più alti livelli istituzionali, al fine di cercare soluzioni che ne riducano l’impatto su un comparto, quello agricolo, i cui margini di manovra per far fronte alla crisi economica diventano sempre più stretti

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I Georgofili all’avvio del terzo millennio

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Ricercatori israeliani creano un antiparassitario a base di olio vegetale, efficace contro parassiti di pomodori, zucchine e peperoni

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Possibile origine cinese per la batteriosi del kiwi

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Bando di concorso per la South China University of Technology

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E tu, di che meteo sei?

Il centro di bioclimatologia dell’Università di Firenze ha realizzato, con il contributo della Regione Toscana, un sito (www.biometeo.it) in cui quotidianamente vengono prodotte previsioni biometeorologiche.
Gli utenti del sito usufruiscono di un’ ampia gamma di informazioni (temperature percepite, disagio/benessere termico, presenza di pollini allergenici, abbigliamento consigliato, disturbi dell'umore, dolori articolari, emicrania, etc.) di sicura utilità per affrontare al meglio le eventuali situazioni critiche che potrebbero verificarsi nel territorio regionale nei successivi tre giorni.
Il sito offre quindi indicazioni per tutta la popolazione ma soprattutto per i meteoropatici, ossia coloro che soffrono di disturbi più o meno gravi in presenza di determinate condizioni climatiche.

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Legge di stabilità e vendita di terreni agricoli pubblici: una legge importante ma da perfezionare

Su iniziativa dell’Accademia dei Georgofili, è stata tempestivamente organizzata una pubblica adunanza dedicata alla valutazione della legge di stabilità (183/2011). L’argomento è stato introdotto da quattro relazioni, rispettivamente di Federico Vecchioni, Vicepresidente dei Georgofili, Luigi Costato, giurista agrario, Gianni Salvadori, assessore all’agricoltura della Regione Toscana (in rappresentanza della Conferenza delle Regioni), e Roberto Reggi, sindaco di Piacenza e rappresentante della Presidenza ANCI.
E’ emersa una generale opinione favorevole al principio della prevista vendita di terreni pubblici, ma è stata evidenziata la necessità di una revisione del testo, nonché di una sua integrazione con elementi necessari a rendere efficace il provvedimento.

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MUSICA PER LA PATRIA

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Emergenze fitosanitarie: criticità e prospettive

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Parlamento europeo: approvate nuove regole per l'etichettatura di succhi di frutta e nettari

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Tabacco, accordo per la qualità del Made in Italy

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AUGURI da "Georgofili INFO"

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IL FRUMENTO DEL FUTURO

Tra le piante coltivate, i frumenti (Triticum aestivum e Triticum durum) sono le specie più importanti per diffusione e per rilevanza nell'alimentazione umana.
La dimensione del genoma del frumento (5 volte il genoma umano) e la sua complessità rendono il sequenziamento una sfida difficile anche con l’uso delle più moderne tecnologie molecolari. Per questo motivo, a livello mondiale è stato costituito il Consorzio Internazionale di Sequenziamento del Genoma del Frumento (IWGSC).
L'Italia, con un progetto finanziato dal MiPAAF, partecipa all’IWGSC con la responsabilità per uno dei 21 cromosomi del frumento, il Cromosoma 5A, una regione del genoma dove sono localizzati importanti geni come quelli che controllano la resistenza al freddo invernale, il tempo di fioritura e diverse fonti di resistenza a malattie.

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Nuovo allarme della FAO per scarsità e degrado del suolo e dell’acqua: una minaccia crescente per la sicurezza alimentare

Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050, afferma un nuovo rapporto FAO pubblicato lo scorso 28 novembre.
 “Lo Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l'Alimentazione e l'Agricoltura” (SOLAW) sottolinea che, sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, "in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende".   

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CAMBIANO I PROGETTI DEL VERDE E DEI GIARDINI

Negli anni ’70, chi studiava  e scriveva su  fiori, piante, giardini e parchi non era molto considerato nell’ambiente scientifico.Nell’ambiente universitario chi parlava di giardini era considerato, a volte, o spesso, un limitato. Nel campo delle Facoltà di Agraria si insegnava soprattutto a creare nuovi boschi, o nuove colture legnose per produrre legname e a incrementare la produzione di cereali,di barbabietole, di foraggi, di ortaggi, di frutta, di uva. Non certo ad investire tempo e denaro per piantare alberi al fine di migliorare l’ambiente urbano e suburbano e, se lo si faceva, solo a scopo visivo o ornamentale e non per creare zone in cui i nipoti ed i pronipoti sarebbero potuti vivere meglio.

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Cioccolato: l'Italia nel mirino UE

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Una giornata nazionale del miele

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Società Toscana di Orticultura: il progamma e i docenti dei corsi di giardinaggio 2012

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L’agricoltura nel nuovo contesto produttivo

Fino a pochi anni fa, le nostre imprese agricole vedevano tutelate le proprie produzioni da una politica nazionale ispirata ad una chiara economia reale. Oggi sono chiamate ad affrontare invece una confusa e rapida evoluzione di filiere agroindustriali, delocalizzazioni produttive, reti multinazionali, mercato globale, speculazioni finanziarie, ecc.. La globalizzazione è ormai un processo irreversibile, ma il mercato mondiale non può essere ancora considerato come una fonte inesauribile, dalla quale chiunque può tranquillamente attingere i necessari prodotti agricoli primari. Il commercio delle commodities alimentari è diventato anche oggetto di speculazioni finanziarie, capaci di sconvolgere il naturale andamento crescente della domanda rispetto all’offerta.
La nostra agroindustria sembra non accorgersi che sta rischiando di perdere il primo scalino delle sue filiere nazionali, cioè la disponibilità di prodotti primari della nostra agricoltura, i cui costi di produzione tendono a superare i prezzi di mercato. Qualcuno ha da tempo espresso il parere che “dove non c’è una sana agroindustria, non c’è una robusta agricoltura”. Concetto giusto e di grande attualità, ma cresce il timore che possa presto leggersi in senso inverso.
Nei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), il basso costo della manodopera determina un imbattibile livello di competitività. Questo vantaggio fondamentale potrà presto consentire a quei Paesi di trasformare autonomamente i propri prodotti primari ed esportare verso di noi altrettanto competitivi alimenti elaborati.
Inoltre, la moderna delocalizzazione, anche frazionata, delle attività produttive agroindustriali favorirà la nascita di agguerrite reti multinazionali (o nazionali, adeguate ai tempi) che potranno continuare a sfruttare il marchio Made in Italy. In mancanza di adeguate regole condivise e di efficienti controlli internazionali, capaci di garantire che questi marchi non possano essere applicati anche direttamente all’estero.
Gli stessi nuclei produttivi delle attuali filiere – a cominciare da quelle alimentari – attendono di essere organizzati e regolamentati su basi moderne, affinché nel loro ambito non vi siano ruoli privilegiati e dominanti, capaci di creare sperequazioni nella formazione e nella ripartizione del valore aggiunto complessivo, quindi con disparità tra i redditi conseguiti dagli agricoltori ed i prezzi finali al consumatore (sugli scaffali della grande distribuzione). Questi obiettivi possono essere vantaggiosi per tutti. Andrebbero tempestivamente realizzati con un univoco sostegno generale, pubblico e privato, nonostante che l’intreccio dei vari interessi costituisca ormai una realtà complessa, non facilmente malleabile e controllabile.
Il quadro in cui si evolve rapidamente il contesto del mondo produttivo richiede grande impegno politico. La tendenza a privare la nostra agricoltura della necessaria attenzione e sostegno diventa quindi assai più grave di quanto potesse esserlo fino a pochi anni fa.

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Il ruolo della risicoltura nel panorama colturale italiano

Il riso costituisce coltura di significativa importanza per il nostro paese. A livello europeo, infatti, l’Italia costituisce il principale produttore, con circa il 50% della totale superficie a riso dell’EU. La risicoltura italiana è stata interessata negli anni da una profonda evoluzione, che ha riguardato i vari aspetti della produzione e della struttura aziendale. Nel corso degli ultimi trenta anni circa, ad esempio, il numero di aziende risicole si è dimezzato (da  8900 a 4600), con un corrispondente aumento della superficie aziendale media da circa 20 ha a oltre 51 ha.
Le principali problematiche che la risicoltura italiana deve attualmente affrontare riguardano sia elementi tecnico-agronomici legati alla produzione, sia aspetti relativi all’impatto della coltivazione su diversi comparti ambientali, in particolare sull’acqua, e ai conseguenti vincoli di natura legislativa che condizionano sempre più fortem

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Cambiamento climatico ed effetti sulla viticoltura

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Sviluppo ed evoluzione tecnologica degli impianti di irrigazione

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Vinacce e scorze d’arancia si trasformano in biofuel

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Corsi di Giardinaggio alla Società Toscana di Orticultura

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Mega truffa del BIO: sequestrate 700mila tonnellate di falsi prodotti

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Il divieto di impianto dei vigneti in Europa dopo il 2014: una scelta necessaria?


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Dolomiti Patrimonio dell’Umanità: un cammino lungo e faticoso

Il 26 giugno 2009, durante l’annuale sessione plenaria di UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) tenutasi a Siviglia, IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura - World Conservation Union) appoggiò la richiesta italiana di inserire le Dolomiti tra Beni che compongono il patrimonio naturale dell’Umanità (World Heritage List).
Il giudizio di IUCN fu ampiamente positivo. In estrema sintesi si dichiarò che “Le Dolomiti sono tra i paesaggi montani più belli del mondo, dotati di una spettacolare varietà di forme verticali, con pareti strapiombanti per più di 1.500 metri, che offrono scenari archetipo di "paesaggio dolomitico", così come descritti dai pionieri della geologia, dell’alpinismo, dai fotografi e dai pittori paesaggisti fin dagli albori del XIX secolo”.
L'area dolomitica poi offre forme erosive, tettoniche e glaciali di eccezionale valore scientifico e documentale come quelle degli "atolli fossilizzati", e molti altri che sono unici a livello mondiale per la possibilità di cogliervi appieno la stratigrafia del Triassico. 

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Il genoma del batterio che causa il CANCRO del KIWI

L'analisi comparativa del genoma di tre isolati dell'agente del cancro batterico dell'actinidia ha messo in luce che l'attuale grave epidemia in corso in Italia è causata da un nuovo ceppo e non da un'evoluzione del batterio già presente in Italia fin dagli anni '90.

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Malattie degli agrumi: aspetti gestionali ed epidemiologici in ambiente mediterraneo

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A Durban la conferenza mondiale sul clima: l’agricoltura in prima linea. Stop alla deforestazione e avanti con le biomasse.

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Cibo senza segreti: così la nuova etichetta UE aiuterà il consumatore

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Un libro sulle antiche varietà di frutti del Casentino

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CHI E' IL SOTTOSEGRETARIO ALLE POLITICHE AGRICOLE?

Di quasi certo c'e' solo il nome: Francesco o Franco Braga. Per il resto sul nuovo Sottosegretario all'Agricoltura aleggia il mistero. Franco Braga, professore ordinario di tecnica delle costruzioni alla Sapienza di Roma, interpellato al telefono, risponde candidamente di non sapere ancora se e' lui la persona nominata dal presidente Monti. Francesco Braga, docente all'Universita' di Guelph (Canada) e collaboratore dell'alta scuola di economia agroalimentare dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, raggiunto al telefono da conoscenti, dice di non saperne nulla. Il segretariato della Presidenza del Consiglio intanto pare propendere per il primo, ma anche in questo caso senza dare per ora conferme. Comunque né l'uno né l'altro ha partecipato alla cerimonia del giuramento nelle mani del presidente del consiglio Mario Monti.

Mentre scriviamo, mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 10.00, la pagina web del sito del MiPAAF (http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/173) non riporta ancora alcun nome alla voce Sottosegretario.

(Da Agrapress ANNO XLIX - N. 359 del 29/11/2011)

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Errare humanum est ...

Nel corso della formazione dell’attuale Governo Monti, ad un certo punto il “Toto-Ministri” aveva omesso di considerare il Ministero dell’Agricoltura. Si diffuse allora il timore, autorevolmente condiviso, che si intendesse abolirlo. Data la sempre più scarsa considerazione nei confronti del nostro settore primario e tenuto conto che l’intento di abolire questo Ministero non è nuovo nel nostro Paese (anche perché approvato con un referendum popolare nel 1993), quei timori non erano infondati e tenevano conto anche dalla indicazione che si stava decidendo di ridurre il numero dei Ministeri.
Per l’agricoltura fu giustamente nominato un Ministro con portafoglio. Nessuno però ha sentito il bisogno di chiarire e smentire la cause di quei timori.
Nei giorni scorsi, la nomina dei Sottosegretari ha riacceso ancora qualche perplessità. Nell’elenco ufficiale diramato con i nomi dei Sottosegretari ne figurava anche uno per l’agricoltura: “Francesco Braga”. Nessuno però lo ha visto firmare e giurare al Quirinale martedì mattina e le agenzie di stampa hanno interpellato due professori, Francesco Braga e Franco Braga (rispettivamente della Cattolica di Milano e della Sapienza di Roma). Pare che nessuno dei due sia il designato. Siamo quindi ancora in attesa di sapere se e chi sarà il Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura.
E’ incredibile che il settore primario possa essere così trascurato. Non si può indebolire l’immagine del Ministero che rappresenta la nostra Nazione nei consessi mondiali nei quali l’agricoltura è oggi al centro delle soluzioni di grandi problemi quali la sicurezza alimentare, gli effetti dei cambiamenti climatici, le risorse energetiche rinnovabili, ecc..
Qualcuno dia una dovuta, autorevole spiegazione.

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Paolo De Castro e la nuova PAC ai Georgofili

Il georgofilo Paolo De Castro ha svolto a Firenze, il 24 novembre, presso la sede accademica, una lettura su “La Nuova Politica Agraria Europea”, organizzata in collaborazione con la UNASA (Unione Nazionale Accademie per le Scienze Agrarie).

Ha illustrato il complesso metodo di lavoro adottato dalla U.E. dopo il Trattato di Lisbona ed è entrato nel merito dei contenuti della nuova PAC 2013-2020, da poco approvata dalla Commissione Europea. Ha evidenziato alcune incognite relative ai tagli previsti nei bilanci europei ed ha previsto una lunga discussione che certamente porterà a modifiche del testo attuale (ancora non disponibile in lingua italiana), con il conseguente rischio che la PAC non entri in vigore alla scadenza del 1° gennaio 2014.

Non ha mancato di evidenziare la necessità che la PAC contempli anche problematiche nuove rispetto al passato, a cominciare da quelle relative alla sicurezza alimentare, all’instabilità dei mercati, all’aumento costante dei prezzi destinato ulteriormente a salire, alla crescita della domanda di commodities alimentari (già doppia rispetto all’ offerta), dovuta non solo all’aumento demografico mondiale ma anche all’incremento dei redditi soprattutto nei Paesi “BRIC” (Brasile, Russia, India, Cina). Mentre i terreni coltivabili sulla Terra non sono ulteriormente estensibili ed è necessario puntare sull’incremento delle produzioni unitarie, facendo assegnamento sulla ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico.
“Se tutta la popolazione mondiale dovesse cibarsi seguendo il modello degli occidentali, non si potrebbe sfamarla neppure colonizzando altri pianeti!”.

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Cavour ai Georgofili

E’ aperta al pubblico presso l’Accademia dei Georgofili l’esposizione itinerante “Camillo Benso di Cavour e il suo tempo”, che completa il suo giro nelle tre capitali d’Italia: Roma, Torino e Firenze, nel quadro delle manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità nazionale.  A Roma è stata inaugurata il 18 gennaio 2010 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
A Firenze la mostra è stata allestita presso i Georgofili, ed arricchita con documenti e manoscritti unici tratti dall’archivio dell’Accademia, in quanto Camillo Benso di Cavour ne è stato accademico onorario dal 1851.
Egli apprezzava e perseguiva le concezioni liberistiche dei mercati; in una lettera (esposta in mostra), auspicava che la Toscana ed il Piemonte potessero servire l’una di esempio all’altro: la prima quale “portatrice delle verità economiche”, il secondo quale felice esempio dell’applicazione di “quelle politiche”. Era un agricoltore appassionato ed innovativo: la sua opera agraria fu apprezzata da Cosimo Ridolfi che ne riferì in una apposita Memoria letta in Accademia il 5 settembre 1858.

L’esposizione sarà visitabile fino al 16 dicembre p.v., con ingresso libero (il pomeriggio dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì).

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L’utopia tranquilla delle piante – beati i miti perché erediteranno la terra

Le piante hanno comportamenti sofisticati ed evoluti,  una vita sociale meravigliosamente ricca ed, in generale, una affascinante complessità che per millenni è rimasta sepolta sotto la loro apparente immobilità. Mitezza contro violenza, fissità contro movimento, autotrofia contro eterotrofia, lentezza contro velocità, piante ed animali sono il risultato di scelte evolutive opposte. Inermi, alla base della catena alimentare, eppure capaci di colonizzare la Terra fino a rappresentarne il 98% della biomassa, nella vita delle piante esiste un’idea utopistica e rivoluzionaria, che ne rende avvincente ed imprevedibile il loro studio.  Unici organismi viventi realmente “verdi” (in tutti i sensi), hanno evoluto strategie di comportamento così diverse da quelle degli animali da essere per noi una fonte inesauribile di originalissimi insegnamenti. Senza l’aggressività e prepotenza degli animali, senza la pressante necessità di uccidere per sopravvivere, le piante sono la realizzazione terrena del discorso della montagna: sono loro i miti che un giorno erediteranno la terra.

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Agrumi: agenti vettori di malattie da virus e virus-simili

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Sulle tavole italiane arriva la prima scarola “riciclata”

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Moria delle api, chiamata urgente a tutta l'Europa

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Il 2013 sarà l’anno europeo contro lo spreco alimentare

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TECNOLOGIE DELLA DEALCOLAZIONE ED ENOLOGIA DEI PRODOTTI DEALCOLATI

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Il legno materiale per un'edilizia sostenibile

Lo scorso 10 novembre si è svolta a Padova una Giornata di Studio, organizzata dalla Sezione di Nord-Est dei Georgofili, nell’ambito del programma di Celebrazioni dell’Anno Internazionale delle Foreste

Il legno si può considerare appieno un materiale “bio” e “tecnologico”, ossia caratterizzato da una matrice di origine biologica che si presta a essere plasmata da interventi di tipo tecnologico, di differente intensità, che consentono di realizzare edifici e strutture anche di notevoli dimensioni. Non va però dimenticato che, qualsiasi sia la costruzione realizzata, è fondamentale si crei uno stretto collegamento tra gli elementi architettonico-ingegneristici e quelli propri dell’approvvigionamento della materia prima e della gestione delle foreste da cui essa deriva.
Solo in questo modo il crescente interesse nell’utilizzo del legno per costruzioni di tipo civile potrà tradursi in uno stimolo all’intera filiera foresta-legno-edilizia.
I vincoli progettuali di un fabbricato di legno debbano confrontarsi con il materiale impiegato, la struttura o la forma del fabbricato e delle sue componenti, la realizzazione o il montaggio, le funzioni e l’utilizzazione del fabbricato.
Benché il legno manifesti una serie di elementi critici (limitata durabilità, infiammabilità, fragilità), l’attenta scelta della specie, le modalità di impiego e le lavorazioni cui può essere sottoposto, consentono di ottenere un materiale per impieghi strutturali con prestazioni del tutto comparabili con quelle dell’acciaio e superiori a quelle del calcestruzzo armato.
Costituiscono una valida testimonianza a queste considerazioni i grandi edifici, realizzati anche nei secoli scorsi, e che ancora oggi manifestano resistenza e funzionalità.

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Applicazioni della genomica per la zootecnia

La disponibilità di nuove tecnologie di genetica molecolare ha permesso  un forte sviluppo della genomica come disciplina scientifica risultante dalla convergenza di genetica, biologia molecolare e bioinformatica.  In particolare l’applicazione di questi nuovi e potenti strumenti di ricerca e di studio alla  zootecnia e la loro continua innovazione ha messo a disposizione una enorme mole di  informazioni  sulle sequenze dei genomi della maggior parte delle specie allevate e numerosi geni e marcatori associati con la variabilità fenotipica di  caratteri di interesse zootecnico. E’ stato portato a termine per  quasi tutte le specie di interesse zootecnico il sequenziamento completo del genoma.
La conoscenza del genoma rappresenta lo strumento più importante per introdurre rilevanti innovazioni nel campo del miglioramento genetico. I progressi scientifici nell’ambito della genomica riguardano sia la genomica strutturale che la genomica funzionale.

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Alcune informazioni utili per comprare l’ "olio novo"

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Considerazioni sul volume “La mia Terra: intervista a Federico Vecchioni”

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BIODIVERSITA’ IN ORTOFRUTTICOLTURA ON-LINE

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FAO – Proteggere le colture tradizionali dall’impatto del cambiamento climatico

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TOTO-MINISTRI: omissioni colpose o errori strategici?

Il Toto-Ministri aperto dai mass media è stato definito fantasioso. Ciò nonostante può essere significativo il fatto che esso abbia costantemente ignorato il Ministero dell'Agricoltura.
Può trattarsi di un altro sintomo dello scarso interesse del mondo politico e dei mass media nei confronti del settore primario, ormai diffusosi anche nell'opinione pubblica. Ma potrebbe invece trattarsi di un intento, già ripetutamente manifestatosi nel passato, di cancellare il Ministero dell'Agricoltura, affidandone le funzioni eventualmente ad un Sottosegretariato.
Questa sensazione è stata percepita da numerose ed autorevoli organizzazioni agricole (Confagricoltura, CIA, Copagri, Agci Agrital, Lega Pesca, Coldiretti) e dagli stessi Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato (Paolo Scarpa Bonazza Buora e Paolo Russo), dai rappresentanti PD nella Commissione Agricoltura della Camera (Angelo Zucchi e Luciano Pizzetti), nonché dal Ministro uscente Saverio Romano, che hanno già aperto una corale e giusta protesta, espressa anche questa mattina, come tempestivo invito al Presidente del Consiglio incaricato, Prof. Monti, a non rendersi colpevole di una decisione storica che metterebbe in dubbio il suo valore anche di studioso,  conoscitore dei problemi socio-economici mondiali e della importanza strategica globale dell’agricoltura.

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La riduzione della superficie agraria in Toscana dall'Unità nazionale ad oggi

Generalmente, in ambito nazionale e non, si fa riferimento al concetto di consumo del suolo come misurazione, in rapporto alla superficie disponibile, del territorio occupato da insediamenti o infrastrutture.
Per quanto riguarda la situazione italiana, l’Osservatorio Nazionale sul consumo di suolo ha messo in evidenza una generale mancanza di dati, aggiornati ed affidabili, la mancanza di una codifica che consenta l'effettuazione di confronti coerenti, l’utilizzo insufficiente e non sistematico di tecnologie e dati da remote sensing, come l’inadeguato aggiornamento di quadri regionali da cui deriva in molti casi l’impossibilità di effettuare confronti, alla medesima soglia storica, di dati provenienti da più regioni.
L’irreversibilità delle trasformazioni che determinano dissipazione della risorsa suolo è destinata a tradursi in grave limite al benessere, allo sviluppo sociale, alle opportunità concesse alle future generazioni con perdita e/o degradazione di superfici idonee alla produzione agricola, di biodiversità e qualità paesaggistica; crescente inefficienza energetica e funzionale di un modello insediativo estensivo ad alta domanda di trasporto e conseguente generazione di inquinamento atmosferico, perdita dei sistemi regolativi connessi ai cicli biogeochimici e a quelli idrogeologici che nel suolo hanno sede.

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Come i denti di leone ci insegnano a volare

La natura fornisce un database meraviglioso da cui prendere in prestito idee, concetti e disegni e la biomimetica nasce proprio con lo scopo di trovare soluzioni ai problemi ingegneristici grazie al trasferimento tecnologico di soluzioni semplici provenienti dal mondo biologico.
L’elevata affidabilità che caratterizza queste soluzioni biologiche sta nel fatto di essere il risultato della lunga evoluzione della vita sulla terra, e la crescente attenzione che questa nuova disciplina sta avendo a livello europeo, risiede nella produttiva combinazione di competenze ingegneristiche e biologiche, che insieme contribuiscono allo sviluppo di applicazioni, dall’alta tecnologia alla vita quotidiana.
L’Advanced Concepts Team dell’Agenzia Spaziale Europea  (ESA)  sta, tra le altre cose, studiando i meccanismi di dispersione dei semi per estrarre nuove idee e concetti utili ai fini dell’esplorazione spaziale: metodi di locomozione derivanti dai cespugli rotolanti del deserto, trivelle ispirate dai semi che si auto-sotterrano e piccoli paracaduti presi in prestito dai denti di leone.
Se le piante sono riuscite a colonizzare ogni angolo della Terra con i propri semi, perché noi non possiamo provare a prendere qualche spunto da loro per l’esplorazione del sistema solare?

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L’Olivicoltura da mensa in Sardegna e Sicilia

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Foreste della Serenissima: frammenti di storia forestale

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Confagricoltura: "Frane e allagamenti hanno un'origine comune: l'abbandono del territorio"

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Uscito il volume 2010 – X de “I Quaderni”: “Difesa delle colture da patogeni e parassiti trasmessi per seme”

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Povera terra con 7 miliardi di abitanti

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Firenze, 4 novembre: l’Accademia dei Georgofili ricorda l’alluvione

L’Accademia dei Georgofili ha conservato nel proprio salone di ingresso il ricordo costante della terribile alluvione del ’66. Un grande affresco e 12 litografie del Maestro Luciano Guarnieri che non vengono esposti solo il 4 di novembre, ma restano lì sempre, ogni giorno, offrendo a tutti un luogo che ricorda quel terribile evento.
Il Maestro Luciano Guarnieri realizzò un affresco dedicato al “Salvataggio della Croce del Cimabue” e 12 litografie raffiguranti vari scorci di Firenze devastata dalla inondazione dell’Arno. Le litografie furono subito riprodotte e messe in vendita per beneficenza in favore delle famiglie alluvionate. L’affresco fu presentato al museo “Come nasce un affresco” nella sala del Capitolo della chiesa del Carmine , poi fu ospitato in Santa Croce e in Santa Maria del Fiore e infine definitivamente donato all’Accademia dei Georgofili insieme alle 12 litografie originali, rimaste in mano al Maestro.
Quel crocifisso, diventato simbolo dell’arte fiorentina offesa ma non distrutta, è stato accolto nella Sede accademica, non a caso dopo il restauro che seguì l’atto dinamitardo da questa subìto nel 1993.

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Scoperta la resistenza delle piante alle inondazioni grazie al loro sensore per l'ossigeno

Un gruppo di ricercatori europei ha fatto una importante scoperta concernente il meccanismo messo in atto dalle piante per resistere alla sommersione.
Da alcuni decenni si cercava di capire come certe specie vegetali  fossero particolarmente adattate a queste condizioni, mentre molte altre non riescono a sopravvivere.
Gli studiosi hanno scoperto che la proteina delle cellule vegetali RAP2.12, viene costantemente distrutta nelle normali condizioni di presenza di ossigeno, ma - e questo è il significato centrale  della scoperta - in condizioni di minore disponibilità di ossigeno (ad es. sommersione), la stessa proteina rimane stabile ed attiva una risposta di adattamento alla nuova situazione avversa.
Il risultato è doppiamente importante perché rappresenta un'acquisizione di nuova conoscenza sul piano strettamente biologico-vegetale, ma, come accade per tutti gli studi severamente condotti, è ricco di risvolti sul piano applicativo, basti pensare quanto il flagello delle improvvise e massicce sommersioni si abbatta su vaste aree agricole del pianeta; pertanto la selezione di varietà coltivate per ambienti soggetti ad eventi alluvionali sarà certamente favorita.

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Salute e sicurezza sul lavoro nel comparto zootecnico e caseario


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Le ville comunali in Sicilia: origini e caratteri

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Energie rinnovabili: eccellenza in Mugello

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BeeNet: nei campi una rete di alveari-sentinelle

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Il fico d’India conquista nuovi mercati

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Produzione di bioidrogeno ed energia rinnovabile da residui agro-zootecnici

Venerdi' 21 ottobre a Landriano (PV), presso l'Azienda agraria sperimentale dell'Universita' degli studi di Milano si è svolto il convegno conclusivo del progetto “Agriden - Produzione di bioidrogeno ed energia rinnovabile da residui agrozootecnici", con la presentazione dei risultati principali e la visita al prototipo pilota realizzato nell’ambito della ricerca.

Continuare a dipendere in modo sostanzialmente esclusivo da sorgenti energetiche fossili pone, già dal prossimo futuro, sfide insostenibili in termini sia di sicurezza di approvvigionamento, sia di effetti delle emissioni sul clima del pianeta e sulla qualità dell’aria nelle aree urbane.
L’idrogeno, grazie alle sue caratteristiche di altissima sostenibilità ambientale, rappresenta una delle più promettenti alternative prese in considerazione per gli scenari energetici del futuro. Oggi è principalmente ricavato da idrocarburi, ma è del tutto evidente che il complesso di benefici legati alla sua introduzione nel sistema energetico non può prescindere dallo sviluppo di filiere basate su fonti rinnovabili, e non su quelle fossili.
Accanto all’elettrolisi dell’acqua e al frazionamento termochimico di composti organici, la produzione di idrogeno per via biologica (il bioidrogeno) costituisce un processo molto promettente, con interessanti potenzialità applicative messe in luce da diverse ricerche di laboratorio condotte negli ultimi anni.
Il progetto AGRIDEN finanziato da Regione Lombardia – D.G.Agricoltura ha considerato, in particolare, una semplice variante del classico processo di digestione anaerobica, basata su una tipologia di reattori bi-stadio nei quali, accanto alla produzione di biogas ricco in metano, si realizza una produzione aggiuntiva di quantità significative di bioidrogeno.
Dato l’enorme potenziale di diffusione nelle aree agricole del nord del Paese, le biomasse studiate nel progetto sono state effluenti zootecnici miscelati a scarti ortofrutticoli, perseguendo l’idea piuttosto affascinante di produrre idrogeno -il vettore energetico più pulito che si conosca- a partire da biomasse di scarto che, se non opportunamente trattate, costituirebbero un macroscopico fattore di impatto ambientale.

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Il futuro appartiene alla idee innovative: la biomimetica ce lo insegna

Liberiamoci dal pregiudizio che le piante siano esseri inanimati, incapaci di sentire e di agire con una loro intelligenza. Osserviamole attentamente, come da anni stanno facendo i  ricercatori del LINV (laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale) guidati dal prof. Stefano Mancuso e scopriremo che il mondo vegetale ha tanto da insegnarci. Dall’analisi del comportamento dei vegetali è infatti possibile trarre ispirazione per innovazioni tecnologiche utili all’Uomo. A realizzare materialmente queste invenzioni poi ci pensa il Centro di MicroBioRobotica dell’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, la cui coordinatrice Barbara Mazzolai è stata, assieme a Stefano Mancuso, l’ideatrice del workshop internazionale che si è svolto il 24 ottobre 2011 presso l’Accademia dei Georgofili.
Hanno partecipato esperti provenienti da tutta l’Europa (UK, Olanda, Germania, Spagna e, ovviamente, Italia), a spiegare per esempio come l’ESA abbia utilizzato i movimenti dei semi che cadono dalle piante per progettare il volo di certe navicelle spaziali, come si stia cercando di imitare i movimenti di alcune velocissime piante carnivore per nuovi sistemi di attuazione, come nel mondo vegetale esistano dei materiali così resistenti  che possiamo utilizzare nella costruzione di oggetti utili all’uomo.
Le piante sono come esseri umani “rovesciati”: la parte che “pensa” e che si nutre è collocata in basso. Secondo le scoperte del prof. Mancuso, gli apici radicali riescono a dialogare tra loro attraverso impulsi elettrici e modificano il loro comportamento adattandosi a quello che percepiscono intorno a loro. Dall’imitazione di tutto questo è nato il plantoide, il primo robot ispirato al mondo vegetale, che aiuterà l’Uomo nelle indagini del suolo, utilizzando dei veri e propri apici radicali meccanici, progettati nel Centro di Ricerca dell’IIT.

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Il georgofilo Michele Stanca nuovo presidente dell’UNASA

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Il Festival della Scienza: un evento globale da non perdere

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Uscito il volume 2010 – IX de “I Quaderni”: “La biodiversità e il metagenoma del terreno agrario”

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Perché gli OGM

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Sul Washington Post l’ultraeccellenza dell’olio italiano

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Fabbricati rurali: al via le variazioni catastali

I fabbricati rurali sono solo quelli iscritti in catasto nella categorie A/6 e A/6-R (per gli abitativi) e in categoria catastale D/10 (per i non abitativi). Tutti i fabbricati comunque denominati appartenenti alle altre categorie non sono “rurali” almeno ai fini fiscali. Si tratta di una conclusione non prevista in quanto anche l’Agenzia del territorio era di diverso avviso ma è prevalso l’orientamento della Corte di Cassazione.
Con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle  Finanze del 14 settembre 2011 (Pubblicato della  G. U. n. 220 del 21 settembre 2011)  sono state definite le modalità di presentazione delle domande di variazione catastale e delle relative autocertificazioni di cui all’art. 7, comma 2- bis e seguenti del D.L. n. 70/2011 per le quali i fabbricati iscritti in catasto per i quali sussistono i requisiti di ruralità di cui all’art. 9 del D.L. n. 557/93 ma non censiti nella categorie rurali A/6 e D/10.

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Ampelografia per immagini

Nel 1898,  Mazade, professore d’ampelografia a Montpellier, scriveva: “In un dato ambiente, passare frequentemente in vigneto consente d’ottenere un ricordo visivo dei vitigni principali. Questo ricordo visivo è preferibile alla migliore delle descrizioni perché è proprio la fisionomia del vitigno che rimane impressa nella memoria e serve da riferimento e termine di paragone. Questa fisionomia è certo il risultato dell’impressione causata dall’insieme di elementi parziali. Ma, in genere, questi caratteri parziali, non essendo stati oggetto d’un esame separato condotto con sufficiente attenzione, sfuggono al ricordo. Semplicemente dall’insieme emerge un’immagine complessiva, specifica per ciascun vitigno, impressione che serve da guida nella maggior parte dei casi”.
Nelle descrizioni ampelografiche sono riportate caratteristiche:
•    morfologiche,
•    fenologiche,
e osservazioni  su attitudini:
•    colturali,
•    produttive,
•    esigenze pedoclimatiche,
•    resistenza eventuale a patogeni, ecc.

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Alberi in città

L’ONU ha dedicato l’anno 2011 alle foreste e patrocinato centinaia di eventi scientifici e divulgativi su tale tema. La Facoltà di Agraria di Pisa ha organizzato in questo contesto una giornata di studio, svoltasi il 14 ottobre e dedicata agli “Alberi in città”.

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Uscito il volume 2010 –VIII de “I Quaderni”: “Situazione dei seminativi nel quadro dell’agricoltura italiana”

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In Europa 12 stati soffrono di desertificazione

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Borsa di studio per la ricerca in viticoltura

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Il legno come fonte per l'industria

L’anno 2011 è stato proclamato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dalla FAO, l’Anno Internazionale delle Foreste, per celebrare e rendere partecipe l’opinione pubblica mondiale dell’essenziale ruolo ambientale e produttivo che sempre più viene riconosciuto agli alberi e alle foreste, a livello internazionale. L’attualità registra, infatti, un interesse crescente per gli ecosistemi forestali come importanti sistemi di regolazione del clima e di assorbimento e mitigazione dei gas serra e di altri composti inquinanti, che stanno svolgendo un ruolo fondamentale anche nelle varie conferenze mondiali sull’ambiente e sul clima, come nella prossima Conferenza di Durban in Sud Africa, in programma quest’anno nel mese di dicembre, dove i governi di tutto il mondo saranno chiamati ad avviare il nuovo Protocollo di Kyoto, o Kyoto2, sui cambiamenti climatici. I drammatici eventi di inondazioni e frane che si ripetono negli anni, in tutte le regioni italiane, ci ricordano però che gli alberi, i rimboschimenti e le foreste svolgono soprattutto un ruolo insostituibile  per la conservazione del suolo, la difesa idrogeologica e la regolazione dei deflussi idrici che dai bacini montani scendono verso la pianura e il mare. Lo sfruttamento eccessivo dei boschi e la loro sistematica devastazione dovuta agli incendi ricorrenti, elimina il mantello verde che trattiene il terreno e lo protegge dall’erosione e dal trasporto a valle, dove può provocare danni incalcolabili alle popolazioni e alle infrastrutture.
Ma agli alberi e alle foreste viene anche chiesto di fornire, in misura sempre crescente, legname per l’industria dell’arredamento, del mobile e della carta, per le strutture edilizie, come le case costruite di recente in Abruzzo, e per le energie rinnovabili.
L’industria di trasformazione del legno è una delle più importanti e fiorenti attività economiche del nostro Paese; comprende circa 2.300 aziende che occupano oltre 400.000 addetti, realizzando un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro ed esportando il 35% circa della produzione.

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“VERTICAL FARMING”: un’idea affascinante ma troppo poco sostenibile

Negli ultimi anni si parla sempre più frequentemente di vertical farming come testimoniato dal moltiplicarsi di convegni, dibattiti e seminari sui vari aspetti del tema. Purtroppo, all’infittirsi di proposte, progetti e realizzazioni, non sempre si accompagna un lavoro di approfondimento scientifico e di conoscenza che, a mio parere, rappresenta la condizione necessaria perché si possano realmente valutare i potenziali benefici di questa tecnica. Questo sistema ideato da Dickson Despommier, retired professor di Scienza della Salute ambientale alla Columbia University di New York, prevede  la costruzione di una fattoria verticale, ossia un grattacielo-serra che produce cibo ed è in grado di sfruttare il terreno in modo molto più intensivo rispetto all'agricoltura tradizionale.
Un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore di venerdì 7 ottobre 2011, analizza in modo corretto i pro ed i contro di questo sistema, indubbiamente affascinante, ma che presenta numerosi problemi che non sono soltanto relativi ai costi, ma alla reale sostenibilità ambientale di queste realizzazioni, la cui “carbon footprint” nessuno ha calcolato ma che, con ragionevole certezza, è, al momento attuale, notevolmente superiore ai benefici ambientali apportati. A commento dell’articolo, deve inoltre essere evidenziato che le vertical farms altro non sono se non l'apoteosi di un concetto più vasto che già oggi rappresenta una realtà per nulla trascurabile, cioè quello dell'agricoltura urbana, al cui interno si trovano realtà molto più modeste, ma di assai più facile e rapida realizzazione, quali le serre e gli orti urbani, i tetti verdi ad uso anche alimentare, le microcoltivazioni domestiche, ecc., che, a mio avviso, meritano di avere lo stesso rilievo del vertical farming.

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Prodotti agricoli come nuove fonti energetiche rinnovabili

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Presentato il rapporto sulla fame nel mondo 2011

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Agricoltura: parola d’ordine GREENING

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Con il caldo d’autunno, le mele si sbiadiscono!

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La frutta sorpassa il vino nell’export italiano

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L'incompatibilità nelle piante da frutto: svelati i meccanismi del rigetto pollinico

Nelle piante da frutto è abbastanza frequente la S-incompatibilità fiorale di tipo gametofitico, per cui sul piano applicativo occorre avere sempre la compresenza in campo di adatti impollinatori per ottenere una buona fruttificazione.
Nello scorso giugno si è svolto a San Michele all’Adige e Bologna, nell’ambito della Scuola Internazionale di Dottorato sulla “Fisiologia e genomica delle specie da frutto”, un workshop (60 partecipanti da tutto il mondo), per fare il punto sul meccanismo d’azione dei geni localizzati nel locus S e, in particolare, sulla genotipizzazone degli alleli dalla cui combinazione dipende il compimento del processo fecondativo.
Per alcune specie (es. ciliegio e pero) sono stati identificati decine di alleli e con questi la mappa dei gruppi varietali intercompatibili o interincompatibili, utile per la scelta delle varietà da consociare nei nuovi impianti. È stato accertato che il blocco della crescita del tubetto pollinico entro lo stilo, nel caso della “self-pollination” è mediato da un enzima stilare, la S-RNasi (determinante ♀) le cui forme interagiscono con proteine polliniche codificate da geni con dominio Fbox (determinante ♂). Questi geni sono co-localizzati nel Locus S che, nel pero, è stato mappato nel Linkage Group 17, mentre nelle specie appartenenti al genere Prunus nel Linkage Group 6.

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Corrente elettrica prodotta dalle piante

Da molto tempo è noto che correnti elettriche agiscono su molteplici aspetti dello sviluppo delle piante, quali i movimenti in piante carnivore per intrappolare gli insetti, la crescita in lunghezza delle cellule e fenomeni di polarità. Per esempio, correnti elettriche entrano all’estremità del tubetto pollinico in accrescimento e fuoriescono lateralmente dalle zone retrostanti. Con modalità simile flussi elettrici penetrano nella zona apicale delle radici e dei peli radicali ed escono dalle parti sovrastanti. Quando queste correnti sono inibite la crescita polarizzata di queste cellule o delle radici cessa. Anche lo sviluppo delle piante viene alterato quando sono poste sotto l’influsso di campi elettrici (e magnetici). D’altra parte la produzione di elettricità è connaturata alla fisiologia stessa delle piante. Se si pensa, infatti, al processo fotosintetico, si può considerarlo come un sistema di produzione di corrente elettrica dato il flusso di elettroni che deriva, attraverso la scissione dell’acqua e la clorofilla, dall’energia solare per essere poi convertito nell’energia chimica contenuta negli zuccheri. Questa corrente potrebbe essere utilizzata come quella fornita da una pila elettrica. L’idea potrebbe apparire quasi fantascientifica, tale da essere facilmente abbandonata dal ricercatore. Bene, invece, recentemente, all’Università di Stanford alcuni ingegneri guidati da WonHyoung Ryu, hanno realizzato con un nanoelettrodo di oro molto sottile inserito nei cloroplasti di cellule algali, un dispositivo capace di intercettare gli elettroni di origine fotosintetica (il lavoro è stato pubblicato nella rivista Nano Letters del Marzo 2010).

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La razza bovina maremmana

Tra le attività programmate dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili per il 2011, particolare attenzione è stata dedicata alla storia dell’allevamento della razza bovina Maremmana, alla descrizione delle sue caratteristiche produttive, alle qualità organolettiche e nutrizionali della sua carne e della realtà del suo allevamento attuale

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La comunicazione è indispensabile per la sicurezza alimentare

Sintesi di una giornata di studio ai Georgofili sulla “food safety”

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Bruciare biomassa conviene se le materie prime sono locali

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2011, saldo in rosso per il Pianeta

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In Italia la scrittrice e politica maliana Aminata Traorè

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Soluzioni tecnologiche dal mondo delle piante

La biomimetica è una recente disciplina scientifica che studia i processi biologici e biomeccanici naturali come fonte d’ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. Nell’ambito della biomimetica molteplici soluzioni arrivano dal regno vegetale il quale rappresenta una straordinaria fonte d'ispirazione per la progettazione e sviluppo di soluzioni intelligenti in diversi campi della tecnologia.
Per discutere delle possibilità offerte dalla biomimetica vegetale, il prossimo 24 di ottobre, l’Accademia dei Georgofili ospiterà un workshop internazionale organizzato in collaborazione con l’università di Firenze e l’Istituto Italiano di Tecnologie (IIT), intitolato Smart Solution from the Plant Kingdom – Beyond the animal model

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Agricoltura toscana in mostra: dal Granducato Lorenese all’Unità d’Italia

Dopo l' Expo Rurale, qualche notizia storica sulle esposizioni di agricoltura in Toscana

Che le pubbliche esposizioni (che vantano in Toscana una lunga tradizione) fossero occasione per verificare le attività presenti su un territorio è cosa attestata, e allorché queste manifestazioni valicarono i confini e spaziarono negli Stati italiani pre-unitari e addirittura negli oltramontani, esse furono anche momento di messa a confronto,  di elaborazione di progetti e di strategie per il progresso economico del proprio paese.
In questo contesto significa aver presente l’attività dell’Accademia dei  Georgofili che costituì nel Granducato prima, nell’Italia Unita poi, palestra di idee e strumento efficace per il progresso agricolo ed economico.
L’Accademia è stata sempre attiva protagonista del rinnovamento economico della Toscana lorenese e alla sua attività propulsiva si deve la prima esposizione di arti e manifatture allestita nelle sue sale di via del Cocomero (l’attuale via Ricasoli) nel 1838.

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Agroenergie: è necessaria una filiera che renda competitivi gli agricoltori, nel rispetto dell’ambiente

Nel corso della tavola rotonda che si è svolta presso l’Accademia dei Georgofili il 23 settembre 2011, nell’ambito del Festival dell’Energia, si sono confrontate le opinioni di autorevoli esperti in materia di agroenergie e biocarburanti quali Federico Vecchioni, Vittorio Prodi e Guido Ghisolfi. Moderatore il giornalista Maurizio Mannoni.

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Frutta: l’invasione dei nuovi ibridi, dalla ‘ciliegugna’ alla ‘pescarina’

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Master del CNR in gestione delle biomasse: aperte le iscrizioni

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Nocciole: ottima annata secondo Confagricoltura

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La Psilla dell’Eucalipto danneggia la produzione di miele

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Olio di oliva: occorre fare chiarezza per la tutela del consumatore!

Gli oli di pressione, ovvero le “spremute” di oliva in ordine decrescente di qualità vengono classificate come “olio extravergine”, “olio vergine” ed “olio lampante”.
Agli oli di pressione si contrappongono gli oli di raffinazione che non si ottengono per mezzo di una semplice spremitura delle olive ma attraverso processi chimico fisici cui sono sottoposti gli oli di pressione di qualità più scadente

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Fresca, croccante, lavata, tagliata e messa in vaschetta: arriva la pesca di IV gamma

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Un tetto verde sul London Museum

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Escalation di furti nelle aziende agricole: l’Anga chiede di istituire i poliziotti di campagna

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Arriva la bio-cancelleria: quaderni, penne biro e usb si tingono di verde

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Agricoltura nello spazio: un ponte tra fantascienza e realtà nel terzo millennio

Le sfide che l’agricoltura dovrà affrontare  in questo primo secolo del terzo millennio sono certamente molte e tra queste la più importante, per non dire vitale,  da vincere è senza dubbio legata alle previsioni di incremento della popolazione umana ed alla necessità di soddisfacimento delle richieste alimentari. Sfida resa più ardua dai fenomeni tipici dell’antropocene quali il cambiamento climatico e l’inquinamento di aria, acqua e suolo, e l’approvvigionamento energetico. Ma un’altra sfida di estremo interesse, per non dire affascinante dal punto di vista scientifico, ed in parte legata alle problematiche di incremento demografico è certamente quella della colonizzazione di pianeti extraterrestri quali, nelle previsioni, Luna e Marte. Tale progetto prevede come condizione necessaria, anche se non sufficiente, l’attivazione di una nuova  tipologia di agricoltura, definita space farming alla cui realizzazione  tutte le discipline biologiche afferenti al settore agrario, assieme ad altre di tipo ingegneristico, dovranno fornire un contributo determinante.

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Conclusa con successo la mostra “Fiorenza 2011”, la Società Toscana di Orticultura dà appuntamento a tutti gli appassionati di fiori e piante presso il Giardino dell’orticoltura, il 1° e 2 ottobre prossimi

Il prossimo appuntamento per gli appassionati di fiori si svolgerà a breve, come di consueto, il primo weekend di ottobre presso la sede tradizionale, ovvero il Giardino del Pellegrino, tra Via Bolognese e Via Vittorio Emanuele II.
Tra i 50 espositori ci saranno i migliori florovivaisti italiani: le novità di quest'anno sono le orchidee di Corazza (BS), le peonie di Tesoniero (LT), gli animali in ferro battuto riciclato di Donà, le erbacee perenni di Consigliere (MI).
Orario della mostra: dalle ore 9 alle 19.00. Ingresso libero.

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EXPO RURALE a Firenze dal 15 al 18 settembre

Promossa e organizzata dalla Regione Toscana, assessorato Agricoltura e foreste, attraverso l'Agenzia regionale per la promozione economica della Toscana (Toscana Promozione), in collaborazione con il Comune di Firenze e altri enti, l’Expo Rurale è una manifestazione poliedrica che propone la rassegna organica delle filiere agricole, forestali e zootecniche protagoniste dell'agricoltura in Toscana.

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Il miele più buono è di cipolle

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Riparte la scuola e tra i banchi c’è più spazio per l’educazione al cibo, al gusto e all’agricoltura

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Agricoltura nazionale, europea e mondiale oltre il 2013

L’antica Accademia dei Georgofili, che è sempre attivo punto di riferimento per approfondire e discutere nuovi problemi, acquisizioni scientifiche ed idee, ha già da tempo avvertito e cercato di comunicare alcune emergenze di una realtà globale che va imponendosi come irreversibile. Anche se tuttora fortemente condizionata da indirizzi dei vari partner in un mondo che va modificandosi con inedita rapidità, attraverso diverse strategie e sistemi socio-economici e politici non convergenti, non unidirezionali e per di più instabili e cangianti.
Alla base di ciascuno dei grandi problemi globali, ormai tutti riconoscono che vi è l’agricoltura, destinata ad avere quindi un ruolo importante e talvolta determinante per il futuro dell’umanità.
La FAO ha chiaramente evidenziato la necessità di incrementare le produzioni unitarie per raggiungere circa il raddoppio degli alimenti disponibili nel nostro pianeta, quando intorno al 2050 si prevede che la popolazione raggiunga i 9 miliardi.

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Piante parassite: flagello per l'agricoltura e risorsa per la ricerca

Le straordinarie interazioni chimico-fisico-biologiche che si instaurano fra piante parassite ed ospiti offrono interessantissimi spunti di ricerca che sempre più travalicano gli ambiti dell’agricoltura o della botanica per spostarsi nei campi delle biotecnologie, della genetica e persino della medicina, prefigurando nuovi scenari e nuove possibili applicazioni. 
Le piante parassite sono organismi vegetali che dipendono, per parte o tutto del loro ciclo vitale, da un'altro organismo vegetale. Spesso tali piante parassite sottraggono ai loro ospiti sostanze nutritive, acqua, metaboliti, o le utilizzano come "supporto" per la loro crescita; in altri casi percepiscono dei segnali chimici emessi dai loro ospiti per avviare o svolgere alcune importanti fasi del loro ciclo biologico, come la germinazione dei semi.
Nel mondo  si conoscono oltre 4000 specie di piante parassite appartenenti a 19 generi: fra esse si annoverano anche specie di straordinaria importanza ecologica ed ambientale, quale ad esempio ‘Rafflesia arnoldii’, che produce il più grande fiore conosciuto, o specie del genere ‘Hydnora’, le cui piante svolgono tutto il ciclo, compreso la fioritura, sotterraneamente.
Le piante parassite dei generi Striga ed Orobanche sono fra i più dannosi organismi delle colture agrarie. Le specie di Orobanche parassitano importanti colture agricole in tutto il mondo come legumi, crocifere, girasole, canapa, tabacco e pomodoro. Le specie di Striga causano invece disastrosi danni alle colture di cereali e costituiscono addirittura il principale danno biotico per tali colture nelle regioni sub-sahariane. Le possibilità di controllo di queste infestanti sono piuttosto limitate, e nessuno dei metodi di controllo tradizionali studiati finora ha dimostrato di essere completamente efficace.

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Sugli spinaci e Braccio di Ferro


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Contributi Ue ai produttori ortofrutticoli che usano materiale per imballare ecosostenibile

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Commissione Europea: approvata proposta per la identificazione elettronica dei bovini

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8-11 settembre a Torino: edizione speciale della Festa dell’Agricoltura per i 150 anni dell’Italia

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Più poteri per la tutela al consorzio dell’olio di oliva extravergine toscano IGP

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Auguri a “Georgofili INFO”

Per il primo compleanno di “Georgofili INFO” abbiamo ricevuto molti auguri e manifestazioni di affetto e di apprezzamento per il lavoro che abbiamo finora svolto. Volentieri ne pubblichiamo alcune. Grazie a tutti!

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Buon Compleanno a “Georgofili INFO”

“Georgofili INFO” compie un anno. Il 1° settembre 2010 usciva il primo numero con un saluto ai lettori del Presidente Franco Scaramuzzi, il quale sottolineava la volontà dei Georgofili di rendere più facile ed immediata la comunicazione delle notizie che interessano il mondo legato alle attività agricole, dichiarando la completa disponibilità al dialogo con i lettori.
Sappiamo che la strada da percorrere è ancora molta, ma crediamo di essere riusciti a dare un buon contributo alla diffusione di informazioni attendibili ed autorevoli su tutto quanto ruota intorno al “settore primario”, oggi troppo spesso ignorato, trascurato e considerato “secondario”, a dispetto del suo ruolo che è legato alla stessa sopravvivenza del genere umano.
La realizzazione di questo sito di informazione, così come l’apertura di una pagina dell’Accademia dei Georgofili su Facebook, ci ha permesso di dialogare anche al di fuori del mondo scientifico. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione, anche solo ponendoci domande e dandoci suggerimenti, per consentirci di migliorare sempre più il compito che ci eravamo proposti.

                                                                         

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Informazione e notizie: l’importanza della fonte anche (e soprattutto) in agricoltura

Un articolo pubblicato su “La Repubblica” ribadisce la carenza di una corretta informazione su agricoltura e ambiente. E i Georgofili rispondono.

Da docente universitario e ricercatore rimango sempre alquanto sorpreso dalla pubblicazione sui maggiori quotidiani di notizie, spesso presentate con “headlines eclatanti”, senza che si chiedano chiarimenti, spiegazioni o che almeno si senta l’opinione degli esperti di settore. Eppure in Italia operano ricercatori qualificati e internazionalmente stimati che, pur operando in ristrettezze di mezzi tecnici, di finanziamenti ed anche di personale, riescono ancora a primeggiare nel panorama scientifico.
L’articolo pubblicato su “La Repubblica” di domenica 28 agosto, a firma di Elena Dusi (Foreste artificiali contro CO2 “Un Clone degli alberi ci salverà"), si limita a riportare una notizia e, seppur avanzando qualche dubbio sui costi e sullo smaltimento dei prodotti di scarto di questa nuova “tecnologia”, non analizza l’argomento con la dovuta scrupolosità, riportando anche l’opinione di ricercatori che si occupano di cambiamenti climatici e abbattimento del biossido di carbonio.
Nell’articolo, per la verità, si cita il costo di ogni “albero artificiale”, affermando che può essere ridotto fino a 20000 dollari (quindi adesso è molto superiore). Mi preme sottolineare che, con lo stesso prezzo, si possono piantare mediamente 100 alberi, con nessun costo per lo smaltimento dei prodotti di scarto (anzi, in linea teorica, il legname costituisce un’ulteriore fonte di reddito) e con benefici decennali, se non secolari. E, cosa grave, ci si limita a parlare dell’abbattimento di CO2, molto superiore, è vero, a quello di una singola pianta, ma non si fa menzione della produzione di ossigeno.
Studi passati e recenti hanno evidenziato che un ettaro di alberi produce mediamente circa 6.2 tonnellate di ossigeno per anno. Considerando che una persona consuma circa 180 kg di ossigeno/anno, secondo questi studi, condotti negli Stati Uniti, un ettaro di alberi può produrre ossigeno per circa 35 persone. Ancora, pur variando la produzione netta annua di ossigeno in funzione delle specie arboree, delle dimensioni, dello stato sanitario e dell’ubicazione si stima che un albero sano, come ad esempio un frassino alto 10 metri, produca circa 118 kg di ossigeno netto all’anno. Quindi due alberi sani, di medie dimensioni, possono fornire l’ossigeno richiesto da una singola persona nel corso di un anno. Allora, questi alberi artificiali quanto ossigeno producono?
Infine, nell’articolo non si tiene conto di tutte le altre, altrettanto importanti, esternalità positive legate alla presenza di alberi. Infatti, è fondamentale il ruolo esercitato dalla vegetazione, in particolar modo arborea, sulla riduzione dell’inquinamento dell’aria da particelle microscopiche sospese che, potenzialmente, può causare le più severe e dannose malattie per l’apparato respiratorio che si possano riscontrare in ambiente urbano o extraurbano. Non meno importanti sono i benefici collegati con il risparmio energetico che la presenza degli alberi produce, in termini di minori spese di condizionamento (ombreggiamento) e di riscaldamento (effetto protezione dal vento).

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La conservazione in vitro di specie ornamentali a fiore reciso: una tecnica al servizio dei produttori

E’ in corso, presso l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del CNR di Sesto Fiorentino (FI), uno studio teso a ottimizzare il sistema di conservazione in vitro di linee selezionate di anthurium e ranuncolo, due specie a fiore reciso di grande interesse commerciale

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Politiche per la qualità alimentare nell’Unione Europea

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Lactalis - Parmalat: la latitanza della politica industriale italiana

Si è chiuso in sei mesi il blitz di Lactalis sul gruppo Parmalat, tanti quanti ne sono occorsi per portare la sua quota di proprietà da pochi punti percentuali ad oltre l’80% del capitale. Finisce così la storia di Parmalat, protagonista di uno dei più gravi scandali finanziari e poi di un risanamento che ne  ha dimostrato le potenzialità. E si apre la strada ad una doppia serie di riflessioni.
La prima riguarda la grande attenzione iniziale, concentrata su tre questioni: la salvaguardia dell’italianità delle nostre imprese,  la strategicità del settore, la latente tensione con la Francia. Tre argomenti che hanno smosso il Governo a decretare d’urgenza sulla salvaguardia dei settori strategici, comunque troppo tardi, e a rendere disponibile la Cassa Depositi e Prestiti per compiti impropri. La seconda, più amara, è che l’attenzione è scesa e al dunque nessuno si è mosso: né le banche, ancora una volta ambigue, né qualche imprenditore in veste di Cavaliere Bianco.

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Genomica e Biotecnologie applicate all’Agricoltura: quali prospettive?

Si è svolto il 26 luglio scorso a Roma nella sede del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il workshop: Genomica e Biotecnologie applicate all’Agricoltura: quali prospettive?  Iniziativa che, alla luce delle nuove acquisizioni di conoscenza globale dei genomi, si proponeva come obiettivo un confronto di idee sulle prospettive di sviluppo della genomica e delle biotecnologie e delle loro applicazioni in agricoltura, così da iniziare a definire una strategia-paese.
Le relazioni dei genetisti Michele Morgante, Elisabetta Lupotto e Luigi Cattivelli hanno evidenziato con grande chiarezza i contributi che la genetica ha fornito in termini di nuove varietà coltivate dagli agricoltori, indicando le nuove grandi prospettive che si aprono con la genomica e la “necessità” pertanto di continuare a modificare geneticamente le piante e a selezionarle per assicurare quantità e qualità di cibo all’umanità.  Non solo con incrocio, mutagenesi e selezione ma anche con le tecniche di ingegneria genetica che hanno ormai portato 15 milioni di agricoltori a coltivare nel mondo 150 milioni di ettari di piante geneticamente modificate (PGM o OGM). Molti problemi di suscettibilità alle fitopatie possono essere risolti nella vite trasferendo geni di resistenza da varietà selvatiche, così pure il “brusone batterico” del riso, le “fusariosi” del grano o la ticchiolatura del melo.
Dobbiamo convincerci che cibo, energia, ambiente sono un insieme inscindibile e ineludibile che richiede scelte coraggiose e non parziali. Il problema non si esaurisce all’interno del Ministero delle Politiche Agricole e la soluzione non sta in una presunta (falsa) superiore qualità del prodotto non-ogm. Il cibo e l’agricoltura sostenibile riguardano  anche i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Ricerca scientifica,  della Salute, del Turismo, della Cultura,  e degli Affari Esteri. Una parte del lavoro che i governi dovrebbero fare lo stanno già facendo gli agricoltori, i ricercatori e le imprese. E’ necessario costruire una governance in sede locale, nazionale e internazionale.

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La natura lo sa meglio!

Se voi passaste in campagna accanto ad un cardo di montagna e aveste la sgradevole sensazione dei fiori che vi si attaccano al vestito, che cosa fareste ? Li togliereste.

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Olio: la cultura del prodotto a tutela del consumatore

Il vero problema che attanaglia l’olio extravergine di oliva, limitandone il consumo e la crescita sui mercati è la sua scarsissima conoscenza da parte del consumatore

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Due premi di Laurea nelle Marche

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Commissione UE: sistemi di certificazione per i biocarburanti sostenibili

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L’abbandono delle campagne aumenta le criticità idrogeologiche

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Chi produrrà gli alimenti primari?

Si deve rilevare una pericolosa tendenza ad uno sviluppo che prescinde dalle attività agricole. Questo è il più grave errore che viene oggi diffusamente commesso da parte di chi misura l’importanza dell’agricoltura solo attraverso il fuorviante metro del PIL. Si dimentica che il problema delle morti per fame nel mondo è tutt’altro che superato e che la FAO, previsto il forte aumento della popolazione mondiale e delle sue esigenze alimentari nei prossimi decenni, ha dichiarato la necessità di raddoppiare la complessiva produzione agricola attuale di questo settore. Non ritenendo però possibile estendere le superfici arabili mondiali, anche per ragioni di tutela ambientale, la stessa FAO ritiene che occorrerà soprattutto aumentare ulteriormente le produzioni unitarie, facendo leva sulle potenzialità delle nuove acquisizioni scientifiche, a cominciare da quelle sulla genetica molecolare. Anziché continuare ad incrementare la fertilità ambientale con dosi più elevate di elementi nutritivi (acqua, concimi, ecc.), peraltro sempre meno disponibili e sempre più costosi ed inquinanti, dovremo confidare nella disponibilità di nuove piante geneticamente modificate, capaci di incrementare e migliorare le produzioni anche in condizioni ambientali meno fertili e favorevoli.

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Carne clonata: nessun rischio per la salute

Sempre più spesso i mezzi di comunicazione danno grande rilevanza a notizie, che spesso notizie non sono, riguardanti possibili prodotti derivati da animali clonati o presunti tali, che sarebbero stati introdotti nella catena alimentare umana.  Le agenzie accreditate ad esprimere giudizi in merito alla sicurezza alimentare (EFSA e FDA), dopo un lungo processo di valutazione dei dati scientifici disponibili, hanno concluso che non esiste un rischio per il consumo di latte e carne proveniente da animali clonati e non si capisce perché si continui a prospettare l’eventuale consumo di questi prodotti come un attentato alla salute umana!

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Piante rampicanti e adattamento

Tra i molteplici adattamenti morfo-fisiologici delle piante all’ambiente, facilmente osservabili e, forse, per questo, poco considerati, sono quelli delle piante rampicanti. Questi adattamenti coinvolgono modificazioni di differenti parti vegetali (fusto, foglia, radice) e conseguenti cambiamenti anatomici interni.

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ADUC: dubbi sui pomodori antinvecchiamento

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Ortaggi multicolor per la salute: arrivano le carote porpora!

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Successo di iscrizioni alla facoltà di Agraria

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I Darwin e la botanica

Il giovane Charles crebbe in un ambiente permeato dall’amore per le piante. La sua educazione formale a Cambridge, fu quasi completamente dedicata allo studio della botanica. Seguì per tre anni di seguito il corso di botanica del professor Henslow, che ci ha lasciato nei suoi registri, conservati a Cambridge, una descrizione di Charles Darwin come di un ragazzo con “buone basi” di botanica. La predisposizione di Charles per la botanica si manifestò compiutamente durante il famoso viaggio a bordo del Beagle. In sole tre settimane alle Galapagos, riuscì a raccogliere e descrivere un quarto della sterminata flora di queste isole. Dalle osservazioni fatte sulle piante nasce la prima idea della teoria dell’evoluzione. Quando nel 1859 Charles Darwin pubblica “L’origine delle specie”, utilizza numerosissimi esempi tratti dal mondo delle piante. Le prove originali della teoria dell’evoluzione, vengono in gran parte dall’osservazione del mondo vegetale: se non si comprende questo, non si può avere un’idea chiara della grandezza di Charles Darwin. L’interesse per la riproduzione delle piante ed il lungo studio dei suoi meccanismi, per primi gli suggeriscono le conseguenze evoluzionistiche della riproduzione.

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La carne in tavola: storia e cultura

Tra la prima metà del Novecento e i decenni successivi il consumo di carne bovina e suina ha visto un forte incremento in Italia. A partire dagli anni Cinquanta, e soprattutto in quelli del boom economico (anni ’60-‘70), i dati mostrano cifre raddoppiate e triplicate, segno di un raggiunto e diffuso benessere.
Nella tradizione alimentare italiana, tuttavia, la carne aveva alle spalle una lunga e articolata storia, nella quale si integrano fattori culturali, economici e sociali, fino alla stessa arte culinaria.
Seguendo un percorso storico, ampiamente documentato anche nell’arte e nella letteratura, saranno evidenziati alcuni dei tratti salienti della cultura della carne e della tavola.

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Nuove frontiere dello studio della stabilità degli alberi, Tree Stability Evaluation

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Agli Uffizi ‘guerra’ ai tarli!

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Adottate dal Parlamento europeo nuove norme per l'etichettatura dei cibi

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Svelati i segreti genetici delle patate

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L’India entra a far parte dell’OIV (Organizzazione internazionale della Vite e del Vino) come 45° membro

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Georgofili: la sfida alimentare

In una lettura all’Accademia dei Georgofili il 5 luglio 2011, il Presidente Cogeca Paolo Bruni ha ribadito che la mission dell’agricoltura nel XXI secolo è sintetizzabile nel seguente concetto: “sfamare il mondo a lungo termine senza mettere a rischio l’ambiente del pianeta”.
La sfida alimentare , secondo Bruni, consiste in tre sfide diverse: una demografica, una ambientale ed una relativa allo sviluppo. I dati della FAO parlano di una forte crescita della popolazione mondiale alla quale si aggiunge il fatto che alcuni paesi, come Cina, Brasile e India, hanno arricchito la loro alimentazione, da prevalentemente vegetale a proteica. D’altra parte, oggi si ricorre all’agricoltura anche per produrre energia, sottraendone superfici e produzioni per usi non alimentari.

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L’agriturismo alla luce del nuovo Codice del turismo

Sotto la spinta delle sollecitazioni provenienti dagli operatori del settore turistico verso l’adozione di un quadro normativo di riferimento adeguato all’evoluzione delle forme di offerta turistica, alle indicazioni comunitarie in materia, e al rilancio del settore, è stato approvato il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 giugno 2011, n. 129, supplemento ordinario n. 139, “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio”.
Il Codice del turismo, il cui testo è contenuto nell’Allegato I al decreto, riserva scarne e frammentarie indicazioni all’agriturismo, la cui disciplina sostanziale è espressamente demandata alla legge in materia 20 febbraio 2006, n. 96.

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La Biomeccanica degli alberi

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L’innovazione dei poveri: un altro punto di vista

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G20 agricolo a Parigi: raggiunto accordo contro la volatilità dei prezzi

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CONFAGRICOLTURA: per la frutta estiva è allarme prezzi

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Censimento agricolo ISTAT: dai dati provvisori in Italia ci sono meno aziende ma più grandi

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La “Robinia pseudoacacia”: storia e curiosità di una pianta da amare

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Diagnosi molecolare degli agenti di carie del legno: dall’idea alla pratica!

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Fonti rinnovabili: Confagricoltura sollecita il governo sulle agroenergie

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La Commissione Europea riconosce il marchio DOP per i Fichi di Cosenza

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La sfida alimentare: intervento di Paolo Bruni (COGECA) ai Georgofili

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Esproprio o indennizzo per l’olivicoltura non redditizia?

Il titolo, volutamente provocatorio, rispecchia senza mezzi termini una realtà punitiva, finora passivamente subìta dagli agricoltori. Si fa riferimento all’olivicoltura, come esempio concreto, ma può estendersi a tutti i casi in cui si pretende di pianificare la conservazione del paesaggio agricolo e delle sue coltivazioni, anche se non risultano più redditizie. Essendo accertato che parte della nostra olivicoltura ha ormai costi superiori al prezzo ricavabile con i prodotti, viene al pettine un nodo che non si è voluto finora considerare.
Se si fosse certi che la conservazione del paesaggio agricolo, imposta per legge, sia effettivamente di pubblica utilità, potrebbe essere legittimo e meno iniquo applicare lo strumento dell’esproprio. Sarebbe almeno doveroso corrispondere indennizzi basati sul minor reddito degli imprenditori agricoli, rapportato a quello che gli stessi potrebbero ottenere se non venisse loro impedito di cambiare la destinazione colturale dei propri terreni.

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Federico Vecchioni responsabile di "Italia Futura" per la Toscana

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I tappeti erbosi del futuro: innovazioni per ippodromi, campi da golf e da calcio

Quella dei tappeti erbosi è una scienza nuova per l’Italia. I primi studi scientifici risalgono a metà degli anni ’90, circa 70 anni in ritardo rispetto ai paesi anglofoni come Inghilterra, USA, Australia, dove la cultura del tappeto erboso (turf) è profondamente radicata nella tradizione.
Nonostante il tardivo interessamento di Università ed enti di ricerca, l’Italia ha rapidamente colmato il “gap”esistente rispetto agli altri paesi. Attualmente ricercatori Italiani fanno parte del board della International Turfgrass Society (ITS), e a Pisa, nel luglio 2007, è stata fondata la European Turfgrass Society (ETS). L’attività di divulgazione delle Università, Federazione Golf, CONI ha consentito di elevare il livello culturale degli addetti ai lavori ed i risultati cominciano ad essere evidenti: corretto impiego delle specie, evolute tecniche manutentive, prati di elevata qualità estetica e tecnica.
Inoltre, sono sorte numerose aziende di settore, decine di giovani laureati si occupano di tappeti erbosi in percorsi di golf, campi di calcio, ippodromi, “sod farm”, numerosi studenti svolgono tirocini nelle più prestigiose università inglesi e americane. Le innovazioni e i brevetti delle nostre aziende si stanno affermando rapidamente anche in Europa.

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Wine Immersion 2011: Strategie produttive di un vino di successo

Si è svolto dal 24 al 27 maggio 2011 a Bolgheri, un approfondimento sul settore vitivinicolo  che ha  visto la partecipazione degli studenti del Corso di Viticoltura ed Enologia con il patrocinio della Facoltà di Agraria di Pisa, dell’Accademia dei Georgofili Sezione Centro-Ovest, della Provincia di Livorno, del Comune di Castagneto Carducci e della Bayer Crop Science. L’iniziativa intrapresa dagli studenti, resa possibile grazie al coinvolgimento e la disponibilità di aziende,  associazioni di categoria e enti locali (Confagricoltura, CIA, Coldiretti, Consorzio Bolgheri, Strada del vino, Comune di Castagneto Carducci e Provincia di Livorno), è scaturita dall’esigenza di approfondire  la conoscenza di zone vitivinicole di successo come quella del litorale livornese.
Con questo seminario si è cercato di cogliere sia gli aspetti  tecnici innovativi che i valori della tradizione.  Conoscere un territorio aiuta comprendere le motivazioni e le strategie di un vino di successo, come il Sassicaia,  a cui sono stati affiancati una serie di altri vini di prestigio. Un  fenomeno  caratterizzato da una specificità diversa da quella  di altre zone vitivinicole della Toscana, che fondano la loro fama soprattutto  sul Sangiovese.  L’esigenza manifestata dai futuri enologi è stata quella di toccare con mano la realtà operativa, e  possibilmente confrontarsi con chi opera ad ogni livello.

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Il trattore “PAVESI P4”: 100 anni ma non li dimostra

In occasione del 100° Anniversario del primo trattore agricolo di totale concezione e produzione italiana, il modello “Pavesi P4” del 1911, l’Accademia dei Georgofili ha promosso, insieme a CAMAE (Associazione di collezionisti di macchine agricole d’epoca) e a Merlo Spa, un Convegno dal titolo: “Il trattore Pavesi P4: 100 anni ma non li dimostra”.

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Il consumo di carne come fattore chiave dell'evoluzione umana

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AGROMAFIE: un business da 12,5 miliardi di euro

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In calo la produzione globale del vino ma il consumo resta stabile e cresce l’esportazione

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Corridoi per gli animali contro la frammentazione delle foreste

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Il Cinipide galligeno del Castagno in Sicilia mette a rischio due“patriarchi”

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Due monumenti nazionali vegetali da salvare

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L’albero è una minaccia per l’uomo?

La domanda retorica lascia propendere per una risposta affermativa. In effetti episodi di schianti e cedimenti su abitazioni o su strade trafficate da automezzi o da semplici pedoni non sono eventi eccezionali. Possono tuttavia essere considerati eventi causabili solo da cause di forza maggiore nel caso vengano adottate consolidate tecniche di controllo e verifica.
Il VTA (Visual Tree Assessment) può ancora dirsi la tecnica più utilizzata a livello massivo. Collaudatissima, in quanto introdotta in Europa da Claus Mattheck sul finire degli anni 80, la tecnica si basa sull’individuazione di punti critici evidenziati dagli alberi come sintomi di anomalie interne, spesso in grado di comprometterne la stabilità. I cosiddetti “punti critici” sono il frutto di forme esterne anomale dovute alla crescita adattativa, all’ottimizzazione del design nel tentativo di ciascun albero di ripristinare un minimo e uniforme stress lungo tutta la sua struttura.
Martello ad impulsi elettronici, dendrodensimetri tipo Resistograph (ideato da F.Rinn et al.), tomografi ed altri strumenti possono contribuire a mettere in evidenza carie o cavità interne all’albero. Mattheck ha parametrizzato un valore soglia t (porzione residua di legno sano) che, rapportato ad r (raggio dell’albero), restituisce un valore t/r che, se maggiore di 0,3, fa considerare l’albero al di sopra della soglia di criticità. Questa procedura d’analisi non tiene tuttavia in considerazione le forze alle quali l’albero è soggetto né le proprietà specifiche delle qualità di ogni legno.

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L’uomo è una minaccia per gli alberi!

La coesistenza tra alberi e infrastrutture fa parte di una scommessa urbanistica epocale. La salvaguardia dell’integrità degli alberi è tuttavia ancora un obiettivo lontano da raggiungere. Il problema principale consiste in un’oculata progettazione in grado di scegliere l’albero adatto per il sito nel quale dovrà passare la sua esistenza. Errori grossolani in questo senso impongono potature ingiustificate da protrarsi per tutta la vita dell’individuo.
Altro fattore di criticità è la difesa degli alberi durante le lavorazioni di cantiere. Speciali metodi di scavo ad aria soffiata (Air Spade) o aspirata consentono, tuttavia, di limitare al massimo i danni alle radici. Le distanze di scavo dal centro della pianta sono comunque garanzia di rispetto e di tutela; esse prevedono, tuttavia, la conoscenza delle varie specie più o meno tolleranti agli stress radicali e l’osservanza delle normative previste nei vari Paesi.
Tecnologia veramente interessante è quella del trapianto di esemplari monumentali mediante il sistema brevettato Treeplatform. Questa tecnica a piattaforma rigida permette di muovere senza alcuna limitazione alberi di ogni dimensione. Essi sono trasportati in piedi su grossi carri ribassati dopo essere stati sollevati da imponenti autogru. La potatura della chioma non è richiesta e l’ampiezza della zolla consente il trapianto senza particolari preparazioni in qualsiasi stagione dell’anno.

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Il progresso della meccanizzazione agraria: storia di uomini e necessità, capacità e risorse

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Apologia dello scarabeo

Il paziente scarabeo ci insegna che, se vogliamo liberarci dalle montagne di rifiuti, se vogliamo evitare gli inceneritori, le discariche, se vogliamo rendere efficienti i processi di riciclo, dobbiamo scegliere materie prime e merci quanto più possibile simili alle materie presenti in natura e solo allora ci sarà facile sia evitare gli inquinamenti nei processi di produzione, sia riutilizzare una frazione crescente dei rifiuti.

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Concluso il convegno internazionale a Vignola sul ciliegio: occorrono nuove strategie per competere sui mercati

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Batterio killer: proposta UE di aiuti al 50% per gli agricoltori

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L’agricoltura italiana invecchia

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Acqua e produzione alimentare

Il 7 giugno all’Accademia dei Georgofili si è svolta una giornata di studio in cui si è analizzato possibili gestioni razionali delle risorse idriche per garantire livelli di produzione adeguati al soddisfacimento alimentare mondiale

Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di abitanti, ed anche le abitudini alimentari dei Paesi in via di sviluppo cambieranno, con conseguente aumento della domando di alimenti e, quindi, di acqua, così come la crescita delle colture bioenergetiche richiederà maggiori consumi idrici. Negli ultimi tempi la temperatura media della terra è aumentata di 0,74°C, fenomeno questo che non può essere disgiunto da eventi come alluvioni, siccità e uragani di intensità senza precedenti. L’alterazione del regime delle precipitazioni provoca alluvioni in alcune regioni e aridità in altre; eventi questi che sempre si traducono in perdite di produzione.

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Il burro: tra passato, presente e futuro

Il burro è il grasso alimentare ricavato dalla lavorazione della crema di latte vaccino. La sua storia è antichissima, risale al tempo degli egizi che lo ricavavano dal latte degli animali da allevamento. È un alimento ad alto valore energetico da integrare nella dieta sia come condimento che come ingrediente. È di particolare interesse per le sue caratteristiche nutrizionali, antinfettive e, come è stato dimostrato da recenti studi, anticancerogene. Particolare importanza a fini salutistici è sicuramente la presenza in questo alimento degli isomeri coniugati dell’acido linoleico (c18:3, CLA).

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Lotta contro il cinipide galligeno del castagno

Il prof. Pisani Barbacciani risponde alla richiesta di un lettore, in riferimento all’articolo “Castagno: si estende la minaccia del Dryocosmus kuriphilus”, pubblicato su Georgofili INFO il 2 marzo scorso

Alla richiesta dei castanicoltori delle colline metallifere, giustamente  preoccupati per i gravi attacchi del cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), rispondo che allo stato attuale delle conoscenze si prospetta una sola possibilità pratica di difesa dal pericoloso insetto, che è basata sulla lotta biologica mediante l’introduzione e la diffusione nelle aree infette di Torymus sinensis, insetto imenottero calcidoideo che parassitizzando le larve del cinipide, esercita  un’azione di controllo della sua presenza.

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Agroenergie e biocombustibili

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IL “CANCRO” DEL KIWI

Pseudomonas syringae pv. actinidiae (Psa), agente causale del “cancro batterico” dell’Actinidia è oramai diffuso nelle maggiori aree di produzione italiane di kiwi. Infatti, se fino allo scorso anno le epidemie più gravi si riscontravano nel Lazio, soprattutto a carico del kiwi giallo (Actinidia chinensis), da fine autunno 2010 ad inizio primavera 2011, le infezioni si sono notevolmente estese anche in Piemonte ed Emilia-Romagna. Inoltre, anche il kiwi verde (Actinidia deliciosa) è risultato frequentemente colpito in maniera grave negli stessi areali di produzione del kiwi giallo. Inoltre, il batterio è stato segnalato, su kiwi giallo, anche in Veneto e in Calabria. Una caratteristica comune in tutte le aree colpite è la notevole rapidità con cui Psa si diffonde negli e tra gli impianti nonché le forte aggressività mostrata nei confronti di tutte le varietà di kiwi giallo e verde attualmente coltivate nel nostro Paese.

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SICUREZZA DELL’ALBERO E TUTELA DEL CITTADINO

Oltre il 50% della popolazione mondiale vive in ambiente urbano. In Europa vi sono aree nelle quali tale valore supera il 90%. Pertanto, il benessere dell’uomo dipende sempre più dalla qualità della vita in città e ben sappiamo come le piante possano contribuire a condizionarla. Ma numerose sono le cause di disturbo che affliggono gli alberi in città. Si comincia con errate scelte progettuali, scarsa rispondenza del materiale vivaistico, inadeguati interventi manutentivi e, soprattutto, pratiche cesorie spesso eseguite al di fuori di ogni riferimento tecnico-scientifico. Ne conseguono pericolosi fenomeni di carie del legno, primi responsabili della riduzione di fitostabilità e quindi fattori di pericolo e di rischio per il cittadino.

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RIVOLUZIONE AGROINDUSTRIALE

L’Assemblea di Federalimentare che si svolgerà presso Confindustria mercoledì prossimo 8 giugno affronterà il tema “ Verso nuovi equilibri della filiera alimentare”

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Quale futuro per le grandi colture dopo il 2013?

In Italia, nel decennio 2000-2010, si è registrata una preoccupante contrazione sia della superficie complessivamente coltivata (- 12%) sia di quella destinata alle principali colture erbacee di pieno campo (- 22%  per i cereali e - 60%  per le colture industriali). In molte aree della penisola si è fatto sempre più evidente e preoccupante il fenomeno dell’abbandono delle superfici coltivate che ha raggiunto nel 2010 ben 2 milioni di ettari, di cui quasi 1 milione per i cereali e più di mezzo milione  per le colture industriali

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Confagricoltura: allarme per il calo dei consumi alimentari

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Un decreto per garantire maggiore trasparenza nell’etichettatura

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La riduzione delle perdite post-raccolto è cruciale per la sicurezza alimentare in Africa

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Accademia dei Georgofili aperta al pubblico in ricordo dell’attentato del 1993

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L’Europa del vino DOC ai Georgofili per sostenere i “diritti d’impianto”

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Il consumo di carne nella società attuale: fra salute, tradizione competitività

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Filiere alimentari e rivoluzione agroindustriale

A Bruxelles si parla di una nuova “rivoluzione agroindustriale”capace di far fronte alla straordinaria sfida globale che spinge a produrre di più, con meno terra arabile, risparmiando acqua, inquinando meno.

Nonostante la progressiva diminuzione della nostra superficie agraria utilizzabile e  nonostante la tendenza mondiale ad un aumento della domanda rispetto all’offerta di prodotti alimentari, un numero crescente di nostri agricoltori sta rinunciando a seminare i propri terreni perché i loro costi di produzione non sono competitivi rispetto ai prezzi sul mercato globale.
Allo scopo di assicurare “entrate eque per gli agricoltori”,  il Parlamento Europeo ha già deciso di verificare gli attuali sistemi organizzativi delle filiere, nell’intento di correggerne i riconosciuti squilibri.
A Bruxelles si parla di una nuova “rivoluzione agroindustriale”capace di far fronte alla straordinaria sfida globale che spinge a produrre di più, con meno terra arabile, risparmiando acqua, inquinando meno.
Il prossimo 8 giugno, l’Assemblea di Federalimentare (Confindustria) affronterà proprio il tema “ Verso nuovi equilibri della filiera alimentare”. La problematica è stata scelta proprio a causa dei mutati scenari del mercato alimentare.

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Meccanizzata anche la “Vendemmia Verde”

Nell’arco di un anno sono aumentate da 2 a 9 le Regioni che nel nostro Paese hanno chiesto di applicare le misure previste per la “Vendemmia Verde”. A questo proposito si è svolto un incontro, organizzato dalla Sezione Sud-Ovest dei Georgofili, tenutosi venerdì 20 maggio 2011 nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo.
Tre le relazioni presentate: Giuseppe Bursi dell’Assessorato Agricoltura della Regione Siciliana ha illustrato i dati di 2 anni di applicazione in Sicilia, mettendo in evidenza il crescente interesse da parte delle aziende viticole.

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Dono dei Georgofili al Presidente Napolitano

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L’Europa del Vino discute ai Georgofili sui diritti di impianto

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CIA propone tavolo straordinario per affrontare la batteriosi del kiwi

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Gli agrumi di Cosimo I de’ Medici e la crioconservazione

Il progetto CRIOGERM, sviluppato negli anni 2008-2009 dall’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (IVALSA) del CNR, grazie anche al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ha affrontato un importante studio sulla crioconservazione (conservazione in azoto liquido, a -196°C) di semi poliembrionici di agrumi, con l’obiettivo ultimo di realizzare una “criobanca” a tutela dell’antico germoplasma della Villa Medicea di Castello.
La collezione della Villa Medicea è infatti costituita da circa 500 esemplari di agrumi in conche di terracotta, di svariate dimensioni ed età, la cui origine risale al 1544. Le accessioni conservate nella Villa costituiscono un importantissimo patrimonio agrumicolo, comprendente specie e varietà ornamentali di alto valore storico e difficilmente reperibili in altri contesti.

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L’abbazia in cui si fa ricerca in campo agricolo

L’Azienda Sperimentale di Vezzolano si colloca nel Comune di Albugnano (Asti), a mezza strada tra Torino ed Asti, sulla collina più alta del Monferrato. La storia dell’Azienda ha origine il 26 luglio 1929, data in cui la nobildonna Camilla Serafino, proprietaria dell’Abbazia di Vezzolano e dei terreni circondanti, donò alla Regia Accademia di Agricoltura di Torino le sue proprietà compreso il cascinale dove ha ora sede l’Azienda Sperimentale, sede distaccata del CNR-Imamoter.
La donazione prevede il vincolo, per cui l’Accademia deve attenersi scrupolosamente alle intenzioni dichiarate dalla signorina Serafino che indica la continua e predominante attività di ricerca e di formazione, in ambito agricolo, da svolgersi presso la suddetta Azienda.

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Trasformazione genetica delle piante: aspetti scientifici ed applicazioni pratiche


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Quando i pescatori escono in mare per salvare i pesci …

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L’Accademia dei Georgofili ricorda l’attentato del 1993

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Ridurre gli sprechi alimentari per nutrire il mondo

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Il Presidente Napolitano in visita ai Georgofili

L’Accademia dei Georgofili ha accolto oggi con grande e deferente affetto nella propria Sede il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per una visita alla mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia”, nella quale sono esposti originali documenti tratti dal proprio archivio.
L’Accademia infatti è nata a Firenze nel 1753, più di cento anni prima della proclamazione dell’Unità nazionale, ed ha quindi vissuto direttamente il Risorgimento e tutte le fasi successive dei primi governi italiani, così come quelli della costruzione del nuovo Stato. Illustri personaggi, dallo stesso Granduca di Toscana a Camillo Benso di Cavour, Bettino Ricasoli, Vincenzo Gioberti, Cosimo Ridolfi, etc. erano accademici dei Georgofili.
Il materiale di archivio esposto, fra cui manoscritti inediti e registri di verbali che riguardano importanti eventi storici, è stato esaminato con interesse dal Presidente Napolitano, che ha anche provato l’emozione di sfogliarne alcune pagine.
Il Prof. Scaramuzzi, Presidente dell’Accademia, insieme agli autorevoli membri del Consiglio, ha consegnato al Capo dello Stato una medaglia d’oro appositamente coniata dai Georgofili per ricordare questa visita. E’ stata donata al Presidente Napolitano anche un’ originale pubblicazione: il “Libretto sull’accoglienza in Accademia di Vincenzo Gioberti, il 29 giugno 1848, realizzato per la vendita a intero benefizio delle famiglie più bisognose di quei militi volontari che sono corsi in Lombardia alla cacciata dello straniero”.
Il Presidente Napolitano ha desiderato rendere omaggio alle vittime del vile attentato dinamitardo del 27 maggio 1993 ed è uscito in strada, con un “fuori programma”,  sostando davanti alla targa e all’olivo di via dei Georgofili, posti a ricordo di quella strage.

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Il Presidente Giorgio Napolitano in visita ai Georgofili per la mostra sull’Unità d’Italia

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, visiterà nella mattina del 12 maggio 2011 la mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia”, presso la Sede Accademica in Logge degli Uffizi Corti.
Si tratta di una visita in forma privata, in cui il Prof. Franco Scaramuzzi, Presidente dei Georgofili, illustrerà al Capo dello Stato i manoscritti e i documenti originali appartenenti all’archivio dell’Accademia.
Infatti proprio in seno all’Accademia, fondata a Firenze nel 1753, nacquero importanti e lungimiranti idee che la Toscana trasmise all’Italia unita. Fra gli Accademici dei Georgofili vi furono Vincenzo Gioberti e Camillo Benso di Cavour, Bettino Ricasoli, Cosimo Ridolfi, e molti altri protagonisti di quel periodo storico.
La mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia” (ingresso gratuito, dal lun. al ven., ore 15-18), illustra come quei cattolici liberali che consigliarono i Lorena seppero rendere la Toscana un’oasi di buon governo e trasmisero le loro idee su come amministrare la cosa pubblica anche al nuovo Stato Unitario.

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L’Unità Nazionale e gli Italiani

Anche volendo ammettere che 150 anni non siano stati sufficienti a perfezionare la formazione e spirito unitario degli Italiani, dobbiamo riconoscere che da allora il nostro popolo è molto cambiato. La nostra penisola era già stata da tempo ripetutamente attraversata da invasori e da correnti migratorie interne e con l’estero, fenomeni tutt’oggi in atto. Né si deve commettere l’errore di sottovalutare che una buona parte della popolazione è ormai costituita da generazioni miste i cui caratteri possono esprimere quel “lussureggiamento” evidenziato dalla scienza genetica. Oggi viviamo in una realtà del tutto diversa, che ha fortemente condizionato le culture, le tradizioni, i modi di vivere, di pensare e di essere. Anche le differenze sociali ed economiche ancora esistenti tra alcune aree della nostra penisola non possono essere considerate statiche. Ciascuna realtà dispone di proprie specifiche risorse che non vanno sottovalutate e sprecate, spesso per pregiudizi dettati da qualche malcelato interesse contingente.
Dobbiamo anche ricordare che l’irrinunciabile avvio dell’Unione Europea ha aperto un nuovo, più vasto e non facile processo unitario, a livello continentale, che oggi raccoglie 27 Paesi. Siamo impegnati nella coerente ricerca di comuni indirizzi e regole per amministrare e tutelare un’unica società civile europea. Sono già stati ottenuti importanti risultati, ad esempio con l’adozione della moneta unica, l’abolizione delle frontiere, la libera circolazione del lavoro e degli studenti, l’aumento di matrimoni misti e di doppie nazionalità. Tutti dovremo condividere le conseguenze che un tale impegnativo processo inevitabilmente comporterà, consapevoli che occorreranno secoli, varie generazioni ed una tenace capacità di resistere agli inevitabili contrasti.

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Le peculiarità giuridiche dell’impresa agricola in Italia oggi

Alla dimensione che ha portato ad un’espansione del modello di impresa agricola a comprendervi attività prima escluse, si è accompagnata un’espansione dell’area dell’agrarietà, anche fuori dai confini dell’impresa atomisticamente intesa. Da ciò l’esperienza della distrettualità in agricoltura, anche sul versante giuridico, oltre che economico e sociale.

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Un nuovo libro sul gelso e il baco da seta

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In Italia gli OGM si possono mangiare ma non coltivare

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Alberi tecnologici puliranno l’aria di Boston

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Una corretta scelta dei metodi irrigui per risparmiare acqua ed energia

La crescente richiesta di acqua potabile è di primaria importanza, ma non meno sentita è la situazione relativa al rapporto tra risorsa idrica e settore agricolo. La FAO mette in evidenza che per sfamare un’umanità in continuo aumento occorre produrre molti più alimenti, ricorrendo maggiormente anche all’irrigazione, ma con una disponibilità di acqua sempre minore a causa delle mutate variazioni climatiche: questa forbice tra esigenze di maggiore produzione e minori consumi idrici impone più che mai la massima consapevolezza nella gestione tecnico-politica dell’irrigazione.
In Italia circa il 60% della risorsa idrica è utilizzata nell’agricoltura e quindi le azioni miranti al risparmio idrico devono essere necessariamente concentrate sull’irrigazione, tenendo conto che l’efficienza globale dell’utilizzo irriguo è spesso inferiore al 30%.
Le azioni miranti al risparmio idrico devono riguardare il settore della distribuzione collettiva ma, in particolare, anche la corretta scelta e gestione dei sistemi irrigui aziendali.

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IL GENOMA DEL TARTUFO NERO

I risultati del sequenziamento del pregiato tartufo nero Tuber melanosporum sono stati pubblicati nel 2010 sulla prestigiosa rivista Nature e hanno offerto un buon esempio di indagine innovativa che va incontro, da una parte a richieste del territorio e  permette, dall'altra parte un balzo in avanti nella comprensione della biologia di uno dei funghi più ricercati al mondo.

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Farfalle per tutelare la biodiversità in agricoltura

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Florida: scienziato al lavoro su uve cisgeniche resistenti alle fitopatie fungine

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La farina di castagne della Lunigiana è DOP

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Errare è umano, perseverare ....

Si sta svolgendo a Milano la “Fiera dell’agroalimentare”. Rileviamo ancora una volta l’improprietà del termine “agroalimentare” che può indicare soltanto quel settore dell’agricoltura che si dedica alla produzione di alimenti primari.

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I Georgofili per l’Unità d’Italia

L’ Unità Nazionale è stata realizzata cento anni dopo la fondazione dell’ Accademia. I Georgofili hanno quindi vissuto il Risorgimento e poi collaborato con impegno alla costruzione dello Stato italiano. Altri cento anni dopo, con lo stesso spirito, hanno accolto con favore l’avvio di una ulteriore e più ampia Unione, a livello continentale, quella Europea. Ora guardano con grande interesse, a livello mondiale, al comune impegno di tutti i Paesi che condividono la necessità di univoche regole generali per una civile convivenza globale, nel pieno rispetto di ciò che li diversifica per cultura, interessi o quant’altro, pur trovandoci in un dinamico quadro cangiante di ritmi di sviluppo, orientamenti politici, ecc.
Sembra che la storia ci stia portando verso percorsi razionali e forme sempre più ampie di unione. Indurrebbe all’ottimismo il crescente interesse e l’assiduità nella partecipazione ai numerosi Summit mondiali che, a vario livello, vanno susseguendosi per trovare tenacemente condivise soluzioni alle più grandi ed urgenti problematiche planetarie che riguardano l’intera umanità.
Poiché la realizzazione e il successivo sviluppo della nostra Nazione sono stati interamente vissuti dai Georgofili nei loro 258 anni di attività, è stato loro possibile raccogliere nei propri archivi una documentazione ampia e preziosa che ha consentito la realizzazione della mostra “I Georgofili per l’Unità d’Italia” presso la Sede accademica, che rimarrà aperta fino al 18 maggio p.v.
E’ annunciata una visita privata a questa mostra da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

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L’innovazione dei poveri

Strano mondo, il nostro, almeno quello che viene fuori dall’ultimo rapporto del Worldwatch Institute: lo State of the World 2011, dedicato quest’anno a Nutrire il Pianeta. Un mondo ricco e nello stesso tempo povero, con un sistema agroalimentare mai così squilibrato e generatore di impatti negativi. Da una parte risulta che la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente il doppio della popolazione attuale del pianeta. Dall’altra emerge che quasi la metà del cibo nella lunga filiera agroalimentare mondiale si perde, viene sprecata: fosse possibile recuperarla basterebbe per nutrire tre miliardi di individui. Da una parte il mondo conta un miliardo di affamati fra denutriti e sottonutriti, dall’altra gli obesi hanno ormai raggiunto numeri simili. Due miliardi di persone risultano dunque malnutrite: mangiano troppo o troppo poco con conseguenti, gravi, problemi dal punto di vista economico, sociale, sanitario.

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L’eccezionale fioritura del cipresso nello scorso inverno

Il cipresso è una pianta che negli anni ha acquisito una crescente importanza dal punto di vista allergologico. Il polline delle Cupressaceae non solo è altamente allergico, ma è presente in atmosfera in concentrazioni elevate durante il periodo di fioritura a causa della grande diffusione dei cipressi, sia come piante da rimboschimento sia ornamentali in giardini e parchi.
In Toscana e in particolare nell’areale fiorentino, sono presenti, in maniera predominante, due specie afferenti alla famiglia delle Cupressaceae: il Cupressus arizonica o cipresso dell’arizona e il Cupressus sempervirens o cipresso comune (specie maggiormente diffusa). Le due specie presentano periodi di fioritura differenti. Il C. arizonica, più precoce, fiorisce in Toscana tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni. Il ciclo di fioritura del cipresso comune è più tardivo e ha inizio dalla metà di febbraio con una durata che si può protrarre anche fino a inizio aprile.

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Biocarburanti: per pensare al futuro ci deve essere un presente

Le politiche sui biocombustibili sono spesso motivate da preoccupazioni relative alla sicurezza energetica, alla protezione ambientale e allo sviluppo agricolo e tali interazioni, da un punto di vista economico, possono risultare assai complesse. Quando ci si propone di impostare un’analisi dei costi-benefici delle policy sui biocarburanti in relazione alla policy su energia, ambiente e agricoltura una delle ragioni di complessità consiste proprio nel fatto che esistono delle "intricate interrelazioni tra mercati di energia, commodities e le mutate conseguenze ambientali ".
Nel nostro Paese non mancano degli esempi di buone pratiche nelle filiere agro-energetiche, ma è ancora difficoltoso parlare di casi di successo che siano veramente tali sotto tutti i punti di vista.

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Carver e la chemiurgia

George Washington Carver (1864-1943), un nero nato poverissimo nel Missouri, a furia di entusiasmo riuscì a laurearsi in chimica e ottenne la direzione di un istituto di ricerche agricole dell'Alabama. Carver dedicò tutta la vita a diffondere tecniche agricole e agroindustriali capaci di risollevare i contadini neri dalla miseria.

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Un extravergine con la carta d'identità

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Introduzione delle patate OGM per uso industriale e nuovi scenari nei materiali ecologici

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Baco da seta: così il bozzolo diventa colorato

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Il legno: materiale naturale per una moderna ingegneria

Esistono quattro ragioni principali che consentono di considerare il legno, prodotto naturale di origine biologica, un materiale da costruzione a tutti gli effetti con lo stesso livello di sicurezza dei materiali da costruzione tradizionali nel nostro Paese (acciaio, cemento armato, muratura …).
La prima ragione è la possibilità di classificare il legno in uso nelle costruzioni in base alla sua qualità resistente, ovvero non in base alla qualità estetica come può interessare il falegname, ad esempio, ma in base alla qualità resistente, appunto, come interessa il costruttore.
La seconda ragione risiede nella disponibilità che si ha oggi delle cosiddette macchine a controllo numerico (CNC, computer numerically controlled machines), con cui si possono effettuare lavorazioni di precisione su qualunque pezzo di legno, impensabili fino a pochi anni fa.
La terza ragione deriva dai sistemi di collegamento di nuova generazione, in particolare le viti. Viti di lunghezza fino a 120 cm e più, auto foranti ed auto serranti, che inserite a vari angoli con la direzione della fibratura del legno, permettono di resistere a sforzi di qualche centinaio di tonnellate e per di più con giunti di dimensioni ridotte.
Infine, quarta ragione, la possibilità di disporre oggigiorno di materiali innovativi derivati dal legno, ad alte prestazioni in termini di resistenza e rigidezza, quali il compensato di tavole o cross-lam (XLAM).

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Il progetto OLEA sulla "Genomica e Miglioramento Genetico dell'Olivo"

Nel dicembre del 2010 è stato avviato, con un finanziamento del MiPAAF, il progetto di ricerca OLEA sulla “Genomica e Miglioramento Genetico dell’Olivo”, finalizzato all’applicazione di approcci di analisi genomica avanzata all’olivo.

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L’impresa agraria produttrice di alimenti, di energia e di servizi

Con l’autosufficienza alimentare europea (negli anni ’80), e la diffusione (in Italia) della proprietà coltivatrice, secondo il disegno della nostra Costituzione, il legislatore ha cominciato a guardare all’impresa agraria non più solo come garante delle disponibilità di alimenti, o non più solo come soggetto debole da proteggere, ma anche come attore fondamentale dell’economia chiamato a garantire alimenti sicuri e di qualità, a interloquire con gli altri protagonisti del sistema (imprese di trasformazione, consumatori), a interagire in modo virtuoso con l’ambiente.

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Il Brasile costruirà automobili con materiali ottenuti dalla frutta

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Ortofrutta, approvato fondamentale provvedimento per la quarta gamma

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Consegnato il Premio Antico Fattore 2011

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Xavier Kurten, paesaggista dei giardini sabaudi

Xavier Kurten, paesaggista prussiano, giunse in Italia nel 1815 portando alla corte dei Savoia e dei loro ministri il gusto del nuovo giardino all’inglese: i suoi numerosi interventi divennero esibizioni, nella loro bellezza, della libertà della natura.
Nella sua veste di architetto della natura, Kurten intese migliorare, nobilitare, accentuare, operare, correggere il contesto in cui operava, tenendo però sempre in grande considerazione le qualità immanenti del paesaggio: parco e paesaggio dovevano concrescere l’uno nell’altro.
Nella sua progettazione fu sempre presente il desiderio di suscitare incanto e meraviglia, fiducia e amore nella natura .Quindi non ha solo modificato il modo di configurare i giardini, bensì ha proposto una nuova maniera di vedere l’uomo, i suoi sentimenti, le sue speranze.

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La mela a polpa rosa-rossa

Il contenuto e la composizione dei polifenoli delle Italian Red Passion differisce anche da altre cv a polpa rossa come Red Field e Red Flesh, e determina un elevatissimo potere antiossidante, superiore ad Annurca. Inoltre, gli estratti fenolici hanno mostrato un potere battericida e batteristatico in test condotti con Eschericha Coli e Bacillus subtilis.

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Olio extravergine di oliva ed oli deodorati

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Api sentinelle dell’ambiente e “spazzine” dei pesticidi

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Verdura sui muri di casa, in città arrivano gli orti verticali

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A Roma una mostra che racconta 150 anni di meccanizzazione agricola in Italia

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INAUGURATO IL 258° ANNO ACCADEMICO DEI GEORGOFILI

Si è svolta questa mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio la cerimonia di inaugurazione del 258° anno accademico dei Georgofili, alla presenza di un numeroso pubblico di Accademici provenienti da tutto il mondo, molti ospiti ed autorità. Dopo il saluto del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il Presidente Franco Scaramuzzi ha svolto la sua relazione dedicata all’Unità d’Italia e l’Accademico Michele Pasca-Raymondo, presidente della sezione internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ha svolto la prolusione dedicata al futuro dell’agricoltura Europea. Un abstract della prolusione è qui di seguito riportato.

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Prossima inaugurazione del 258° anno accademico dei Georgofili

Il prossimo venerdì 8 aprile si inaugura il 258° anno accademico dei Georgofili, con una cerimonia che avrà luogo nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
La relazione del Presidente Franco Scaramuzzi sarà dedicata all’Unità nazionale italiana (Fra progressive unioni e ricerca di regole globali, nella competitività e nel rispetto delle Patrie). La prolusione sarà svolta da Michele Pasca-Raymondo, Presidente della Sezione Internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ed avrà come tema Il futuro dell’agricoltura dell’ Unione Europea. Una inaugurazione che dedica attenzione a due importanti eventi nella storia degli ultimi 150 anni: la nascita dello stato unitario italiano e, cento anni dopo, la nascita dell’Unione Europea.

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Clima: il ruolo del verde e della sua tipologia nella mitigazione delle temperature

Le città sono caratterizzate da condizioni climatologiche diverse dalle zone rurali: questo è dovuto principalmente all’impiego in ambiente urbano di materiali in grado di modificare i termini del bilancio radiativo e energetico. Inoltre gli edifici, con la loro forma e dimensione, determinano delle modifiche in alcuni parametri meteorologici quali il vento e la radiazione solare. La particolarità climatica delle città è legata soprattutto ad una anomalia termica, per cui queste sono più calde delle zone rurali circostanti (isola di calore urbana - Urban Heat Island, UHI).

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IL CILIEGIO RITORNA NELLA PIANURA VERONESE

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Agraria, il 54% dei laureati trova lavoro in un anno

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Ogm: in Cina il latte delle mucche diventa come quello umano

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Premio europeo “Prosperitati Publicae Augendae”

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Celebrazione della giornata mondiale dell'acqua

La celebrazione della giornata mondiale dell'acqua, è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e ogni anno viene celebrata alla data del 22 marzo. Nell'edizione 2011 l'ONU ha dedicato la celebrazione a "Acqua nella città: come rispondere alle sfide dell'urbanizzazione".
Il tema è particolarmente avvertito in Italia, dove il tasso di urbanizzazione è del 68%.

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Il paesaggio e la natura

Progettando un giardino o un paesaggio, cerchiamo di avvicinarci ad un ambito particolare del progettare che si incentra sulla “pianificazione ecologica”, che ricerca la vocazione propria del territorio, consegnando un ruolo attivo al paesaggio. “Questo è il metodo: un semplice esame sequenziale del territorio al fine di comprenderlo e di considerarlo un sistema interattivo,  “un magazzino attivo” e un sistema di valori. In base a queste informazioni è possibile prescrivere gli usi del suolo possibili - non come attività singole, ma come associazioni di attività. Non è una piccola pretesa, non è un piccolo contributo: dovrebbe essere evidente che il metodo ecologico può essere usato per comprendere e per elaborare un piano con la natura, forse per progettare con la natura (Progettare con la Natura,  Ian L. McHarg).”

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Prospettive per il miglioramento della vite

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Diagnostica fitopatologica e sistematica molecolare

Sintesi della lettura organizzata dalla Sez. Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili, tenuta il 24 marzo 2011 dal Prof. Giovanni Vannacci, presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria della Università di Pisa

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E’ il pane l’alimento simbolo dell’Italia unita

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Due nuove DOP: il miele delle Dolomiti e i fagioli di Rotonda

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Mostra ai Georgofili sull’Unità d’Italia

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PUBBLICI AMMINISTRATORI E AREE VERDI

Il verde urbano dovrebbe essere bello e migliorare l’ambiente ma  anche  sostenibile per i bilanci pubblici sempre più  scarni.

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Più OGM nel mondo, in Europa meno

Secondo i dati dell’ISAAA (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications) appena pubblicati, la superficie mondiale a OGM nel 2010 ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente di circa 14 milioni di ettari, pari al 10%, raggiungendo la cifra complessiva di 148 milioni di ettari. L’Europa però è in controtendenza.

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Punteruolo rosso: le strategie di controllo

La strategia di controllo nei confronti del Punteruolo rosso può avvalersi di molti strumenti, nessuno di per sé risolutivo, e il cui utilizzo deve essere valutato in termini di integrazione e in funzione delle diverse situazioni che si possono incontrare.

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Prezzi alimentari di nuovo in aumento

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Sequenziato il genoma di una malattia micotica

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Il Premio Nobel Louis Ignarro ai Georgofili

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IL PROGRESSO DELL’AGRICOLTURA DALL’UNITA’NAZIONALE

Nei 150 anni dell’Unità l’Italia ha dovuto affrontare la necessità di offrire  il cibo ad una popolazione che da 25 milioni di abitanti è passata agli attuali 60, con una percentuale di addetti agricoli che dal 70% crolla all’attuale 4% e con un contributo al Pil che dal 40% degli inizi oggi non arriva al 2%. Per poter avere un’idea del cammino compiuto basti pensare che nel 1861 le nostre condizioni erano paragonabili a quelle di  un paese che oggi definiremmo in via di sviluppo, nel 1961 si collocavano al livello attuale dell’Egitto o della Romania, mentre ora siamo fra i dieci paesi più sviluppati.
Il cammino di crescita del Paese è stato accompagnato e, nei momenti più difficili, sostenuto dal progresso della nostra agricoltura che ha visto moltiplicarsi le rese.
La nostra agricoltura  ha dato un’importante contributo al rafforzamento dell’Unità del Paese sul piano concreto, un fatto da non trascurare nel momento in cui  si affrontano le sfide legate al   mercato globale.

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Lo strano caso degli alchil-esteri

Lo scaffale degli oli extravergini che troviamo presso i supermercati è, se vogliamo fare un paragone nel settore automobilistico, come il salone dell’auto di Ginevra dove potete trovare dalla nuova Ferrari FF a svariate tipologie di macchine utilitarie caratterizzate quindi da prestazioni enormemente diverse. Cosa hanno in comune tutte queste auto? Il solo fatto di essere tali, cioè auto. Tornando al nostro scaffale degli oli, il nome riportato in etichetta è per tutti rigorosamente uguale “olio extravergine di oliva” cioè teoricamente sono tutte Ferrari in quanto, dal punto di vita merceologico, non c’è nulla, per qualità, superiore all’extravergine. Una volta a casa però il consumatore ha un’alta probabilità di trovare in bottiglia un prodotto che della Ferrari non ha neppure la pallida imitazione del cavallino rampante, magari sostituita da quella di un asinello scalciante che, con tutto il rispetto per il nobile animale, forse non era quello che il consumatore cercava.

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Le specie spontanee erbacee commestibili: tra sapori e saperi

Nel corso di un seminario che si è svolto lo scorso 16 febbraio nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria di Bari, l’Accademico Prof. Vito Bianco ha presentato il suo interessante volume dedicato alla riscoperta dell’immenso patrimonio di piante il cui impiego in cucina, come anche nella medicina popolare, rischia di essere dimenticato e perduto

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Accordo Coldiretti, CNR e FCS per sviluppare la ricerca su produzioni di qualità, sicure ed ecocompatibili

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Sul progetto GenEticamente si pronuncia anche Marco Gobbetti, Presidente AISSA

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Disponibile la nuova banca dati sui consumi alimentari

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Svelato il genoma della fragola

Con la pubblicazione del genoma della fragola sulla rivista Nature Genetics si vedono realizzati gli obiettivi della vasta comunità internazionale delle Rosaceae (RosIGI, Rosaceae International Genomics Initiative), nata a metà degli anni ’90, con l’intento di sequenziare i genomi delle più rappresentative specie da frutto di questa famiglia botanica: melo, pesco e fragola.
Di fatto, è la prima famiglia botanica ad avere 3 genomi sequenziati, oltre a quelli del pero, del lampone e del ciliegio in arrivo presumibilmente nel corso del 2011, che consentiranno studi di genomica comparata molto approfonditi e presumibilmente fruttuosi come mai realizzati fino ad oggi.
Il genoma della fragola è il più piccolo genoma di pianta coltivata fino ad ora decodificato, con una dimensione stimata di circa 210 milioni di basi. Sono stati identificati al momento 34.809 geni nell’oltre 98% del genoma assemblato, di cui il 92% assegnato ai relativi cromosomi. Si tratta del  primo genoma portato a termine interamente con la tecnologia 454/Roche ed assemblato  de novo con un elevato grado di precisione.

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Il mais del Friuli

Una questione che ha occupato le cronache dei giornali, durante il 2010, è quella relativa alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ad un maiscoltore del Friuli ordinando al Ministero delle politiche agricole di concludere entro 90 giorni il procedimento di autorizzazione alla semina di mais transgenico come sancito dal diritto comunitario.
L'agricoltore aveva deciso di ricorrere al Consiglio dopo aver inoltrato regolare richiesta per la semina di mais Bt (trasformato geneticamente per acquisire resistenza ad insetti parassiti), ed aver atteso invano la risposta per moltissimo tempo. La decisione del Consiglio di Stato ha causato una forte reazione governativa concretizzata in un decreto cosiddetto anti-OGM firmato dal precedente Ministro delle politiche agricole e controfirmato dai Ministri della salute e dell'ambiente.

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Il recupero della competitività nelle aziende vitivinicole toscane

Presentazione dei risultati d’indagine su un campione di aziende condotte da giovani imprenditori

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Castagno: si estende la minaccia del Dryocosmus kuriphilus

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L'olio taroccato diventa legale: Bruxelles autorizza i "deodorati"

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Kiwi e Punteruolo rosso, due decreti del MiPAAF per affrontare l'emergenza

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Scomparso Gian Tommaso Scarascia Mugnozza

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La PAC verso il 2020

Le sfide che l’agricoltura europea si trova a dover affrontare sono, secondo la Commissione, la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, il contributo dell’agricoltura alla lotta contro i cambiamenti climatici e il mantenimento di un equilibrata presenza umana sul territorio dell’Unione.

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Alcune barriere che limitano la gestione della superficie forestale italiana

Da alcuni decenni si considera sempre di più la multifunzionalità dei boschi indipendentemente dalla specie legnosa dalla forma di governo o di trattamento che viene applicata. Il bosco fornisce materia prima rinnovabile e insostituibile per le attività dell’uomo, contribuisce alla stabilità dei versanti e del territorio a valle, è produttore di energia, di salubrità ambientale e caratterizza, nelle sue fasi di sviluppo, il paesaggio.

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Perché amare la ginestra

La ginestra ha molte virtù ecologiche: è una leguminosa e come tale cresce fissando direttamente l’azoto atmosferico, senza bisogno di apporto di concimi azotati sintetici. Con le sue radici, ha un effetto stabilizzante sulle scarpate e sui fianchi delle valle e fornisce un contributo diretto e gratuito alla difesa del suolo contro l’erosione che continua a distruggere ricchezza provocando frane e alluvioni. La ginestra è una interessante fonte di fibre tessili naturali rinnovabili; lo sapevano i Fenici, i Cartaginesi, i Greci e i Romani; la sua utilizzazione è però rimasta limitata per molti secoli a livello artigianale e familiare.
Con i perfezionamenti tecnici già disponibili e con quelli che possono essere sviluppati, la ginestra può avere un ruolo economico e merceologico importante, con prospettive di occupazione nel Mezzogiorno.

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Innovazioni per il miglioramento degli alimenti

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Bambini meno intelligenti con cibo poco sano

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Vini di qualità grazie al monitoraggio wireless

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Forte impennata del costo necessario a sfamare i poveri del mondo

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Il nuovo paesaggio agrario Toscano

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IL GENOMA DELLE PIANTE DA FRUTTO DISVELATO COL SEQUENZIAMENTO

La ricerca italiana nel campo delle biotecnologie ha recentemente conseguito un successo di portata internazionale: il sequenziamento del genoma di tre specie arboree da frutto: la vite (2007) con la realizzazione di due progetti, uno ministeriale-universitario italo-francese (“Vigna”) ed uno italo-americano dello IASMA di San Michele all’Adige; il melo (2010), con un progetto internazionale interamente gestito dallo stesso IASMA ed infine il pesco (2010/11), ancora in corso, con un progetto italo-americano gestito per l’Italia da CRA di Roma, IGA dell’Università di Udine, Parco Tecnologico Padano di Lodi e varie altre istituzioni di ricerca e universitarie italiane e straniere. Presto arriveranno anche fragola, clementine e olivo (quest’ultimo progetto appena finanziato dal CRA).

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L'Europa , la patata e gli OGM

Dopo un periodo lunghissimo ( la prima coltivazione commerciale di piante GM si è fatta nel 1996) trascorso tra divieti e timidi passi avanti subito rientrati, l'Unione europea ha elaborato una complessa  normativa che consente la coltivazione di queste piante solo a condizione che sia rispettata una griglia di vincoli molto rigidi che spesso scoraggiano l'eventuale agricoltore desideroso di misurarsi con i prodotti di questa nuova (ormai non più così nuova) tecnologia.

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Piante e cambiamenti climatici

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L’albero della manna nelle campagne del Salento

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Senato: interrogazione di Perduca (Radicali) sulla Fondazione GenEticamente

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Piante transgeniche: bisogna partire dall’evidenza scientifica senza pregiudizi

“Esortiamo chi è scettico o si oppone all’impiego di colture geneticamente ingegnerizzate e all’applicazione della genetica moderna in generale, a valutare attentamente l’evidenza scientifica connessa e i danni dimostrabili causati dal trattenere questa comprovata tecnologia da chi ne ha più bisogno “

Dagli Atti della Settimana di Studio svoltasi nel Maggio 2009 presso la Pontificia Accademia delle Scienze su “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, emergono alcuni chiari messaggi scientifici:
1) Le piante coltivate (transgeniche o convenzionali) sono frutto dell’opera dell’uomo e non sopravviverebbero se l’uomo non se ne prendesse cura, come sperimenta ogni persona con un orto.
2) I metodi convenzionali di manipolazione delle piante (incrocio e selezione, mutagenesi, ibridi, diploidizzazioni…) lavorano sui geni e li modificano, seppure in modo meno predicibile della transgenesi.
3) I prodotti ottenuti con le moderne biotecnologie sono altrettanto o più sani di quelli delle piante convenzionali, come riconosciuto da numerosi organismi scientifici ed organizzazioni nazionali ed internazionali (accademie delle scienze, società scientifiche, OMS, FAO...). In Italia sono disponibili due “Consensus document” che affrontano il tema, sottoscritti da società scientifiche che radunano circa 10.000 ricercatori.
4) Le piante transgeniche comportano rischi che non sono di natura diversa da quelli delle piante convenzionali (per esempio esistono e sono coltivate anche in Italia delle piante tolleranti ad erbicidi ottenute con metodi convenzionali).

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Nuovi vitigni da incroci con il Sangiovese

Il “Sangiovese” è il vitigno più estesamente coltivato in Toscana, dove costituisce la base fondamentale o esclusiva dei vini più famosi della Regione. Seppure caratterizzato da attitudini enologiche indubbiamente elevate e da buone capacità di adattamento ai diversi ambienti in cui viene coltivato, in alcune situazioni pedoclimatiche e colturali, ed in annate con andamento meteorologico sfavorevole, i vini a base di “Sangiovese” possono risultare non pienamente soddisfacenti

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Più vegetariani forse, ma erbivori proprio no

il vicepresidente dell' ASPA (Associazione Scientifica Produzioni Animali) risponde all'articolo del Prof. Bozzini, pubblicato la scorsa settimana

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Stato attuale del dibattito italiano sugli OGM: la posizione della comunità scientifica

L'argomento degli OGM è uno di quelli a forte componente scientifica; una società sana è bene che abbia un rapporto di fiducia verso gli scienziati

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Il pollo transgenico è realtà

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Banane per pulire l’acqua inquinata

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Si apre l’Anno internazionale delle foreste

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GENETICA: POLITICA CONTRO SCIENZA

La Fondazione Diritti Genetici, presieduta da Mario Capanna (insediatasi di recente nel Castello dei Monteroni, ceduto in proprietà dall’Arsial del Lazio al Comune di Ladispoli e da questi in comodato d’uso ventennale alla Fondazione e ristrutturata quindi ad hoc dalle Sovrintendenze ai beni monumentali ed archeologici), ha ricevuto ora anche un contributo quadriennale di 20 milioni di euro per il proprio progetto GenEticaMente, riguardante processi di gestione genetica assistita da marcatori molecolari (MAS). L'investimento previsto di 20 milioni di euro per il quinquennio 2011-2015 è una somma da reperire da fonti pubbliche e private, che lo condividano. La presentazione è stata fatta martedì 25 gennaio alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On. Gianni Letta. A supportare l’iniziativa anche 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie), altri enti pubblici, tra cui la Regione Lazio, la Regione Puglia, la Città di Roma e il Gruppo COOP. La notizia ha suscitato forti reazioni da parte del mondo scientifico. Si riporta qui di seguito la sintesi di alcune.


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E’ (ancora) utile studiare i rapporti tra ozono e piante?

A questa domanda si può rispondere in modo affermativo, considerando che l’ozono troposferico è al tempo stesso un inquinante dotato di notevole tossicità nei confronti delle biomolecole, ma anche un cosiddetto “gas serra”, così che esso deve essere considerato “un problema globale, tale da richiedere una soluzione globale".

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In futuro, dovremo un po’ tutti divenire più vegetariani?


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Facoltà di Agraria: aumentano gli iscritti

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DDl etichettatura: approvata la legge salva Made in Italy


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Nel futuro si coltiveranno ortaggi sui tetti dei supermercati?

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Il mais Bt geneticamente modificato protegge il mais convenzionale e fa risparmiare gli agricoltori del Corn Belt statunitense

La previsione, fatta su basi teoriche, di una riduzione della popolazione di piralide in aree agricole in cui c’è la coesistenza di mais convenzionale e Bt si è rivelata esatta, confermata da rilievi entomologici pluri-decennali pubblicati da Hutchison et al (2010) sulla prestigiosa rivista Science.
Le evidenze confermano il valore delle diverse strategie di miglioramento genetico, per l’ottenimento di varietà vegetali che assicurino all’umanità sicurezza e qualità alimentare e rispetto dell’ambiente.

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DAL LATTE PRODOTTI NUTRACEUTICI AD AZIONE IPOTENSIVA?

Lo sviluppo recente degli studi sulle relazioni tra alimentazione e salute ha determinato una attenzione crescente ai così detti cibi funzionali i quali, oltre alle proprietà nutritive, contengono particolari composti con azione benefica su talune condizioni della salute umana.
I primi risultati in vivo indicherebbero una azione ipotensiva per la frazione solubile del formaggio bovino analizzato.
L’insieme dei risultati ottenuti ad oggi, fa ritenere che esistano concrete prospettive per l’impiego di componenti e derivati del latte come prodotti nutraceutici ad azione ipotensiva

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PIANTE CONTRO L’INQUINAMENTO

Progettare il verde per la rimozione di polveri ed inquinanti gassosi dall'atmosfera

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Italia: in 10 anni chiuse quasi 500.000 imprese agricole

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Galan: gli OGM non hanno alcun rapporto con la moria delle api

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Fotovoltaico: attenzione al paesaggio

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Attivata la distillazione di crisi dei vini di qualità

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Produzione di biocombustibile dalle microalghe

Per aumentare la produzione di biocombustibili, senza entrare in competizione con i prodotti ad uso alimentare, negli ultimi anni si sono sviluppate le ricerche sui biocombustibili detti di seconda generazione. Tra queste ricerche, ricca di prospettive sembra essere la produzione di biocombustibile dalle microalghe.

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Deforestazione e cambiamenti climatici

La comunità internazionale ha riconosciuto da tempo la funzione che le foreste svolgono per la protezione dell’ambiente globale ed ha assegnato loro un ruolo chiave nelle strategie di implementazione delle politiche ambientali, dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla conservazione della biodiversità, dalla lotta alla desertificazione al risanamento ambientale. In tale ottica il 2011 è stato dichiarato dall’ONU l’“Anno delle Foreste”.

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L’impiego del DNA fossile nella filogenesi

La disponibilità di reperti fossili (polline, foglie) di oltre 45.000 anni, prelevati da un carotaggio effettuato nella Laguna di Venezia ha consentito lo sviluppo di una ricerca sulla storia evolutiva delle Fagaceae

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Biodiversità in ortofrutticoltura

In un convegno a Napoli sono stati presentati 550 dipinti di varietà di frutti e oltre 150 di ortaggi, realizzati tra il 1900 e il 1965 da disegnatori e pittori professionisti e dilettanti, sotto la guida delle cattedre di Arboricoltura e Orticoltura dell’Università. Le illustrazioni, digitalizzate, saranno presto disponibili on-line sul sito della Facoltà di Agraria di Napoli e in un’edizione elettronica ed ipertestuale, realizzata dall’Accademia dei Georgofili. Entro il 2011 sarà allestito anche un Museo della diversità in ortofrutticoltura, all’interno della Reggia di Portici.

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5 porzioni di frutta al giorno come salvavita

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Censimento 2010 delle piante: sono 300mila le specie verdi sulla Terra

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Bruni (Cogeca): “il ruolo delle cooperative è vitale per la competitività del settore agricolo a livello europeo”

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La variabilità intravarietale nella vite: le scoperte che si aprono con la sua analisi genetica

E’ emerso un chiaro legame fra i biotipi e la loro zona di origine.
Ciò è apparso nelle distinzioni fra Garnaca, Grenache, Cannonnau, Tocai rosso (stesso vitigno), dove, nelle analisi, si differenziano i tipi spagnoli, francesi, italiani. Di più: fra i tipi italiani si distinguono i sardi e i vicentini. Di più: fra i sardi si distinguono quelli di Cagliari e quelli di Jerzu.
Così è poi per i cloni di Negroamaro, dove si distinguono i biotipi in funzione dei paesi di origine ed altrettanto avviene per il Primitivo e Malvasia nera ed ancora per la Malvasia istriana.
Davvero una porta che si apre alla lettura scientifica, ma anche importante per ricadute pratiche.
Basti pensare, per questo, alla Legge vivaistica, all’origine dei materiali di propagazione e alla possibilità di attribuire anche una base genetica alle”Tipicità territoriali”.

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Batteri transgenici e biocarburanti

L'utilizzazione industriale di microrganismi transgenici non è una novità., ma lo è l'uso di essi per produrre biocarburanti. Il piano prevede che il primo prototipo di fermentatore industriale sarà operativo entro il 2011

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I piccoli animali del suolo, un mondo semisconosciuto ma fondamentale

Gli Isopodi terrestri, carabidi, lombrichi, pseudoscorpioni ed altri organisminvertebrati del suolo possono essere impiegati come bioindicatori di biodiversità e di sostenibilità degli ambienti agrari.
Parecchi invertebrati del suolo come lombrichi, termiti e formiche vengono estesamente utilizzati come cibo da varie popolazioni amazzoniche e rappresentano quindi un modello di impiego sostenibile della foresta e dei suoli.

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Paradossi attuali della nostra agricoltura

Si va diffondendo sempre più l’impressione di un generale disinteresse politico nei confronti della nostra agricoltura, lasciata come un vascello senza rotta, in balia delle onde di un oceano globale più che mai tempestoso

Una crescita della domanda rispetto all’offerta sta creando squilibri sul mercato mondiale di alcuni prodotti alimentari primari e provoca imprevisti aumenti dei prezzi. Ciò dipende da molti fattori straordinari e disordinati, che sono però aderenti a quel filo conduttore legato alla continua crescita numerica della popolazione mondiale complessiva, nonché alle migliorate condizioni di vita ed alle accresciute esigenze alimentari in importanti aree del pianeta, finora povere ed in via di sviluppo, ma oggi produttrici ed esportatrici fortemente competitive.
             Anche il nostro Paese è importatore di prodotti alimentari primari, si calcola per circa il 50% del proprio fabbisogno. Questo comprende non solo quanto necessario ai nostri consumatori, ma anche ciò che serve alle nostre industrie alimentari che poi riesportano, come Made in Italy, una parte dei prodotti da loro elaborati.
            Si stanno così verificando alcuni paradossi, innanzitutto perché nella nostra penisola rimane attualmente incolta una superficie agraria “arabile”, per oltre un milione di ettari. Il reddito dei nostri agricoltori nel 2010 si è ridotto di oltre il 3%, mentre quello medio europeo è aumentato del 12%. I nostri addetti all’agricoltura continuano a trasferire le proprie attività ad altri settori (commerciale, industriale, turistico, artigianale, di servizi, ecc.), raddoppiando così il proprio reddito e rimanendo anche nello stesso Comune.
           Manca una chiara visione della situazione e mancano precisi indirizzi politici, sostenuti con altrettanta convinzione. Manca soprattutto una coerenza con quanto il nostro Paese ha espresso condividendo le conclusioni raggiunte nei vari Summit mondiali su vari temi (quali la tutela ambientale, la sicurezza alimentare, le risorse energetiche rinnovabili), che si sono sempre conclusi con unanime riconoscimento del ruolo strategico centrale dell’agricoltura nella generalità delle possibili soluzioni condivise.

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2011: anno internazionale delle foreste

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Ecco il genoma della fragola!

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Neve, alberi, città e cittadini

Recentemente Firenze è stata colpita da una nevicata particolarmente intensa (la seconda per quantità accumulata in 50 anni) che ha provocato danni soprattutto su pino domestico (Pinus pinea L.)

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Biodiversità in ortofrutticoltura

Un convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili, Sezione Sud-Ovest, su “Biodiversità in Ortofrutticoltura: immagini e racconti”  si svolgerà presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II,  il 17 gennaio 2011

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Il miglioramento genetico della vite con metodi tradizionali: alcune osservazioni sulla situazione in Italia.

Nella attuale situazione di forte competizione internazionale, sarebbe auspicabile l’entrata in coltura a pieno titolo di alcuni nuovi vitigni, come valida integrazione alla nostra vitivinicoltura che ha ancora il suo punto di forza nel rifiutare l’espandersi di una standardizzazione globale del gusto.

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I percorsi verdi (greenways) per la valorizzazione del territorio rurale

I percorsi verdi - intesi come  vie dedicate ad una circolazione alternativa al traffico motorizzato - rappresentano uno degli strumenti di valorizzazione e sviluppo del territorio rurale, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio.

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La tipicità dei vini nel mondo globalizzato

La tipicità del vino è il risultato di uno sforzo collettivo di attori che sfidano il tempo

L’enologia italiana ha da tempo consolidato il suo ruolo nel mercato mondiale, fornendo prodotti con un adeguato rapporto qualità/prezzo. Tuttavia lo scenario futuro presenta alcune criticità, che, se non prese in considerazione con attenzione, potrebbero portare ad una perdita di competitività del valore delle produzioni enologiche italiane.

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Sistema sementiero e seminativi, un futuro inscindibile

Assicurare al Paese innovazione varietale, oltre a garantire innovazione di prodotto, significa garantire vantaggi all’azienda, alla filiera e al consumatore (qualità tecnologica, sicurezza, salubrità, tracciabilità) e al contempo contribuire alla sostenibilità dei seminativi, grazie ad un miglior uso dell'azoto, alle resistenze a patogeni, e agli stress ambientali.

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Redditi agricoli, i dati Eurostat: nel 2010 aumento del 12,3 in Europa ma -3,3% in Italia

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Coldiretti: il 25% delle campagne in Italia abbandonate o coperte dal cemento

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Galan: l’Italia non rinunci alla ricerca sugli OGM

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Agricoltura in calo a causa dei furti d’identità e di valore aggiunto

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Si aggrava una malattia del pomodoro

Negli ultimi anni le coltivazioni di pomodoro dell’Italia settentrionale hanno subito rinnovati e più intensi attacchi da parte dello “stolbur”, una malattia nota da tempo soprattutto negli areali più meridionali.

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Storia e vita degli alberi

“Io non capisco come si possa passare davanti ad un albero e non essere felici di vederlo” (F. Dostoevskij)

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L’agricoltura biologica in Sicilia: problematiche e prospettive

In Sicilia lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica ha assunto rilevante importanza soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni 90’. La regione risulta la più importante a livello nazionale e una delle aree di maggiore interesse nel panorama europeo e mediterraneo.

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SAVE THE DATE : 19 Gennaio 2011

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Pubblicata una raccolta delle ricerche UE sulle colture OGM

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L’orticoltura urbana: strategia contro la fame e la povertà

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Petrolio, l'alternativa è l'albero che produce la plastica

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Giardini dall'alto in basso

Per realizzare i muri vegetali occorre una buona conoscenza scientifica della vegetazione abbinata ad una certa sensibilità che consenta di effettuare composizioni in cui forme, colori e tessiture dinamiche di accrescimento vengono accostate in modo gradevole rendendo l’arazzo vegetale unico e spettacolare.

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La sicurezza del lavoro in agricoltura è sempre a rischio

L’analisi dei dati sugli infortuni in agricoltura dimostra un trend che evidenzia la continua e progressiva riduzione degli eventi infortunistici. Riduzione che accomuna l’agricoltura agli altri settori produttivi. Un discorso a parte merita però la valutazione degli infortuni mortali.

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Strategie produttive e di marketing per il progresso del settore ittico

L’espansione globalizzata del mercato e la forte competizione esercitata dalle nazioni extra-EU rendono necessario uno strumento di difesa ammissibile, quale può essere una valorizzazione del prodotto dell’acquacoltura nazionale ed europea, che sia in grado di differenziarlo oggettivamente rispetto a quello di importazione.

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Verità sugli OGM

Dal 15 al 29 maggio 2009, presso la Pontificia Accademia delle Scienze (Città del Vaticano) si è svolta una Settimana di Studio su “Le piante transgeniche” (OGM). Hanno partecipato 7 (degli 80 Membri di quella autorevole Accademia) e 33 illustri Studiosi di 14 Paesi del mondo (di cui 2 italiani), scelti tra i più competenti in materia. Sono stati pubblicati gli Atti. Una traduzione in italiano (a cura del prof. Piero Morandini e di S.E. Mons. Marcelo Sànchez Sorondo) è disponibile su www.agrapress.it

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Gli studi e le applicazioni per il post-raccolta in Italia

L’Italia, primo Paese europeo per la produzione di ortaggi e frutta, vanta un primato negli studi e le applicazioni per la fase successiva alla raccolta dei prodotti, fase di particolare importanza per la valorizzazione della qualità e per il suo mantenimento nel periodo intercorrente fra raccolta e presentazione al consumatore.

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La pecora dell’Amiata e delle Crete senesi

La pecora dell’Amiata e delle Crete senesi è un tipo genetico della Toscana centrale e meridionale, appartenente alla grande famiglia dell’Appenninica,  caratterizzato da buona attitudine alla produzione della lana e  del latte, di qualità eccellente per la caseificazione.

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Radici storiche del Risorgimento

Alle radici del Risorgimento cronologicamente a noi più vicine, cioè quelle che andarono delineandosi nel passaggio tra l’età illuministica, il periodo francese e napoleonico e l’emergere del Romanticismo, si affiancano radici più lontane del tempo.

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Addio alle buste di plastica non biodegradabili dal primo gennaio 2011

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Il Parlamento Europeo riconosce i “diritti delle api”

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Punteruolo rosso delle palme, arriva il naso elettronico

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La liquirizia di Calabria presto DOP

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Governo: la parte sull'agricoltura del Piano Nazionale per il Sud

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Concerto per le piante: la musica è meglio degli insetticidi

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L'Unità d'Italia coltivata dai Georgofili

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La nuova agricoltura deve essere innovativa, competitiva, sostenibile e soprattutto giovane

Nell’introdurre il convegno “Una nuova agricoltura, tra crisi delle materie prime e globalizzazione”, il Presidente dell’Accademia dei Georgofili ha sottolineato il crescente, improvvido disinteresse del nostro Paese nei confronti dell’agricoltura.

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Applicazione di pannelli fotovoltaici nel vigneto

Lo studio di sequenze climatiche mostra che la temperatura media del pianeta si sta alzando; il fenomeno non è privo di conseguenze, poiché innesca una serie di eventi a cascata talora anche di notevole portata. L’American Centre For Progress ha classificato i danni che subirà il vino dovuti al riscaldamento.

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Alcuni aspetti della rinnovazione naturale dei querceti di caducifoglie nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano (Roma)


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Come dare una mano a chi sta in prigione ed aiutare l’ambiente

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Mostra: “Italianità" negli studi dei Georgofili: 1848-1870

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Aggiungere valore alla floricoltura

Alla floricoltura sono connaturate due condizioni critiche che ne minano la vitalità: la discontinuità dei consumi nel corso dell’anno e la caduta della domanda non appena si adombrino fenomeni di recessione economica. Aggiungere valore, percepibile dal consumatore, può essere la chiave per stimolare una domanda maggiore e qualificata per i prodotti della floricoltura.

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Cresce l’interesse del settore privato per l’agricoltura africana

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Una nuova agricoltura tra crisi delle materie prime e globalizzazione

Convegno ai Georgofili il 22 novembre

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Mille miliardi il costo delle importazioni alimentari - Prezzi in rialzo e potrebbero lievitare ancora nel 2011

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Indennizzare gli olivicoltori danneggiati dal paesaggio

Una parte della nostra attuale olivicoltura oggi dimostra di avere costi di produzione superiori ai prezzi che gli agricoltori riescono a spuntare. Per ora, non ha rilevanza quantificare la dimensione di questa realtà, anche perché varia di anno in anno, in funzione dei prezzi di mercato. Ma questi prezzi probabilmente tenderanno a calare ulteriormente, in seguito all’incremento delle produzioni mondiali di oli extravergini a costi molto più bassi. Potrà quindi verosimilmente continuare a crescere il numero di olivicoltori che verranno a trovarsi in difficoltà.

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Olivicoltura intensiva e tradizionale possono convivere

Documento approvato all’unanimità


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L’appello del Santo Padre: “Rilancio dell’agricoltura: nessuna nostalgia ma risorsa per il futuro”

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L'uva nera puo' essere utile nel trattamento della malaria

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La produzione mondiale di vino nel 2010 perde il 6% rispetto al 2009, proseguendo un trend già negativo

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Unità nazionale e glocalizzazione

Alla realizzazione della Unità Nazionale hanno attivamente partecipato molti illustri Georgofili e l’ Accademia si appresta a rievocare il 150° anniversario di quell’evento, sia per manifestare l’orgoglio di quegli elevati contributi di pensiero e di azione che per riflettere sui forti cambiamenti che ne sono derivati e guardare al futuro, dominato da un irreversibile processo di globalizzazione.

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Intensificazione colturale in olivicoltura

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Il Libro Nero: un dossier sullo spreco alimentare in Italia

Lo spreco alimentare è un problema che per lungo tempo è stato ampiamente sottostimato, poco indagato e poco documentato. Lo scopo del Libro Nero, opera di un gruppo di ricercatori “Last Minute Market” dell’Università di Bologna, è analizzare il sistema alimentare italiano e, sulla base dei dati disponibili, elaborare una stima degli sprechi e una valutazione delle conseguenze generate dalla gestione delle eccedenze, da un punto di vista economico, ambientale, nutrizionale e sociale. La quantificazione degli sprechi permette di comprendere in modo chiaro il grande danno per l’uomo e per l’ambiente che quotidianamente si perpetua lungo tutta la catena alimentare e stimola la definizione di modelli alternativi più efficienti e sostenibili. In definitiva l’obiettivo ultimo che occorre porsi è: ridurre lo spreco.

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Bruni (COGECA): quale futuro per l’ortofrutta dopo il 2013?

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La climatologia per la previsione della qualità della produzione

E’ ormai noto che le condizioni meteo-climatiche esercitano una grande influenza sui processi biologici responsabili della crescita e dello sviluppo delle piante. Le interazioni tra clima e coltura interessano, infatti, molteplici aspetti quali la crescita vegetativa, l’inizio e la durata delle fasi fenologiche, le caratteristiche della produzione finale.

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Prospettive di uno sviluppo di cereali e di leguminose da granella perenni

Con le tecnologie molecolari, oggi in spettacolare progresso, potrebbero essere  identificati i geni che controllano l’abito perenne in specie affini e trasferiti nelle specie domesticate, con risultati rapidi, mirati e certo innocui. Lo sviluppo di biotipi perenni potrebbe rappresentare un notevole progresso per la produzione alimentare e per la diminuzione dei costi di produzione di importanti derrate, specie per coltivazioni da effettuare in ambienti difficili e con minore impatto sull’ecosistema.

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Mostra ai Georgofili: "Risorse e culture materiali, tra storia e innovazione"

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Casi di eccellenza della filiera agro-alimentare pisana

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Agricoltura e filiere agroindustriali

Intervento del Prof. Franco Scaramuzzi al Convegno su "Il valore della filiera agroindustriale"

In apertura dei lavori del Convegno su “Il valore della filiera agroindustriale”, organizzato da Intesa SanPaolo – Agriventure il 27 ottobre a Firenze, il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Franco Scaramuzzi, ha evidenziato come l’importanza strategica dell’agricoltura vada riemergendo nei vari Summit mondiali che stanno affrontando problematiche quali la tutela ambientale, le fonti energetiche, la sicurezza alimentare. Alla base delle soluzioni finora prospettate, si finisce infatti per trovare sempre l’agricoltura ed i suoi insostituibili ruoli.

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Il presidente dell’UNICEB Renzo Fossato: “Perché gli OGM vanno difesi”

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Documento unitario Cia, Confagricoltura e Copagri: l’Italia ha bisogno urgente di una politica per l’agricoltura

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Contraddizioni e coerenze nella politica agraria dell’Unità italiana

Nel XIX sec. la differenza fra la situazione italiana e quella degli altri paesi dell'Europa Occidentale, era troppo profonda ed evidente perché non apparisse in tutta la sua gravità a tutti coloro che fossero usciti dalla cerchia della vita e dell'economia locale, particolarmente chiusa, ed avessero coltivato contatti con paesi maggiormente progrediti. Era perciò inevitabile che si diffondesse un senso di delusione e scoraggiamento in coloro che avevano considerato l'Unità non soltanto come un obiettivo ideale e politico, ma anche come strumento per restituire al Paese la funzione economica che ritenevano gli appartenesse per posizione geografica, clima, risorse naturali, cultura, storia antica e del Risorgimento.

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L'Italia unita nell'Unione Europea

Non possiamo pensare al futuro della nostra Nazione senza considerare che l’Italia e gli italiani non sono più quelli di 150 anni fa

Il Risorgimento riuscì a unificare la nostra Nazione, quando era costituita da un insieme di realtà diversificate. La stessa lingua italiana non era ancora alla portata di tutti, tanto che anche i tribunali avevano bisogno di interpreti. Dobbiamo riconoscere che 150 anni non sono stati sufficienti a completare la formazione unitaria degli italiani, pur se questo processo ha avuto accelerazioni dalle massicce migrazioni interne, soprattutto dal sud verso il nord e dalle campagne verso i centri di sviluppo commerciale ed industriale.

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Seminario su qualità dell’aria e fumo causato da incendi

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Il bosco ceduo in Italia

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Perplessità di un agronomo sull’uso di alcuni vocaboli

In considerazione che l’agricoltore coltiva piante ed alleva animali ed opera pertanto con esseri viventi, dalla sua attività dovrebbe ricavare prodotti biologici. Ma non è così. Solo l’Agricoltura biologica può fornire produzioni “biologiche”; ma le altre produzioni cosa sono?

In alcune relazioni tecniche si incontrano spesso espressioni o vocaboli che appaiono impropri e certe volte non coerenti con l’argomento  affrontato. È vero che la lingua è in continua evoluzione e che nuovi lemmi arricchiscono il nostro dizionario. Ma in molti casi non si tratta di nuove voci, bensì del significato di vecchie voci. Vi sono anche episodi isolati o errori che non pongono problemi. È questo, ad esempio, il caso di quella voce “girapoggio” che alcuni ed anche un grande giornalista attribuirono ad una fossa che gira, con andamento a spirale, attorno una collina conica.

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Innovazione e valorizzazione della mandorla di Sicilia

Il 15 ottobre 2010 si è svolto ad Avola (SR) un incontro nel corso del quale si è fatto il punto sulla mandorlicoltura regionale e sulle ipotesi di rilancio del settore. L’incontro è stato organizzato dalla Regione Siciliana, Dipartimento interventi infrastrutturali per l’agricoltura e vi è stata una numerosa partecipazione di operatori del settore, vivaisti, produttori, trasformatori, commercianti, oltre che di ricercatori di diverse Istituzioni scientifiche dell’Isola.

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L’Unione Europea stanzia 250 milioni di euro per proteggere la salute umana e animale

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Eurocean 2010

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Vecchioni: “agricoltura e agroindustria lavorino insieme per fronteggiare il caro-prezzi”

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Impiego di mezzi termici per la disinfestazione del terreno nel rispetto dell’ambiente

Nella giornata di studio del 15 ottobre, promossa dall’Accademia dei Georgofili, in collaborazione con l’ARSIA-Regione Toscana e con il CIRAA dell’Università di Pisa, i ricercatori delle università di Padova, Pisa e Torino sono intervenuti al Centro Interdipartimentale di Ricerca Agro Ambientale “E. Avanzi” in località S. Piero a Grado (Pisa), per presentare i risultati delle ricerche sull’impiego dei mezzi termici, in sostituzione di quelli chimici, nella lotta ai patogeni tellurici e alle infestanti, sia in ambiente agricolo che in ambiente urbano.

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Si conclude la campagna contro la peste bovina

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Criteri progettuali per il benessere animale nelle stalle per bovine da latte

La zootecnia negli ultimi anni ha conosciuto un rilevante sviluppo per la modernizzazione delle tecnologie impiegate, l’aumento delle competenze professionali degli operatori, gli stimoli provenienti dal mercato e dai consumatori in materia di igiene e salubrità delle produzioni. Negli ultimi decenni si è assistito anche a un notevole cambiamento nella realizzazione delle strutture di stabulazione per bovini da latte di pianura.

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A Giampiero Maracchi il XXIX Premio Columbus per la Scienza

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Aspetti economici delle produzioni florovivaistiche nel Mezzogiorno d’Italia

Nell’ambito delle attività della Sezione Sud-Ovest dell’Accademia dei Georgofili,  il Prof. Emanuele Schimmenti, Ordinario del Dipartimento di Economia dei Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Palermo, ha svolto una lettura in cui ha evidenziato come nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia il florovivaismo abbia assunto negli ultimi anni una crescente importanza sul piano produttivo e commerciale, in particolare in alcuni segmenti del comparto, quale quello delle piante ornamentali, ed in alcune regioni, quali Sicilia, Puglia e Campania.

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FAO: “World Food Day” sabato 16 ottobre

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USA: il salmone OGM è pronto per la tavola

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Api: risolto il giallo della “sindrome da spopolamento”

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DDL ETICHETTATURA: tutti soddisfatti per voto bipartisan alla Camera, ora bisogna convincere anche l’Europa

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150° ANNIVERSARIO DELLA UNITA' NAZIONALE

Manifestazioni programmate dai Georgofili presso la propria Sede entro il 2010 per il 150°Anniversario della Unità Nazionale

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Piante nello spazio

L’interesse per la crescita e riproduzione delle piante nello spazio è recentemente aumentato in concomitanza con la possibilità di realizzare missioni spaziali di lunga durata. La positiva riuscita di queste è subordinata all’utilizzo delle piante per la fissazione dell’anidride carbonica, la produzione di ossigeno, la depurazione dell’acqua, la produzione di cibo e, di non minore importanza, l’effetto positivo che il verde ha sullo stato psicologico degli astronauti.

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Il presidente di Confagricoltura Vecchioni presenta 61 proposte legislative per l’agricoltura italiana

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Bando “Futuro e Ricerca 2010” per giovani ricercatori

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Fabbricati, il sistema catastale non ha rilevanza sulla ruralità

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A Palermo dal 2 a 3 dicembre 2010 la Giornata Mondiale del Suolo

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22 paesi in “crisi prolungata” : Crisi alimentari ricorrenti ed altissima percentuale di sottonutriti

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Fermare la scriteriata campagna anti-OGM e ricominciare dalla sperimentazione

I prodotti OGM finora licenziati sono assolutamente sicuri, non solo per i consumatori, ma anche per l’ambiente dove sono coltivati. La ricerca in questo settore offre grandi opportunità per migliorare l'agricoltura.

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Chestnut (Castanea sativa Mill.): A Multipurpose European Tree

Si è tenuto a Bruxelles il 30 settembre 2010 un interessante workshop e tavola rotonda sulla coltura del castagno in Europa

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“Sicurezza alimentare” e redditi degli agricoltori

A causa del crescente divario fra alti costi delle produzioni nazionali e prezzi sul mercato globale, i nostri agricoltori sono stati costretti ad una significativa riduzione delle superfici coltivate a grano. E’ la manifestazione evidente di una sintomatologia da non trascurare perché fa parte della grande problematica riguardante la “sicurezza alimentare” globale che preoccupa l’intera umanità e che deve essere responsabilmente affrontata anche a livello delle singole nazioni.

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Una pianta su cinque rischia di scomparire

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Auguri a "Stile Naturale"

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Agricoltura e cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici in atto sono il primo segnale degli effetti di un modello di sviluppo, iniziato con la rivoluzione industriale alcuni secoli fa, che porta oggi ai cambiamenti globali del pianeta, tra cui quello climatico è forse il più evidente. La globalizzazione economica, con l'emergere dei paesi dell' Asia, pone grandi interrogativi sulla capacità del pianeta di sostenere tale modello economico e produttivo.

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La serra da utilizzatrice a fornitice di energia?

La prof. Cecilia Stanghellini dell’Università di Wageningen (Olanda) ha svolto presso l’Accademia dei Georgofili una interessante lettura sulla possibilità di realizzare una serra che non abbia bisogno di energia addizionale.

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Un eco-stile per un nuovo mondo

L’ultimo libro di Andrea Segrè, Lezioni di Eco-stile (Bruno Mondadori), ci propone uno stile di vita più sobrio, più equo, più sostenibile. Per una società basata sulla sufficienza e non sull’imperativo dell’abbondanza, in un’economia leggera e trasparente, in un’eco-scienza rispettosa del rapporto tra uomo e ambiente.



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Oli extravergini di oliva di eccellenza

Si è svolta a Verona dal 20 al 22 settembre la IV Conferenza Internazionale “Beyond Extra-Virgin”

Sono state presentate interessanti relazioni di studiosi greci, italiani, spagnoli, statunitensi. Hanno partecipato anche chef leader nei vari paesi per l’abbinamento degli oli extravergini di eccellenza alle diverse pietanze, con particolare riguardo a quelle tipiche della dieta mediterranea.

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Salute e sicurezza nel lavoro in serra

Si è svolto a Ragusa il 15 settembre il Convegno “Salute e Sicurezza nel lavoro in Serra” promosso dall’Accademia dei Georgofili.

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Per un uso sicuro delle acque reflue

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Nel DNA del melo le difese naturali contro le malattie

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I nanocibi sono tra noi

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Il presidente della Cogeca chiede una PAC più forte e coraggiosa che sappia premiare i comportamenti virtuosi dei produttori e delle loro cooperative

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Documento unitario di Confagricoltura, Cia e Copagri su PAC e politiche agricole nazionali

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Sicurezza alimentare e redditi equi agli agricoltori

I prezzi del grano sul mercato globale stanno subendo un nuovo ed imprevisto aumento, attribuito questa volta ad eventi avversi dell’estate russa ed alla conseguente riduzione della produzione di grano, capace di far scattare un circuito di aumenti dei prezzi. Tre anni fa si verificarono altri eventi “straordinari”, con effetti a catena che causarono un ampio aumento dei prezzi alimentari, a partire proprio dal grano, sollevando tante discussioni allarmanti sulla sicurezza alimentare a livello globale.

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Il progetto SelMol presentato ai Georgofili in un convegno il 15 e il 16 settembre

Importanti risultati per il miglioramento genetico in zootecnia

Con l’ acronimo SelMol (Selezione Molecolare) viene indicato il progetto “Ricerca e innovazione nelle attività di miglioramento genetico animale mediante tecniche di genetica molecolare per la competitività del sistema zootecnico nazionale”.  E’ un progetto, di durata triennale, finanziato nel 2007 dal MiPAAF al consorzio delle Associazioni Allevatori (CRSA) e svolto da Unità di ricerca appartenenti a16 Università e 4 Centri, in collaborazione con le Associazioni Allevatori (ANA).

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Più sicurezza nel lavoro in serra

Nella giornata di studio promossa dall'Accademia dei Georgofili in collaborazione con l’INAIL e tenutasi a Ragusa il 15 settembre, qualificati relatori hanno affrontato il tema della "salute e sicurezza nelle coltivazioni in ambiente protetto".

In Italia, le colture protette sono presenti in 31500 aziende per una superficie di 22000 ha (ISTAT 2000). In Sicilia si registra il 26% delle aziende e il 30% della superficie protetta. La sola Provincia di Ragusa assorbe il 16% delle aziende e il 20% della superficie (3,1% della superficie nazionale protetta).
Le problematiche connesse a questo importante settore sono diverse, ma quelle della sicurezza e prevenzione sul lavoro, sono certamente molto rilevanti. Sotto questo aspetto il Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, deve rappresentare uno strumento di indirizzo funzionale per consentire un'efficace azione di prevenzione in un settore che presenta diversi livelli di sviluppo tecnico e tecnologico e, quindi, anche di rischio per gli operatori.

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Per una sicurezza alimentare globale

La decisione della Russia di vietare le esportazioni di grano ha provocato subito un aumento dei prezzi. Ogni parallelismo con l’ultima crisi del 2007 non dovrebbe essere automatica, anche perché il prezzo del frumento è ancora al di sotto dei picchi raggiunti all’inizio del 2008. Tuttavia, ancora una volta, un’iniziale impennata del prezzo del frumento sta determinando aumenti anche di altre commodities a seguito delle restrizioni informali apportate dall’Ucraina e dal Kazakistan alle esportazioni nell’intento di tesaurizzare i prodotti.

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Il pomodoro protegge la prostata

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Il pomodoro Pachino è israeliano

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Italia: il punto sul cancro batterico dell'actinidia

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Contraffazioni e frodi del Made in Italy

La crisi che sta attraversando il settore lattiero-caseario ha le stesse cause che creano difficoltà anche  molti prodotti alimentari (pomodoro, olio di oliva, etc.) distribuiti con l’etichetta “Made in Italy”, anche quando in Italia vengono solo manipolati per il confezionamento, mentre la materia prima non ha esclusiva origine dai nostri campi coltivati e dai nostri allevamenti.

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Prestigioso riconoscimento ad uno studioso italiano che ha scoperto alcune percezioni delle piante

Stefano Mancuso primo italiano invitato al TED di Oxford

La fondazione americana TED (www.ted.com) persegue la valorizzazione e la diffusione delle acquisizioni scientifiche e delle idee più innovatrici del mondo, considerando che le idee rappresentano la forza più grande per cambiare il futuro dell’Umanità. Il primo scienziato italiano invitato a parlare al TED è il georgofilo Stefano Mancuso, direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV, www.linv.org) dell’Università di Firenze, il quale ha condotto negli ultimi anni ricerche fondamentali sull’attività ed i comportamenti delle piante

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OGM: ignoranza e pregiudizio

Ormai da molti anni, importanti organizzazioni scientifiche usano le nuove tecnologie della transgenesi e numerosi Paesi ne impiegano i prodotti ottenuti. In Italia è stata impedita la ricerca sull’uso di questa tecnologia ma ne importiamo i prodotti, soprattutto mais e soia OGM, usati come mangimi per oltre la metà della nostra produzione di carne, uova, latte e derivati.

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L’attuale crisi politica e l’Unità nazionale

La crisi politico-istituzionale che sta attraversando il nostro Paese sembra derivare in gran parte da divergenze sui rapporti fra nord e sud, con radici che affondano nel Rinascimento e proprio su quella Unità Nazionale di cui intendiamo celebrare il 150° anniversario.

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Dal diritto agrario a quello alimentare

Lo sviluppo degli interventi normativi della Comunità Europea porta a considerare oggi il diritto alimentare in modo del tutto differente.

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Saluto ai lettori

Il Presidente Franco Scaramuzzi spiega il perché di questo nuovo sito dell'Accademia dei Georgofili


L’Accademia dei Georgofili, perseguendo una migliore comunicazione, dà oggi vita a questo sito web “Georgofili.info”, articolato in modo da rendere più facile ed immediata la ricerca delle notizie che interessano il mondo legato alle attività agricole.
Come tutte le attività dei Georgofili, anche questa iniziativa non persegue alcun fine di lucro.
Siamo a vostra disposizione, grati se vorrete collaborare offrendoci suggerimenti. Saremo lieti di dialogare con voi, anche rispondendo a quesiti e pubblicando vostri utili pareri sugli argomenti trattati.

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Ornamentali da mangiare

Si sta assistendo, anche nel nostro Paese, alla diffusione del cosiddetto “Edible landscaping”, già diffuso negli Stati Uniti ed in alcuni paesi europei.

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Olivicoltura - Problemi e Prospettive

In una Giornata di Studio organizzata dall’Accademia dei Georgofili, sono stati presentati e discussi pubblicamente i risultati di una ricerca, condotta in collaborazione con l’ARSIA/Regione Toscana, sulla attuale situazione della olivicoltura, anche quale importante elemento del paesaggio toscano. Sono stati illustrati i vantaggi della nuova olivicoltura superintensiva che si sta diffondendo a livello mondiale. Il convegno ha offerto quindi la possibilità di esaminare sia l’insieme della nostra attuale olivicoltura che le prospettive che possono essere aperte per il suo futuro.

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Prevenzione degli incidenti sulle macchine agricole

Nei primi due mesi del 2010, tra le cause principali degli infortuni mortali nei settori maggiormente coinvolti (agricoltura, 26,1%, ed edilizia, 24,6%) ci sono la caduta dall’alto di materiali, il contatto con mezzi o oggetti in movimento e il ribaltamento di macchine agricole in movimento.

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Ciliegie senza peduncolo

E’ stata segnalata l’opportunità di rivalutare le varietà di ciliegie commerciabili senza peduncolo. Si tratta di varietà che a maturità si distaccano dal peduncolo, lasciando perfettamente cicatrizzato il punto di distacco.

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I prodotti di V gamma

Con il temine V gamma si identificano i prodotti vegetali precotti, cotti al vapore, grigliati, confezionati sottovuoto o in atmosfera modificata e refrigerati. In queste condizioni la loro conservazione può prolungarsi per alcuni mesi.

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Irrigazione in "deficit controllato" in olivicoltura

Effetti positivi dell’irrigazione sull’attività vegetativa e produttiva dell’olivo, sulle dimensioni del frutto nonché sul processo di inolizione sono ampiamente documentati

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Il ruolo degli antiossidanti

Gli antiossidanti sono fondamentali nello sviluppo delle normali funzioni biologiche. Le diete povere di frutta e verdura non garantiscono una adeguata copertura del fabbisogno.

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Georgofili, chi sono?

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Dieta mediterranea patrimonio Unesco

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A New York da Sotheby’s “L’arte del Coltivare”, un’asta di vegetali molto particolari

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Il WTO contro il divieto generalizzato delle coltivazioni OGM

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Istituito l'Albo dei prodotti di montagna

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A New York un megastore dei gusti italiani inaugurato il 31 agosto

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La patata della Sila incassa l’IGP

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Indagine di FEDERVINI sul consumo di alcolici in Italia

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Nuovo packaging biodegradabile e compostabile per l’ortofrutta

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USA: l'orto si coltiva in azienda

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Riorganizzazione della ricerca scientifica pubblica per le scienze agrarie

Gli Atti (disponibili su www.georgofili.net) della Giornata di Studio su “La ricerca scientifica pubblica. Strutture e organizzazione per le scienze agrarie (h2)”, tenutasi a Firenze l’8 marzo 2010, sono stati  formalmente consegnati dall’Accademia dei Georgofili al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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La resurrezione delle fibre tessili naturali

Un auspicabile aumento della produzione delle fibre naturali, rinnovabili, aiuterebbe molte attività agricole e zootecniche e contribuirebbe allo sviluppo economico e sociale di molti paesi poveri. Anche le caratteristiche merceologiche dei filati e dei tessuti sono a favore delle fibre naturali.

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